Deutsch Drahthaar… cosa é cambiato nell’ultimo decennio?

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  • sly8489
    ⭐⭐⭐⭐
    • Mar 2009
    • 11992
    • Trieste
    • spring spaniel

    #151
    Non tutti quelli che hanno il cane da ferma fanno caccia di selezione. Neanche quelli che fanno selezione e hanno Kurzhaar e Drahthaar li utilizzano per i recuperi. Anche quelli che fanno il servizio di recupero per la collettività utilizzano hannoveriani, bavaresi e qualche bassotto.
    Potrebbe esserci qualcuno iscritto nella squadra di recupero che ha il Kurzhaar o il Drahthaar, se dovesse servirmi il cane per il recupero preferisco rivolgermi a chi ha cani specialisti.


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    • sly8489
      ⭐⭐⭐⭐
      • Mar 2009
      • 11992
      • Trieste
      • spring spaniel

      #152
      Originariamente inviato da Livia1968🦉
      L'unico comportamento che può essere descritto come aggressivo lo ha verso i gatti e bisogna far attenzione alle pecore.
      Non è l'aggressività predatoria che induce il cane a mordere le persone.

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      • Livia1968🦉
        Livia1968🦉 commenta
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        Tutti i cani, se non socializzati e privi di leadership possono manifestare (per paura? difesa del territorio?), tre le altre cose e non solo , fino a raggiungere il morso, l'aggressività.
        Ma il pericolo esiste più o meno in tutte le razze , qualcuna di più qualcuna di meno , soprattutto quando non si è in grado di capire o si sottovalutano questi due aspetti.
    • Pigkill
      • Dec 2025
      • 88
      • Garlasco
      • Drahthaar

      #153
      Originariamente inviato da sly8489
      Ti ringrazio.

      Anche su questo sono d'accordo, possono sovrapporsi e creare disturbo all'intelligenza predatoria del cane. E' risaputo che l'addestramento dosato male può inibire. E' facilmente riscontrabile che il cane sotto stretto addestramento non rende al 100%

      Anche su questo punto sono d'accordo. Certamente il cane ha bisogno di fare esperienza, ha bisogno di avere la testa libera per poter pensare.
      Solo un cane che pensa ha discernimento, ha la capacità di valutare e decidere cosa per lui è più conveniente fare, ma questo non lo ottiene con l'addestramento. Il troppo addestramento evita al cane di pensare, di conseguenza ci ritroviamo cani eccellenti esecutori che pensano poco.

      Sono d'accordo anche su questo punto. "Indipendenza collaborativa" è il collegamento che il cane deve avere con il padrone, neanche questo si ottiene con l'addestramento. Il collegamento è la collaborazione spontanea concessa dal cane al padrone, il cane collegato ha l'autonomia di regolarsi liberamente.

      E' anche genetica, su questo punto conta molto il rapporto che il padrone è riuscito a creare con il cane.
      Dipende molto dalla socializzazione, tramite questa si può ottenere la leadership.
      Il cane apprende tramite il gioco, per avere un addestramento veloce, sia il cane che il padrone devono essere coinvolti nello stesso interesse, non ci deve essere da una parte il padrone che ordina e dall'altra parte il cane che esegue.

      Per la caccia praticata in Italia ci serve l'intelligenza venatoria eccezionale. Intelligenza venatoria intesa come dote naturale geneticamente trasmessa, avidità venatoria e potenza olfattiva è alla base di una buona selezione.
      Tutto il resto dipenderà da chi utilizzerà il cane a caccia. Il cane da ferma utilizzato a caccia che ha un eccellente naso, per avere la sua efficacia la lepre la deve fermare.
      Al cacciatore italiano interessa il riporto, a nessuno interessa la traccia di sangue.
      Se i cani non dovessero riportare non è per colpa della selezione, personalmente quando vado a comprare un cucciolo non chiedo mai se i genitori riportano. Il riporto è un argomento che riguarda il cane e il padrone, considerato la scarsità di selvaggina il lavoro prima dello sparo e visto con più interesse, dopo lo sparo il recupero è molto più importante del riporto, il riporto può essere insegnato, il recupero è fa parte della predazione fa parte dell'istinto a predare non può essere insegnato, se il cane non lo ha nel suo bagaglio genetico non lo possiamo inserire con l'addestramento.
      Per la caccia praticata, ovunque serve intelligenza venatoria non solo in Italia e io aggiungerei anche del cacciatore !non solo del cane. Il fatto che sia importate che questa dote sia geneticamente trasmessa è il motivo degli esami che devono sostenere questi cani. Se voglio cani “spurlaut” dovrò ricercare questa dote nel certificato del cane e un giudizio sul campo è indispensabile. La situazione caccia in Italia, inoltre, deve far fronte ad una evoluzione degli abitanti della campagna, le brigate di starne ormai sono rare come gli unicorni, la piccola selvaggina in genere sta scomparendo e diventa quindi aleatorio sostenere che la traccia di sangue non interessa a nessuno. Avere un cane che ti permette di cacciare i pochi fagiani che i predatori ci lasciano in campagna, che abbai la lepre come un segugio, che scovi le volpi, che recuperi l’anatra nel canneto e che segue la traccia di sangue degli ungulati mi sembra un pregio irrinunciabile per qualsiasi umano che si reputa cacciatore! Possiamo stare qui a discutere del sesso degli angeli, o delle rosse che sono meglio delle bionde o delle more, ma se dovessimo utilizzare la bilancia della concretezza, il DD è di certo supera brillantemente tutte le prove.

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      • Livia1968🦉
        Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
        • Apr 2019
        • 6285
        • Guidonia Montecelio (Roma)
        • Rocca e Brio del Buonvento -Bracco Italiano Davidensi's Tabacco-Spinone Italiano, Bia-Kurzhaar

        #154
        Ok. Allora veniamo al dunque.

        Perché, secondo te, in Italia questa razza non è cosi diffusa come meriterebbe?

        Tralasciando risposte come " il cacciatore italiano non capisce una mazza, la voce di mio cuggino è più potente di quella di una tiktoker qualsiasi, le mode sono dure a morire, etc etc.

        Quali sono i motivi che spingono a non considerare il DD come prima scelta ?

        Il Kurzhaar ( non il Dk) per esempio oggi è molto più facile incontrarlo. Parlo di cane tedesco a pelo corto che a ben vedere ha subito , almeno dal punto di vista morfologico, una apprezzabile ( che non significa apprezzata) trasformazione.
        "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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        • toperone1
          Moderatore Armi e Polveri
          • Dec 2009
          • 1751
          • ossola

          #155
          Originariamente inviato da sly8489
          se dovesse servirmi il cane per il recupero preferisco rivolgermi a chi ha cani specialisti.
          faccio sommessamente osservare che in più di qualche prova open su traccia artificiale invecchiata di 40 ore tra i primi classificati, lo dico con rammarico, non si vede nemmeno uno specialista...

          In particolare serbo uno straordinario ricordo di una 40 h svoltasi a Cecima in cui il vincitore risultò una dk dal mantello pressochè totalmente nero di una ex frequentatrice di questo forum, giudice cinofilo tedesco e valente conduttore, che svolse un lavoro in traccia superbo. Tanto sopra le righe da far impallidire quella di due specialisti all'epoca molto forti sia in traccia artificiale che in lavoro...

          Una piccola divagazione: lo stato attuale degli specialisti, quelli veri cioè hs e gbs, non versa per nulla in buone condizioni in particolare nel nostro paese ed anche in quelle di origine le cose non vanno meglio con meno di 400 iscrizioni anno...
          Ultima modifica toperone1; 31-12-25, 09:30.

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          • Livia1968🦉
            Moderatore Domande sul sito - Chiacchierando - aka Motore di ricerca
            • Apr 2019
            • 6285
            • Guidonia Montecelio (Roma)
            • Rocca e Brio del Buonvento -Bracco Italiano Davidensi's Tabacco-Spinone Italiano, Bia-Kurzhaar

            #156
            Veniamo alle recenti notizie...
            Dalla Ferma e Traccia su Sangue alla Difesa del Pascolo: La possibile ascesa del Drahthaar nei nuovi scenari italiani La rivalutazione del Drahthaar nel contesto della caccia al lupo e della gestione...


            Ci voleva un diavolo della Tasmania per affrontare sua Signoria il Lupo...
            "Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz

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            • sly8489
              ⭐⭐⭐⭐
              • Mar 2009
              • 11992
              • Trieste
              • spring spaniel

              #157
              L'articolo di Renato Fongaro equivale a buttare acqua bollente sulla scottatura.
              Ricordo che in passato in una discussione sull'aggressività del Drahthaar, un utente era convito che il Drahthaar potesse competere in combattimento con un pitbull.
              Il pitbull utilizzato nel combattimenti ha a suo favore la struttura fisica, l'aggressività esasperata, il coraggio, l'indifferenza al dolore, alla fatica e la mancanza di socializzazione con i suoi simili. I combattimenti dei pitbull sono mortali perché i pit da combattimento non conoscono i segnali di resa.
              Vengono tolti alla mamma il prima possibile, per essere svezzati dall'uomo.
              Sono dell'opinione che non c'è combattimento fra un Pit e un Drahthaar.

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              • Livia1968🦉
                Livia1968🦉 commenta
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                l'articolo era per sdrammatizzare .... io non utilizzerei un cane da caccia , di qualsiasi razza esso sia, per scopi differenti a quelli per cui la selezione ha lavorato.
            • Pigkill
              • Dec 2025
              • 88
              • Garlasco
              • Drahthaar

              #158
              Stiamo uscendo dal seminato, ma cerco di rispondere ai vari quesiti.
              come abbiamo detto è un cane che ha bisogno di particolari accorgimenti, ovvero una leadership, costante allenamento addestramento, cacciatore eticamente polivalente, ovvero che non si dedica SOLO ad una specie di selvatico, spazio dove poterlo gestire. Quando il “cacciatore medio” non penserà più a riempire cofani o bauli delle auto con carnieri vergognosi di beccacce, quaglie, tordi, lepri ecc ecc , allora forse sarà pronto ad aprire gli occhi e vedere anche questo cane, che dall’inizio della caccia a fine stagione ti dà la possibilità di gioire della nostra passione, passando dalle quaglie ai caprioli senza battere ciglio. Come ho detto, il miglioramento che c’è stato nella selezione della razza mette molto in discussione il discorso il discorso di Fongaro o di chi sostiene che in un combattimento con un molosso possa uscirne vincitore, 50 anni fa poteva starci, perché in Italia arrivavano gli esemplari più famelici, solo al mio paese una signora tedesca che si circondava di dobermann, ce ne ha rimessi due in una zuffa durante la stagione di caccia, ostinandosi a tenerli liberi anche se erano aggressivi. Adesso le cose sono cambiate, le dimensioni si sono ridotte e la mancanza di grandi carnivori ha spostato l’attenzione su altri animali “nocivi” come volpi, nutrie, gatti( che in campagna fanno più danni dell’agricoltura). Quindi se utilizzi a tuo rischio e pericolo un DD per scovare i lupi, posso capirlo, ma pensare che possa farcela in un eventuale incontro ravvicinato è davvero difficile, anche perché gli Ezechieli sono sempre accompagnati, raramente li trovi da soli… e io sono stato molto fortunato quando mi è capitato.

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              • Livia1968🦉
                Livia1968🦉 commenta
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                Ecco, questa è una risposta che io ritengo esaustiva . Chiarisce aspetti non noti e non ultimo potrebbe far luce sul perché esistono le leggende metropolitane.
                Grazie
            • sly8489
              ⭐⭐⭐⭐
              • Mar 2009
              • 11992
              • Trieste
              • spring spaniel

              #159
              A prescindere da tutto il cane deve piacere. Molto probabilmente il Drahthaar non trova il favore dei cacciatori italiani perché la stragrande maggioranza fa tutto quello che riuscirebbe a fare con il Drahthaar con qualsiasi altra razza.
              Trova meno impegnativo cacciare con un Breton. La quaglia, il fagiano, la starna e la lepre, la caccia bene anche il Breton.
              Per il riporto delle anatre specialmente in acqua fredda il Drahthaar è superiore, però per fare 10 riporti il Breton se la cava alla grande.
              Per gli ungulati il Drahthaar non trova impiego, ne dove si pratica solo caccia di selezione ne dove si pratica solo la caccia in battuta.
              In molte regioni dove si pratica la selezione il lavoro di recupero lo fanno fare ai recuperatori ufficiali che insieme al cane hanno l'abilitazione.
              Il recupero è una passione che pochi hanno. Un cacciatore che ha la possibilità di avere due posti per due cani, un posto non lo impiegherà per una razza che potrebbe fare un lavoro che a lui non interessa.
              In Italia qualche iscrizione in più il Drahthaar la potrebbe avere frequentando le prove di lavoro.
              Penso che il Drahthaar potrebbe fare le prove di lavoro ENCI e anche quello richieste in madrepatria, ovvio che bisogna rivedere il modo di selezionare.
              La selezione fatta in madrepatria non da buoni risultati per quello che viene richiesto nelle prove ENCI.






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              • danguerriero
                ⭐⭐⭐
                • Feb 2010
                • 5366
                • ai confini dell'Impero
                • Elsa Donderius: Deutsch Kurzhaar

                #160
                Al cacciatore medio italiota non interessa nulla.
                Vuole sparare due cartucce alla domenica. Punto.

                Per farlo ha però bisogno di un cane che gli scovi un selvatico.
                La razza e la selezione della razza non gli interessano minimamente.
                Sono argomenti insulsi.

                Lui va dal cagnaro, compra un soggetto che "ha dei genitori spettacolari, ho visto le foto" ed è soddisfatto.
                Poi spiega a tutti che il pedigree non serve a nulla, che la fattrice è quella che conta e altre chicche simili.

                Il cacciatore medio italiota tiene il cane in un box. Se ne ricorda a settembre e quel cane esce una volta a settimana.

                Educare ed addestrare quel cane non sono concetti familiari o di interesse per l'italiota.

                Il cacciatore italiota non ascolta e non si informa perché sa già tutto.
                Detiene la sapienza cinofila e venatoria.
                Spesso però si abbevera alle fonti più alte della cultura: i bar e l'armeria.

                Più grande è la bestialità che viene rigurgitata, più convintamente l'italiota la farà propria e più strenuamente la difenderà.

                L'italiota è quello che entra in armeria, dice che vuole cambiare un 300 Winnie perché sul cervo lo ha deluso.
                Non sa a che distanza ha tirato, non sa a quale distanza era tarata l'arma, non ha idea di quale cartuccia aveva incamerato.
                Per questo chiede all'armiere un 243: quello è il calibro che assicura abbattimenti puliti.

                Questo è l'italiota medio.


                Ecco perché le razze polivalenti non incontrano il favore dell'italiota.

                Perché sono cani che devono vivere con il conduttore e la famiglia tutto l'anno.
                Devono avere impegni quasi quotidiani per stimolare mente e fisico.

                Per avvicinarsi a queste razze, serve apertura mentale, curiosità, umiltà e impegno.

                Serve aprirsi a concetti nuovi e rivolgersi a chi da oltre un secolo ha lavorato e selezionato queste razze.

                Per quanto detto sopra risulta evidente, che questa, per l'italiota, è un'impresa impossibile.
                ​​​​​​​

                Buon 2026.
                ...Im heil'gen Land Tirol...

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                • Massimiliano
                  Massimiliano commenta
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                  Sottoscrivo ogni singola parola. Bravo!!!!! ed aggiungo.. essendo esso depositario della verita'.. inutile ragionarci. Questo forum si schierera' sempre contro questi argomenti. L'italiota disprezza la cinofilia ufficiale e non si rende conto che i suoi incroci, se qualcosa di buono riescono a dare, e' solo per il lavoro fatto da quella stessa parte che disprezza. Buon anno a tutti.

                • toperone1
                  toperone1 commenta
                  Modifica di un commento
                  CAPOLAVORO! fotografia impietosa dello stato dell'arte e delle ragioni del declino cinofilo e venatorio. Come Massimiliano, prima di me, sottoscrivo pienamente.

                • Livia1968🦉
                  Livia1968🦉 commenta
                  Modifica di un commento
                  Se mi si permette un'aggiunta , quanto affermat vale per tutte le razze. Ci tenevo a precisarlo. Bace e bene e auguri
              • Pigkill
                • Dec 2025
                • 88
                • Garlasco
                • Drahthaar

                #161
                Spari più cazzate tu, pensando che sia la realtà mondiale, di Paolo Cevoli a Zelig!!! C’è una bella differenza tra tenere aperto il sacco e sbadilarci dentro. Ovviamente era riferito al messaggio precedente, ma non essendo avvezzo all’utilizzo delle funzionalità ho inserito un messaggio e non un commento.
                Ultima modifica Pigkill; 31-12-25, 12:02.

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              • danguerriero
                ⭐⭐⭐
                • Feb 2010
                • 5366
                • ai confini dell'Impero
                • Elsa Donderius: Deutsch Kurzhaar

                #162
                Postilla.

                Il barone Sigismund von Zedlitz und Neukirch scelse lo pseudonimo romantico di Hegewald ("Cura/protezione/gestione del bosco").

                Più chiaro ora?
                ...Im heil'gen Land Tirol...

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                • toperone1
                  Moderatore Armi e Polveri
                  • Dec 2009
                  • 1751
                  • ossola

                  #163
                  Originariamente inviato da sly8489
                  La selezione fatta in madrepatria non da buoni risultati per quello che viene richiesto nelle prove ENCI.
                  R.I.P.

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                  • toperone1
                    toperone1 commenta
                    Modifica di un commento
                    e mi permetto una aggiunta: è agli occhi di tutti quali siano stati gli esiti delle scelte zootecniche e di selezione delle due meravigliose razze natie del nostro paese.

                  • toperone1
                    toperone1 commenta
                    Modifica di un commento
                    e poi ci si domanda perchè dalla Germania e dintorni non arrivino più cani se non a mani di poche persone fidate che seguano il metodo di allevamento della terra Natale... (vale per i continentali polivalenti e per gli specialisti. per questi ultimi ci siamo, addirittura, presi la scomunica per l'eternità)
                • Pike
                  ⭐⭐
                  • Dec 2012
                  • 467
                  • Mantova
                  • Bracco tedesco

                  #164
                  Originariamente inviato da danguerriero
                  Al cacciatore medio italiota non interessa nulla.
                  Vuole sparare due cartucce alla domenica. Punto.

                  Per farlo ha però bisogno di un cane che gli scovi un selvatico.
                  La razza e la selezione della razza non gli interessano minimamente.
                  Sono argomenti insulsi.

                  Lui va dal cagnaro, compra un soggetto che "ha dei genitori spettacolari, ho visto le foto" ed è soddisfatto.
                  Poi spiega a tutti che il pedigree non serve a nulla, che la fattrice è quella che conta e altre chicche simili.

                  Il cacciatore medio italiota tiene il cane in un box. Se ne ricorda a settembre e quel cane esce una volta a settimana.

                  Educare ed addestrare quel cane non sono concetti familiari o di interesse per l'italiota.

                  Il cacciatore italiota non ascolta e non si informa perché sa già tutto.
                  Detiene la sapienza cinofila e venatoria.
                  Spesso però si abbevera alle fonti più alte della cultura: i bar e l'armeria.

                  Più grande è la bestialità che viene rigurgitata, più convintamente l'italiota la farà propria e più strenuamente la difenderà.

                  L'italiota è quello che entra in armeria, dice che vuole cambiare un 300 Winnie perché sul cervo lo ha deluso.
                  Non sa a che distanza ha tirato, non sa a quale distanza era tarata l'arma, non ha idea di quale cartuccia aveva incamerato.
                  Per questo chiede all'armiere un 243: quello è il calibro che assicura abbattimenti puliti.

                  Questo è l'italiota medio.


                  Ecco perché le razze polivalenti non incontrano il favore dell'italiota.

                  Perché sono cani che devono vivere con il conduttore e la famiglia tutto l'anno.
                  Devono avere impegni quasi quotidiani per stimolare mente e fisico.

                  Per avvicinarsi a queste razze, serve apertura mentale, curiosità, umiltà e impegno.

                  Serve aprirsi a concetti nuovi e rivolgersi a chi da oltre un secolo ha lavorato e selezionato queste razze.

                  Per quanto detto sopra risulta evidente, che questa, per l'italiota, è un'impresa impossibile.


                  Buon 2026.
                  Grazie, una domanda: gli auguri sono per tutti, italioti medi compresi, oppure solo per gli italioti "superiori"??

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                  • danguerriero
                    danguerriero commenta
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                    Gli auguri sono per tutti, ça va sans dire.
                • toperone1
                  Moderatore Armi e Polveri
                  • Dec 2009
                  • 1751
                  • ossola

                  #165
                  Originariamente inviato da Pike

                  Grazie, una domanda: gli auguri sono per tutti, italioti medi compresi, oppure solo per gli italioti "superiori"??
                  solo per quelli che fanno, anche, il CT della nazionale

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