Io con il Breton caccia quaglie, fagiani, starne, (anche se immesse) beccacce, tutta la selvaggina adatta al cane da ferma, fatta eccezione per la lepre, che il Breton caccia istintivamente. Ho letto in più occasione che lo definiscono un segugio con il vizio della ferma. Fino a una trentina di anni fa, in alcune regioni lo utilizzavano come cane da riporto. Sono d'accordo che in acqua particolarmente fredda non ha le difese che ha un Drahthaar, ma un riporto di dieci anatre (quello previsto dal calendario venatorio) non ha problemi a riportarle. Ovvio che il cane per imparare deve essere portato a caccia.
Deutsch Drahthaar… cosa é cambiato nell’ultimo decennio?
Comprimi
X
-
Sembrerebbe che con un Breton possiamo andare solo a pesca.
Io con il Breton caccia quaglie, fagiani, starne, (anche se immesse) beccacce, tutta la selvaggina adatta al cane da ferma, fatta eccezione per la lepre, che il Breton caccia istintivamente. Ho letto in più occasione che lo definiscono un segugio con il vizio della ferma. Fino a una trentina di anni fa, in alcune regioni lo utilizzavano come cane da riporto. Sono d'accordo che in acqua particolarmente fredda non ha le difese che ha un Drahthaar, ma un riporto di dieci anatre (quello previsto dal calendario venatorio) non ha problemi a riportarle. Ovvio che il cane per imparare deve essere portato a caccia.👍 1 -
E' stata fatta una domanda mi è sembrato educato rispondere. Non è obbligatorio leggere quello che scrivo, e neanche rispondere.Ps. Per favore sly8489, te lo chiedo come cortesia personale, evita di interagire con persone che hanno esplicitamente dichiarato di non volerlo fare con te.
Anche se ritengo che non sia corretto, penso che ciò possa aiutare il 3d a continuare a fornire informazioni utili ed evitare brutti episodi.
Io scrivo anche per quelli che leggono e non intervengono.👍 1Commenta
-
Lo penso anche io MA a volte, per il bene dell' argomento trattato credo sia più "saggio" provare a mediare . Per esempio rispondendo senza quotare (questo intendevo con interagire) , in questo modo si può cercare di evitare la polemica senza rinunciare a dire la propria.
Buona volontà e buon senso da parte di tutti potrebbero far in modo di poter ignorare ciò che non ci piace e continuare a scrivere ciò che riteniamo sia in tema.
La discussione è una bella discussione tocca trovare il modo di portarla avanti
-
-
Secondo me , quindi opinione personale che mi sono fatta parlando con un po di cacciatori gnoranti come me, quello che spaventa non è più tanto la reputazione di aggressività che negli anni , è stato chiarito dai piu esperti, è un fattore su cui si è lavorato, ma quanto e soprattutto la percezione dell'addestramento che ha il cacciatore italiano.
"È noto che in tale contesto il cane tedesco non può che essere la scelta del cacciatore italiano. Chi afferma il contrario è ostinato e incompetente. È noto.
Poi però ci si domanda il perché non lo faccia." Provo a rispondere alla domanda relativamente alle zone di caccia che frequento (pianura padana- Veneto, Lombarda): il cane "polivalente" ( tralasciando sofismi filosofici e patenti di "arianità") è visto, dai più, come il cane che ti fa fare "carniere"...dalla quaglia alla lepre; a conferma di questa tesi il cane che ultimamente (da dieci anni) incontra grande successo è lo Springer, cagnetto simpatico, piuttosto docile che caccia e riporta senza doverlo "domare"! Certo....non ferma beccaccini a 50 metri né riporta alci dalla tundra ma viene incontro al cacciatore "italiota medio" spesso anziano che, a differenza cel cacciatore "italiota superiore autoreferenziale" spesso deve condividere la propria passione con impegni di lavoro, appartamenti di paese o di città, pacifica convivenza del proprio cane con altri animali o persone che, più o meno accidentalmente, incontra. Il CIM (cacc. italiota medio o molti di questi) ritiene quindi tale tipo di cane "polivalente" ed adatto alle proprie esigenze! Discorso simile, con le ovvie differenze, si può fare anche del breton.....salvo quelli che hanno la "falcata" del pointer! La mia vuole solo essere una delle possibili risposte che si possono dare a Livia; ho ben presente cosa si intente o intendete per "polivalenza" quindi per cortesia risparmiamoci discussioni sul significato semantico della "polivalenza"!
Che secondo me è un fattore culturale .
Da sempre in Italia , l'impegno per addestrare un cane rispondeva appunto alle possibilità di tempo e quindi di impegno anche economico che potevano essere impiegate per questa attività.
Chi più, ma molti meno, ci si dedicano il tempo minimo e necessario per poter portare un cane a caccia.
Mettiamoci pure che a disposizione ci sono tante razze da ferma in italia che possono svolgere il loro lavoro e allora va da se che molti neanche ci pensano ad avere di fronte una scelta .
Non escludo che un BI o uno Spinone possa partecipare alle prove cosi come concepite in Germania, MA, prima di tutto l'addestramento dovrebbe essere rimodulato e ripensato su una psiche di un cane che non è stato selezionato con determinati criteri e necessità, e secondariamente e sinceramente, non ne avrei ne voglia né tempo.
Al contrario un cane con un percorso di addestratamento come quello esposto, per partecipare alle prove di lavoro in Italia, potrebbe sicuramente fare un ottima performance a condizione di intervenire su determinati aspetti che lo porterebbero ad essere squalificato. Necessiterebbe cmq di un addestramento mirato per il superamento della prova. Addestramento che non avrebbe nessuna difficoltà ad affrontare.
Però....perché?👍 1Commenta
-
Ogni razza ha le sue caratteristiche e per rispetto della “storia” che c’è stata per arrivare ad averne diverse a disposizione del singolo individuo (cacciatore, pastore e semplice umano), bisognerebbe avere l’onestà intellettuale di difenderle ad oltranza. Va da sé che se lo standard di lavoro del DD prevede determinati compiti da svolgere in acqua, questi vengano verificati in ogni parte del mondo in cui nasce un DD. L’importante è che ci siano nel “pacchetto genetico” poi l’utilizzatore finale può decidere se utilizzarli oppure no. Questo concetto dovrebbe essere ben chiaro ad ogni allevatore di qualsiasi cane. Il registro di allevamento annuale dei DD dà la possibilità a chiunque di leggere le valutazioni per ogni prestazione richiesta di ogni soggetto che ha superato gli esami, oltre alle valutazioni morfologiche e le esenzioni da patologie sanitarie. Questi concetti ben chiari sono il motivo che mi porta a sostenere un “mondo” rispetto ad un altro, ed hanno dato la possibilità di migliorare alcuni aspetti del carattere, della morfologia e delle prestazioni del DD.In merito alla scelta di una razza rispetto ad un altra, invece, reputo fondamentale una certa “etica” del cacciatore italiota medio o supersayan che si voglia, ovvero aver ben chiaro il tipo di selvatico che si vuole insidiare, i territori che si frequentano e i tipi di caccia che prediligiamo… da qui la scelta dell’ausiliare. Preparare un polivalente tedesco non vuol dire usare solo e sempre il bastone e la carota, è ovvio che a volte sia necessaria una punizione, ma non è scontato che sia solo dolorosa per il cane. Chi crede che il metodo mitteleuropeo sia basato solo sul dolore, sbaglia clamorosamente.👍 3Commenta
-
Standard di Lavoro del Deutsch - Drahthaar
(a cura del C.I.D.)
ANDATURA E PORTAMENTO
L'andatura del drahthaar è di galoppo energico, ma non impetuoso. Il posteriore spinge vigorosamente, ma con naturale armonia. L'anteriore, lievemente rampante, non ha eccessivi slanci in avanti. Falcata piuttosto raccolta e continua. Testa portata normalmente alta, ma senza esagerazioni, canna nasale sull'orizzontale o quasi. In condizioni avverse o difficili la testa può abbassarsi sino ad allinearsi con la linea dorsale od appena al di sotto. Coda portata preferibilmente sul prolungamento della linea dorsale o leggermente al di sotto.
CERCA
Diligente ed analitica, si adegua con immediatezza ai cambiamenti contingenti (terreno, selvatico, ecc.). In terreno aperto è metodica e regolare, con "lacet" mediatamente spaziati, che possono essere anche discretamente ampi. In terreno, coperto od impervio la cerca viene svolta con molta adattabilità, coraggio ed iniziativa. In condizioni difficili e per risolvere particolari problemi di emanazione e quindi di reperimento del selvatico il drahthaar può effettuare brevi fasi di accertamento a terra. Dalla cerca sviluppata da questo cane deve sempre trasparire la sua genericità d'impiego e la adattabilità innata alle variazioni ambientali e di selvatico.- Quando durante la cerca ha l'errata impressione della presenza del selvatico: rallenta l'andatura portandosi anche al trotto e rimonta la sorgente di emanazione, alle volte accennando a brevi arresti. In questa fase il drahthaar rimane ben eretto, con testa alta e mobile, ma può anche riflettersi leggermente sugli arti con testa protesa in avanti, pronto a riprender l'andatura di cerca, senza eccessivi scatti, qualora l'impressione risultasse errata.
- Quando avuto lieve indizio della probabile presenza del selvatico se ne rende conto e va in ferma: in questo frangente va in ferma dopo una fase di rallentamento, ben eretto sugli arti, talvolta con un arto sollevato, testa alta e canna nasale sull'orizzontale o quasi, coda sul prolungamento della linea dorsale o leggermente al disotto, più difficilmente sopra. Alle volte un breve arresto riflessivo può precedere la ferma.
- Quando è subito certo della presenza del selvatico poco lontano: in questo caso ferma piuttosto repentinamente, ma non di scatto. La ferma può anche essere flessa sugli arti, collo proteso in avanti e canna nasale sull'orizzontale o leggermente al disotto.
- Quando d'improvviso si trova a ridosso del selvatico: ferma di scatto. Resta immobile nelle pose più strane. La testa è però rivolta alla sorgente dell'emanazione. Anche in questo frangente il drahthaar si dimostra sicuro e deciso.
GUIDATA
Decisa, attentissima e prudente. La guidata avviene in posizione eretta, ma con scarsa vegetazione e con selvatico sensibile può anche avvenire in posizione leggermente flessa sugli arti. La coda difficilmente assume movimenti trasversali rapidi.
RICUPERO E RIPORTO
Il drahthaar deve dimostrare naturale passione per il ricupero ed il riporto anche nelle condizioni più difficili. E' quindi eccellente ricuperatore e riportatore.
1
Commenta
-
Standard F.C.I. della Razza
F.C.I. Standard n. 98 / 29.10.2000
(Deutsch-Drahthaar)
(Traduzione dall'originale tedesco a cura di Alessandro Melchionda)
PAESE D'ORIGINE:Germania
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE:25.10.2000
UTILIZZO: In conformità alla sua funzione di cane da caccia con impiego polivalente, deve possedere tutte le caratteristiche che si pretendono da un Deutsch-Drahthaar e deve essere utilizzabile per tutti gli usi sul campo, nel bosco ed in acqua, sia prima che dopo lo sparo.
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 7, cani da ferma - Sezione I: cani da ferma continentali con prova di lavoro- BREVE PANORAMA STORICO. Il Deutsch-Drahthaar è un cane da ferma a pelo duro che, dopo i primi passi degli allevamenti della fine del XIX secolo (Griffone Korthals), a partire dall'inizio del nuovo secolo è stato allevato secondo le idee di von "Hegewald" (Sigismund Freiherr von Zedlitz und Neukirch) con l'esplicito e dichiarato obiettivo di creare un cane da caccia a pelo duro, solido sotto il profilo caratteriale, e valido sul piano funzionale. Sulla scorta del motto "verso il tipo attraverso le prestazioni" ("durch Leistung zum Typ") e con il coerente rispetto di una sostanziale libertà di allevamento, dai migliori soggetti di cucciolate a pelo duro (Pudelpointer, Griffone Korthals, Deutsch-Stichelhaar) e mediante l'immissione del bracco tedesco a pelo corto (Deutsch-Kurzhaar) è stato ottenuto in breve tempo un cane da caccia che, grazie ad un manto peloso funzionale ed insensibile alle intemperie, e grazie alla sua versatilità, si è distinto in tutte le forme di pratica venatoria. Attraverso queste prerogative il Deutsch-Drahthaar è divenuto in pochi decenni uno dei cani da caccia fra i più amati ed affidabili, tanto in Germania, quanto in molti altri paesi del mondo.
- ASPETTO GENERALE. Cane da ferma di aspetto nobile, con un manto peloso duro che fornisce alla pelle una protezione perfetta, dotato di espressione attenta ed energica. I suoi movimenti devono essere potenti, ampi, sciolti ed armoniosi.
- PROPORZIONI ESSENZIALI. La lunghezza del tronco e l'altezza della spalla devono essere il più possibile uguali. La lunghezza del tronco può superare l'altezza della spalla di non più di cm. 3.
- COMPORTAMENTO / CARATTERE (INDOLE). Fermo, controllato, equilibrato, senza timori nei confronti del selvatico, non timido, nè aggressivo.
- TESTA. Deve essere proporzionata alla taglia del corpo ed al sesso del cane. Linee cranio-facciali leggermente divergenti.
- REGIONE CRANICA.
Cranio: piatto, leggermente arrotondato solo sui lati, proporzionatamente largo, e con arcate sopraccigliari chiaramente sviluppate.
Stop: riconoscibile in modo chiaramente pronunciato. - CARATTERISTICHE CRANIO-FACCIALI.
Tartufo nasale: fortemente pigmentato, in rapporto al colore del pelo. Narici ben aperte.
Muso: lungo, largo, forte, profondo. Profilo superiore della canna nasale leggermente convesso.
Labbra: spesse, aderenti e non pendenti. Con buona pigmentazione, in rapporto al colore del pelo.
Mascelle - Dentatura - Denti: denti grossi. Mascelle forti, con una dentatura a forbice perfetta, regolare e completa, nella quale gli incisivi superiori si toccano con quelli inferiori senza lasciare spazi intermedi, ed i denti si inseriscono verticalmente nella mascella. Dentatura di 42 denti, secondo la formula dentaria.
Occhi: il più possibile scuri, non troppo infossati, nè sporgenti, con espressione vivace e sveglia. Margini palpebrali ben pigmentati e aderenti ai globi oculari.
Orecchie: di grandezza media, attaccate alte e larghe, non accartocciate. - COLLO. Di media lunghezza e con forte muscolatura; la linea cervicale è leggermente arcuata, quella della gola è asciutta.
- CORPO.
Linee superiori: diritte e leggermente discendenti.
Garrese:pronunciato.
Dorso: forte e ben muscoloso.
Lombi: zone lombari corte, larghe e muscolose.
Groppa: lunga e larga, leggermente discendente e ben muscolosa; bacino largo.
Torace: largo e profondo, con petto ben pronunciato e sterno ampio, tendente il più possibile all'indietro. Costato ben cerchiato.
Linee inferiori e addome: linee addominali asciutte, che risalgono leggermente verso il posteriore formando una curva elegante.
Coda: segue la linea del dorso, ed è portata il più possibile orizzontale o leggermente elevata, ma non è eretta, non troppo grossa, nè sottile. Deve essere accorciata in misura acconcia agli usi venatori. (In paesi nei quali la legge vieta il taglio della coda, questa può essere mantenuta naturale. Dovrebbe giungere fino al garretto, ed essere portata diritta oppure leggermente a forma di sciabola). - ARTI.
ARTI ANTERIORI.
Caratteristiche generali: osservati anteriormente, gli arti risultano diritti e paralleli; osservati lateralmente si presentano integralmente sotto il corpo. La distanza fra il terreno ed il gomito dovrebbe essere circa uguale a quella fra il gomito ed il garrese.
Spalle: la scapola è ben inclinata all'indietro, e con forte muscolatura. Buona angolatura della scapola con il braccio.
Braccio: il più possibile lungo, con buona ed asciutta muscolatura.
Gomiti: aderenti al corpo, non girati verso l'esterno, n&eacuto verso l'interno. Buona angolatura del braccio con l'avambraccio.
Avambraccio: asciutto e posizionato verticalmente, con forte ossatura.
Articolazione del piede anteriore: forte.
Metacarpo. Leggermente inclinato in avanti.
Piedi anteriori. Di forma ovale, con dita ben chiuse e cuscinetti plantari sufficientemente spessi, ruvidi, resistenti e ben pigmentati. Sia in posizione da fermo, che in movimento, vengono poggiati parallelamente e non sono portati verso l’interno, né verso l'esterno. - ARTI POSTERIORI.
Caratteristiche generali: osservati da dietro risultano diritti e paralleli. Buona angolatura dell'articolazione del ginocchio con il garretto. Forte ossatura.
Coscia: lunga, larga e muscolosa, con buona angolatura del bacino con la zona femorale.
Ginocchia: forti, con buona angolatura della zona superiore con quella inferiore della coscia.
Gamba: lunga, muscolosa e nerboruta.
Garretto: forte.
Metatarsi: corti, posizionati perpendicolarmente.
Piedi posteriori: di forma ovale, con dita ben chiuse e cuscinetti plantari sufficientemente spessi, ruvidi, resistenti e ben pigmentati. Sia in posizione da fermo, che in movimento, vengono poggiati parallelamente e non sono portati verso l’interno, né verso l'esterno. - ANDATURA. Molto ampia, con buona presa di terreno e buona spinta; sia gli arti anteriori che quelli posteriori sono portati diritti e paralleli; portamento ben eretto.
- PELLE. Tesa, aderente, senza formazione di pieghe.
- MANTO.
Caratteristiche del pelo: duro come un filo metallico, aderente e folto. Pelo di copertura lungo dai 2 cm. ai 4 cm. circa, sottopelo folto ed impermeabile. I lineamenti del corpo non devono essere occultati da pelo di copertura lungo. Con la sua durezza e la sua foltezza il manto deve poter offrire la miglior protezione possibile contro le intemperie e le ferite. La copertura pelosa delle parti inferiori degli arti, quella del torace e del ventre deve essere più corta, ma comunque sempre folta; anche quella della testa e delle orecchie deve essere più corta, ma sempre folta, e comunque non morbida. L'espressione energica del muso è sottolineata da sopracciglia marcate e da una barba folta, che però non deve avere una lunghezza eccessiva e deve essere il più possibile dura.
Colori:
- roano marrone, con o senza chiazze
- roano nero, con o senza chiazze
- bruno con o senza una macchia sul petto
- roano chiaro.
Non sono ammessi altri colori. - ALTEZZA. Altezza al garrese:
Maschi: da 61 cm. fino a 68 cm.
Femmine: da 57 cm. fino a 64 cm. - DIFETTI. Ogni variazione rispetto alle precedenti caratteristiche va considerata quale difetto, da giudicarsi in esatto rapporto con il grado di differenza rispetto allo standard.
- GRAVI DIFETTI:
- muso corto, stretto, oppure appuntito;
- dentatura debole;
- palpebre fortemente rilassate;
- dorso insellato o carpato;
- gomiti portati fortemente verso l'esterno, o verso l'interno;
- vaccinismo, arti arcuati, o troppo ravvicinati, tanto in posizione da fermo, quanto in movimento;
- andatura ambia, rigida o trotterellante;
- pelo fine; assenza di sottopelo. - DIFETTI CHE PORTANO ALL'ESCLUSIONE.
- difetti caratteriali, ed in particolare paura allo sparo o nei confronti del selvatico; agressività, nervosismo, mordacità;
- prognatismo ed egnatismo, dentatura a croce, mancanza di denti (ad eccezione del primo premolare);
- entropia, ectropia, eterocromia oculare;
- coda fin dalla nascita piegata, o a mozzicone;
- difetti di pigmentazione.
N.B. I maschi devono avere due testicoli normosviluppati ed integralmente posizionati nello scroto.
1
Commenta
-
Permettetemi un commento a latere dei discorsi tecnici: ho seguito con interesse il dipanarsi degli interventi e apprezzo che finalmente si sia arrivati ad un confronto con toni civili e sostanzialmente su piani personali paritetici."Il dubbio cresce con la conoscenza " W. Goethe1
👍 1Commenta
-
Ho postato lo standard FCI perché tradotto dall’originale e perché c’è un trafiletto dimenticato in quello ENCI ovvero “UTILIZZO”. Questo è il cardine che dovrebbe far partire il fuoco. Il DD DEVE possedere tutte le caratteristiche che lo rendono polivalente, ovvero ogni lavoro in campo, in acqua e nel bosco prima e dopo lo sparo. Se analizziamo bene questo concetto, diventa facile capire lo scopo e la necessità di valutare con esami e non con cartellini ogni soggetto meritevole. Credo che stringere troppo l’imbuto della selezione sia deleterio, e credo lo abbiano capito anche in madrepatria, ma lo stesso vale con l’imbuto troppo largo.👍 3Commenta
-
Queste ultime righe sono molto interessanti e spunto di riflessioni importanti.
Scelte ed approcci che coinvolgono la cinofilia tutta..
Da una parte una scelta che predilige l'aspetto sanitario, dall'altro una che guarda alla base da cui attingere DNA
Non è né banale né facile.
..Il cosiddetto cane che si morde la coda....👍 2
-
-
Penso di non sbagliare nel dire che in Italia la razza viene tutelata dal C.I.D.
Mi attengo a quello che è previsto dallo standard di lavoro del C.I.D.
Se dovessi scegliere la razza Drahthaar, la sceglierò in base a questo standard di lavoro, la ritengo idonea al lavoro che deve realizzare.
Per me lo stile di razza e lo standard di lavoro, che sono stati collaudati tramite le prove di lavoro le ritengo credibili e mi danno sicurezza.
Sono verifiche zootecniche, dove giudici esperti segnalano i soggetti migliori ai fini della riproduzione.
Non è un segreto che i risultati di queste prove vanno a valorizzare il lavoro degli allevatori e dei loro allevamenti.
Se ci fosse agonismo fra gli allevatori, questo va a vantaggio della razza, è un incentivo a fare meglio.
E' evidente che l'interesse zootecnico deve prevalere su tutto.
Ed è anche evidente che i risultati raggiunti dalla cinofilia Italiana in campo internazionale lo stanno a dimostrare.
Si deve chiedere alla selezione di qualsiasi razza doti istintive geneticamente trasmesse alla massima potenza, al resto ci penserà il cacciatore.
Qui ci sarebbe da capire quali sono le doti istintive geneticamente trasmesse.
Posso addestrare il cane a farlo salire tramite la scala sull'altana, ma questo addestramento viene trasmesso geneticamente alle future generazioni?
In selezione più aumentano gli obiettivi da raggiungere, più diventano difficili le probabilità di raggiungere gli obiettivi prefissati.
Con l'impegno si riesce a fare tutto, se la selezione si prefigge di migliorare un particolare morfologico, a distanza di qualche anno ci riesce, ma difficilmente senza perdere qualche altro particolare di importanza superiore.
Commenta
-
Per dovere di cronaca, Alessandro Melchionda è il presidente del CID. E la FCI è la federazione mondiale di tutela della vari razze. Il grosso problema che esiste in Italia è quello che il proprio ego supera spesso la tutela di una singola razza. Il proprio orticello coltivato per bene non è la regola, se un DD deve tracciare, deve scagnare la lepre è un cacciatore non gradisce questi aspetti, può utilizzare il cane come vuole, ma chi si occupa di selezione e alleva DD HA IL DOVERE di verificare ogni singolo aspetto e prestazione che vien richiesta prima e dopo lo sparo. Quando ero consigliere del CID, ho assistito di persona ad un tentativo di “Golpe” da parte di alcuni figuri che intendono il DD come cane veloce tedesco a pelo duro specialista in starne e beccacce, e quando gli è stato chiesto il perché non presenziassero alle prove della Coppa Italia, la risposta è stata “perché i miei cani non vanno in acqua!!” . Quindi, tornando al titolo della discussione, i miglioramenti necessari ad ampliare la platea di utilizzatori in Italia ci sono stati, cani più docili, fermatori e belli morfologicamente… ora sta alla cultura del cacciatore comprendere i vantaggi ad usarlo a caccia dedicandogli il tempo necessario.👍 2Commenta
-
Niente di nuovo sotto il cielo ,ma questa spaccatura tra CID e SAD c'è stata quasi 20 anni fa' come c'è in altri club di razza ,specialmente continentali, con la differenza che i drahthaaristi hanno avuto il coraggio di dividersi ,e forse l'ENCI farebbe bene ,se non lo ha gia' fatto , a riconoscere tutti e due i sodalizi.👍 1
-
-
Ma le tutele delle razze non devono partire da gusti personali, devono restare fedeli a quanto indicato nello standard originale, pena la perdita di qualità naturali importantissime.👍 3Commenta
-
Non è colpa della selezione praticata in Italia se i Drahthaar non vanno in acqua.
Se non fossero mai stati portati neanche vicino all'acqua, è normale che hanno difficoltà ad entrarci.
Se trattati allo stesso modo anche gli Springer e Labrador avrebbero le stesse difficoltà. La lista potrebbe continuare, per esempio la traccia, se questa la potrebbe fare anche un meticcio, non vedo perché un Drahthaar selezionato in Italia non dovrebbe essere nelle condizioni di poterla fare.
La differenza fra i Drahthaar selezionati in Italia e quelli selezionati in Germania è nell'addestramento.
👍 1Commenta
-
Le differenze sono abissali se gli allevamenti italiani non fanno riferimento alla VDD, in primis per le verifiche sanitarie…. In Italia ci sono stati campioni riproduttori con displasia C, in Germania sarebbero stati esclusi dalla riproduzione👍 2Commenta
-
Io faccio sempre un esempio pratico e lampante anche per i più scettici… il Weimaraner tenuto come cane da compagnia per decenni, ha perso tutte le sue caratteristiche venatorie e solo grazie ad alcuni cinofili esteri é tornato a caccia anche in Italia. Lo stesso vale per qualsiasi altro cane, se usato parzialmente, perde per strada i pezzi che non gli vengono mai richiesti! Quindi la storia che “ da me non ci sono laghi, quindi non faccio i riporti dall’acqua profonda” , “preferisco spendere soldi sulle starne piuttosto che sulle anatre”, “ in Italia non servono segugi da ferma” … ecc. ecc. sono tutte affermazioni che fanno male ad una qualsiasi razza e in special modo ai DD.👍 3Commenta
Argomenti correlati
Comprimi
-
da FigaroBuonasera, cucciolata di Deutsch Drahthaar del 22 aprile. Genitori con prove di lavoro tedesche. Rimasti ultimi 2 cuccioli maschi che saranno ceduti...
-
Canale: Genealogie, monte e nascite.
-
-
A casa di un amico, nel paesello agricolo di San Martino Spino:

Sono nati cuccioli di Deutsch Drahthaar da Nick v. Schwarzenquelle e da...-
Canale: Annunci cucciolate utenti
-
-
A casa di un amico, nel paesello agricolo di San Martino Spino:

Sono nati cuccioli di Deutsch Drahthaar da Nick v. Schwarzenquelle e...3 Foto-
Canale: Genealogie, monte e nascite.
-
-
da PaoloAndreapassa il tempo ma non miglioro, anzi...
sono felice di notare che quello che ho scritto in queste pagine negli anni passati sull'utilizzo polivalente...-
Canale: Continentali esteri
-
-
da Matteo87Buongiorno, da appassionato alla razza chiedo qui sul forum che ha un ampiezza nazionale, quale sia secondo voi la situazione attuale della razza nel...
-
Canale: Continentali esteri
-
- Caricamento in corso ...
- Nessun altro evento.

Commenta