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  • pinolo
    • Mar 2010
    • 152
    • Roma
    • Anita/Bracco italiano

    #196
    Originariamente inviato da Lucio Marzano
    E se non ci fossero gli appassionati , lo standard di razza andrebbe a farsi benedire in fretta a vantaggio di "una certa efficacia"
    Originariamente inviato da Lume
    Scusa Lucio ma arrivati a questi desolanti numeri non sarebbe il caso di rilanciare la razza partendo dall'efficacia del cane a caccia più del fatto di volere esemplari che lo facciano con tutti i crismi di standard della razza?

    Il bracco Italiano è posseduto per lo più da reali estimatori della razza i quali premiano molto di più lo standard ... di conseguenza un buon cane da caccia poco affine allo standard non è un buon riproduttore mentre quello che il cacciatore vorrebbe a mio avviso è un buon cacciatore meno in standard ma che fa 25 incontri fori standard contro i 10 in pieno stile.

    E se il bracco per amor di ampliamento della razza fosse un po meno tipico e un po più venatico?[:-golf]
    Originariamente inviato da Lucio Marzano
    come puoi direttamente constatare in questa stessa discussione, c'è chi non è daccordo e ti diro' che quando sul terreno un bracco è particolarmente dinamico, spesso sento dei "braccofili" dire , così non è piu' un bracco

    il fatto è che mentre quello che dici è valido per gli inglesi, nel bracco è diverso , quando è stanco......trotta, ma di un trotto appunto "stanco"

    estremizzando le prestazioni da prova , questa ne è una conseguenza

    lo standard del bracco non riflette piu' la realtà della razza, infatti li dobbiamo "bragare" per accontentare i giudici e questo è un fatto incontrovertibile. ma una buona andatura di trotto permette di durare molto a lungo e di essere efficace per lungo tempo, a condizione che non sia un trotto frenetico, che è quanto di piu' innaturale esista.Il fatto è che un tempo trottavano sempre per carenza fisica oggi, migliorate le qualità atletiche è logico che appena messi sul terreno sfoghino la loro esuberanza con un bel galoppone, ma in prova.......non va bene e allora si vedono i trotti, meccanici ed i cani costruiti.
    ma i giudici oleggono lo standard e....si adeguano la colpa di chi é ??? lo stesso Ciceri diceva che il bracco lo sivede quando va in emanazione
    ma i giudici leggono il dettato dello standard e si comportano di conseguenza e non si puo' dar loro torto se lo standard esistente considera i tempi di galoppo "tollerati" solo nei ritorni e nei terreni già esplorati, mentre una proposta di modifica dello standard (leggermente beninteso) giace ignorata nei cassetti dell'ENCI da piu' di un decennio.


    ho cacciato per un quarto di secolo con setter di gran sangue, ma in montagna dove i cani avevano spazi e terreni per esprimersi secondo le
    prerogative di razza, finita , per ragioni di età, acciacchi e legislazioni demenziali questa possibilità di caccia, piuttosto che costringere un setter a fare il continentale, sono passato ai continentali

    la resistenza è data da vari fattori, prima di tutto le capacità vitali del cane (cuore e polmooni) poi l'allenamento ed il terreno ed infine
    la velocità di base. Pretendere che un cane vada per 4-5 ore alla velocità da prove è pazzesco. Oggi taluni cinofili, cambiano cani a metà mattina per avere sempre un ausiliare pimpante al massimo ( quando si puo' va benissimo, ma non sempre a caccia è possibile)
    Concordo che moltissimi cacciatori perdonano non alcuni, ma moltissimi difetti diciamo formali, all'incontrista, ma ognuno la vede come gli pare

    il bracco italiano è cane da amatori e ci si aspetta che soddisfi sia l'aspetto stilistico che quello dell'efficacia, poi anche qui ognuno seleziona come vuole.

    è un problama di pratica , il setter efficace lo vogliono tutti , il setter bello e basta, pochi (almeno lo vorrebbero, ma se fosse anche efficace) e purtroppo, non devo dirtelo io, le correnti di bellezza sono molto lontane dal mondo del lavoro.

    qui il discorso si fa piu' complesso, anzitutto bisogna fare delle scelte , nell'ambito della tipicità, è tipico un bracco da 40 kg. in taglia, ma
    difficilmente sarà efficace e resistente. Sono stati privilegiati negli ultimi anni, soprattutto in expo, i cani pesanti e per pesante intendo con un alto rapporto grammixcentimetro di altezza e soprattutto si è fatta passare per tipico "solo" il tipo pesante , mentre a mio parere ed in base anche a concetti storici il bracco era tipico anche se con ridotte caratteristiche morfologiche non funzionali, tipiche del bracco leggero che è stato (a mio avviso personale sciaguratamente) fuso in una sola razza col bracco pesante, ma poi il "tipo" portato avanti è stato solo quello pesante.
    scriveva ad inizio del secolo scorso il Delor : " il bracco leggero differisce da gran bracco per la minor mole e per la maggior leggerezza ed asciuttezza delle membra" a me piacerebbe riavere questo tipo di bracco e citero' ancora il Delor :" per la sua conformazione speciale, possiede tutte le qualità fisiche desiderabili per la caccia in montagna , ove da prova di una resistenza pari, se non superiore a quella del pointer ......" ora non credo che soggetti di 65/67 centimetri x 35/40 kg, possano rivaleggiare con i pointer da nessuna parte, tantomeno in montagna. Aggiugero' per la croonaca che il Delor possedeva sia bracchi che pointer, quindi il suo giudizio non puo' essere condizionato dall'amore per una sola razza.
    Ringrazio molto per le risposte, soprattutto quella data a Lume che mi pare molto esauriente. Non sono riuscita a farmi capire, ma erano gli stessi concetti che volevo esprimere io, con il fine di sapere di più e capire.
    L'unica cosa che posso ancora aggiungere è che quando i braccofili di questo forum parlano di caccia coi bracchi italiani a me pare di riconoscere una passione simile a quella che hanno molti altri cacciatori: quella per la caccia col cane da ferma. Leggo del tuo* piacere di cacciare coi tuoi cani e lo trovo autentico, non credo nelle distinzioni tra cacciatori 'veri' e 'finti', e trovo più che altro provocatorie le posizioni degli uni e degli altri (penso ad esempio all'eterna diatriba con Giuseppe). E al di là dei pregiudizi mi pare che ci sia un punto d'incontro.
    Ho sentito tante volte da persone insospettabili (biechi cacciatori, la definizione è mia, un po' ironica) la soddisfazione e l'entusiasmo per un giorno di caccia 'perfetta', col setter che "fermava tutto accovacciato", che "non ha mai messo il muso per terra", "sempre a cercare il vento". E come ha detto Lume perchè un cane si esprima pienamente in stile di razza debbono verificarsi una serie di condizioni. Perchè io credo, ma correggimi se sbaglio, che lo stile di razza, ogni razza l'ha aqcuisito evolvendosi in un certo ambiente, con certe condizioni ambientali e climatiche, che ne hanno fatto il cane che è, ma lo stile di razza come da standard Enci, nessun cane l'ha mai letto.
    Per questo mi piacerebbe che vi fossero più bracchi italiani in giro. Magari non perfetti in ogni uscita, non BI ideali in assoluto, ma ideali compagni di caccia, che in un giorno di vento buono, in un giorno di gran forma, in un giorno di grazia insomma, lascino a bocca aperta i propri conduttori. Perchè certe cose tutti le capiscono.
    Detto questo, prendo atto definitivamente che la questione non è la scarsa diffusione, ma il calo improvviso e drastico e la finisco qui.

    *ti do del tu perchè mi pare sia l'uso del forum, nonostante la scarsa conoscenza, a meno di profonde o serpeggianti inimicizie nel qual caso si passa ad un distanziante 'lei'
    Claudia

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    • Lucio Marzano
      Lo zio
      • Mar 2005
      • 30090
      • chiasso svizzera
      • bracco italiano

      #197
      la questione non è la scarsa diffusione, ma il calo improvviso e drastico
      giusto ritorniamo in argomento, la scarsa diffusione non è una novità, c'é sempre stata piu' o meno accentuata.
      Un crollo improvviso , inatteso e apparentemente immotivato invece , dovrebbe, a mio modestissimo avviso, preoccupare tutti
      i braccofili,ma soprattutto la SS.
      Se è un errore dell'ENCI (e sarebbe una cosa gravissima che l'ente depositario dei libri delle origini non sappia calcolare il numero degli
      iscritti di una razza) tireremo un sospiro di sollievo, altrimenti ci sarebbe da riflettere e soprattutto si dovrebbe agire.
      Aspettiamo notizie sperando che l'attesa non sia lunga, quanto è lungo il tempo che l'ENCI utilizza per calcolare e pubblicare
      il numero degli iscritti.
      In epoca di computer questi dati dovrebbero essere rilevabili in tempi reali.
      lucio

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      • giorgio ziron
        ⭐⭐⭐
        • Aug 2006
        • 1738
        • monselice, Padova, Veneto.
        • Bracco italiano Pilone dei sanchi (detto Moro) CH it di belezza Tex dei Sanchi CH it e int di bell

        #198
        Aspettiamo notizie sperando che l'attesa non sia lunga, quanto è lungo il tempo che l'ENCI utilizza per calcolare e pubblicare
        il numero degli iscritti.
        In epoca di computer questi dati dovrebbero essere rilevabili in tempi reali.
        probabilmente già domani
        Giorgio Ziron

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        • Mithril
          ⭐⭐⭐
          • Jan 2007
          • 1297
          • Valstagna, Vicenza, Veneto.
          • Bracco Italiano & Setter Gordon

          #199
          Originariamente inviato da Lucio Marzano
          il problema sono io, quando penso a mettere insieme due cani, rifletto solo sulle qualità relative al lavoro e favorisco sempre i soggetti
          che mostrano le migliori predisposizioni venatorie.
          fortunatamente di bracchi , veramente brutti , ce ne sono ben pochi e cosi', mio malgrado, arrivano (almeno sono arrivati fin'ora) tutti
          come minimo alll'ECC in morfologia spesso anche oltre'.
          In altre razze si fatica molto di più perchè il divario fra lavoro e bellezza è molto più accentuato che nei bracchi.

          Originariamente inviato da Lucio Marzano
          Vi sembrerà assurdo, ma la bracca piu' bella che abbia posseduto (regalo dell'amico Sodino) Polcevera's Quieta, quando l'ho presentata
          é andata sempre al secondo posto e sapete perché ?? perché non é una cagnona e questo la dovrebbe dir lunga sulla mentalità e
          sull'idea predominante che hanno i giudici su come dovrebbe essere il bracco italiano.
          E qui nasce il problema; i due mondi si compenetrano solo nelle dichiarazioni retoriche, di fatto ugnuno viaggia per conto suo, a tal punto che le esigenze dell'uno sono spesso di ostacolo allo sviluppo dell'altro, altro che unione di intenti!


          Originariamente inviato da Lucio Marzano
          Tutta la sua vita dedicata alla carriera, no perché durante la sua vita fa le prove e pratica anche la caccia e non vedo contraddizione in
          questo. Se altri non lo fanno sarà per ingordigia di risultati o per motivazioni loro, io con i cani alle prove mi diverto e loro anche.
          Se fanno risultato bene altrimenti ...va bene lo stesso, a caccia li lascio molto liberi e loro si divertono moltissimo, e ho notato che
          dopo una certa età capiscono la differenza fra caccia e prove evi si adeguano.
          Questo dimostra in modo pratico che le prove non impediscono l'utilizzo venatorio di un bracco italiano. E questo fa senz'altro testo,
          non sono un marziano.
          Anche in questo caso è più fortunato il B.I. nelle razze inglesi ad esempio le più importanti tipologie di prove si discostano molto di più dalla caccia ed è molto più difficile poter fare le due cose assieme.

          Ivan

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          • colpetrosa
            ⭐⭐
            • May 2005
            • 748
            • PETRITOLI, FERMO, Marche.
            • BRACCO ITALIANO

            #200
            Originariamente inviato da Diana

            Mi scusi, Colpetrosa, ma chi glielo dice che un allevatore cerca di spendere il meno possibile?
            Che senso ha allevare cani da caccia se non si è cacciatori? Tra l'altro possono intrecciarsi vari eventi che impossibilitano l'allevatore in questione a non poter praticare la caccia ma ciò non vuol dire che i suoi cani non siano venatoriamente validi.
            Un allevatore giunto ad 80 anni dovrebbe smettere? O che ha problemi di salute dovrebbe smettere?
            Lei gentile signora risponde con un tono un pò aggressiv e ciò non è di aiuto alla discussione sulla causa bracco italiano, nel senso che non tramette distensione e serenità ai suoi interlocutori.
            Tranquilla, io non la sto attaccando, ne voglio farle cambiare opinione. Ho usato le sue affermazioni non per contraddirla ma semplicemente perchè cadevano a fagiolo con le argomentazionei su cui volevo portare le mie esperienze.
            L'allevatore a cui mi riferivo è più unico che raro fortunatamente, assolutamente non ottantenne e quindi può tranquillamente verificare le capacità venatorie dei cani, tra l'altro tenuti veramente ma veramente male. Con alcuni appassionati ci siamo sempre chiesti lo scopo per cui allevasse.


            Secondo me la selezione si basa proprio su tutti e due gli obbiettivi altrimenti che selezione é?

            Mi sembra che in questo passaggio si sia contraddetto:
            abbiamo la fortuna di avere la maggior parte dei soggetti che fanno prove di lavoro e anche l'ECC in expo...dove le trova le magagne?
            Credo senza offesa alcuna che lei parli di cose di cui probabilmente sa, ma non ha esperienza di campo.
            Puntare realmente (altro conto è scriverlo negli annunci pubblicitari) su diversi obbiettivi (a parte caccia prove) significa non arrivare da nessuna parte.
            Pur puntando alla selezione per il solo lavoro, abbiamo avuto, IN GENERALE con il bracco italiano, soggetti comunque belli e tipici SENZA DOVER ricorrere a soggetti belli ma spesso scarsi o inetti in lavoro.

            Chi vuol capire capisca.

            La funzione se non la si tiene al primo posto in selezione scema. Lo testimoniano molte razze da caccia divenute da salotto in primis il Setter Irlandese.



            Non mi contraddico affatto: il soggetto che esprime validità venatoria ed in prove di lavoro verrà valorizzato, se ne ha le credenziali, anche in esposizione, E NON IL CONTRARIO.
            Il mio modesto allevamento ha prodotto, grazie al sacrificio degli utilizzatori, diversi campioni assoluti fra i quali Rombo di Col Petrosa di Carpineti, Ublado di Col Petrosa di Manganelli ed attraverso correnti da lavoro soggetti camp di bellezza come Iole di Montepetrano, Sharon di Col Petrosa di Canu, Olimpo di Col Petrosa di Manganelli, Orion di Col Petrosa (quasi) e per ultimo Ciranò di Col Petrosa idem, ma provenedo da campioni ascendenti in lavoro.


            A me sembra che la maggior parte delle persone si affidi proprio alla serietà dell'allevatore almeno per quello che posso vedere personalmente...degli altri non saprei.
            Ho appena scritto che purtroppo non è scontatamente così per tutti.
            Hanno avuto un buon cane da te, allevatorucolo di tre soldi, pensano di andare meglio ricorrendo ad un allevatore più rinomato e pubblicizzato.
            Ci sono diversi frequentatori di queste pagine che hanno avuto questo comportamento. Possono parlare.



            ...e le femmine vanno a far spesa al supermecato[:-bunny]
            Parla come se si fosse affacciata ieri nel mondo dei cani, mi scusi ma non conosco la sua età, ma raramente i dresseur sono disposti a mettere sul furgone delle femmine. Infatti sono rarissime quelle che fanno carriera in mano a professionisti.


            Il cane campione che ha conseguito il titolo, secondo lei, dovrebbe continuare la carriera altrimenti non fa testo, perchè? forse perchè i titoli non li ha presi "onestamente"? o per altri motivi tipo: il proprietario lo ha fatto arrivare alla fine del campionato e se lo gode a caccia?
            Le ha già risposto Lucio.
            Il mio Janosh ha vinto il derby nel 1995 e due anni dopo a campionato concluso l'ho ritirato perchè ero a corto di benzina, oltretutto non era un numero uno.
            Era un ottimo cane, ma il numero uno sul furgone di Tognolo era un certo Titano del Trovese.
            Allevo per passione, non ci devo guadagnare, ma non mi posso permettere di rimetterci parte dello stiopendio.
            Secondo la mia logica è un hobbi che si deve chiudere pressochè a pareggio.
            Il Titano come altri cani superlativi, sono stati visti da tutti, intendevo dire che il soggetto visto costantemente alle prove è conosciuto e le sue qualità non hanno bisogno di essere raccontate.
            Siamo in Italia e siamo Italiani.
            Che ci siano persone di modesta etica e poca serietà sia tra i giudici che gli allevatori, è, seppur incondivisibile ed intollerabile, comunque possibile.
            Ho avuto modo di parlarne velatamente tra le righe ma ho trovato tutti gnorri, nessuno ha detto nulla.


            ..e non le interessano i titoli della femmina??? Si fida delle parole del proprietario? Se sì la fiducia dovrebbe essere reciproca, secondo il mio modesto parere.

            Delle mie cagne credo di sapere e aver verificato già a sufficienza.
            Quando vado a cercare un soggetto per coprire una mia cagna, conosco già gli ascendenti per almeno sei/sette generazioni, delle linee femminili di questi, parlano per loro i risultati dei figli.
            Poi l'essere sulla soglia dell'invecchiamento porta non solo cose negative ma anche positive. L'ESPERIENZA.




            Intanto non tutti i cani muovono la coda sulla selvaggina immessa, detto ciò condivido il suo pensiero ma mi chiedo: i cani che calcano i terreni delle classiche non lavorano su selvaggina immessa?
            E' SOLO QUESTIONE DI TEMPO MI CREDA!

            Un conto sono i continentali Italiani, un conto sono i continentali esteri, tutt'altro conto sono gl'inglesi.

            Come mai sabato a Colfiorito c'era tra i professionista soltanto Tognolo?

            Perchè il cane in coppia deve consentire o rispettare il compagno, deve fare un percorso geometrico e L'INCONTRO CON LA QUAGLIETTA deve essere UN EVENTO RARISSIMO. Ci Vuole molta preparazione e molto sacrificio.
            Non ci deve prendere confidenza altrimenti i continentali italiani non sono adatti per questo giochetto, ALMENO, rispetto alle altre razze, NON SONO SCEMI, capiscono che è una finzione.

            La selvaggina come starna pernice fagiano, a parte la loro stupidita, non dovrebbero, trascorse alcune ore, conservare addosso l'odore della mano dell'uomo.
            Provi a condurre un cane che fa le quaglie su un prato e quando è all'estremo del lacet, lanci il guinzaglio annodato a palla avanti, dieci quindici metri dove il cane dovrà cercare e vedrà che percepita l'emanazione si arresterà in ferma. Perchè? Puzza come le quaglie della mano dell'uomo.
            colpetrosa

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            • pinolo
              • Mar 2010
              • 152
              • Roma
              • Anita/Bracco italiano

              #201
              Ma se do la mia parola d'onore che non divulgherò in alcun modo, nè privato nè pubblico le informazioni eventualmente ricevute e che me le terrò per me zitta zitta; c'è qualcuno che conosce l'ambiente, che privatamente mi potrebbe fare un quadro dei vari allevamenti di BI? Post dopo post, accenno dopo accenno (per me tutti misteriosissimi) m'è venuta una gran curiosità.
              Claudia

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              • Lucio Marzano
                Lo zio
                • Mar 2005
                • 30090
                • chiasso svizzera
                • bracco italiano

                #202
                Originariamente inviato da Mithril
                In altre razze si fatica molto di più perchè il divario fra lavoro e bellezza è molto più accentuato che nei bracchi./
                innegabile

                E qui nasce il problema; i due mondi si compenetrano solo nelle dichiarazioni retoriche, di fatto ugnuno viaggia per conto suo, a tal punto che le esigenze dell'uno sono spesso di ostacolo allo sviluppo dell'altro, altro che unione di intenti!
                proprio così, c'è uno standard che ammette la gazzella e l'elefante, ma.....vince sempre l'elefante sui ring (sul terreno invece....)
                Dopo tanti decenni sarebbe ora di unificare il tipo facendo delle scelte e diminuendo la forbice soprattutto nel peso. ma non si puo' perché....
                c'é l'opposizione degli appassionati del "colosso di Rodi" che a caccia ci vanno per lo piu' nei prati ed in piano

                Anche in questo caso è più fortunato il B.I. nelle razze inglesi ad esempio le più importanti tipologie di prove si discostano molto di più dalla caccia ed è molto più difficile poter fare le due cose assieme.
                Ivan
                anche questo è innegabile


                Colpetrosa La funzione se non la si tiene al primo posto in selezione scema. Lo testimoniano molte razze da caccia divenute da salotto in primis il Setter Irlandese.
                e questo è anche il mio modestissimo pensiero


                Come mai sabato a Colfiorito c'era tra i professionista soltanto Tognolo?
                magari per scelta dei proprietari, che contano ancora qualcosa e non sono solo ufficiali pagatori, checché ne pensi....qualcuno.


                La selvaggina come starna pernice fagiano, a parte la loro stupidita, non dovrebbero, trascorse alcune ore, conservare addosso l'odore della mano dell'uomo.
                Provi a condurre un cane che fa le quaglie su un prato e quando è all'estremo del lacet, lanci il guinzaglio annodato a palla avanti, dieci quindici metri dove il cane dovrà cercare e vedrà che percepita l'emanazione si arresterà in ferma. Perchè? Puzza come le quaglie della mano dell'uomo.
                Non concordo che la selvaggina sia "stupida", è piu' o meno selvatica con i relativi istinti. Permettimi di non essere d'accordo che il Bracco fermi il guinzaglio lanciato e che questo "puzzi" come la mano dell'uomo a meno che non sia stato abituato a farlo e non vedo a quale scopo si dovrebbe abituarlo. Per esperienza diretta i miei cani fermano sia le quaglie messe che le libere rosse, con la stessa intensità ma , certamente, con diverse modalità di approccio (o preparazione di punto che dir si voglia)

                Pinolo Ma se do la mia parola d'onore che non divulgherò in alcun modo, nè privato nè pubblico le informazioni eventualmente ricevute e che me le terrò per me zitta zitta; c'è qualcuno che conosce l'ambiente, che privatamente mi potrebbe fare un quadro dei vari allevamenti di BI? Post dopo post, accenno dopo accenno (per me tutti misteriosissimi) m'è venuta una gran curiosità.
                fai il cursus honorum e fallo tutto, quando lo avrai finito, probabilmente non avrai bisogno di sentire le chiacchiere altrui e ti sarai fatta le TUE personali convinzioni . I cani si giudicano sul terreno, non in base ai sentito dire e meno ancora sulla scorta di maldicenze.
                lucio

                Commenta

                • Mauro Nerviani
                  Pierino la peste
                  • Apr 2005
                  • 4969
                  • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
                  • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

                  #203
                  Carissimo Luigi,
                  hai detto cosa sacrosante con cui concordo in pieno. Grazie a nome mio ma credo di tutti per le tue chiare esposizioni.
                  Ti quoto in pieno!
                  Mauro
                  Pierino la peste

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                  • silvio roncallo
                    ⭐⭐⭐
                    • Dec 2006
                    • 5650
                    • genova, Genova, Liguria.
                    • spinone

                    #204
                    Originariamente inviato da Lucio Marzano
                    ..fai il cursus honorum e fallo tutto, quando lo avrai finito, probabilmente non avrai bisogno di sentire le chiacchiere altrui e ti sarai fatta le TUE personali convinzioni . I cani si giudicano sul terreno, non in base ai sentito dire e meno ancora sulla scorta di maldicenze.
                    come ho già detto in altra occasione:
                    informarsi richiede solo un pò di tempo e di buona volontà.
                    la minestra uno se la deve cuocere da solo se la vuole mangiare.
                    silvio

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                    • casamassima
                      ⭐⭐⭐
                      • Apr 2005
                      • 4134
                      • Mottola, Taranto, Puglia.
                      • Bracco Italiano .

                      #205
                      Originariamente inviato da Mithril

                      Penso che nelle prove alla fine ci si accontenti del bel trotto, poi anche questo è soggettivo, perchè a me il trotto meccanico della braga non piace, e si trascuri un po' la venaticità e ciò non fa bene alla razza, perchè ha il doppio svantaggio di premiare cani insufficienti alla caccia e scoraggiare, come dicevo prima, chi si vuol avvicinare alla cinofilia braccofila. Naturalmente, come tutti quelli di buon senso, non pretendo di avere la verità in tasca, ma il successo o l'insuccesso delle cose di questo mondo passano anche per le sensazioni dei singoli che quando diventano tanti fanno inevitabilmente tendenza.

                      Ivan
                      Quoto !


                      ================================================== =====


                      .... dall’Annuario S.A.B.I. 1994 pag. 18 :


                      UN MIO PARERE SULLE PROVE


                      <O:p

                      "Se le gare sono fatte in funzione del miglioramento della razza e della riproduzione, non hanno nessuna validita’, in quanto falsano l’indole del bracco italiano.
                      La velocita’ del bracco è rapportata alla potenza del naso, infatti, forzando l’andatura, il bracco non incontra, ecco perche’ guardando i risultati delle gare di oggi si vede scritto “ non incontra, va fuori mano, ecc.”
                      Secondo me l’unico tipo di gara che puo’ fare il bracco è la Sant’Uberto, su selvatico abbattuto, cosi’ lo porta il padrone ed il cane puo’ avere la sua indipendenza, rimane morbido ed andare sul vento con lunghe filate senza essere rigido e meccanico a causa della braga e delle fucilate che prende nel sedere.
                      Scusatemi, mi avete chiesto un parere e questo è il mio.
                      Ringrazio, infine, per la possibilita’ che mi è stata data di scrivere qualche pagina sul bracco italiano ma ci sarebbe ancora molto da dire."
                      Paolo Bergamin
                      Titolare Allevamento DELL'ASOLANO


                      ================================================== =====
                      Antonio Casamassima

                      Commenta

                      • Lucio Marzano
                        Lo zio
                        • Mar 2005
                        • 30090
                        • chiasso svizzera
                        • bracco italiano

                        #206
                        Se le gare sono fatte in funzione del miglioramento della razza e della riproduzione, non hanno nessuna validita’, in quanto falsano l’indole del bracco italiano.
                        non sono assolutamente d'accordo, le prove servono a valutare le prerogative venatorie e stilistiche dei cani a meno che l"indole" del bracco sia quella di un cane lento e macchinoso inadatto alla caccia ( ma in passato, forse ai tempi di Bergamin, la maggior parte dei bracchi era così)

                        La velocita’ del bracco è rapportata alla potenza del naso, infatti, forzando l’andatura, il bracco non incontra,
                        questa è una colossale stupidaggine, i bracchi incontrano sia a bassa che ad alta velocità e le loro capacità olfattive sono le stesse dei pointer. pronto a dimostrarlo sel terreno, come dove e quando si voglia.

                        ecco perche’ guardando i risultati delle gare di oggi si vede scritto “ non incontra, va fuori mano, ecc.”
                        guardando i risultati delle prove del SUO tempo forse , oggi evidentissimamente e non a chiacchiere ma dati alla mano ,
                        i bracchi incontrano e vanno a punto come gli altri continentali

                        Secondo me l’unico tipo di gara che puo’ fare il bracc
                        o è la Sant’Uberto, su selvatico abbattuto, cosi’ lo porta il padrone ed il cane puo’ avere la sua indipendenza, rimane morbido ed andare sul vento con lunghe filate senza essere rigido e meccanico a causa della braga e delle fucilate che prende nel sedere.


                        rimarrà morbido nel cervello e nei muscoli come i bracchi di una volta,oggi il bracco rimane tale e tipico anche se addestrato, basta andare a vedere quache prova e qualche soggetti di qualità. Che sia un cane da prove a prosciutti , come barzelletta è buona.

                        Scusatemi, mi avete chiesto un parere e questo è il mio.
                        Ringrazio, infine, per la possibilita’ che mi è stata data di scrivere qualche pagina sul bracco italiano ma ci sarebbe ancora molto da dire."


                        mi spiace che non ci sia piu', se quello che ha scritto è vero, lo è per i cani del suo tempo oggi queste affermazioni sono
                        totalmente obsolete e possono essere facilissimamente smentite se si viene sul terreno a VEDERLI i cani da prove.
                        credevo avessimo fatto dei passi avanti, invece abbiamo percorso una distanza siderale fra i bracchi di oggi e quelli descritti da Bergamin !!!!!
                        lucio

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                        • Mauro Nerviani
                          Pierino la peste
                          • Apr 2005
                          • 4969
                          • Cardano al Campo, Varese, Lombardia.
                          • Bracco Italiano B.A. e R.M. 20 Bracchi in totale

                          #207
                          Originariamente inviato da Mauro Nerviani
                          Carissimo Luigi,
                          hai detto cosa sacrosante con cui concordo in pieno. Grazie a nome mio ma credo di tutti per le tue chiare esposizioni.
                          Ti quoto in pieno!
                          Mauro
                          Una precisazione prima che sorgano ulteriori malintesi. Naturalmente caro Luigi io mi riferisco solo agli aspetti venatori e cinofili da te esposti. Gli altri argomenti trattati non mi riguardano ne mi possono interessare.
                          Ciao
                          Mauro
                          Pierino la peste

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                          • casamassima
                            ⭐⭐⭐
                            • Apr 2005
                            • 4134
                            • Mottola, Taranto, Puglia.
                            • Bracco Italiano .

                            #208
                            Originariamente inviato da Lucio Marzano

                            ........ a meno che l"indole" del bracco sia quella di un cane lento e macchinoso inadatto alla caccia ( ma in certi tempi la maggior parte dei bracchi era così)
                            ... cio' nonostante hanno portato la razza fino a oggi !

                            Come non ricondursi al detto : Sol dalle spine nascono le rose !
                            Antonio Casamassima

                            Commenta

                            • Lucio Marzano
                              Lo zio
                              • Mar 2005
                              • 30090
                              • chiasso svizzera
                              • bracco italiano

                              #209
                              .. cio' nonostante hanno portato la razza fino a oggi !
                              certo e questo spiega parzialmente la scarsissima diffusione di cui gode ancora la razza e soprattutto tutti i pregiudizi che
                              gravano ancora sul bracco italiano , dovuti alle "performances" di quei pachidermi, lenti , molli e poco efficaci
                              (stando a quanto dichiarato e scritto dallo stesso Bergamin, direi una spettacolare...autorete )
                              lucio

                              Commenta

                              • casamassima
                                ⭐⭐⭐
                                • Apr 2005
                                • 4134
                                • Mottola, Taranto, Puglia.
                                • Bracco Italiano .

                                #210
                                Dimentichi un passaggio che si chiama "evoluzione" attraverso il quale ci siamo passati anche noi e mi pare che...nessuno di noi , oggi, somigli ancora ai Cro-magnon o ai Nehanderthal .
                                Appartiene al giurassico anche quel Bracco Italiano a nome Asso dell'Asolano.
                                Quanto alle autoreti lasciamole a chi si occupa e se ne intende di sport .
                                Antonio Casamassima

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