Questo si che sarebbe utile
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ScordateloQuanto dovremo aspettare in Italia perchè avvenga una cosa simile ???
http://www.ansa.it/canale_ambiente/n...791d1ab37.htmlwww.deutsch-drahthaarfusco.it per la caccia 1 persona è poco 2 persone sono troppe -
Servono certificazioni di prodotto e convincere la gente che così è più bello. Lavoro in una grande azienda alimentare (200 milioni di fatturato, per rendere l'idea) e stiamo investendo in sostenibilità ambientale ed etica, non perché siamo buoni di cuore (magari anche) ma soprattutto perché vi è una fascia di clienti che lo chiede. In Inghilterra lo fanno da ormai 20 anni (vedere la certificazione di prodotto Conservation Grade).
Quest'anno entrerà in vigore per gli agricoltori l'obbligo del greening. Secondo me i cacciatori dovrebbero informarsi di più su queste cose ed obbligare i loro rappresentanti a portare argomenti dove serve (Unione Europea), non solo parole sulle riviste di settore.Commenta
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Spiega, spiega, per favore, cos'è il "greening".Servono certificazioni di prodotto e convincere la gente che così è più bello. Lavoro in una grande azienda alimentare (200 milioni di fatturato, per rendere l'idea) e stiamo investendo in sostenibilità ambientale ed etica, non perché siamo buoni di cuore (magari anche) ma soprattutto perché vi è una fascia di clienti che lo chiede. In Inghilterra lo fanno da ormai 20 anni (vedere la certificazione di prodotto Conservation Grade).
Quest'anno entrerà in vigore per gli agricoltori l'obbligo del greening. Secondo me i cacciatori dovrebbero informarsi di più su queste cose ed obbligare i loro rappresentanti a portare argomenti dove serve (Unione Europea), non solo parole sulle riviste di settore.Commenta
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La comunita europea da contributi alle aziende agricole che rispettano il greening. Il greening prevede:
= diversificazione delle culture (due per aziende con seminativo oltre i10 ettari almeno 3 per aziende con seminativo oltre 30 ettari
= il mantenimento di aree di interesse ecologico almeno pari al 5% della superfice seminata
= mantenimento di pascoli permanenti ove presenti.
Ci sono poi alcune eccezioni e limitazioni (le aziende certificate bio per esempio).
Per me tutte cose buone e giuste......anche per la caccia.The Rebel![;)]Commenta
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Bravo Springer, conciso ed esauriente. Sarebbe bello organizzare un corso/seminario su queste tematiche ed aprire un confronto su quale può essere il ruolo di noi cacciatori. Sarei curioso di sapere se il mondo venatorio è interessato a questo.
Ricordiamoci che possono pure eliminare tutte le zone a divieto, ma se di selvaggina non ce n'è portiamo solo a spasso il fucile.Commenta
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Domenica scorsa parlavo con un vecchio cacciatore che è stato guardiacaccia per anni in un paio di riserve magnifiche, e mi diceva che un anno non capivano perchè fossero quasi scomparse le lepri, in posti dove ce ne erano molte.
La prima cosa che pensava era un eccesso di quelli che una volta si chiamavano nocivi, sia a 4 zampe che a 2, poi in una giornata di controllo vide delle confezioni vuote di disserbanti lasciate sui campi.
Ebbene su queste campeggiava a chiare lettere che erano letali per le lepri.
Riuscirono a convincere i coltivatori della zona a cambiare prodotto e già dalla primavera successiva, gli animali immessi non erano defunti e si erano riprodotti.
So che questo argomento insieme alle colture a perdere è stato sviscerato più volte, però una testimonianza così diretta ed affidabile mi ha colpito non poco.Commenta
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Nella riserva dove caccio, diversi anni fa ai censimenti primaverili constatammo la quasi scomparsa della lepre: ce n'erano poche e tutte adulte, giovani 0. L'anno prima era arrivato un nuovo parassita del mais (mi pare di ricordare che si chiamasse diabrotica o qualcosa del genere) ed era di origine americana e noi abbiamo una enorme base usaf ad Aviano. Per combattere il parassita, bisognava irrorare le piantagioni di mais con un prodotto che andava somministrato anche a pianta adulta (c'erano dei trabiccoli su ruote, molto alti, che ci passavano sopra, lasciando cadere una nuvola bianca sulle piante); inoltre, divieto di coltivare mais entro un raggio di 600 metri dal perimetro della base e, infine, obbligo di trebbiare il mais raso terra, senza lasciare stoppie (l'animale allo stadio di larva entrava nei fusti per passarci l'inverno). Ai censimenti erano presenti dei tecnici faunistici della Regione (non troppo insolita presenza, ma quell'anno assidua e costante, guarda caso) e chiedemmo se quell'antiparassitario fosse dannoso per le lepri: la risposta fu "Non c'è letteratura sugli effetti nei confronti di mammiferi" e io allora chiesi se agli uccelli facesse bene, quel veleno e la risposta fu che no, bene non gli faceva; mi sembrarono un bel po' reticenti. In pratica, sembrava che fosse inibita la riproduzione. Ebbene, sospendemmo la caccia alla lepre per quattro stagioni e nel frattempo l'emergenza diabrotica cessò. Le lepri si ripresero e tornarono a una discreta consistenza...Commenta
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