Elogio della Caccia

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    #1

    Elogio della Caccia

    Buongiorno a tutti,
    condivido un articolo interessante che credo possa essere spunto di riflessioni costruttive:



    Buona lettura
  • Livia1968🦉
    Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
    • Apr 2019
    • 6361
    • Guidonia Montecelio (Roma)
    • Rocca e Brio del Buonvento -Bracco Italiano Davidensi's Tabacco-Spinone Italiano, Bia-Kurzhaar

    #2
    Letto tutto d'un fiato, avrei anche applaudito perché ciò che è scritto, in forma chiara e priva di retorica, è talmente semplice che non si capisce come mai non venga compreso dalle persone intelligenti.
    Forse un motivo c è. Sono i nostri comportamenti (senza andar troppo lontano) che, in alcuni casi, cozzano contro la bellezza di quelle parole e dei concetti espressi.

    Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
    "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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      • Feb 2022
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      #3
      Originariamente inviato da Livia1968
      Sono i nostri comportamenti (senza andar troppo lontano) che, in alcuni casi, cozzano contro la bellezza di quelle parole e dei concetti espressi.

      Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
      Ahimè, concordo.
      Tuttavia, i comportamenti sono spesso figli della "formazione" e della "in"cultura del contesto. Su questi temi, credo, ci sia ancora molto da lavorare. Formazione non significa soltanto conoscere i temi di eruzione di M1 per stabilire l'età post-mortem, oppure quanti pallini di piombo corrispondono ad un'oncia.
      Gli aspetti tecnico-scientifici sono indispensabili, ma non bastano (secondo la mia personale visione e quindi con tutti i limiti del caso) a formare l'etica ed il modus cogitandi/operandi he sia degno della nostra storia e in linea con quanto afferma " Ortega y Gasset" nel suo bellissimo "Discorso sulla Caccia".

      Ad ogni modo grazie per il feedback, credo che questo articolo condiviso possa essere utile strumento anche di comunicazione oltre che spunto di riflessione

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      • fabio d.t.
        Moderatore caccia alla migratoria
        • Jul 2012
        • 1151
        • Roma
        • Bracco Italiano - Cora

        #4
        Il problema principale di quanto letto e di altro ancora che si legge in difesa della caccia è che rimane opinione di " nicchia ", non condivisa alla grande platea che segue i media. Platea più attenta a ricevere messaggi dall'influencer di turno, possibilmente di chiara fede vegana, oppure dal giornalista piuttosto che dall'opinionista o dal presentatore per non parlare del politico trombato che cerca visibilità con fuffy in braccio pronto a fare barricate per salvare un cinghiale appestato.
        Noi pecchiamo in informazione, o meglio in divulgazione della corretta informazione rimasta chiusa all'interno di contesti dove gli informati rimaniamo solo noi interessati alla pratica venatoria ... e tra noi ce la cantiamo e ce la soniamo.
        Eppure di argomenti interessanti ce ne sarebbero

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        • Livia1968🦉
          Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
          • Apr 2019
          • 6361
          • Guidonia Montecelio (Roma)
          • Rocca e Brio del Buonvento -Bracco Italiano Davidensi's Tabacco-Spinone Italiano, Bia-Kurzhaar

          #5
          [MENTION=28002]Grouse[/MENTION]
          Sono d'accordo. Studiare non serve solo per passare un esame di qualsiasivoglia materia ed ottenere un pezzo di carta. Non è questa la cultura.
          Diventa cultura quando, nella pratica riesci, dopo averne compreso il senso, ad applicare i concetti che hai studiato. Il perchè prima del come.

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          • Skeetshooter
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            • Jul 2019
            • 315
            • Conversano
            • Setter Eba

            #6
            Articolo interessante, anche perché offre lo spunto ad un ragionamento, che provo ad esporre.
            Che la caccia sia l'antitesi del bracconaggio è lampante, così come, ad esempio, il commercio è l'antitesi del furto.
            Quanto però al significato che si vuole attribuire al rito della caccia, credo che si possa aprire una prospettiva più moderna.
            Il concetto di caccia come propedeutica all'arte della guerra è certamente ormai superato e relegato al passato, almeno dopo la prima guerra mondiale.
            Altrettanto superato il concetto di caccia come metodo per l'integrazione del regime alimentare: un conto è avere piacere a mangiare la selvaggina che si è cacciata, altro è dover cacciare per mettere qualcosa sulla tavola.
            A mio parere resta il piacere di confrontare la propria abilità e il proprio ingegno con l'innata diffidenza della selvaggina e con i suoi mezzi di occultamento o di fuga; preferibilmente, ma non necessariamente, con l'ausilio di un bravo cane da caccia.
            Lo stesso piacere che prova chi cerca di avvicinarsi alla selvaggina armato di macchina fotografica, anziché di fucile.
            Io ho provato entrambe le situazioni e posso dire a ragion veduta che immortalare un selvatico su pellicola (oggi su un sensore) è almeno altrettanto difficile quanto avvicinarlo il necessario per poter segnare una croce sul tesserino.
            Posso dire di aver conosciuto cacciatori ben più emblematici di me, che alternavano l'uso del fucile a quello del teleobiettivo, con equivalente passione e trasporto.
            Bisogna purtroppo rimarcare la circostanza che le due categorie, cacciatori e fotocacciatori, si detestano reciprocamente e spesso ferocemente.
            Io mi sento però di difendere la caccia fotografica e di sostenere che essa non ha minor dignità dell'ars venandi tradizionale.
            Certo non vanta tradizioni altrettanto antiche, ma questo solo per il differente livello di tecnologia richiesto e raggiunto dai rispettivi strumenti.
            Ma sono altresì convinto che le emozioni vissute dall'uno e dall'altro tipo di cacciatore siano assolutamente simili.
            “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”

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            • selecon
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              • Dec 2012
              • 1538
              • lombardia

              #7
              Se qualcuno conosce persone che si comportano male, ne denunci l'attività.

              Attribuire ad una categoria generalizzati comportamenti deviati, dovrebbe essere sostenuto da evidenze.
              A volte l'inutile si traveste da impossibile.

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              • Livia1968🦉
                Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
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                #8
                Non si parlava di questo. Non si parlava di illegalità. Non si parlava di comportamenti illeciti.
                Si parlava di comportamenti che cozzano con il senso del concetto di cacciatore espresso dall'autore. Che di per sé è generico.
                Punto.
                Non esiste nessuna denuncia da fare.

                Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
                "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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                  #9
                  Originariamente inviato da Livia1968
                  Non si parlava di questo. Non si parlava di illegalità. Non si parlava di comportamenti illeciti.
                  Si parlava di comportamenti che cozzano con il senso del concetto di cacciatore espresso dall'autore. Che di per sé è generico.
                  Punto.
                  Non esiste nessuna denuncia da fare.

                  Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
                  confermo in toto

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                  • Livia1968🦉
                    Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
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                    #10
                    Originariamente inviato da Skeetshooter
                    Articolo interessante, anche perché offre lo spunto ad un ragionamento, che provo ad esporre.
                    Che la caccia sia l'antitesi del bracconaggio è lampante, così come, ad esempio, il commercio è l'antitesi del furto.
                    Quanto però al significato che si vuole attribuire al rito della caccia, credo che si possa aprire una prospettiva più moderna.
                    Il concetto di caccia come propedeutica all'arte della guerra è certamente ormai superato e relegato al passato, almeno dopo la prima guerra mondiale.
                    Altrettanto superato il concetto di caccia come metodo per l'integrazione del regime alimentare: un conto è avere piacere a mangiare la selvaggina che si è cacciata, altro è dover cacciare per mettere qualcosa sulla tavola.
                    A mio parere resta il piacere di confrontare la propria abilità e il proprio ingegno con l'innata diffidenza della selvaggina e con i suoi mezzi di occultamento o di fuga; preferibilmente, ma non necessariamente, con l'ausilio di un bravo cane da caccia.
                    Lo stesso piacere che prova chi cerca di avvicinarsi alla selvaggina armato di macchina fotografica, anziché di fucile.
                    Io ho provato entrambe le situazioni e posso dire a ragion veduta che immortalare un selvatico su pellicola (oggi su un sensore) è almeno altrettanto difficile quanto avvicinarlo il necessario per poter segnare una croce sul tesserino.
                    Posso dire di aver conosciuto cacciatori ben più emblematici di me, che alternavano l'uso del fucile a quello del teleobiettivo, con equivalente passione e trasporto.
                    Bisogna purtroppo rimarcare la circostanza che le due categorie, cacciatori e fotocacciatori, si detestano reciprocamente e spesso ferocemente.
                    Io mi sento però di difendere la caccia fotografica e di sostenere che essa non ha minor dignità dell'ars venandi tradizionale.
                    Certo non vanta tradizioni altrettanto antiche, ma questo solo per il differente livello di tecnologia richiesto e raggiunto dai rispettivi strumenti.
                    Ma sono altresì convinto che le emozioni vissute dall'uno e dall'altro tipo di cacciatore siano assolutamente simili.
                    Si per alcuni aspetti le emozioni possono essere comparabili.
                    L'animale selvatico bisogna conoscerlo, rispettarlo ed in qualche modo considerarlo una risorsa.
                    E la cosa non si impara solo sui libri, si apprende immergendosi, come osservatore nel loro habitat. La cultura serve a capire come porsi e soprattutto ad interpretare.
                    Cosa che ambedue le categorie di fatto fanno.
                    Il cacciatore, in più ha la responsabilità di togliere la vita ad un animale.
                    E questo, per me è affrontabile, solo dopo aver compreso appieno perché.
                    Noi non siamo in guerra con loro, ne siamo i custodi.
                    I custodi si avvalgono di mezzi che esprimono in numeri quello che va fatto. Ma i numeri non sono il reale obiettivo. Cosi come per la macchina fotografica, lo scopo non è fare una foto, ma fissare un momento.

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                    "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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                      • lombardia

                      #11
                      Quindi sarebbe moralmente illecito un atteggiamento diverso da quello etico propoosto dall'autore.
                      Andiamo bene.
                      Siccome l'autore vede nella caccia la mera funzione di equilibrio faunistico, possiamo pensare che liberare fagiani in un ATC, essendo attivitèà venatoria diversa dal dogma proposto, sia illecito.
                      Questo recita il dogmatico scritto:

                      La caccia ne rappresenta in realtà l’opposto virtuoso (del bracconaggio) , essendo un’attività – nei fatti e nei principi – del tutto eco-logica, con una significativa funzione equilibratrice della biodiversità e della gestione faunistica
                      Ultima modifica selecon; 09-02-23, 21:04.
                      A volte l'inutile si traveste da impossibile.

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                        #12
                        Non è un dogma. È un pensiero.
                        Bello.
                        Nessuno obbliga nessuno a condividerlo, perciò la parola legittimità o il suo contrario, non ha alcun senso.

                        Nessuno ha parlato di morale, né di etica.

                        Possiamo andare avanti all'infinito, ma sarebbe solo polemica che sporcherebbe ciò che di bello abbiamo letto.

                        Amen

                        Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
                        Ultima modifica Livia1968🦉; 09-02-23, 21:35.
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                          #13
                          Veramente tu hai parlato di atti illeciti diffusi, escludendo gli illegali, dando un giudizio molto chiaro su ciò che è moralmente giusto o sbagliato.

                          Ora salta fuori che il solo discutere della morale proposta è polemica anzi, sporca quanto esposto ed assunto dogmaticamente come etica cui tendere: altro giudizio bello piatto, direi.

                          Che dire?
                          Ultima modifica selecon; 09-02-23, 21:50.
                          A volte l'inutile si traveste da impossibile.

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                          • Livia1968🦉
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                            #14
                            Mai scritto le parole "atti illeciti diffusi" , mai dato giudizio morale.

                            Vuoi giocare con le parole?
                            Continua pure da solo.

                            L'atto di attribuirmi parole né scritte né pensate, non solo è polemica, è flame.
                            Ed è sgradevole.




                            Inviato dal mio HMA-L29 utilizzando Tapatalk
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                              #15
                              Eh si.
                              Rileggendo ora con attenzione la negazione era sia per l'illecito che per l'illegale.
                              Effettivamente dovrò rileggere meglio in futuro e quotare esattamente quello di cui parlo.

                              In ogni caso, le posizioni etiche espresse dall'autore possono piacere o non piacere e la sue definizioni di certo sono opinabili: senza che tutto ciò "sporchi" le belle pagine, affermazione che va ben oltre il flame.
                              A volte l'inutile si traveste da impossibile.

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