Sono al trentesimo anno di licenza e, se fossi andato a caccia per la selvaggina che portavo a casa, avrei dovuto smettere già durante la prima stagione venatoria. Questa mia passione, quindi, non è legata al carniere.
Mi piace svegliarmi presto, vedere l'alba, sentire il risveglio della natura. Certo, anche a me capita di catturare delle prede, ma quando torno a casa con la cacciatora vuota (capita abbastanza spesso) non ne faccio un dramma.
Mi è capitato anche di accompagnarmi con amici che mi hanno dato del "Verde", per il mio modo di pensare la caccia.
Non mi piacciono le stragi e mi accontento di un "prelievo venatorio", come qualcuno lo ha definito anni fa.
Forse sono indietro coi tempi, ma tra una bella battuta alle quaglie richiamate col fonofil e il cacciatore di starne di cinquanta anni fa, preferisco quest'ultimo.
Questi non sparava mai nel nel mucchio, ma cercava di colpire quelle all'esterno per evitare di ferirne inutilmente e di una brigata ne lasciava sempre alcune per consentire la riproduzione.
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