Effetto boomerang nella gestione del cinghiale

Comprimi

Riguardo all'autore

Comprimi

Alessandro il cacciatore Scopri di più su Alessandro il cacciatore
X
 
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi
  • Alessandro il cacciatore
    🥇🥇
    • Feb 2009
    • 20200
    • al centro della Toscana
    • Deutsch Kurzhaar

    #1

    Effetto boomerang nella gestione del cinghiale

    È stato recentemente pubblicato sulla rivista Pest Management Science un interessante lavoro dal titolo “Wild boar populations up, numbers of hunters down? A review of trends and implications for Europe” a cura di diversi autori provenienti da quasi tutti gli stati europei. I ricercatori hanno dimostrato come negli ultimi decenni in tutta Europa la popolazione di cinghiale sia cresciuta in termini esponenziali, nonostante la forte pressione venatoria esercitata e le diverse metodiche di caccia messe in atto.
    I motivi di questa crescita esponenziale sono da ricercare in fattori biologici, legati all’elevato tasso riproduttivo della specie, al basso tasso numerico di predatori specializzati, al rimboschimento di territori, a inverni miti, ma anche a fattori di origine antropica, come ad esempio l’alimentazione supplementare, la re-introduzione (illegale) della specie a scopi venatori nonché la stessa attività venatoria.
    La mortalità naturale
    , infatti, data da fattori climatici, patologie e predatori (in particolar modo Lupo), incide maggiormente sulle classi giovanili, mantenendo una struttura della popolazione più stabile, ed una minor dispersione di soggetti nel territorio. Per contro, l’attività venatoria, agisce principalmente sulle classi adulte, innescando delle risposte compensative nella popolazione di cinghiale. Ne consegue quindi una destrutturazione della popolazione che comporta un maggior tasso riproduttivo, una riproduzione precoce nelle femmine, ed un maggior tasso di dispersione dei soggetti giovani (quelli che contribuiscono maggiormente a creare danni alle attività agricole). È emerso infatti nella pubblicazione che il tasso di accrescimento medio della popolazione di cinghiali in Europa a partire dai primi anni ’80 è quasi sempre stato superiore a 1, con picchi fino a 1.46. Tale aspetto è implicabile soprattutto alla precocità riproduttiva delle femmine giovani, che in una popolazione destrutturata possono essere fertili anche ad età inferiori all’anno.
    Gli autori concludono che se da un lato si è assistito ad una crescita del numero di cinghiali a fronte di una diminuzione del numero di cacciatori, tuttavia, l’attività venatoria non ha assolutamente impedito la crescita delle popolazioni di cinghiali, e tale situazione contribuirà negli anni a venire a generare ulteriori situazioni di conflitto tra uomo e fauna selvatica. Ciò potrebbe portare ad una specializzazione dell’attività venatoria, sostituendo la caccia tradizionale ricreativa con una forma di“professional hunting” volta a migliorare l’efficacia del prelievo ed il rispetto della struttura di popolazione, al fine di garantire l’effettivo contenimento della popolazione.
    Questa pubblicazione conferma quello che accade oggigiorno nella realtà italiana, ed in particolare quella alpina, in cui la popolazione di cinghiale attuale deriva quasi esclusivamente da immissioni, spesso illegali (nella cartina a lato si vede ad esempio come nel nord-Italia, nel 1987, fossero presenti popolazioni e nuclei isolati di cinghiali).
    A fronte della comparsa della specie in un determinato territorio, la soluzione più veloce messa in atto dalle pubbliche amministrazioni per ridurre l’impatto e i conflitti con le attività agricole, è quasi sempre stata quella di aprirne la caccia, spesso consentendo anche metodiche che arrecano grave disturbo alla selvaggina stanziale e che contribuiscono ad aumentare il tasso di dispersione di questa specie. La braccata con i cani rappresenta di fatto l’esempio emblematico di come una gestione estremamente semplicistica, e spesso attuata a fronte di pressioni politiche, si sia dimostrata di fatto la soluzione peggiore nella gestione del “problema cinghiale”. Siamo assolutamente consci che tale affermazione ci tirerà dietro ire e critiche di molti amici cacciatori, ma quello che sosteniamo è supportato non solo dalle evidenze del lavoro sopra citato, ma anche dalla situazione attuale che vede il cinghiale in continua espansione sul territorio alpino, a fronte anche di immissioni illegali, ben documentate da un lavoro del 2008 svolto in Regione Piemonte con la Camera di Commercio di Torino e l’Università di Sassari, che hanno evidenziato a livello genetico come la popolazione di cinghiale nelle aree di nuova colonizzazione non sia frutto di migrazioni naturali ma di immissioni ad esclusivo scopo venatorio.
    Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
  • carpen
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2012
    • 3161
    • Lombardia

    #2
    Eheheh... una rivista scientifica che annovera la caccia come motivo di aumento della stessa specie cacciata.

    Alla buon'ora, cominciano a capire gli effetti salutari sulla fauna della caccia di selezione.

    Siamo colpevoli dell'aumento degli ungulati!!! Tutti non solo cinghiali.

    Non è nemmeno un problema se sono tanti, censimenti + piani di abbattimento intelligenti, non serve altro se i cinghiali sono troppi si riportano al numero desiderato, se si mangia un cinghiale si alleva un maiale in meno!

    Da far leggere ai radical scic e loro compagni di merenda, compresi i tonacati e parcofili cresciuti a cartoni animati.

    Commenta

    • Alessandro il cacciatore
      🥇🥇
      • Feb 2009
      • 20200
      • al centro della Toscana
      • Deutsch Kurzhaar

      #3
      Io avrei da ridire su questa affermazione:

      l’attività venatoria, agisce principalmente sulle classi adulte, innescando delle risposte compensative nella popolazione di cinghiale.

      Esaminando i risultati delle battute al cinghiale (capi abbattuti) la proporzione fra sessi e classi di età, alla fine di una annata venatoria corrisponde alla struttura della popolazione presente. Non ci sono squilibri, si prelevano in percentuale le stesse proporzioni. Per cui il ragionamento fatto da questi signori....
      Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

      Commenta

      • il beccaccino parlante
        ⭐⭐⭐
        • Sep 2009
        • 2494
        • Bologna
        • Emy DD, Rommel DD

        #4
        Qualcuno che ha tempo da investire in un lavoro utile potrebbe cortesemente fare una cartina con la comparazione delle aree in cui il cinghiale è un "problema" e i confini dei vari parchi nazionali? E così, chi ha orecchie per intendere... Intenda!
        Cosa sarebbe la Caccia senza gli Autori che hanno lasciato pagine indimenticabili sulla grande avventura cacciatoresca? Un mondo meraviglioso perduto.
        Quadri di passione, inni alla Natura, agli animali e agli uccelli: un mondo libero nella palestra in cui si svolge l’attività venatoria, fatiche e riposi, delusioni e gioie, visioni irripetibili.

        Commenta

        • carpen
          ⭐⭐⭐
          • Feb 2012
          • 3161
          • Lombardia

          #5
          Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
          Io avrei da ridire su questa affermazione:

          l’attività venatoria, agisce principalmente sulle classi adulte, innescando delle risposte compensative nella popolazione di cinghiale.

          Esaminando i risultati delle battute al cinghiale (capi abbattuti) la proporzione fra sessi e classi di età, alla fine di una annata venatoria corrisponde alla struttura della popolazione presente. Non ci sono squilibri, si prelevano in percentuale le stesse proporzioni. Per cui il ragionamento fatto da questi signori....


          Il cinghiale non lo conosco, ma mi sembra strano che una popolazione destrutturata incrementi di più, se mai l'opposto, a meno che intendano dire che se fossero tutti animali vecchi figlierebbero di meno e ci credo ma sarebbe, questa si, una popolazione destrutturata, insomma pare di capire che i cinghiali sono troppi perché troppo ben gestiti! [:-clown]
          In quanto alle femmine, mah... penso che si riproducano quando sono sessualmente mature, al di la della struttura della popolazione, a meno che manchino i maschi. [fiuu]

          Commenta

          • frsacchi
            ⭐⭐
            • Jan 2007
            • 724
            • Pavia
            • bracco bassotto

            #6
            Io trovo la tesi abbastanza plausibile.

            Quelle tre o quattro volte in cui ho partecipato a braccate mi è stato detto di non sparare alle femmine adulte, non saprei dire se perchè la quota prevista di questa classe era già stata raggiunta.

            La soluzione sarebbe autorizzare la selezione sul cinghiale ma nella nostra provincia non è ammessa e sarebbe fonte si scontri continui con le squadre che godono di una specie di riserva di caccia oppure, come si diceva in un'altra discussione, ruotare le squadre sul territorio per disincentivare l'interesse al mantenimento di popolazioni troppo abbondanti.
            Francesco

            Commenta

            • sandro71
              ⭐⭐
              • Jun 2006
              • 761
              • roccasecca, , .
              • pointer

              #7
              Beccaccino, "l'effetto parco" ormai si è creato con l'assegnazione delle zone di caccia al cinghiale. I suidi, che stupidi non sono, se ne vanno nelle cosiddette zone bianche ed il parco se lo fanno da soli.
              Sandro

              Commenta

              • mesodcaburei
                ⭐⭐⭐
                • Jan 2015
                • 8877
                • Donceto, Valtrebbia(pc)
                • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

                #8
                Originariamente inviato da frsacchi
                Io trovo la tesi abbastanza plausibile.

                Quelle tre o quattro volte in cui ho partecipato a braccate mi è stato detto di non sparare alle femmine adulte, non saprei dire se perchè la quota prevista di questa classe era già stata raggiunta.

                La soluzione sarebbe autorizzare la selezione sul cinghiale ma nella nostra provincia non è ammessa e sarebbe fonte si scontri continui con le squadre che godono di una specie di riserva di caccia oppure, come si diceva in un'altra discussione, ruotare le squadre sul territorio per disincentivare l'interesse al mantenimento di popolazioni troppo abbondanti.
                Ma va, ti dicono di non sparare alle femmmline adulte per non rovinarsi l'orticello....che poi mi devono spiegare in braccata dove a volte ci son pochi secondi per sparare ad un animale in movimento in ambiente spesso boscoso a determinare il sesso di un cinghiale con certezza.

                Commenta

                • Alessandro il cacciatore
                  🥇🥇
                  • Feb 2009
                  • 20200
                  • al centro della Toscana
                  • Deutsch Kurzhaar

                  #9
                  Originariamente inviato da mesodcaburei
                  Ma va, ti dicono di non sparare alle femmmline adulte per non rovinarsi l'orticello....che poi mi devono spiegare in braccata dove a volte ci son pochi secondi per sparare ad un animale in movimento in ambiente spesso boscoso a determinare il sesso di un cinghiale con certezza.
                  ...appunto! E' impossibile. L'unico elemento potrebbe essere se si vede con i porcastri, ma di solito si sbrancano quando parte la canizza.
                  Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

                  Commenta

                  • Ciccio58
                    ⭐⭐⭐
                    • Aug 2008
                    • 3043
                    • palermo
                    • Korthals/orma

                    #10
                    E il fenomeno Sicilia (che nemmeno viene preso in considerazione) come lo spiegherebbero??
                    Cinghiali che mantengono la loro presenza nelle aree boscate occidentali e sud occidentali dell'isola (prevalentemente precluse alla caccia).
                    l'irruzione violenta e realmente dannosa del cosiddetto suide madonita che imperversa sulle Madonie (precluse alla caccia), morfologicamente definibile 50%cinghiale- 50% maiale,
                    quindi l'indefinibile maiale rinselvatichito dei Nebrodi(preclusi alla caccia) morfologicamente 10% cinghiale 90% maiale.
                    Quest'ultimo insieme al madonita (per indole e "mentalità") , potenzialmente molto pericoloso per l'uomo, contrariamente al cinghiale che mantiene comunque una connotazione schiva ed elusiva.
                    In fondo non ci smentiamo mai ....Trinacria sempre tre di qualunque cosa tre punte, tre mari, tre popolazioni originarie Elimi-Siculi-Sicani ....tre porcellini....

                    Commenta

                    • mesodcaburei
                      ⭐⭐⭐
                      • Jan 2015
                      • 8877
                      • Donceto, Valtrebbia(pc)
                      • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

                      #11
                      ....tre porcellini è bellissima....

                      Commenta

                      • Alessandro il cacciatore
                        🥇🥇
                        • Feb 2009
                        • 20200
                        • al centro della Toscana
                        • Deutsch Kurzhaar

                        #12
                        Originariamente inviato da Ciccio58
                        E il fenomeno Sicilia (che nemmeno viene preso in considerazione) come lo spiegherebbero??
                        Cinghiali che mantengono la loro presenza nelle aree boscate occidentali e sud occidentali dell'isola (prevalentemente precluse alla caccia).
                        l'irruzione violenta e realmente dannosa del cosiddetto suide madonita che imperversa sulle Madonie (precluse alla caccia), morfologicamente definibile 50%cinghiale- 50% maiale,
                        quindi l'indefinibile maiale rinselvatichito dei Nebrodi(preclusi alla caccia) morfologicamente 10% cinghiale 90% maiale.
                        Quest'ultimo insieme al madonita (per indole e "mentalità") , potenzialmente molto pericoloso per l'uomo, contrariamente al cinghiale che mantiene comunque una connotazione schiva ed elusiva.
                        In fondo non ci smentiamo mai ....Trinacria sempre tre di qualunque cosa tre punte, tre mari, tre popolazioni originarie Elimi-Siculi-Sicani ....tre porcellini....
                        Indirettamente ne parlano.
                        Se nel 1987 (guarda la mappa) il cinghiale era assente e ora ne avete, allora e' un classico esempio di ripopolamento, non so se autorizzato o meno. O hanno traversato lo stretto?
                        Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

                        Commenta

                        • mesodcaburei
                          ⭐⭐⭐
                          • Jan 2015
                          • 8877
                          • Donceto, Valtrebbia(pc)
                          • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

                          #13
                          Altra cosa da considerare...se ci fossero de PH per i cinghiali questi mica fanno strage...se no...perdono il lavoro...[fiuu]

                          Tuuti sappiamo anche che setoloni imparano presto la strada per le bandite (disseminate negli atc) e si rifugiano lì dentro appena scovati...poi si può fare il piano di abbattimento ma burocraticamente è più impegnativo.
                          Figuriamoci se i cinghio non imparano la strafa del parco...anche quelli che ci vivono intorno.[:142]

                          Commenta

                          • Ciccio58
                            ⭐⭐⭐
                            • Aug 2008
                            • 3043
                            • palermo
                            • Korthals/orma

                            #14
                            Alessandro, appunto mappa del 1987, manco un pallino eppure ti posso assicurare la presenza seppur sparuta di una popolazione originaria di cinghiali, tenuta in considerazione dai Borboni ed arrivata ai giorni nostri, poi la forestale li ha integrati con immissioni tenute in recinti ....per scopi certamente non venatori.
                            Sicuramente i cari studiosi non hanno dati sull'argomento o il dato essendo contrastante con la teoria l'hanno tenuto da parte.
                            Ripensando a un periodo in cui ci si ostinava a negare l'evidenza, c'era una certa abbondanza.
                            guardando la foto del primo cinghiale che l'ho tirato giù ..... avevo ancora i capelli[:D]

                            Mi sa cambio l'ubicazione....non la città ma l'isola dei tre porcellini

                            Commenta

                            • mesodcaburei
                              ⭐⭐⭐
                              • Jan 2015
                              • 8877
                              • Donceto, Valtrebbia(pc)
                              • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

                              #15
                              Ah...adesso si fanno teoremi e studi su dati...non di sicura attendibilitá?
                              Adesso capisco perchè dicono che è finita la crisi, probabilmente il metodo è lo stesso.
                              Mi domando però...visto che questo studio è reso pubblico come mai non viene contestato, visto che...come dice Ciccio ci sono comprovate testimonianze di presenza antecedente ai grafici illustrati.

                              Commenta

                              Argomenti correlati

                              Comprimi

                              Attendere..