cito alcune parti e foto tratte dal sito :
<center>
Immagini di bocconi avvelenati
(fornite dalla Sezione di Farmacologia e Tossicologia del
Dipartimento di Clinica Veterinaria dell'Università di Pisa
tel.: 050 2216807 - 050 2216806)
Quasi tutte le immagini che seguono riguardano esche a base di inibitori
delle colinesterasi (organofosforici e carbamati).
Per le polpette contenenti le capsule, non è stato invece possibile stabilire il tossico impiegato
in quanto molto probabilmente di natura volatile e quindi non conservato.
La foto del fagiano mostra un nuovo ed inquietante tipo di esca: quella inserita in un animale vivo.
Questa esca è stata ritrovata in una riserva: al momento del ritrovamento il fagiano grande
(legato con il fil di ferro per una zampa ad un paletto) era ancora vivo,
ed intorno aveva i propri piccoli fagiani.
Sotto al collo è stata ritrovata una pallina di colore grigio che, dalle analisi,
è risultata essere composta da
Pirimicarb (carbamato) ed endosulfan (organoclorurato).
In pratica gli è stato fatto un impianto sottocute nella regione del collo,
e chiunque l'abbia fatto doveva saperlo fare.

Polpetta avvelenata

Pallina da tennis
contenente veleno

Lardo con inserita stricnina

Colli di pollo
con stricnina
Altre foto qui: http://www.bocconiavvelenati.it/1cosfar.htm#Immagini
Alcuni dati sul fenomeno
Purtroppo i dati conosciuti sono estremamente scarsi. Non è ovviamente possibile conoscere il numero degli animali selvatici uccisi, che è sicuramente altissimo, ma anche per quanto riguarda cani e gatti solo poche persone presentano regolare denuncia. Le persone colpite, infatti, spesso non sporgono denuncia o se lo fanno le indirizzano alle sedi locali delle diverse Forze dell’Ordine, con il risultato che è attualmente impossibile avere un quadro complessivo che si avvicini alla reale entità del fenomeno.
Si hanno quindi al momento dati parziali e frammentari, che sono però di estremo allarme. Sicuramente nella regione Toscana sono migliaia, ogni anno, gli animali uccisi; in tutta l'Italia, questo numero diventa spaventoso.
Per quanto riguarda gli animali selvatici (volpi, mustelidi, rapaci, ecc.) ovviamente moltissimi sono quelli colpiti dai bocconi, inclusi anche animali rarissimi. Nel solo 1998, in provincia di Firenze, sono stati ritrovati 4 lupi morti per avvelenamento: è facile capire come per le specie sull’orlo dell’estinzione numeri di questo tipo siano di una gravità eccezionale.
I bocconi avvelenati continuano a disseminare morte nelle nostre campagne. Muoiono fra atroci sofferenze cani e gatti, muoiono animali selvatici.
Vi sono stati casi anche vicino ad abitazioni e la paura è che un giorno o l’altro qualche esca avvelenata possa arrivare nelle mani di un bambino.
Eppure, poco o nulla si sente dire su questo problema e nulla si fa per fermarlo, nonostante che disseminare bocconi avvelenati sia una pratica illegale e costituisca un reato penale.
E’ ora di dire basta...
COSA E’ NECESSARIO SAPERE PER DIFENDERSI
UNA MORTE ATROCE
Solo chi ha visto un cane morire di avvelenamento sa quale ne sia la sofferenza e l’agonia. E’ una scena terribile, che non è possibile dimenticare..
I veleni sono numerosi e per la maggior parte di essi non vi è antidoto.La terapia è in genere solo di supporto, nel tentativo di aiutare l’animale a vomitare la sostanza ingerita e a superare la fase critica.
Molti di questi veleni agiscono lasciando completamente lucido l’animale, che quindi soffre fino alla fine.
UN TRAGICO PROBLEMA IN CONTINUA ESPANSIONE
In questi ultimi anni si sono verificati con sempre maggiore frequenza casi di avvelenamento di animali. Migliaia di animali domestici hanno perso la vita per aver ingerito bocconi avvelenati e la stima di quelli selvatici è impossibile da effettuare.
Volpi, cani vaganti o randagi, ma anche mustelidi, corvidi, rapaci e altri selvatici sono i poveri e ignari obiettivi di coloro che criminalmente disseminano i bocconi avvelenati. Tutto questo solo perchè tali specie sono erroneamente e assurdamente considerate da qualcuno capaci di competere con alcune attività umane (attività venatoria, colture agricole, pollame, allevamenti).
Anche in Provincia di Firenze, ormai nella maggior parte dei Comuni, stiamo assistendo con sconcertante frequenza a casi di avvelenamento. Moltissimi sono stati anche i cani e gatti domestici colpiti, sia sul territorio libero sia addirittura in alcuni casi in proprietà recintate e in prossimità di case.
L’IMPORTANZA DI UNA DENUNCIA
Non solo è impossibile venire a conoscenza dei tanti casi di morte da avvelenamento di animali selvatici, ma anche per quanto riguarda gli animali domestici è difficile avere un quadro preciso della situazione. Per poter individuare con precisione le zone più a rischio e chiedere l’intervento delle Autorità competenti (sorveglianza, tabellazione con cartelli che segnalino il pericolo), oltre alla denuncia presso le locali Forze dell’Ordine e alla Polizia Provinciale, vi chiediamo di segnalare tutti i casi di avvelenamento al Coordinamento contro l’avvelenamento di animali organizzato dalle Associazioni animaliste e ambientaliste di Firenze, telefonando a: WWF Toscana tel/fax 055477876.
Segnalateci non solo i casi nuovi, ma anche quelli di cui siete a conoscenza a partire dal 1990.
(Per la Polizia Provinciale di Firenze: Via Andrea del Sarto 8 - 50135 FIRENZE
Tel.: 055 2760901 - 055 2760902 - 055 2760904 - fax: 055 2760903)
FERMIAMO GLI AVVELENATORI
L’utilizzo di bocconi avvelenati è un crimine. La legge vieta espressamente l’uso di questi mezzi (L.N. 157/92 art. 21 lett. U; inoltre in Toscana L.R. n. 39/2001, in Umbria L.R. n. 27/2001), e prevede sanzioni penali per chi contravvenga a questo divieto.
Sono mezzi di morte incontrollabili, che possono colpire qualunque animale e addirittura mettere in pericolo esseri umani, soprattutto i bambini.
Porre fine a questa pratica è non solo un necessario passo per una società più civile, ma anche una questione di salute e sicurezza pubblica.
</center>