Tutti i cacciatori della zona ammettono che la cosa è un po' frustrante, ma davvero è uno spettacolo curioso e, a suo modo, divertente.
I tordi la sanno lunga, gli anticaccia no
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I tordi la sanno lunga, gli anticaccia no
C'è una contrada in Salento, presso la città di Maglie, dove un buon uomo, amante dell'avifauna e naturalmente accanito anticaccia, ha una proprietà di una trentina di ettari. Al centro di questa proprietà, interamente recintata e quindi da intendere come fondo chiuso in cui non si può praticare alcuna attività venatoria, c'è un cratere con un bel lago dove in ogni stagione planano anatidi e trampolieri d'ogni specie. Nei campi coltivati ogni anno vengono lanciati fagiani e lepri che l'ingenuo proprietario vorrebbe restassero là dentro come in un grande pollaio, mentre al contrario se ne vanno in giro al di fuori e magari riescono pure a riprodursi, se è vero che qualche giorno fa un amico del mio paese ha abbattuto un superbo maschio di fagiano. Al centro di questa proprietà si svolge la coltivazione, mentre tutto intorno c'è una fascia di macchia di querce larga almeno 15 metri, e in più una fitta pineta. In quest'area si rifugiano tordi e beccacce in numero cospicuo. Come è ovvio, molti cacciatori girano là attorno come le mosche sul miele e, allo spollo, tenendosi a debita distanza dalla recinzione per non incappare nelle sanzioni dei più svariati guardiacaccia, cercano di abbattere tutto ciò che possono di quel bendidìo. I tordi, che la sanno ormai lunga, fanno come i See Harrier sulle portaerei: spiccano il volo quasi in verticale e poi, quando sentono che i pallini non possono che far loro il solletico, finalmente volano in orizzontale ma ad alta quota, giusto per arrivare incolumi alla pastura.
Tutti i cacciatori della zona ammettono che la cosa è un po' frustrante, ma davvero è uno spettacolo curioso e, a suo modo, divertente. -
Quando la legge non può far valere i propri diritti rendete almeno legittimo che la legge non impedisca di infliggere i torti. (William Shakespeare) -
C'è una contrada in Salento, presso la città di Maglie, dove un buon uomo, amante dell'avifauna e naturalmente accanito anticaccia, ha una proprietà di una trentina di ettari. Al centro di questa proprietà, interamente recintata e quindi da intendere come fondo chiuso in cui non si può praticare alcuna attività venatoria, c'è un cratere con un bel lago dove in ogni stagione planano anatidi e trampolieri d'ogni specie. Nei campi coltivati ogni anno vengono lanciati fagiani e lepri che l'ingenuo proprietario vorrebbe restassero là dentro come in un grande pollaio, mentre al contrario se ne vanno in giro al di fuori e magari riescono pure a riprodursi, se è vero che qualche giorno fa un amico del mio paese ha abbattuto un superbo maschio di fagiano. Al centro di questa proprietà si svolge la coltivazione, mentre tutto intorno c'è una fascia di macchia di querce larga almeno 15 metri, e in più una fitta pineta. In quest'area si rifugiano tordi e beccacce in numero cospicuo. Come è ovvio, molti cacciatori girano là attorno come le mosche sul miele e, allo spollo, tenendosi a debita distanza dalla recinzione per non incappare nelle sanzioni dei più svariati guardiacaccia, cercano di abbattere tutto ciò che possono di quel bendidìo. I tordi, che la sanno ormai lunga, fanno come i See Harrier sulle portaerei: spiccano il volo quasi in verticale e poi, quando sentono che i pallini non possono che far loro il solletico, finalmente volano in orizzontale ma ad alta quota, giusto per arrivare incolumi alla pastura.
Tutti i cacciatori della zona ammettono che la cosa è un po' frustrante, ma davvero è uno spettacolo curioso e, a suo modo, divertente.
Azz...........deve essere uno spettacolo mi piacerebbe proprio vedere
[:-golf][:-golf]
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Ragà, caccio i tordi da più di vent'anni e posso dirvi che l'evoluzione che gli ho visto fare in questo periodo di tempo è incredibile: non solo sono riusciti ad adattarsi ai cambiamenti morfologici del territorio, ma sfruttano ogni appiglio nel tentativo di sopravvivere e di riprodursi, tentativi che vanno a buon fine in quanto la specie è stabile o in leggero aumento, nonostante siano il selvatico maggiormente cacciato in Italia. Infatti sono i cacciatori a stancarsi prima, non avendo la necessaria pazienza per cacciare un volatile nel passato sinonimo di tonto, ma che vi assicuro essere di una scaltrezza e di una furbizia quasi infinite. Viva i tordi dunque, e che quest'anno possano sopravvivere in tantissimi e procreare una infinità di nidiacei.Parsifal? So nannte traümend mich einst die Mutter..Commenta
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E se vi dicessi che più volte, nel bosco o in pineta, quando arrivano al crepuscolo per l'appollo, fanno il giochetto di posarsi avendo sempre il tronco come protezione fra me e loro? O li spari al volo oppure la fanno quasi sempre franca.Commenta
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scusa ma c'è il divieto di caccia?è un fondo chiuso?
---------- Messaggio inserito alle 09:07 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:06 PM ----------
per essere tale deve avere autorizzazione se no non è niente...« Come adoro questo Lago e come mi fa ira, quando certuni, come Illica, me lo chiamano pantano! Già essi non possono comprendere le dolcezze del vivere al cospetto della natura.........Commenta
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E' un fondo chiusissimo con tanto di cartelli lungo la recinzione alta 2 metri. Ma tutti lo sanno che lì dentro è un paradiso terrestre. Comunque gli animali, anche quelli del ripopolamento, da lì dentro escono nelle campagne circostanti. Infatti ogni anno lui ottiene il lancio di almeno 5 famigliole di fagiani e una decina di lepri. Questi selvatici, ovviamente, restano lì finché gli aggrada; poi escono e vanno a nidificare e a riprodursi tutto intorno. Per cui anche circolando nei paraggi, e mantenendosi a distanza legale dalla rete, si fanno spesso delle belle battute. La cosa paradossale è che la maggior parte dello sterminio sui più grossi volatili (acquatici, fagiani) e lepri non lo facciamo noi cacciatori bensì le volpi. Io personalmente un paio di volte ho preso il coniglio selvatico (che forse è un coniglio inselvatichito, fuggito da qualche masseria limitrofa).Commenta
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dev'essere una bella zona......le volpi saranno belle grosseE' un fondo chiusissimo con tanto di cartelli lungo la recinzione alta 2 metri. Ma tutti lo sanno che lì dentro è un paradiso terrestre. Comunque gli animali, anche quelli del ripopolamento, da lì dentro escono nelle campagne circostanti. Infatti ogni anno lui ottiene il lancio di almeno 5 famigliole di fagiani e una decina di lepri. Questi selvatici, ovviamente, restano lì finché gli aggrada; poi escono e vanno a nidificare e a riprodursi tutto intorno. Per cui anche circolando nei paraggi, e mantenendosi a distanza legale dalla rete, si fanno spesso delle belle battute. La cosa paradossale è che la maggior parte dello sterminio sui più grossi volatili (acquatici, fagiani) e lepri non lo facciamo noi cacciatori bensì le volpi. Io personalmente un paio di volte ho preso il coniglio selvatico (che forse è un coniglio inselvatichito, fuggito da qualche masseria limitrofa).
« Come adoro questo Lago e come mi fa ira, quando certuni, come Illica, me lo chiamano pantano! Già essi non possono comprendere le dolcezze del vivere al cospetto della natura.........Commenta
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Io sono sempre contento quando ci sono tali aree, gli animali hanno diritto di avere parchi, oasi o fondi chiusi dalla loro che li facciano stare tranquilli mentre per noi e' un bene che possano attirare con il loro canto e la loro sicurezza altri animali che poi renderanno la zona piu' ricca con spostamenti degli stessi e ripopolamenti vari. Comunque se il fondo non e' classificato come FONDO CHIUSO con cartelli tutto intorno e pagamento della tassa specifica, l'area anche circoscritta non e' niente, e quindi se qualche guardiacaccia lo reputasse tale credo che ci possano essere gli estremi per una denuncia penale nei suoi confronti, informatevi bene!Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....Commenta
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Quello che dici pone un bel quesito: anche se non ci fossero cartelli espliciti e specifici, io credo che ogni tentativo di entrare lì dentro si configurerebbe come violazione di una proprietà privata poiché si dovrebbe superare la rete alta alla quale, tra l'altro, sta attaccata una fitta siepe. Capisco se non ci fosse questa rete, ma ti assicuro che non ci sono assolutamente varchi d'accesso. In effetti un cacciatore incallito si mangerebbe le mani. Pensa che in autunno c'era ancora un campo dove avevano seminato e trebbiato legumi (piselli, lenticchie etc.). I colombacci (non i colombi domestici, ma i colombacci selvatici) planavano e pasturavano a sazietà; poi andavano a bere e a lavarsi nel laghetto. Amici di un paese vicino ne hanno abbattuto qualcuno fino a novembre-dicembre. E ancora qualche scettico dice che non è vero e non ci crede. Ma se non li avessi visti, e più tardi non ne avessi preso anch'io, non avrei creduto. Considera che c'è pure una vigna di 2 ettari, e i tordi mangiano l'uva residua fino a tutto novembre, specie se come quest'anno il clima mite dura fino aprima di Natale.Io sono sempre contento quando ci sono tali aree, gli animali hanno diritto di avere parchi, oasi o fondi chiusi dalla loro che li facciano stare tranquilli mentre per noi e' un bene che possano attirare con il loro canto e la loro sicurezza altri animali che poi renderanno la zona piu' ricca con spostamenti degli stessi e ripopolamenti vari. Comunque se il fondo non e' classificato come FONDO CHIUSO con cartelli tutto intorno e pagamento della tassa specifica, l'area anche circoscritta non e' niente, e quindi se qualche guardiacaccia lo reputasse tale credo che ci possano essere gli estremi per una denuncia penale nei suoi confronti, informatevi bene!Commenta
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Violazione del divieto di caccia in fondo chiuso - irrilevanza della notifica regionale e della mancata opposizione di cartelli di divieto. Ai fini della configurabilità della violazione divieto di caccia in fondo chiuso di cui all'art. 17 della l. n. 968 del 1997 (norma poi sostituito dalla l. n. 157 del 1992, ma applicabile, "ratione temporis", alla fattispecie), è sufficiente che il fondo risulti recintato con rete metallica o con struttura muraria, senza che assuma rilievo, per converso, ne' la mancata apposizione di cartelli di divieto ne' l'omessa notifica (prevista dal ricordato art. 17) ai competenti organi regionali. Cassazione civile sez. I, 12 gennaio 1999, n. 249.Quando la legge non può far valere i propri diritti rendete almeno legittimo che la legge non impedisca di infliggere i torti. (William Shakespeare)Commenta
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Metto in ordine le foto dell'area al centro della nostra chiaccherata: prima di tutto il cartello di divieto sulla recinzione.Violazione del divieto di caccia in fondo chiuso - irrilevanza della notifica regionale e della mancata opposizione di cartelli di divieto. Ai fini della configurabilità della violazione divieto di caccia in fondo chiuso di cui all'art. 17 della l. n. 968 del 1997 (norma poi sostituito dalla l. n. 157 del 1992, ma applicabile, "ratione temporis", alla fattispecie), è sufficiente che il fondo risulti recintato con rete metallica o con struttura muraria, senza che assuma rilievo, per converso, ne' la mancata apposizione di cartelli di divieto ne' l'omessa notifica (prevista dal ricordato art. 17) ai competenti organi regionali. Cassazione civile sez. I, 12 gennaio 1999, n. 249.Commenta
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Seguono le altre foto di questo paradiso, sia per confortare gli amici salentini che vivono lontano da casa, sia per regalare qualche scorcio mediterraneo agli altri amici cacciatori. In questa foto è visibile il costone tufaceo del cratere in cui si trova il laghetto dove "passano" gli acquatici.Commenta
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