Obbedienza: linea morbida o linea dura?
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Obbedienza: linea morbida o linea dura?
Buongiorno. C'è una domanda che periodicamente, mi salta in testa, per quanto riguarda il proprio/mio ausiliare: La domanda è: "nell'educare il cane: conviene usare la linea morbida; così da far crescere in lui un sincero amore e rispetto per il proprio "capo branco"; e quindi lasciare al tempo il compito di farlo "crescere"; oppure è meglio la linea dura; senza pietà e sentimentalismi; così da incutere timore e obbedienza cieca, ma col rischio di avere un "soldatino" che finito il suo compito se potesse staccherebbe un braccio al proprio conduttore. Questo dubbio, naturalmente mi viene, osservando il mio cane: lui per me stravede; ovunque mi sposti in casa, mi viene dietro; e insomma: non ho dubbi sul suo sincero affetto; ma quando a caccia lo chiamo o gli indico di andare in una certa parte, e lui fa orecchie di mercante o peggio quando gli dico di portare e lui invece si gusta il selvatico, infischiandosene del mio ordine; ecco che mi incavolo come una bestia e mi maledico di essere stato troppo buono durante la sua crescita: riassumendo come si deve educare un cane, per far si che venga bravo, educato, obbediente e già che ci siamo pure affettuoso col padrone: quali sono i trucchi di un signor educatore cinofilo?Tag: Nessuno -
Domanda da 1.000.000 di $, e aggiungerei senza una risposta univoca.
Dalla mia personale esperienza posso dirti che ogni cane è diverso; e quello che va bene con uno, con l'altro non funziona.
Nel mio "branco" ho cani che sono telecomandati da me anche a centinaia di metri col solo movimento di un braccio, un altro invece anche a 5 metri è "fuori mano" nel senso che anche se ce l'hai addosso non è nel mio controllo, può partire da un momento all'altro.
L'educazione che gli ho dato è la medesima.
Sentiamo i pareri degli altri“Perché a vent’anni, con due passioni nel cuore, la caccia e la libertà, e un grande disprezzo di tutti i beni per cui l’umanità merciaiola si arrovella e soffre, un buon cane davanti e un fucile in mano, come non può essere bella la vita ?”(E. Barisoni, anno 1932)👍 1 -
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Il dresseur è n professionista e lavora per obiettivi , sei tu che gli devi dare indicazioni. Se il tuo obiettivo è il collegamento lui lavorerà su quello, con te ed il cane.Commenta
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Il discorso a mio parere è da affrontarsi in modo diverso.
Intendo che è basilare avere una linea.
Voglio ottenere obbedienza? Lavoro per quello.
Io come si adatta in base all'allievo.
Carattere forte serve più polso, ma usare durezza su un cane che non lo richiede è stupido rischi di rovinarlo.
È come dire, corteggiare una donna, che metodo usi?
Bel tenebroso? Mister simpatia? Amico del cuore?
Non cé una risposta. Esiste una situazione e una persona con cui interfacciarsi in quel momento storico.
E anche se è un esempio paradossale, con il cane è così, uguale.
C'è quel momento e quel cane, diverso dagli altri.
Bene inteso, i metodi sono sempre gli stessi,a è il modo di applicazione che cambia.👍 1Commenta
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Ti seguo sulle carni e sulla macelleria.
Su altri argomenti, gli 883 erano più saggi :)😂 4 -
danguerriero daiiiiii 😂😂😂
Dico semplicemente che ogni cane è un caso a se, i metodi di insegnamento più o meno sono quelli cambia solo la durezza che si utilizza con il soggetto specifico
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C'è un denominatore comune che lega qualunque stile educativo e di leadership.
La coerenza.
Nelle richieste, nei comportamenti, nelle modalità.
Poi, la pratica si adatta in base al soggetto, alla razza, agli obiettivi, al momento dell'addestratore e a tutte le contingenze possibili....Im heil'gen Land Tirol...Commenta
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Nel rapporto col proprio cane, risulta difficile essere coerente: lo premi quando fa qualcosa a te gradito; vorresti punirlo severamente quando fa qualcosa di cattivo; ma siccome lo ami, non hai cuore di fargli quello: e quindi? L'ideale sarebbe dominarlo con la determinazione di un capo branco canino, coniugata a gentilezza umana: ma è più facile a dirsi che a farsi. -
Concordo che sia difficile con i cani (ma anche con i figli o i collaboratori) ma si deve ricercare come obiettivo.👍 2
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Buongiorno, tempo fa un collega del forum aveva chiesto aiuto per addestrare un cane in Veneto, ricordo che Massimiliano aveva indicato un link con addestrattori, non riesco a trovarlo, se qualcuno gentilmente si ricorda e lo posta, sarei molto gratoCommenta
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Dovrebbe essere questo
Ciao, mi chiamo Paolo, vivo vicino a Venezia e nessuno in famiglia va a caccia. Stiamo cercando ugualmente un addestratore/cacciatore per una cucciola di Springer spaniel che adesso ha circa un anno. Non siamo interessati a competizioni o gare, cerchiamo solo un addestramento più consono a quello che è la sua natura visto che👍 1Commenta
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Con il cane non deve essere buono e neanche cattivo, devi essere giusto.Nel rapporto col proprio cane, risulta difficile essere coerente: lo premi quando fa qualcosa a te gradito; vorresti punirlo severamente quando fa qualcosa di cattivo; ma siccome lo ami, non hai cuore di fargli quello: e quindi? L'ideale sarebbe dominarlo con la determinazione di un capo branco canino, coniugata a gentilezza umana: ma è più facile a dirsi che a farsi.
Il cane ti concede la sua sottomissione solo se ritiene che tu sei all'altezza di farlo vivere bene.
La punizione rovina il rapporto con il cane.
Il cane non sa di fare qualcosa di sbagliato, quindi non sa il perché viene punito, subisce senza capire, se non fa più quello che per il padrone era sbagliato lo fa solo per non subire la punizione.
Il cane corretto sempre con la punizione è meno equilibrato di uno corretto senza punizione, lo avverti, lo minacci, e dopo che ha interrotto l'azione indesiderata lo chiami e lo premi. Se fai questo, anche quando gridi e minacci, il cane non si "chiuderà"
ma resterà sempre aperto pronto a collaborare. Inoltre questo procedimento rinforza il "vieni"
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Per educare il cane devi conoscere chi è il cane e la sua provenienza, la dinamica del branco, e i segnali di dominanza e di sottomissione, devi osservare i movimenti del cane per capire cosa vuole, è importante per soddisfare le sue richieste al momento giusto.Buongiorno. C'è una domanda che periodicamente, mi salta in testa, per quanto riguarda il proprio/mio ausiliare: La domanda è: "nell'educare il cane: conviene usare la linea morbida; così da far crescere in lui un sincero amore e rispetto per il proprio "capo branco"; e quindi lasciare al tempo il compito di farlo "crescere"
Devi avere con il cane un rapporto di lavoro, devi avere un rapporto gerarchico. Se hai fatto il militare hai sicuramente visto che quando il generale entra in caserma i militare di rango inferiore non gli vanno vicino a stringergli la mano, è il generale che allunga per prima la mano, si avvicinano solo quelli che nella scala gerarchica sono un gradino sotto a quello del generale.
Se autorizzi il cane, a venire a farti le feste dopo un ricongiungimento per ottenere la tua carezza, ti sottometti al cane, fai quello che ti ha chiesto il cane, non ti comporti da leader. Il cane non viene perché ti ama, viene per ottenere, evita di dare e vedrai che quando ti vedrà aprire il cancello o la porta rimarrà calmo e tranquillo al suo posto come un bravo soldatino.
Solo quando lo vedrai sdraiato su di un lato, sulla brandina o in qualsiasi altro posto, lo chiami e gli fai la carezza. Potrai vedere che alla chiamata il canne schizzerà come una molla per venire a prendere la carezza. Anche questo modo di fare rinforza il vieni. Sono teorie trite e ritrite ma per quelli che hanno la pazienza e la costanza di applicarle danno un risultato molto positivo. Ci sarebbe altro da dire per socializzare, però diventa troppo lungo per quelli che non gradiscono queste teorie, pero come tutti sanno la teoria può essere applicata. Bisogna anche dire che non tutti riescono ad applicarla e non tutti sono disposti a fare questo tipo di percorso.🥰 1Commenta
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Per me non è difficile interrompere al cucciolo un'azione che ritengo non desiderata.
Non credo minimamente che per farlo smettere bisogna tirargli con la fionda o dargli una scossetta. Al massimo gli potrei andare addosso gridando come un pazzo, ma appena interrompe l'azione lo chiamo e premio.
Chi parte con il piede giusto non ha bisogno di usare punizioni corporali.
Si passa alle vie di fatto quando si esauriscono gli argomenti, è come dire al cane "ti punisco perché non so più cosa fare" Punire equivale a una resa, è come darla vinta al cane. Io non umanizzo, ma ho grande rispetto per il cane. Nei peggiori dei casi è sicuramente meglio accontentarsi che punire.
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