Leggendo le varie risposte vedo che torniamo alle solite polemiche dell'orticello.
Io vedo la caccia come una tradizione in cui il cacciatore è l'uomo con o senza cane che sia, poi il cane può essere lo strumento che aiuta, facilita e sublima certe tipologie di caccia, ma certamente non è indispensabile, come non deve divenire uno strumento indispensabile per cacciare la stanziale o altre specie migratorie per le quali con il cane si sublima e si esalta l'azione di caccia.
Con questo voglio dire che chi caccia all'aspetto una lepre, un coniglio o sta appostato sul confine di un divieto ad aspettare un fagiano o una beccaccia alla sera o al mattino non lo posso considerare un cacciatore, chi pratica ad esempio una caccia senza cane al coniglio come citato da qualcuno, oppure anche alla lepre è ammirevole perchè denota una profonda conoscenza sia dell'ambiente che del selvatico insidiato, cosa che molti saprebbero fare solamente a parole o sui forum.
Oltreciò non è certamente semplice risalire le rimese sulle tracce o sulle fatte e neppure privo di sacrifici e di sconfitte.
Il voler o l'avvolorare le lotte e le prese di posizione di qualcuno per promuovere una caccia specialistica o come quella del sondaggio posso capirne i motivi e cioè che il territorio non esiste più e di conseguenza gli animali sono molto meno che in passato e concentrati in poco spazio cosi come noi ci ritroviamo a cacciare concentrati in piccoli fazzoletti di territorio sperperando in men che non si dica tutto.
Da ciò nasce più che un etica un invidia dovuta alla mancanza di selvaggina.Un tempo quando la selvaggina era in ogni dove a nessuno interessava se uno abbatteva una lepre che gli chizzava tra i piedi o un fagiano involato con la cannetta, perchè "l'appagazione dei sensi" era sempre possibile per il cinofilo, cosa che oggi la si deve rincorrere....
Poi sostenere un etica è fuor di modo corretto, ma non è corretto ne giutsto penalizzare altre persone o recriminare su certe forme di caccia che sono tradizione integrante della nostra storia e della nostra attività in nome di un etica che alla fine rappresenta solamente invidia.
La soluzione l'ho sostenuto più volte non è lo specializzare la caccia, ma ricreare ambiente e condizioni perchè gli animali proliferino e noi non ci troviamo in 50 in 10 ettari di terreno, perchè già i cambiamenti climatici stanno influendo non poco negativamente sulla nostra attività e se poi continuiamo a darci limitazioni, a farci la guerra gli uni con gli altri e non facciamo notare all'opinione pubblica che il problema vero non siamo noi come sostenuto dagli ambientalisti, ma i cambiamenti dell'ambiente il nostro futuro sono i ricordi e le storie di ciò che fu da raccontare ai nostri figli....
Questo è il mio pensiero, poi ognuno di noi è libero di sostenere quello che vuole e prendere le posizioni che più gli aggradano o gli convengono.
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