Deutsch Drahthaar… cosa é cambiato nell’ultimo decennio?

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  • danguerriero
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2010
    • 5368
    • ai confini dell'Impero
    • Elsa Donderius: Deutsch Kurzhaar

    #136
    Originariamente inviato da sly8489
    Un cane non può allenare e insegnare a giocare a calcio un bambino
    Stavo per rispondere che su questo non ci piove e che eravamo d'accordo.
    Poi ho pensato alle capacità di gioco di Elsa e nutro forti dubbi sulla veridicità della affermazione.

    Originariamente inviato da sly8489
    Però lo puoi portare a fare delle buona esperienze.
    Certo.
    Con il metodo tedesco proponi esperienze eccellenti, non solo buone.
    Per stimolare le capacità naturali, la Fuehrigkeit, la Gehorsam, etc
    Ultima modifica danguerriero; 29-12-25, 13:42.
    ...Im heil'gen Land Tirol...

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    • Pigkill
      • Dec 2025
      • 91
      • Garlasco
      • Drahthaar

      #137
      Come ho già scritto mille volte, ci si vuole intrufolare con le proprie idee, pretendendo che siano sacre scritture, senza conoscere l’argomento trattato, se non per sentito dire. Non è una partita di calcio Italia- Germania, questo è un metodo di selezionare cani da utilità venatoria, già questo concetto dovrebbe far capire che se devono essere utili, qualcosa dovranno pur dimostrarlo… ma se oltre al dna c’è anche un indirizzo imposto dal bipede che accudisce il quadrupede, ecco che chi ha voglia di provarci, resta a bocca aperta.

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      • sly8489
        ⭐⭐⭐⭐
        • Mar 2009
        • 11997
        • Trieste
        • spring spaniel

        #138
        Originariamente inviato da toperone1
        Sul campo lavorava prevalentemente naso a terra ed era implacabile nel recupero, addirittura capace di leggere in autonomia anche un ferimento lieve sul selvatico che fosse sfuggito agli occhi del cacciatore con riporti chilometrici solidissimi.
        Addirittura capace di leggere in autonomia il ferimento impercettibile all'occhio umano. Non sapevo che questa importante funzione è una proprietà caratteristica della razza Drahthaar, io pensavo fosse solo quella di cacciare con il naso a terra.

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        • Max54
          Max54 commenta
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          Se non lo hai mai visto fare hai poca esperienza di DD ,ma anche di altre razze da ferma continentali.
      • Pigkill
        • Dec 2025
        • 91
        • Garlasco
        • Drahthaar

        #139
        Sono tante le cose che in molti non sanno, e non hanno nemmeno l’umiltà di volerle imparare.

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        • toperone1
          Moderatore Armi e Polveri
          • Dec 2009
          • 1767
          • ossola

          #140
          Originariamente inviato da Pigkill
          Sono tante le cose che in molti non sanno, e non hanno nemmeno l’umiltà di volerle imparare.
          Paolo, dopo dieci pagine ci sono alcuni punti che, tuttavia, non mi sono chiari:

          1) cosa è cambiato nell’ultimo decennio?

          2) è il dd che non incontra le simpatie del cacciatore italico o sono il metodo di preparazione e le prove di selezione zootecnica mitteleuropee? Oppure entrambe? E, se così fosse, perché?
          3) si registra, a livello mondiale, un maggior numero di attacchi con esito fatale da parte di dd, squali o aracnidi?

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          • Livia1968🦉
            Livia1968🦉 commenta
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            Te lo dico io. Tanta tanta tanta invidia......🤣😂
            A far le domande giuste poi si rischia di avere anche le risposte, che potrebbero non piacere e si finisce in polemica.

            Ascoltare molte volte fa si che neanche occorre porsi domande. Ascoltare è molto complicato perché bisogna andare oltre le parole.

          • toperone1
            toperone1 commenta
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            Livia, non ho capito
        • Pigkill
          • Dec 2025
          • 91
          • Garlasco
          • Drahthaar

          #141
          Mi sembra di essere a Rischiatutto!!
          alla prima domanda risponderei che negli ultimi anni il miglioramento c’è stato eccome, sotto tutti i punti di vista… morfologia-carattere-prestazioni.
          alla seconda direi entrambe le cose perché i cacciatori italiani hanno superato il consiglio di “ a mio cuggino “.
          al terzo quesito rispondo NO, statisticamente è più facile essere colpiti da un fulmine.

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          • Max54
            Max54 commenta
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            Comunque il problema principale è che al centrosud posti e impianti stabili per preparare un DD per le verifiche alla tedesca non ce ne sono ,giocoforza o lavori e lo usi in maniera diversa o lasci perdere.
        • Highlander
          Ho rotto il silenzio
          • Jun 2023
          • 34
          • Kent, CT, USA
          • Deutsch Langhaar

          #142
          Originariamente inviato da sly8489
          Secondo te l'intelligenza il cane la sviluppa con l'addestramento?
          È una domanda eccellente—forse antica quanto la maggior parte delle razze da caccia.
          Dal mio punto di vista, basato sull’approccio americano alle razze da ferma, l’intelligenza e l’addestrabilità di un cane sono due qualità distinte, anche se spesso si sovrappongono.

          Negli Stati Uniti pensiamo—anche se potremmo sbagliarci—che l’intelligenza sia in gran parte genetica, ma possa essere affinata con l’esperienza. Ciò che io e molti altri definiamo “intelligenza” è la capacità del cane di osservare i modelli comportamentali della selvaggina e adattarsi di conseguenza. Quando questi schemi vengono interrotti, quanto è indipendente ed efficace il cane nel colmare le lacune? In definitiva, si tratta di capacità decisionale e produttività—in altre parole, la capacità di gestire la selvaggina.

          Ad esempio, nelle praterie, il grouse (tre specie) raramente si nasconde nell’erba aperta. Piuttosto, cerca riparo vicino a un fosso, una piccola scarpata o una roccia—luoghi dove almeno un lato è protetto da elementi naturali. Un cane intelligente lo impara rapidamente e si sposta da un “obiettivo” all’altro. Il cane ha osservato le abitudini dell’uccello e si è adattato al suo ambiente. Quando si avvicina a un oggetto (un cespuglio, un piccolo albero o una roccia), rallenta e si regola in base al vento perché sa che la probabilità di trovare un uccello lì è maggiore.

          Tutto questo è semplice—finché il grouse non rompe il suo schema abituale e si nasconde nell’erba aperta. Lo schema è ora alterato. Cosa farà il cane? Sa che nel 90% dei casi il grouse è nel suo posto abituale—ma non questa volta.

          Un cane veramente intelligente prevede le eccezioni. Cerca anche tra gli obiettivi, usando costantemente il vento a suo vantaggio—anche se significa girarsi verso l’interno. Il suo cervello e il suo naso sono sempre attivi. Il suo lavoro combina velocità (ma mai sconsiderata), cautela (ma non indecisione), passione (ma controllata) e indipendenza (pur collaborativa). Quando un cane è a un miglio da te (e dal tuo cavallo), deve prendere decisioni da solo—ma mai a costo di perdere la selvaggina.
          Questa capacità è in gran parte ereditaria, anche se l’esperienza può affinarla.

          L’addestrabilità, invece, è la reattività del cane ai compiti assegnati—la sua voglia di lavorare per te, la sua rapidità e il bisogno di ripetizioni. Anche questa è genetica.
          Alcuni cani hanno un’intelligenza venatoria eccezionale (come Setter e Pointer) ma una bassa intelligenza tecnica per compiti come il riporto o la traccia. Al contrario, altri cani eccellono nel lavoro tecnico ma hanno scarsa capacità di gestione della selvaggina—viene in mente il Labrador.

          Le razze tedesche tendono a trovare un buon equilibrio. Sono abituate a lavorare in condizioni contrastanti: cercare tre ettari di foresta in modo indipendente in un momento, poi restare entro 30 metri il successivo; muoversi liberamente in un campo, poi seguire una traccia lineare nel bosco.

          Forse non ho risposto completamente alla tua domanda—ma questo è il mio pensiero.

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          • Max54
            Max54 commenta
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            Tutti i buoni cani cacciatori ,indipendentemente dalla razza , lavorano cosI', ma voi coi vostri cani che allevate da cuccioli e tenete fino alla fine ci andate a caccia o fate solo le prove gare verifiche come le volete chiamare ? certe volte dite cose ovvie per qualsiasi buon cane da caccia di qualsivoglia razza da ferma.
        • Pigkill
          • Dec 2025
          • 91
          • Garlasco
          • Drahthaar

          #143
          Originariamente inviato da Highlander

          È una domanda eccellente—forse antica quanto la maggior parte delle razze da caccia.
          Dal mio punto di vista, basato sull’approccio americano alle razze da ferma, l’intelligenza e l’addestrabilità di un cane sono due qualità distinte, anche se spesso si sovrappongono.

          Negli Stati Uniti pensiamo—anche se potremmo sbagliarci—che l’intelligenza sia in gran parte genetica, ma possa essere affinata con l’esperienza. Ciò che io e molti altri definiamo “intelligenza” è la capacità del cane di osservare i modelli comportamentali della selvaggina e adattarsi di conseguenza. Quando questi schemi vengono interrotti, quanto è indipendente ed efficace il cane nel colmare le lacune? In definitiva, si tratta di capacità decisionale e produttività—in altre parole, la capacità di gestire la selvaggina.

          Ad esempio, nelle praterie, il grouse (tre specie) raramente si nasconde nell’erba aperta. Piuttosto, cerca riparo vicino a un fosso, una piccola scarpata o una roccia—luoghi dove almeno un lato è protetto da elementi naturali. Un cane intelligente lo impara rapidamente e si sposta da un “obiettivo” all’altro. Il cane ha osservato le abitudini dell’uccello e si è adattato al suo ambiente. Quando si avvicina a un oggetto (un cespuglio, un piccolo albero o una roccia), rallenta e si regola in base al vento perché sa che la probabilità di trovare un uccello lì è maggiore.

          Tutto questo è semplice—finché il grouse non rompe il suo schema abituale e si nasconde nell’erba aperta. Lo schema è ora alterato. Cosa farà il cane? Sa che nel 90% dei casi il grouse è nel suo posto abituale—ma non questa volta.

          Un cane veramente intelligente prevede le eccezioni. Cerca anche tra gli obiettivi, usando costantemente il vento a suo vantaggio—anche se significa girarsi verso l’interno. Il suo cervello e il suo naso sono sempre attivi. Il suo lavoro combina velocità (ma mai sconsiderata), cautela (ma non indecisione), passione (ma controllata) e indipendenza (pur collaborativa). Quando un cane è a un miglio da te (e dal tuo cavallo), deve prendere decisioni da solo—ma mai a costo di perdere la selvaggina.
          Questa capacità è in gran parte ereditaria, anche se l’esperienza può affinarla.

          L’addestrabilità, invece, è la reattività del cane ai compiti assegnati—la sua voglia di lavorare per te, la sua rapidità e il bisogno di ripetizioni. Anche questa è genetica.
          Alcuni cani hanno un’intelligenza venatoria eccezionale (come Setter e Pointer) ma una bassa intelligenza tecnica per compiti come il riporto o la traccia. Al contrario, altri cani eccellono nel lavoro tecnico ma hanno scarsa capacità di gestione della selvaggina—viene in mente il Labrador.

          Le razze tedesche tendono a trovare un buon equilibrio. Sono abituate a lavorare in condizioni contrastanti: cercare tre ettari di foresta in modo indipendente in un momento, poi restare entro 30 metri il successivo; muoversi liberamente in un campo, poi seguire una traccia lineare nel bosco.

          Forse non ho risposto completamente alla tua domanda—ma questo è il mio pensiero.
          Questa è una bella analisi dettagliata, ma secondo me inutile, perché arriverà la solita risposta che il cane sa già tutto e non bisogna addestrarlo!! Io invece credo che l’addestramento è fondamentale per l’intelligenza del cane e non solo. Bisognerebbe essere in grado di addestrare anche gli umani molto spesso!! Le esperienze che il cane fa durante le sessioni di addestramento, ovvero i comandi di base, la cerca sul campo, quella in acqua, le piste di pelo e di penna, i riporti e i recuperi sono tutti allenamenti per la psiche del cane e solo con addestramento e allenamento quotidiano si posso portare alla massima espressione!! Tutte le verifiche richieste a un DD(e gli altri polivalenti)servono solo ed esclusivamente per non perdere quel tesoro genetico che si è deciso di ricercare ad inizio 1900. Quando cacci con questi cani, basta guardare come lavorano per capire cosa sta per partire, volando o correndo… e questo particolare atteggiamento è quello che spesso ti fa innamorare di questi cani.

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          • Massimiliano
            Massimiliano commenta
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            penso che se qualcuno voglia pensarla diversamente puo' farlo.. senza per questo dover imporre la sua verità come unica.
            resta il fatto che ho trovato questa discussione di grande stimolo.. bravo Paolo... bravi tutti.
        • Pigkill
          • Dec 2025
          • 91
          • Garlasco
          • Drahthaar

          #144
          Assolutamente, può anche creare un contraddittorio se supportato da argomentazioni dettagliate e coerenti!! Fatti non pugnette mi sembra appropriata come affermazione!!

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          • Livia1968🦉
            Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
            • Apr 2019
            • 6293
            • Guidonia Montecelio (Roma)
            • Rocca e Brio del Buonvento -Bracco Italiano Davidensi's Tabacco-Spinone Italiano, Bia-Kurzhaar

            #145
            toperone1

            In effetti non era molto comprensibile. Ovviamente la risposta alla 2 , non è l' invidia, come espresso da faccetta.

            Quello che volevo dire è che le domande , tranne la 3 ( da qui la risposta ironica), sono domande sacrosante e giuste.

            Però, quando si fa una domanda bisogna aspettarsi anche una risposta che magari non è proprio quella che ci si aspetta .

            Il cacciatore italico medio, almeno da quanto si vede, non è portato verso questa razza. E non è corretto pensare che è a prescindere contrario o subisce dei preconcetti .

            Non sono tutti limitati .

            Probabilmente, se di una razza se ne riconoscono gli innumerevoli pregi e capacità ( e su questo non ci sono dubbi) , non sarà perché forse il cacciatore medio :

            1 vuole andare sul sicuro con razze che già svolgono il loro lavoro egregiamente nonostante la scarsa capacità di addestramento del suddetto cacciatore?

            2 e ancora, un cane polivalente probabilmente non attira perché se ci si dedica prevalentemente ad una forma di caccia, non se ne sente la necessità, a maggior ragione se per addestrare, visto le già citate subcapacità di conduzione , questo richiederebbe un impegno che pochissimi sono disposti ad affrontare, vuoi per volontà ma molto piu spesso per mancanza di opportunità.

            3 e ancora , la non consapevolezza di cosa si ha per le mani genera uno squilibrio che la maggior parte dei cacciatori non sa gestire, da qui quella che voi chiamate leggenda metropolitana .

            Off topic.:
            le verifiche italiane sono , a confronto di quelle tedesche , limitate perché ad un cane da ferma non è richiesto il lavoro che un cane polivalente normalmente è chiamato a svolgere.
            Ciò non significa che il lavoro svolto da chi conduce ed addestra un cane in Italia sia da disprezzare o svalutare.

            Semplicemente stiamo parlando di cose diverse e trovo che in questa discussione sia stato inopportuno quanto svilente e non costruttivo tirare in mezzo un confronto per stabilire chi sia il migliore.

            Personalmente conosco direttamente il lavoro svolto in Italia e indirettamente quello che si svolge in Germania.

            Chi sa cosa significa , e Pigkill lo conosce, preparare un cane in Italia non dovrebbe neanche pensare a ridicolarizzarlo. Sa che un cane che deve dimostrare tutto in un tempo limitato, su un terreno molte volte inadatto, con selvatici il piu delle volte non presenti o di scarsa qualità, e che viene portato anche a caccia, lavora costantemente tutto l 'anno , in condizioni difficili per mancanza di strutture e selvatici adeguati allo scopo.

            Ragione per cui quesri due tipi di lavoro non possono essere comparabili per tutta una serie di motivi che con le razze non hanno nulla a che vedere.

            Se veramente si vuole capire , sempre che interessi, perché e come una razza possa prendere piede, io "ascolterei" il cacciatore ed i suoi dubbi e perplessità. Lascerei perdere l'ironia per criticarlo sulle sue scelte ma cercherei di trovare una via di comunicazione.

            Per concludere, le razze allevate in Germania, verosimilmente sono più sane, più controllate, più addestrabili ( non più intelligenti) e se esiste una reticenza a prenderle in considerazione, denigrare il sistema di allevamento e addestramento italiano non è costruttivo né efficace nell'indirizzare una scelta.
            "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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            • toperone1
              toperone1 commenta
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              Rispetto il tuo punto di vista, limitato nella conoscenza del solo mondo cinofilo italiano, ma non ne condivido le conclusioni poichè non poggiano su una concreto vissuto esperienziale e diretto di ciò che accade al di fuori dei nostri confini. Sia per i metodi di selezione che per i prodotti di tale lavoro.

              Paolo, ha esperienza diretta e vissuto personale delle due realtà, italica e mitteleuropea, e ha consapevolmente e razionalmente operato delle scelte che lo soddisfano pienamente. Come lui molti altri che si sono saputi mettere in discussione. Certo non si è basato sul tramandato verbale. Ci ha messo il naso.

              Da ultimo: come mai hai scelto un dk che è polivalente quanto un dd?

            • Livia1968🦉
              Livia1968🦉 commenta
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              Sono proprio le mie scarse conoscenze , al pari del cacciatore medio italico , ma soprattutto la consapevolezza che una razza come il DD richieda un impegno a cui io , nelle mie condizioni di vita reali ( e come me la maggior parte delle persone che non hanno disponibilità di tempo, terreni, capacità), non possa far fronte , hanno fatto si che non consideri il DD. Qui non è in discussione chi abbia ragione ma quello che avviene nella realtà. Non è che avere una cultura cinofila Tedesca possa cambiare la realtà in cui si vive. Che è quella italiana. Perché è del cacciatore medio italiano che non sceglie il DD che si parla . E del perché non lo sceglie , a torto o a ragione.

              Chi lo sceglie, come hai detto, è perché conosce ed è consapevole.
              Per rendere edotto qualcuno bisogna Ascoltarlo , comprendere e spiegare come superare le difficoltà e necessità. E anche sconsigliarlo di prendere un DD se necessario se si capisce che non ci siano le condizioni.

              Ps te, ad uno che ha ad esempio un setter a cui non manca nulla ma vive prevalentemente in un box o anche a volte in casa ed esce quando viene portato a caccia e in passeggiatina e riceve una educazione quasi nulla, lo consiglieresti un DD? E non sto parlando di casi sporadici o limite , ma di realtà .

              Il Dk , ho scelto di tenerlo , oltre per le ragioni che sai, anche perché è stato il primo cane che ho visto cacciare ed è proprio il suo lavoro che mi ha fulminato facendomi decidere a prendere il pda. È una macchina da guerra , apprende ad una velocità incredibile, necessita "solo"di essere portato a caccia , di ricevere comandi e di avere un punto di riferimento. Altrimenti si stressa , accumula energia che va fatta sfogare. L'unico comportamento che può essere descritto come aggressivo lo ha verso i gatti e bisogna far attenzione alle pecore. Ma c'è da dire che io i Dk a casa li ho sempre avuti, e le particolari caratteristiche legate al suo dna le conoscevo visto che madre , nonna e zii non hanno mai rinunciato a far emergere il loro impegno ed avversità comtro il nocivo.
              La cucciola ha avuto modo di socializzare perché è nata in un branco multirazziale, mi sono sbattuta parecchio per portarla in giro in società, parchi cittadini, piazze , ristoranti all'aperto etc etc .

              In tutta onestà puoi affermare che il cacciatore medio sia disposto ad impegnarsi a tal punto? Ed il mio è un impegno che rappresenta neanche un decimo di quello che questa razza richiederebbe.
          • sly8489
            ⭐⭐⭐⭐
            • Mar 2009
            • 11997
            • Trieste
            • spring spaniel

            #146
            Originariamente inviato da Pigkill
            Questa è una bella analisi dettagliata, ma secondo me inutile, perché arriverà la solita risposta che il cane sa già tutto e non bisogna addestrarlo!!
            Hai visto il mio "mi piace"? in linea di massima sono d'accordo con quello che ha scritto Highlander.
            Non capisco come mai tu sei d'accordo con l'ultimo intervento di Highlander e non sei d'accordo con quello che io ho scritto in precedenza.
            Dico questo anche perché non ho notato che nei suoi interventi Highlander fosse in disaccordo con quello che avevo scritto.
            Rileggi bene quello che ha scritto Highlander.
            E' evidente e neanche scandaloso dire che ci sarebbero delle piccole precisazioni da fare in riguardo all'ultimo intervento di Highlander, molto probabilmente dovuti alle diverse interpretazione di alcune termini.
            La mia risposta è sempre la stessa, continuo a dire che bisogna addestrare senza contrastare l'istinto del cane.
            Non bisogna sottovalutare l'intelligenza del cane.
            Il cane non ha bisogno del maestro che gli trascina il fagiano per terra per insegnarli a recuperare, l'intelligenza il cane la deve sviluppare dai suoi errori, la deve sviluppare per tentativi ed errori, solo questo si fissa bene nella testa del cane, qualsiasi addestramento che contrasta con l'istinto del cane prima o dopo svanisce.


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            • oreip
              ⭐⭐⭐
              • Jan 2009
              • 9161
              • Santa Flavia (PA)
              • Pointer " ZICO "

              #147
              Sicuramente vado FUORI TEMA, quello che scrivo è solo per evidenziare che l'esperienza coadiuvata dall'intelligenza matura la prestazione del cane in qualsiasi campo.
              Non scrivo niente di nuovo, solo per rinfrescarci la memoria.
              Un mio giovane cane intrepido e di grande temperamento, una mattina che cacciavamo Coturnici in montagna si ritrovò a ridosso (sfrullando) di una bella brigata perchè non aveva sperimentato che superare una cresta a quella andatura avrebbe tralasciato o disturbato l'eventuale selvaggina che dimorava a riparo del dosso.
              E' bastato quell'episodio per fargli comprendere che doveva arrivare nei posti più disagevoli con il massimo sospetto. Full, uno dei più bravi cani da caccia che ho posseduto.
              piero
              Homo Homini Lupus
              "l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)

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              • toperone1
                Moderatore Armi e Polveri
                • Dec 2009
                • 1767
                • ossola

                #148
                Originariamente inviato da Livia1968🦉
                È una macchina da guerra , apprende ad una velocità incredibile, necessita "solo"di essere portato a caccia , di ricevere comandi e di avere un punto di riferimento. Altrimenti si stressa , accumula energia che va fatta sfogare. L'unico comportamento che può essere descritto come aggressivo lo ha verso i gatti
                molto bene!

                Originariamente inviato da Livia1968🦉
                ma soprattutto la consapevolezza che una razza come il DD richieda un impegno
                nè più nè meno di quelle che richiede un dk: molta gente lo conduce utilizzandolo "solo" per ferma e riporto senza sfruttarne appieno le potenzialità per cui è stato selezionato (così come accade per i dk ecc) e ne sono felicissimi e non sanno nemmeno perchè il cane che li riempie di soddisfazioni è "così bravo". Del resto c'è anche chi usa i setter per andare a cinghiali e sparargli "sotto ferma" (su questo forum più di uno...). Che non credo sia quello per cui quella razza è stata selezionata...

                Certo, è come comprarsi una ferrari per percorrere due km in centro città ed andare a far la spesa... ma tant'è. Se si è soddisfatti...

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                • sly8489
                  ⭐⭐⭐⭐
                  • Mar 2009
                  • 11997
                  • Trieste
                  • spring spaniel

                  #149
                  Originariamente inviato da Highlander
                  È una domanda eccellente—forse antica quanto la maggior parte delle razze da caccia.
                  Ti ringrazio.
                  Originariamente inviato da Highlander
                  Dal mio punto di vista, basato sull’approccio americano alle razze da ferma, l’intelligenza e l’addestrabilità di un cane sono due qualità distinte, anche se spesso si sovrappongono.
                  Anche su questo sono d'accordo, possono sovrapporsi e creare disturbo all'intelligenza predatoria del cane. E' risaputo che l'addestramento dosato male può inibire. E' facilmente riscontrabile che il cane sotto stretto addestramento non rende al 100%
                  Originariamente inviato da Highlander
                  Negli Stati Uniti pensiamo—anche se potremmo sbagliarci—che l’intelligenza sia in gran parte genetica, ma possa essere affinata con l’esperienza. Ciò che io e molti altri definiamo “intelligenza” è la capacità del cane di osservare i modelli comportamentali della selvaggina e adattarsi di conseguenza.
                  Anche su questo punto sono d'accordo. Certamente il cane ha bisogno di fare esperienza, ha bisogno di avere la testa libera per poter pensare.
                  Solo un cane che pensa ha discernimento, ha la capacità di valutare e decidere cosa per lui è più conveniente fare, ma questo non lo ottiene con l'addestramento. Il troppo addestramento evita al cane di pensare, di conseguenza ci ritroviamo cani eccellenti esecutori che pensano poco.
                  Originariamente inviato da Highlander
                  Un cane veramente intelligente prevede le eccezioni. Cerca anche tra gli obiettivi, usando costantemente il vento a suo vantaggio—anche se significa girarsi verso l’interno. Il suo cervello e il suo naso sono sempre attivi. Il suo lavoro combina velocità (ma mai sconsiderata), cautela (ma non indecisione), passione (ma controllata) e indipendenza (pur collaborativa). Quando un cane è a un miglio da te (e dal tuo cavallo), deve prendere decisioni da solo—ma mai a costo di perdere la selvaggina.
                  Questa capacità è in gran parte ereditaria, anche se l’esperienza può affinarla.
                  Sono d'accordo anche su questo punto. "Indipendenza collaborativa" è il collegamento che il cane deve avere con il padrone, neanche questo si ottiene con l'addestramento. Il collegamento è la collaborazione spontanea concessa dal cane al padrone, il cane collegato ha l'autonomia di regolarsi liberamente.
                  Originariamente inviato da Highlander
                  L’addestrabilità, invece, è la reattività del cane ai compiti assegnati—la sua voglia di lavorare per te, la sua rapidità e il bisogno di ripetizioni. Anche questa è genetica.
                  E' anche genetica, su questo punto conta molto il rapporto che il padrone è riuscito a creare con il cane.
                  Dipende molto dalla socializzazione, tramite questa si può ottenere la leadership.
                  Il cane apprende tramite il gioco, per avere un addestramento veloce, sia il cane che il padrone devono essere coinvolti nello stesso interesse, non ci deve essere da una parte il padrone che ordina e dall'altra parte il cane che esegue.
                  Originariamente inviato da Highlander
                  Alcuni cani hanno un’intelligenza venatoria eccezionale (come Setter e Pointer) ma una bassa intelligenza tecnica per compiti come il riporto o la traccia.
                  Per la caccia praticata in Italia ci serve l'intelligenza venatoria eccezionale. Intelligenza venatoria intesa come dote naturale geneticamente trasmessa, avidità venatoria e potenza olfattiva è alla base di una buona selezione.
                  Tutto il resto dipenderà da chi utilizzerà il cane a caccia. Il cane da ferma utilizzato a caccia che ha un eccellente naso, per avere la sua efficacia la lepre la deve fermare.
                  Al cacciatore italiano interessa il riporto, a nessuno interessa la traccia di sangue.
                  Se i cani non dovessero riportare non è per colpa della selezione, personalmente quando vado a comprare un cucciolo non chiedo mai se i genitori riportano. Il riporto è un argomento che riguarda il cane e il padrone, considerato la scarsità di selvaggina il lavoro prima dello sparo e visto con più interesse, dopo lo sparo il recupero è molto più importante del riporto, il riporto può essere insegnato, il recupero è fa parte della predazione fa parte dell'istinto a predare non può essere insegnato, se il cane non lo ha nel suo bagaglio genetico non lo possiamo inserire con l'addestramento.

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                  • toperone1
                    Moderatore Armi e Polveri
                    • Dec 2009
                    • 1767
                    • ossola

                    #150
                    Originariamente inviato da sly8489
                    a nessuno interessa la traccia di sangue.
                    e infatti si lasciano centinaia di ungulati a marcire in campagna sorprendendosi poi per la proliferazione dei grandi carnivori.

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