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  • VALLE SANTA
    ⭐⭐
    • Mar 2007
    • 273
    • GRECCIO, Rieti, Lazio.
    • Bracco Italiano: Quintana,Trusilla,Guendalina.

    #166
    Scusa Lucio, ma ho letto dopo aver mandato il mio mess. La genealogia va guardata principalmente per motivi di consanguinità. Ho citato Buroni per il fatto che lui negli ultimi anni di attività si è tenuto lontano chilometri da certi soggetti di cui, per esperienza di giudice e esperto di razza, conosceva praticamnte tutto.Riguardo ai cani che porta Pucciatti, se li ho usati, come lo stesso Ulisse è perchè vado spesso con lui ad allenare e conosco perfettamente le qualità naturali di quei cani. Io la mia regola ce l'ho e il fatto di soddisfare i cacciatori mi da la certezza di lavorare nel modo giusto. Per concludere il motivo di esclusione su alcuni cani non è certamente legato al movimento di coda, ma al fatto che non vogliono sfigurare con soggetti che invece che a 100km/h vanno a 99. Magari rispecchiando di più la razza.
    FIOCCHI FAUSTO

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    • silvio roncallo
      ⭐⭐⭐
      • Dec 2006
      • 5650
      • genova, Genova, Liguria.
      • spinone

      #167
      Originariamente inviato da fagio
      Secondo me Silvio è l'allevatore che deve chiedere il feed back!!!
      E' lui che ha l'interesse a sapere cosa n'è scaturito dall'accoppiamento.
      penso che mantenere i contatti sia interesse reciproco ....
      silvio

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      • Lucio Marzano
        Lo zio
        • Mar 2005
        • 30090
        • chiasso svizzera
        • bracco italiano

        #168
        Provo a spiegare,(magari a quelle persone che sono tra il demente e l'incline allo scannamento). Sbaglio o qui si è parlato di bidoni presi nonostante ottimi presupposti?
        non so se vengo qualificato fra i "dementi" o fra quelli "inclini allo scannamento" ma a parte certe amenità filologiche , mi pare che sia
        stato ripetuto ad iosa che la genetica non è una scienza esatta e che si parla di "probabilità" la "sicurezza assoluta" non puo' mai esserci.

        Qualche anno fa(4o5) parlando con un allevatore che dopo un periodo di ferma ricominciava ad allevare, mi raccontava che accoppiando tra due campioni di bellezza sono usciti metà coccioli praticamente tricolori. Adesso Lucio dirà che non bisogna generalizzare, ed ha pienamente ragione, ma ricordiamo che parliamo di una razza molto piccola numericamente e gaurdate che oltre a creare dei pregi allevare significa anche eliminare i difetti che vi garantisco prima o poi tornano.
        è un caso ben preciso che si verifica su soggetti di un certo colore provenienti da una ben precisa linea di sangue. Ecco l'importanza della selezione e della conoscenza dei soggetti e dei loro prodotti.
        Chiaro che non si puo' generalizzare a tutta la razza.

        Questo discorso colpisce inevitabilmente anche i cani da lavoro, ma non sul fatto che le prove sono tutte farlocche, bensì sul discorso dei cani costruiti(mi sembra che anche di questo si sia parlato)che a me non piacciono per nulla. Vi faccio un esempio: Mettete un soggetto che corre come un pazzo, non accenna minimamente a fermare ed è completamente sordo ad ogni richiamo. Quel cane farebbe la gioia di ogni dresser, ma un cacciatore cosa se ne fa?
        un cane del genere , se non ferma non fa felice nessuno, né il cacciatore né il dresseur

        Magari dopo qualche anno andiamo a vedere il libretto troviamo che è diventato campione. Ecco, io non critico come è diventato campione, ma critico il tipo di cane, che, sicuramente essendo campione andrà in riproduzione.
        e in questo caso mi contraddico ed affermo che sono i risultati che mi fanno fare tristi considerazioni.

        Scusa Lucio, ma ho letto dopo aver mandato il mio mess. La genealogia va guardata principalmente per motivi di consanguinità. Ho citato Buroni per il fatto che lui negli ultimi anni di attività si è tenuto lontano chilometri da certi soggetti di cui, per esperienza di giudice e esperto di razza, conosceva praticamnte tutto.Riguardo ai cani che porta Pucciatti, se li ho usati, come lo stesso Ulisse è perchè vado spesso con lui ad allenare e conosco perfettamente le qualità naturali di quei cani. Io la mia regola ce l'ho e il fatto di soddisfare i cacciatori mi da la certezza di lavorare nel modo giusto.
        ma io fino ad ora che cosa ho scritto ???????

        Per concludere il motivo di esclusione su alcuni cani non è certamente legato al movimento di coda, ma al fatto che non vogliono sfigurare con soggetti che invece che a 100km/h vanno a 99. Magari rispecchiando di più la razza.
        oltre ai difetti da me ctati , se un soggetto non ha la dinamica sufficiente o non sa esprimerla nei 15/20 minuti della prova , difficilmente andrà al cartellino e se il dresseur lo dice , si dimostra persona seria. Almeno fintanto che i metri di giudizio sono quelli che vengono utilizzati dalla maggior parte dei giudici.
        Un simile cane che si metta sul terreno a discreta andatura e la mantenga per ore sarà un eccellente ausiliare ma in prova non potrà eccellere
        , giusto o sbagliato, questi sono i fatti !!!

        penso che mantenere i contatti sia interesse reciproco ....
        la penso così anche io e lodo gli allevatori che mantengono i rapporti con i loro clienti, perché vuol dire che sono sicuri dei soggetti che hanno ceduto, chi vende cani poco venatici ha timore giustificato di mantenere simili rapporti.
        lucio

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        • franco boni
          ⭐⭐⭐
          • Jul 2005
          • 1106
          • sarzana, La Spezia, Liguria.
          • bracco italiano

          #169
          Mi sembra che la discussione sia un pò fuori da quello che era il solco iniziale e cioè il calo demografico dei bracchi italiani.
          Ho letto, confesso non in modo approfondito, quasi tutto specialmente gli interventi sulle possibili cause del crollo, personalmente penso che i motivi siano molteplici e come spesso succede invece di sommarsi si moltiplicano.
          In quella parvenza di assemblea elettiva ho proposto ad un consigliere, in carica e poi rieletto, un possibile veicolo pubblicitario per la ns amata razza cioè, già proposto anche quì, di far partecipare dei bracchi di primo livello anche alle gare da prosciutti e alle S. Uberto, la risposta fu: "Già fatto, non serve a un c...o"

          La Vs. Società Specializzata, io quest'anno non sono socio, DOVE é ?????????, COSA FA ??????? ESISTE ANCORA???????

          Avanti così e in dieci anni i bracchi saranno 100 !
          franco

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          • Lucio Marzano
            Lo zio
            • Mar 2005
            • 30090
            • chiasso svizzera
            • bracco italiano

            #170
            proposto anche quì, di far partecipare dei bracchi di primo livello anche alle gare da prosciutti e alle S. Uberto, la risposta fu: "Già fatto, non serve a un c...o"
            non serve a un c...o . ma ne hanno organizzata una , vedasi nel forum apposito manifestazioni prove ecc lo scritto di Gigio,
            e domenica prossima saremo (mauro ed io) ad una manifestazione del genere , non ufficiale, dove partecipano le varie razze, dedicata ai cacciatori a mostrare qualche bracco italiano...........fatti non pugnette.....
            lucio

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            • pinolo
              • Mar 2010
              • 152
              • Roma
              • Anita/Bracco italiano

              #171
              Originariamente inviato da Lucio Marzano
              repetita juvant dicono i latini , allora ribadisco ancora una volta
              :" la certezza matenmatica di avere un buon cane non esiste, ma scegliendo secono le modalità indicate , a mio parere, le probabilità di avere un soggetto venatoriamente valido sono molto maggiori"

              ...
              è lo stesso discorso dei fucili, che potrete trovare in akltra parte del sito, ci sono quelli turchi, costano poco, li trovate in tutte le armerie, il "bieco" cacciatore dice basta che mi faccia ammazzare , che mi frega di come è fatto, dei materiali e delle finiture, e "orrore" rinuncerà al benelli o al breda nazionale.
              E' nel suo diritto, è uno "sparatore" se il fucile spara tanto basta , fortunatamente non tutti la pensano così e di conseguenza ci sono ancora i fucili italiani ed anche i Bracchi Italiani, altrimenti sarebbero solo "turchi" e "bastardi" , pardon "meticci" è piu' elegante, ma il concetto non cambia.
              Poi ci sono anche quelli che per avere una doppietta o un sovrapposto ben fatto, spendono sei mesi di stipendio, perché ??
              tanto con un semi (buono) che costa un mese di stipendio, si ammazza lo stesso ed è piu' pratico. Inutile cercare di spiegarlo, chi lo fa lo sa cosa desidera e quelli cui basta che il fucile spari, non possono capire.
              Meno male che ci sono i latini. Almeno per me che sono una zuccona!
              Mi astengo per buonsenso dall'entrare nel paragone con i fucili, di cui non so un beato cavolo. Forse anche meno che di cani e caccia. Ma se si fa questo ragionameto poi non ci si lamenti dell'esiguo numero dei bracchi italiani e della loro scarsa diffusione tra i cacciatori. Lasciamo il privilegio e il piacere di questa razza solo ai raffinati cultori della bella caccia e che quelli che non capiscono si prendano un setter, un breton, un pointer (di bastardi anche i più rozzi ne usano ben pochi).
              Non so, magari sono una credulona, troppa fiducia ai bracchi o troppa fiducia ai Pinco Palli, ma io credo che cacciare con un BI sarebbe bello per qualsiasi cacciatore. E che molti biechi cacciatori siano meno biechi di quello che si vuol far credere. (Cacciatori da carniere? Con questi chiari di luna? La differenza sarebbe nell'ordine di che? Quattro fagiani in più? Due beccaccie?) Chiunque gioisce del lavoro del proprio cane, e sulla base di una certa efficacia (non mi pare una cosa assurda, no?), chiunque si bea del BEL lavoro fatto in standard di razza.
              Claudia

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              • VALLE SANTA
                ⭐⭐
                • Mar 2007
                • 273
                • GRECCIO, Rieti, Lazio.
                • Bracco Italiano: Quintana,Trusilla,Guendalina.

                #172
                Lucio, io mi fermo qui, dopo aver espresso liberamente la mia opinione ringraziando chi mi ha permesso di farlo. Credi però che il discorso ironico sulla demenza e lo scannamento era riferito solo al precedente post di Sara.
                FIOCCHI FAUSTO

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                • colpetrosa
                  ⭐⭐
                  • May 2005
                  • 748
                  • PETRITOLI, FERMO, Marche.
                  • BRACCO ITALIANO

                  #173
                  Originariamente inviato da Diana
                  quando ho scritto dei bracchi che non vanno sono stata "bacchettata" mentre ora, come si suol dire, la verità inizia a venire a galla.

                  Quindi, indipendentemente dalle statistiche, credo che sia opportuno lavorare sulle prove di lavoro, expo e soprattutto prove amatoriali dove (personalmente) ho trovato maggiori consensi e riscontri proprio perchè vissute all'insegna del cane da caccia.
                  I problemi del bracco italiano credo che non siano diversi da quelli delle altre razze relativamente a linee di sangue non sufficientemente controllate venatoriamente.

                  Spesso e volentieri nell'acquisto del cucciolo non si tiene conto della genealogia e dei risultati in prova degli ascendenti, del fatto che l'allevatore dice, ma non va a caccia da molti anni, quindi non prova le fattrici venatoriamente parlando, ultimo, cerca di spendere meno possibile.
                  La pubblicità che si legge di frequente, selezione prove esposizioni caccia.

                  In selezione non possono essere posti al primo posto due obbiettivi lavoro ed esposizioni.
                  Chi seleziona per il lavoro guarda al risultato venatorio preoccupandosi che il soggetto sia morfologicamente tipico per espressione carattere morfologia, ma da ciò a divenire camp in espo ce ne passa.
                  Chi guarda in primis la morfologia è portato in un soggetto da campionato in espo a tollerare nell'espletamento della funzione diverse magagne e questo non può andar bene per la razza.
                  Alla lunga porta a gravi danni particolarmente per una razza numericamente piccola come la nostra dove, tra l'altro, abbiamo la fortuna di avere tra la maggior parte dei soggetti che fanno le prove di lavoro, anche l'Ecc in espo.

                  Oggi le opportunità di pubblicizzare una cucciolata sono centuplicate rispetto ad un recente passato, on line con video foto ecc.ecc. Ma questo ha aumentato notevolmente il rischio di prendere bidonate.
                  L'emotività viene facilmente sollecitata da immagini di frugoletti appena nati, condite da parole che spesso non corrispondono ai fatti.
                  Nel senso che le informazioni andrebbero verificate di persona.

                  Quanti nell'acquisto di un cucciolo tengono conto dell'affidabilità/serietà dell'allevatore? Della genealogia degli ascendenti?

                  Cito un esempio capitato su queste pagine: un tizio al sentir parlare di un mio cane, in mano ad un cacciatore, elogiava in modo plateale le doti del figlio che aveva posseduto.
                  Successivamente acquista un cucciolo da un allevatore che non spende per accoppiare con soggetti da lavoro (le monte costano) e che dicesi cacciatore ma realmente a caccia tutti sanno che non va più da tantissimo tempo. Il soggetto dimostra di avere notevolissimi problemi di venaticità.
                  Acquistando un soggetto i cui ascendenti campioni di lavoro si sono diluiti ben oltre la terza generazaione, i cui genitori non sono stati condotti a caccia, che cosa si cercava se non un cucciolo di poco costo?
                  Le prove di lavoro sono l'unico modo di saggiare la maggior parte dei riproduttori maschi, i titoli fanno poco testo se un soggetto arrivato al campionato di lavoro viene ritirato. Ma cani che sono stati visti su ogni palcoscenico dalla caccia a starne, a selvaggina naturale alle classiche a quaglie (nessuno ci si dedica più di tanto perchè costa tanto lavoro), non credo possano essere posti in discussione i loro libretti.
                  Sulle classiche a quaglie che avrebbero notevolissima visibilità per la razza, ben pochi ci si dedicano Dresseur compresi, eccetto Tognolo.

                  La mia tesi è che ad un maschio che abbia dimostrato ampiamente la sua validità in lavoro, debba abbinarsi una femmina che abbia passione venatoria e tutte le doti di venaticità necessarie in regola anche con un ottimo equlibrio psichico.

                  Sulle prove fra cacciatori "garette della domenica" facciamo attenzione perchè il bracco italiano SE CONOSCE LA SELVAGGINA VERA, non è tanto stupido da prenderla seriamente in considerazione e non manca di tetimoniarlo con il mancato immobilizzo della coda in ferma.
                  Se non conosce la selvaggina vera ancora peggio perchè la tratterà discretamente per un primo breve periodo, poi sarà molto ma molto dura proseguire non avendo code in movimento durante una ferma, che ferma non è poichè non è altro che la fase che precede il tentativo di abboccare la maleodorante quaglietta.
                  colpetrosa

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                  • Lucio Marzano
                    Lo zio
                    • Mar 2005
                    • 30090
                    • chiasso svizzera
                    • bracco italiano

                    #174
                    Originariamente inviato da pinolo
                    Me
                    Ma se si fa questo ragionameto poi non ci si lamenti dell'esiguo numero dei bracchi italiani e della loro scarsa diffusione tra i cacciatori. Lasciamo il privilegio e il piacere di questa razza solo ai raffinati cultori della bella caccia
                    ed infatti se ti rileggi dall'inzio la discussione vedrai che
                    è stato detto che le motivazioni che mantengono la razza
                    ad un limitato livello numerico sono ben chiare, non era invece comprensibile un "crollo" improvviso ed apparentemente immotivato del 30 per cento, spero che i dati siano sbagliati, ma per il momento...tutto tace
                    Il bracco italiano per vari ripetuti motivi, rimane una razza da amatori

                    Non so, magari sono una credulona, troppa fiducia ai bracchi o troppa fiducia ai Pinco Palli, ma io credo che cacciare con un BI sarebbe bello per qualsiasi cacciatore.
                    evidentemente non è così

                    E che molti biechi cacciatori siano meno biechi di quello che si vuol far credere. (Cacciatori da carniere? Con questi chiari di luna? La differenza sarebbe nell'ordine di che? Quattro fagiani in più? Due beccaccie?)
                    ti sfugge che moltissimi cacciatori vanno all'estero e che le aziende faunistico venatorie di speculazione imperino e che i "biechi cacciatori" (la difinizione è tua) sono piu' interessati , in genere , al numero ed al costo dei "capi" che alla loro qualità


                    quelli che non capiscono si prendano un setter, un breton, un pointer (di bastardi anche i più rozzi ne usano ben pochi).
                    sei tu che hai parlato di bracchi pointer, ed io ne ho visti parecchi, in un non lontanissimo passato , ed erano cani efficienti ed avrebbero meritato di diventare una razza a se, come hanno fatto in tanti all'estero
                    Chiunque gioisce del lavoro del proprio cane, e sulla base di una certa efficacia (non mi pare una cosa assurda, no?), chiunque si bea del BEL lavoro fatto in standard di razza.
                    i dati infatti sono nettissimamente a favore delle razze che hai citato , è purtroppo così, cifre alla mano i "biechi" cacciatori
                    preferiscono , setter , bretons , Kurzhaar ecc alle razze nazionali e allo stile di razza sono interessati solo i pochi cinofili.
                    E se non ci fossero gli appassionati , lo standard di razza andrebbe a farsi benedire in fretta a vantaggio di "una certa efficacia"
                    lucio

                    Commenta

                    • casamassima
                      ⭐⭐⭐
                      • Apr 2005
                      • 4134
                      • Mottola, Taranto, Puglia.
                      • Bracco Italiano .

                      #175
                      Originariamente inviato da Mauro Nerviani
                      ..............................................sul discorso di Antonio..........
                      <O:pNon si finisce mai di imparare....adesso mi giungono
                      provocazioni e pesanti insinuazioni tramite terzi, la busta intesta a Diana e il papirio al sottoscritto…non ho parole e non posso che esprimere solo amarezza e delusione sulla loro fonte respingendole al mittente.
                      <O:p
                      Del resto come si suol dire :”Ognun dal proprio cuor l’altrui misura” !!!

                      Egregio Mauro se c'è una cosa che m'ha contraddistinto piu' delle altre nella quotidianita' della mia esistenza e l'onesta' !
                      <O:pOnesta' intesa nel senso piu' puro del termine non disgiunta ad una notevole quantita' di "onesta' intellettuale".
                      Ho sempre scritto con il mio nick-name , ho sempre dato indentita' e paternita' a tutti i miei scritti,non mi sono mai avvalso di difensori d'ufficio e certi mezzucci da vecchia comare-pettegola non mi si confanno.
                      Non posso esimermi dal constatare che i sentimenti di sincera amicizia e di grande stima da me riposti sulla tua persona non sono stati parimente da te ricambiati : .....Mauro, quello che Tu hai dato a intendere su di me io….. su di Te non l'avrei mai scritto...e.... stanne certo che non mi sarebbe neppure, lontamente, passato per la mente !!!
                      Ovviamente i sentimenti di amicizia e stima non possone essere nutriti in maniera unilaterale , perche’ sussistano abbisognano di riscontro e ricambio.
                      E al momento da parte Tua non vedo alcun risconto e ricambio !
                      <O:p
                      Ero gia' all'inizio intervenuto e sinceramente visto l'effetto, peraltro simile da un po' di tempo a questa parte, di schieramento in difesa ad oltranza di determinati concetti , il martellante ed estenuante voler affermare le proprie tesi senza dare spazio al contraddittorio, l'essere sempre tesi a favorire la schermaglia verbale per primeggiare, su chi e su cosa poi ? ...del dire e non dire, dell'asserire e del non asserire, tutte cose in netto contrasto con le mie idee e con la mia concezione del Forum (pubblico e non privato - incontro di opinioni e non solo dialogo riducibile a monologo) mi aveva portato a non entrare piu' nella discussione.

                      Mi chiami all'appello e Vuoi sentire il mio parere ?

                      <O:pVedi Mauro il sottoscritto nella sua avventura braccofila iniziata nell'anno '76 ne ha visti di bracchi belli e brutti, bravi-meno bravi e somari e le loro genealogie sono tutte stampate - non sul P.C. - nella mente...poi ha visto i figli, i nipoti e cosi' via fino ad oggi , nel contempo ha conosciuto tanti braccofili, alcuni oggi non ci sono piu', con altri continua il dialogo e il confronto condito da stima , amicizia, rispetto reciproco e passione bracca.
                      Con questo non voglio dire di saperne piu' di altri ma ...consentimelo..................di non essere facile uditore delle storielle, dei fatterelli e non credere alle fate e agli incantesimi,alle streghe e ai sortilegi.
                      Come pure , mi preme sottolineare, che in questa mia avventura braccofila ho pedalato e pedalo solo …. se ho sbagliato il”merito” è solo mio , andare in tandem non l’ho mai preferito.

                      Non mi risulta che nell’opera di ricostituzione e selezione della razza ci si sia affidati esclusivamente ai soggetti titolati ma che si sia andati alla ricerca di soggetti cacciatori, dalle linee bracche e esprimenti il tipo, reperiti da Nord a Sud della Penisola Italiana.
                      Ne’ , sia pure, nell’elementareita’ delle mie conoscenza mi risulta che in genetica ci sia possibilita’ di calcolo matematico !
                      Cio' posto e se i campioni generassero campioni …. non staremmo qui a discutere e non ci sarebbe allevamento e selezione ma andrebbe tutto automaticamente in filiera alla stregua di polli in batteria.

                      Poi, Egregio Mauro, ci sono campioni in ambo le discipline , Bellezza e Lavoro, che giungono al titolo con merito altri…per anzianita’ di servizio, altri…. in matematica direbbero : “per artifizio di calcolo” e……………. mi fermo qui !
                      Avete dato per assunto e per assodato che i Campioni di Bellezza non servono a “un fico secco” e questo sempre secondo Voi, quindi sempre a Vostro dire l’attenzione va’ sui Campioni di lavoro …benissimo…. adesso, pero’, spiegatemi la ricetta : dosi, tempo di preparazione e tempi di cottura perche’ si ottenga la trasmissione dei caratteri ritenuti positivi.
                      Primo interrogativo…e passiamo al secondo ….leggo che il tal Campione di Lavoro non fermava il selvatico ma veniva fermato, pero’ non ha riprodotto, aggiungerei per fortuna ….e se lo avesse fatto , quanta gente ignara l’avrebbe usato e quanti figli ci sarebbero stati in giro? Presumo tanti, se anche i figli non avessero fermato la colpa sarebbe stata indubbiamente dell’allevatore e della fattrice non sia mai quest’ultima fosse stata una campionessa di bellezza!

                      Sono stato, sono e saro’ sempre strenuo difensore del bracco cacciatore , tipico e morfologicamente ben costruito, nell’allevamento ho cercato, cerco e cerchero’ sempre che morfologia e attitudini vadano di pari passo, selezionando e non costruendo, senza lasciarmi trascinare dal nome altisonante o dalla politica del momento , fornendo a chi me lo richieda un cane che rispecchi appieno le prerogative e le attitudini di razza !

                      Qualche esempio Egregio Mauro ?
                      <O:p
                      Anno 2006 conosco nel Forum Andrea Vaccari , vedo la foto e leggo la genealogia del suo Bracco, una genealogia “bracca” , gli chiedo una monta per una mia cagna che mi viene subito gentilmente ,dal buonV.V.V. ,concessa.
                      Iniziano a giungermi messaggi (ancora li conservo) tipo : che fai usi quel vitello ? ha l’occhio chiaro ….. non ha mai fatto una monta in vita sua . Siccome, ripeto, sono abituato a sbagliare da solo parto per Reggio Emilia e il “fattaccio avviene” , il buon Andrea preferisce “il diritto di monta” sfidando le gratuite “ malevoli voci” che serpeggiando andavano in giro sussurrando “i bracchi di Casamassima non vanno a caccia” ....senza conoscere ne’ Casamassima e ne’ i suoi bracchi….nessuna meraviglia questa è per la maggior parte di tanti che si fanno chiamare cinofili ….. la CINOFILIA.
                      Il diritto di monta è Ulisse di Casamassima non è figlio di Campioni di lavoro, ha generato egli stesso degli ottimi validi figli pur non essendo campione di lavoro e …il buon V.V.V. si è fidato ….come qualcuno direbbe “della mercenaria fantasia dell’allevatore” .
                      Ma perche’ Rosco di Montericco o Ulisse di Casamassima non sono diventati Campioni di Lavoro …. A Te la risposta ????
                      Ne vuoi un altro, Egregio Mauro, di esempio la Viola di Casamassima (Polcevera’s Ceres x la Scilla di Casamassima) di Francesco Gatto (Ciciat nel Forum) sono partito per Genova , non conoscevo Sodini, sapendo di non andare dal campione di lavoro, non ho visto il libretto e ne’ il cane sul terreno ma…mi sono fidato della genealogia , del mio intuito e per le qualita’ del maschio come direbbe qualcuno “della mercenaria fantasia dell’allevatore”.

                      Ho avuto in canile due notevoli Campioni (scusatemi) se lo erano solo di Bellezza.. ma egregi cacciatori (la solita mercenaria fantasia dell’allevatore) ...chiaramente due bellissimi validi bracchi , per l’utenza e per la politica e i discorsi che qualcuno ha promosso e promuove non possono essere che scemi , Mose’ e Morfeo di Casamassima utilizzati in riproduzione da me e da da Maurizio Sodini .
                      Mosè’ ha generato il Raul di Casamassima di AmedeoAQ e chiedete a lui, cacciatore della caccia cacciata e inglesista che bracco italiano era e
                      lo Zir di Casamassima del dr.Cuccuriachi ;
                      <O:pDi Morfeo con la Isotta di Sodini conosco solo il giovane Polcevera’s Trevor e qui la parola a Maurizio Sodini.
                      Potrei continuare , la memoria non mi difetta, ma risulterei stancante per chi non conosce vicende e bracchi.

                      Egregio Mauro ,in sintesi e sempre secondo il mio umile parere, in allevamento occorre conoscenza visiva e genealogica (non solo I^ o II^ generazione), Wikipedia aiuta ma fino a un certo punto, poi intuito , tanta umilta ’ e poi sempre a mie spese , in questi 33 anni, ho imparato che tante cose utili e imprescindibili non si possono acquistare e fare proprie con il denaro.
                      Non sentirsi mai arrivati , fermarsi , riflettere, riesaminare con analisi minuziosa e critica quando i prodotti ottenuti risultano essere inferiori o in involuzione rispetto ai genitori.
                      Antonio Casamassima

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                      • Lume
                        ⭐⭐⭐
                        • Oct 2009
                        • 4497
                        • Valtrompia
                        • Setter redo

                        #176
                        Originariamente inviato da Lucio Marzano
                        ed infatti se ti rileggi dall'inzio la discussione vedrai che
                        è stato detto che le motivazioni che mantengono la razza
                        ad un limitato livello numerico sono ben chiare, non era invece comprensibile un "crollo" improvviso ed apparentemente immotivato del 30 per cento, spero che i dati siano sbagliati, ma per il momento...tutto tace
                        Il bracco italiano per vari ripetuti motivi, rimane una razza da amatori

                        evidentemente non è così

                        ti sfugge che moltissimi cacciatori vanno all'estero e che le aziende faunistico venatorie di speculazione imperino e che i "biechi cacciatori" (la difinizione è tua) sono piu' interessati , in genere , al numero ed al costo dei "capi" che alla loro qualità


                        sei tu che hai parlato di bracchi pointer, ed io ne ho visti parecchi, in un non lontanissimo passato , ed erano cani efficienti ed avrebbero meritato di diventare una razza a se, come hanno fatto in tanti all'estero
                        i dati infatti sono nettissimamente a favore delle razze che hai citato , è purtroppo così, cifre alla mano i "biechi" cacciatori
                        preferiscono , setter , bretons , Kurzhaar ecc alle razze nazionali e allo stile di razza sono interessati solo i pochi cinofili.
                        E se non ci fossero gli appassionati , lo standard di razza andrebbe a farsi benedire in fretta a vantaggio di "una certa efficacia"

                        Scusa Lucio ma arrivati a questi desolanti numeri non sarebbe il caso di rilanciare la razza partendo dall'efficacia del cane a caccia più del fatto di volere esemplari che lo facciano con tutti i crismi di standard della razza?

                        Discutevo proprio ieri con alcuni giudici di gara e appassionati di cani da ferma sulla durata effimera del mantenimento delle caratteristiche di razza durante una cacciata di 8 ore per qualsiasi cane, che a casua della stanchezza non potrà mai mantenere anche solo per la metà delle ore citate.

                        Tutti abbiamo convenuto sul fatto che per un cane normalmente è dura mantenere lo standard di corsa e presa di punto in un lasso di tempo maggiore dei tempi di una prova....

                        Se cosi fosse perchè continuare a ricercare il cane in standard se si sa che comunque per il cacciatore Italiano è una Kimera che vedrà raramente a causa della morfologia inadatta dei terreni o altri fattori?

                        Sono un estimatore di tutti cani e un estimatore un po più attento del setter più che di altri cani e da qui ieri è nato lo spunto per discutere di questa cosa:

                        Il setter deve o dovrebbe avere corsa lineare e muoversi in maniera elegante sul terreno con determinate caratteristiche...ma a quanto servono al cacciatore Italiano che per morfologia del territorio si trova a vedere lo standard completamente storpiato da tagli di terreno e ostacoli vari che ovunque impediscono il tipo di caccia e terreno per il quale è stato creato (colline di erica scozzesi e inglesi)?

                        La resistenza a di alcune razze rispetto ad altre a mio avviso stà nella base di possesso del cane.

                        Il setter più che in mano a palati sopraffini è in mano a cacciatori che al cane incontrista perdonano alcuni difetti (forse troppi)

                        Il bracco Italiano è posseduto per lo più da reali estimatori della razza i quali premiano molto di più lo standard ... di conseguenza un buon cane da caccia poco affine allo standard non è un buon riproduttore mentre quello che il cacciatore vorrebbe a mio avviso è un buon cacciatore meno in standard ma che fa 25 incontri fori standard contro i 10 in pieno stile.

                        Da alcune foto di importanti allevatori e dresseur di setter ultimamente mi è capitato di vedere dei cani veramente orribili ma forse hanno capito che il fornire un soggetto meno bello ma è efficace è cio che vuole il cacciatore che ricordiamo muove la gran parte del business in questione.

                        E se il bracco per amor di ampliamento della razza fosse un po meno tipico e un po più venatico?[:-golf]

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                        • Diana

                          #177
                          Originariamente inviato da Lume
                          E se il bracco per amor di ampliamento della razza fosse un po meno tipico e un po più venatico?[:-golf]
                          Non lo riconoscerei più come bracco[stop]

                          I bracchi belli e bravi ci sono non ce li dobbiamo inventare.

                          ---------- Messaggio inserito alle 02:22 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:17 PM ----------

                          Originariamente inviato da Mauro Nerviani
                          Carissima Catia,
                          non c'era e non c'è niente di malizioso su quanto scritto, forse hai intravisto tu della malizia quando ti assicuro che non c'era.
                          Mauro, al tuo primo intervento ho risposto senza malizia ma dal momento che hai insistito ti ho risposto per quello che non era sottinteso ma chiaramente espresso....sempre se so ancora leggere perchè qui c'è qualcuno che ne dubita.

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                          • Lucio Marzano
                            Lo zio
                            • Mar 2005
                            • 30090
                            • chiasso svizzera
                            • bracco italiano

                            #178
                            Ero gia' all'inizio intervenuto e sinceramente visto l'effetto, peraltro simile da un po' di tempo a questa parte, di schieramento in difesa ad oltranza di determinati concetti , il martellante ed estenuante voler affermare le proprie tesi senza dare spazio al contraddittorio, l'essere sempre tesi a favorire la schermaglia verbale per primeggiare, su chi e su cosa poi ? ...del dire e non dire, dell'asserire e del non asserire, tutte cose in netto contrasto con le mie idee e con la mia concezione del Forum (pubblico e non privato - incontro di opinioni e non solo dialogo riducibile a monologo) mi aveva portato a non entrare piu' nella discussione.
                            non mi pare che non sia stato dato spazio al contraddittorio, anzi mi sembra che il contraddittorio abbia largamente prevalso per numero di interventi . In una discussione è logico che ognuno porti le proprie idee e convinzioni, altimenti non sarebbe una discussione, che poi siano "!martellant ed estenuanti" lo si puo' affermare da due punti di vista.
                            Di "non dire" non mi pare che ce ne sia, forse è eccessivo il "dire" ma senza sottintesi di sorta Basta leggere per capire che non si è mai trattato di "monologo" ma che gli interventi in contraddittorio sono continui e ben accaniti.
                            Sul sito ognuno dice liberamente la sua e chiunque puo' esprimere il suo pensiero, altrimenti si che ci troveremmo di fronte ad un monologo senza possibilità di repliche.
                            Per il resto ognuno ha la sua lunga o breve storia "braccofila" con poche o tante esperienze, con qualche cane da ricordare, ma qui non si discute "per titoli" si discute di consigli sulle modalità di scelta dei cuccioli da dare a personaggi inesperti della braccofilia. Ed ognuno puo' legittimamente portare le sue piu' o meno motivate tesi ed esperienze.
                            Riguardo alla preferenza degli aspetti concernenti il lavoro riguardo a quelli morfologici, non è un mistero che io abbia sempre privilegiato i primi e continuero' a farlo perché sostengo che un bracco cacciatore ma bruttarello farà felice il proprietario quello bello ma inetto serve solo ad andare a passeggio e fa un pessimo servizio alla razza. La ricetta che uso è di una semplicità disarmante : sto fuori per quanto possibile dalla consanguineità e cerco di accoppiare soggetti di grande efficacia venatoria e che lavorino , per quanto possibile in stile di razza.
                            C'era un cane che non fermava ed è diventato campioe ??' certo e potrei anche farne il nome , ma cosa vuol dire , che sono tutti cosi?? perché l'ho citato ?? per far vedere che non vivo sulla luna e conosco sia gli aspetti negativi che quelli positivi del mondo della cinofilia agonistica e non ho timore ad ammettere che ci sono state delle storture, come ce ne sono e ce ne saranno ancora. ma non è ignorandole che si fa un buon servizio alla razza.

                            sempre se so ancora leggere perchè qui c'è qualcuno che ne dubita.
                            rileggiti e vedrai chi ha per prima avanzato tale dubbio


                            Lume Scusa Lucio ma arrivati a questi desolanti numeri non sarebbe il caso di rilanciare la razza partendo dall'efficacia del cane a caccia più del fatto di volere esemplari che lo facciano con tutti i crismi di standard della razza?
                            come puoi direttamente constatare in questa stessa discussione, c'è chi non è daccordo e ti diro' che quando sul terreno un bracco è particolarmente dinamico, spesso sento dei "braccofili" dire , così non è piu' un bracco

                            Discutevo proprio ieri con alcuni giudici di gara e appassionati di cani da ferma sulla durata effimera del mantenimento delle caratteristiche di razza durante una cacciata di 8 ore per qualsiasi cane, che a casua della stanchezza non potrà mai mantenere anche solo per la metà delle ore citate.
                            il fatto è che mentre quello che dici è valido per gli inglesi, nel bracco è diverso , quando è stanco......trotta, ma di un trotto appunto "stanco"

                            Tutti abbiamo convenuto sul fatto che per un cane normalmente è dura mantenere lo standard di corsa e presa di punto in un lasso di tempo maggiore dei tempi di una prova....
                            estremizzando le prestazioni da prova , questa ne è una conseguenza

                            Se cosi fosse perchè continuare a ricercare il cane in standard se si sa che comunque per il cacciatore Italiano è una Kimera che vedrà raramente a causa della morfologia inadatta dei terreni o altri fattori?
                            lo standard del bracco non riflette piu' la realtà della razza, infatti li dobbiamo "bragare" per accontentare i giudici e questo è un fatto incontrovertibile. ma una buona andatura di trotto permette di durare molto a lungo e di essere efficace per lungo tempo, a condizione che non sia un trotto frenetico, che è quanto di piu' innaturale esista.Il fatto è che un tempo trottavano sempre per carenza fisica oggi, migliorate le qualità atletiche è logico che appena messi sul terreno sfoghino la loro esuberanza con un bel galoppone, ma in prova.......non va bene e allora si vedono i trotti, meccanici ed i cani costruiti.
                            ma i giudici oleggono lo standard e....si adeguano la colpa di chi é ??? lo stesso Ciceri diceva che il bracco lo sivede quando va in emanazione
                            ma i giudici leggono il dettato dello standard e si comportano di conseguenza e non si puo' dar loro torto se lo standard esistente considera i tempi di galoppo "tollerati" solo nei ritorni e nei terreni già esplorati, mentre una proposta di modifica dello standard (leggermente beninteso) giace ignorata nei cassetti dell'ENCI da piu' di un decennio.


                            Sono un estimatore di tutti cani e un estimatore un po più attento del setter più che di altri cani e da qui ieri è nato lo spunto per discutere di questa cosa:
                            Il setter deve o dovrebbe avere corsa lineare e muoversi in maniera elegante sul terreno con determinate caratteristiche...ma a quanto servono al cacciatore Italiano che per morfologia del territorio si trova a vedere lo standard completamente storpiato da tagli di terreno e ostacoli vari che ovunque impediscono il tipo di caccia e terreno per il quale è stato creato (colline di erica scozzesi e inglesi)?
                            ho cacciato per un quarto di secolo con setter di gran sangue, ma in montagna dove i cani avevano spazi e terreni per esprimersi secondo le
                            prerogative di razza, finita , per ragioni di età, acciacchi e legislazioni demenziali questa possibilità di caccia, piuttosto che costringere un setter a fare il continentale, sono passato ai continentali

                            La resistenza a di alcune razze rispetto ad altre a mio avviso stà nella base di possesso del cane.
                            Il setter più che in mano a palati sopraffini è in mano a cacciatori che al cane incontrista perdonano alcuni difetti (forse troppi)
                            la resistenza è data da vari fattori, prima di tutto le capacità vitali del cane (cuore e polmooni) poi l'allenamento ed il terreno ed infine
                            la velocità di base. Pretendere che un cane vada per 4-5 ore alla velocità da prove è pazzesco. Oggi taluni cinofili, cambiano cani a metà mattina per avere sempre un ausiliare pimpante al massimo ( quando si puo' va benissimo, ma non sempre a caccia è possibile)
                            Concordo che moltissimi cacciatori perdonano non alcuni, ma moltissimi difetti diciamo formali, all'incontrista, ma ognuno la vede come gli pare

                            Il bracco Italiano è posseduto per lo più da reali estimatori della razza i quali premiano molto di più lo standard ... di conseguenza un buon cane da caccia poco affine allo standard non è un buon riproduttore mentre quello che il cacciatore vorrebbe a mio avviso è un buon cacciatore meno in standard ma che fa 25 incontri fori standard contro i 10 in pieno stile.
                            il bracco italiano è cane da amatori e ci si aspetta che soddisfi sia l'aspetto stilistico che quello dell'efficacia, poi anche qui ognuno seleziona come vuole.

                            Da alcune foto di importanti allevatori e dresseur di setter ultimamente mi è capitato di vedere dei cani veramente orribili ma forse hanno capito che il fornire un soggetto meno bello ma è efficace è cio che vuole il cacciatore che ricordiamo muove la gran parte del business in questione.
                            è un problama di pratica , il setter efficace lo vogliono tutti , il setter bello e basta, pochi (almeno lo vorrebbero, ma se fosse anche efficace) e purtroppo, non devo dirtelo io, le correnti di bellezza sono molto lontane dal mondo del lavoro.

                            E se il bracco per amor di ampliamento della razza fosse un po meno tipico e un po più venatico?
                            qui il discorso si fa piu' complesso, anzitutto bisogna fare delle scelte , nell'ambito della tipicità, è tipico un bracco da 40 kg. in taglia, ma
                            difficilmente sarà efficace e resistente. Sono stati privilegiati negli ultimi anni, soprattutto in expo, i cani pesanti e per pesante intendo con un alto rapporto grammixcentimetro di altezza e soprattutto si è fatta passare per tipico "solo" il tipo pesante , mentre a mio parere ed in base anche a concetti storici il bracco era tipico anche se con ridotte caratteristiche morfologiche non funzionali, tipiche del bracco leggero che è stato (a mio avviso personale sciaguratamente) fuso in una sola razza col bracco pesante, ma poi il "tipo" portato avanti è stato solo quello pesante.
                            scriveva ad inizio del secolo scorso il Delor : " il bracco leggero differisce da gran bracco per la minor mole e per la maggior leggerezza ed asciuttezza delle membra" a me piacerebbe riavere questo tipo di bracco e citero' ancora il Delor :" per la sua conformazione speciale, possiede tutte le qualità fisiche desiderabili per la caccia in montagna , ove da prova di una resistenza pari, se non superiore a quella del pointer ......" ora non credo che soggetti di 65/67 centimetri x 35/40 kg, possano rivaleggiare con i pointer da nessuna parte, tantomeno in montagna. Aggiugero' per la croonaca che il Delor possedeva sia bracchi che pointer, quindi il suo giudizio non puo' essere condizionato dall'amore per una sola razza.
                            lucio

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                            • Diana

                              #179
                              Originariamente inviato da Lucio Marzano
                              sono sicuri gli allvatori che TUTTI siano seri ?? Che TUTTI verifichino sul terreno le qualità venatorie dei loro riproduttori ????
                              e che TUTTE le qualifiche siano vere e che TUTTI i giudici siano onesti?

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                              • Lume
                                ⭐⭐⭐
                                • Oct 2009
                                • 4497
                                • Valtrompia
                                • Setter redo

                                #180
                                Originariamente inviato da Diana
                                Non lo riconoscerei più come bracco[stop]

                                I bracchi belli e bravi ci sono non ce li dobbiamo inventare.
                                Si ok ci sono....quanti? Sono in grado i XXX Bracchi belli e bravi di rispondere alla richiesta di cane incontrista del cacciatore?

                                E se i bracchi bravi e belli ma non perfetti fossero XXXXX non sarebbe forse più facile accontentare la domanda che comunque c'e in italia di cani incontristi si ma con passo più riflessivo e meno veloce?

                                Visto che molti beccacciai storpiano setter e pointer per vederli meno veloci nel bosco non sarebbe forse il bracco la vera risposta?

                                A quanto pare Diana questi XXX non bastano, sono troppo pochi per farli vedere al cacciatore alla gara di paese e quindi passano inosservati se non al vero intenditore della razza.

                                Non sono polemico... è uno spunto di riflessione da uno che stà dall'altra parte della barricata in tutte e per tutto...cacciatore e setterista ma che guarda al continentale di casa con molto affetto

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