Una storia americana
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Grazie Roberto, hai anticipato la mia risposta. Io non vado a caccia e anche se mio marito non fosse cacciatore avrei comunque un setter.Come prologo e per non dare adito a dubbi, dico subito che sono assolutamente d'accordo sul fatto che un cane da caccia andrebbe utilizzato per la sua funzione naturale, ma sono anche contento quando nuove persone si avvicinano e scelgono una delle nostre razze come cane da casa o come compagno per i figli, e lo dico senza nessun imbarazzo... La scelta di uno spinone in particolare, è motivata da questi, per la dolcezza e tranquillità del carattere e questo è un dato di fatto; persone che non vogliono impegnarsi a gestire molossoidi o lupoidi per esempio, che necessitano di tutt'altra "mano" e attenzione, specialmente se si hanno bambini nell'ambito familiare. Dovrei forse preferire certi cosiddetti cacciatori, che tengono un cane in una stia tutto l'anno, lo tirano fuori per la stagione venatoria e magari quando non fa quel che deve, lo riempiono di calci, quando va bene o magari fucilate ? ... Mi spiace, io credo che siano queste le persone cerebralmente "lese", non chi si gode la compagnia di un cane per quel che è, indipendentemente dalla sua destinazione d'uso ...CristinaCommenta
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Sono perfettamente d'accordo con te. Ho scelto il mio setter otto anni fa per la passione che ho per la razza. Vive in casa con me ma lo porto a caccia e spesso in montagna. Sta divinamente bene! In questo periodo dalle mie parti ci sono certe belle "quagliette"....Come prologo e per non dare adito a dubbi, dico subito che sono assolutamente d'accordo sul fatto che un cane da caccia andrebbe utilizzato per la sua funzione naturale, ma sono anche contento quando nuove persone si avvicinano e scelgono una delle nostre razze come cane da casa o come compagno per i figli, e lo dico senza nessun imbarazzo... La scelta di uno spinone in particolare, è motivata da questi, per la dolcezza e tranquillità del carattere e questo è un dato di fatto; persone che non vogliono impegnarsi a gestire molossoidi o lupoidi per esempio, che necessitano di tutt'altra "mano" e attenzione, specialmente se si hanno bambini nell'ambito familiare. Dovrei forse preferire certi cosiddetti cacciatori, che tengono un cane in una stia tutto l'anno, lo tirano fuori per la stagione venatoria e magari quando non fa quel che deve, lo riempiono di calci, quando va bene o magari fucilate ? ... Mi spiace, io credo che siano queste le persone cerebralmente "lese", non chi si gode la compagnia di un cane per quel che è, indipendentemente dalla sua destinazione d'uso ...
AnnaCommenta
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Teak mi ha chiesto se possiamo venirvi a trovare... qui non c'è un bel niente![:142]Sono perfettamente d'accordo con te. Ho scelto il mio setter otto anni fa per la passione che ho per la razza. Vive in casa con me ma lo porto a caccia e spesso in montagna. Sta divinamente bene! In questo periodo dalle mie parti ci sono certe belle "quagliette"....
CristinaCommenta
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Insomma, mi pare di capire che a tutti i costi dobbiamo snaturalizzare quanto hanno fatto fino ad oggi cinofili e cacciatori, che hanno impegnato tempo e soldi in favore della selezione e degli standard delle razze, facendoci prendere dal senso di buonismo e permissivismo insieme, contribuendo ancora una volta noi cacciatori, anzicchè tutelare quanto ancora abbiamo di patrimonio a disposizione della caccia (patrimonio cinofilo, fatto anche di letteratura), a fomentare mode, facendoci spogliare delle nostre memorie ataviche. Il cane da caccia DEVE rimanere a disposizione solo del cacciatore. E' concepito per la caccia e deve andadre a caccia. Nessun soggetto dovrebbe essere ceduto a persone che non hanno nel proprio DNA Diana (esistono gli enti di adozione). Non ci dimentichiamo mai che grazie al troppo permissivismo non possiamo più disporre di quelli che sono stati i posti di caccia dei nostri nonni prima, e dei nostri padri poi. Che ci sia qualche emerito imbecille, che dal proprio cane pretenda il miracolo senza addestrarlo o peggio ancora lo maltratti, costui non è nè cacciatore nè una persona. E' solo un emerito imbecille rozzo ed ignorante, molto peggio che cerebroleso, (da classificare forse come sottospecie del sottobosco umano) che non merita neanche il sole che lo riscalda e l' aria che respira.
Saluti.Ultima modifica Ospite; 21-08-08, 17:09.Commenta
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Io non voglio entrare in polemica ne tantomeno tirare per le lunghe questa discussione, in quanto presumo che ognuno abbia la propria opinione più o meno opinabile e che comunque ... resterà tale, anche se condivido l'ultima parte del suo discorso ! Però, quando leggo in un primo tempo, simili annunci :
"L' ultima cucciolata di meticci di cirneco - beagle di 11 soggetti che mi è nata il 22/02 c.a. ho messo il seguente annuncio: " Vendesi cuccioli incrocio cirneco - beagle €.... trattabili. Solo cacciatori. Astenersi perditempo. No Verdi-Ambientalisti. No non cacciatori."
e la stessa persona, in seguito, scrive quanto segue :
"Insomma, mi pare di capire che a tutti i costi dobbiamo snaturalizzare quanto hanno fatto fino ad oggi cinofili e cacciatori, che hanno impegnato tempo e soldi in favore della selezione e degli standard delle razze "
credo che ci sia qualcosa di incompatibile !!!
Se magari mi vuol spiegare, se questa è la sua produzione, su quali parametri basa la selezione e a quali standard di razza fa riferimento ... gliene sarei veramente grato ... diamo per scontati il tempo e i soldi, naturalmente, quelli servono per allevare qualsiasi cosa ... dai canarini agli elefanti.
<!-- / message -->Roberto Amadori
-Epithelium Spinoni-Commenta
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Certo, posso capire che adesso può sembrare un paradosso ma spiego:
in effetti almeno dalle mie parti, cacciare il coniglio è un' impresa piuttosto ardua. Il territorio è molto complesso. Si va dal terreno lavico frammisto a rovi e canaloni dell' Etna a zone collinari di roccia calcarea rovi e cannicciola fitta, fino ad arrivare a terreno di "misto" ciè quel terreno che comprende insieme ciottoli, argilla e sabbia di cava, tutto in granulometrie differenti. In tale habitat il coniglio selvatico vive e prolifera abbondantemente scavando profonde tane, ma soprattutto si muove e si rifugia. Fino a prima del secondo conflitto mondiale, il cane principe è rimasto incontrastato il cirneco, levrieroide molto agile su terreni liberi ma che presenta due grossi handicapp 1° è taglia media, pertanto non sempre riesce a raggiungre gli anfratti dove il coniglio riesce a rifugiarsi, per tale scopo era consuetudine allevare parallelamente il furetto (il binomio cirneco furetto è da sempre citato nei racconti di caccia dei nostri vecchi) che consentiva, dopo che il cane lo aveva "segnato" di stanarlo dalla tana o comunque dal pertugio. Tutto questo avveniva come detto prima della guerra, quando vi era ancora la società contadina e si avevano a disposizione ampi spazi dove poter tenere gli animali. Dopo gli anni 50 quindi con la ripresa economica gli spazi a disposizione sono diminuiti sempre più e si costruiscono i condomini, non solo è difficile poter tenere il cane ma diventa impossibile detenere uno o più furetti (la consuetudine di tenerne più di uno è dovuta alla circostanza che molte volte, introducendo il furetto in tana, questi non riuscendo a scovare il coniglio, che è ben rincantucciato, riesca ad ucciderlo e poi ad addormentarsi all' interno della tana stessa. Ci vuole un altro furetto che lo vada a svegliare. Comunque puzzano da morire. A tal proposito e giustamente, da alcuni anni a questa parte è fatto obbligo al cacciatore nell'esercizio della caccia con il furetto, che esso sia fornito di idonea efficiente museruola).
2° Handicapp che presenta il cirneco è che comunque, se questi ha individuato il coniglio nel fitto di un rovo, (e dai noi sono anche molto larghi ed alti oltre che fitti) difficilmente riuscià a stanarlo perchè nel rovo lui caratterialmente non entra. Sono sporadici i soggetti che si prestano a tale pratica, mentre più facile che lo sollecitino ad uscire nel caso sia molto vicino all' uscita del roveto. Da qui l' esigenza di incrociare alcune razze tra loro, che raggruppino insieme resistenza su terreno, tenacia nello scovo, pelo ruvido e sopratutto tanta volontà. Si prova ad incrociare beagle con cirneco nella speranza di ridurre di poco la mole dei quest' ultimo ma di dargli più "sangue" nella cerca dentro i rovi, oppure beagle bassotto a pelo ruvido, per innalzare di poco la mole del bassotto che ha delle zampe troppo corte e non riesce a rincorrere bene o per rinfoltire il pelo del beagle che purtoppo non di rado si taglia con le spine. Purtroppo di questi incroci ne risentono le correnti di sangue e moltissimo anche l' estetica ma quanto a risultati........in certi casi non ci sono soldi per pagare un soggetto.
E' l'unica eccezione (a mio parere) che trova fondamento, in quanto il selvatico è particolare ed il territorio che lo accoglie estremamente frastagliato. Chissà che un giorno prova e riprova non ne venga fuori uno standard.Ultima modifica Ospite; 22-08-08, 08:29.Commenta
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Premetto che non ho nulla di personale contro gli incroci (accoppiamento di due razze pure) o contro i bastardi (accoppiamento di soggetti di razza non precisata) e lo dimostra il fatto che, in casa, ho una bastardina somigliante al jack russell.
Tra tutte le razze di cani da caccia esistenti, possibile non ci sia una razza che possa soddisfare le tue/vostre esigenze di cacciatori "cunigghiari"?
Il nostro amico Gianni, per esempio, li caccia con uno springer!
Comunque, al sud si tende ad incrociare le varie razze, per svariati motivi e, spesso, solo per "credenze" del genere "il bastardo è più robusto", "il bastardo è più intelligente", "incrociando un cane grande con un cane piccolo si ottiene un cane medio" e via discorrendo. E il caro signor Mendel, ricordi della scuola media, che fine ha fatto?
Ovviamente tutto ciò che ho scritto rimane la mia semplice opinione, ma vorrei chiedere un'altra cosa: escludento la taglia standard di cui non ho assolutamente conoscenza, hai mai visto correre veramente un bassotto? Ovvero, hai mai visto correre un bassotto vero?Donato Scalfari
sigpic
"Sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù" Pier Paolo Pasolini
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Come prologo e per non dare adito a dubbi, dico subito che sono assolutamente d'accordo sul fatto che un cane da caccia andrebbe utilizzato per la sua funzione naturale, ma sono anche contento quando nuove persone si avvicinano e scelgono una delle nostre razze come cane da casa o come compagno per i figli, e lo dico senza nessun imbarazzo... La scelta di uno spinone in particolare, è motivata da questi, per la dolcezza e tranquillità del carattere e questo è un dato di fatto; persone che non vogliono impegnarsi a gestire molossoidi o lupoidi per esempio, che necessitano di tutt'altra "mano" e attenzione, specialmente se si hanno bambini nell'ambito familiare. Dovrei forse preferire certi cosiddetti cacciatori, che tengono un cane in una stia tutto l'anno, lo tirano fuori per la stagione venatoria e magari quando non fa quel che deve, lo riempiono di calci, quando va bene o magari fucilate ? ... Mi spiace, io credo che siano queste le persone cerebralmente "lese", non chi si gode la compagnia di un cane per quel che è, indipendentemente dalla sua destinazione d'uso ...
Grazie, Roberto.Commenta
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Concordo in toto !!Premetto che non ho nulla di personale contro gli incroci (accoppiamento di due razze pure) o contro i bastardi (accoppiamento di soggetti di razza non precisata) e lo dimostra il fatto che, in casa, ho una bastardina somigliante al jack russell.
Tra tutte le razze di cani da caccia esistenti, possibile non ci sia una razza che possa soddisfare le tue/vostre esigenze di cacciatori "cunigghiari"?
Il nostro amico Gianni, per esempio, li caccia con uno springer!
Comunque, al sud si tende ad incrociare le varie razze, per svariati motivi e, spesso, solo per "credenze" del genere "il bastardo è più robusto", "il bastardo è più intelligente", "incrociando un cane grande con un cane piccolo si ottiene un cane medio" e via discorrendo. E il caro signor Mendel, ricordi della scuola media, che fine ha fatto?
Ovviamente tutto ciò che ho scritto rimane la mia semplice opinione, ma vorrei chiedere un'altra cosa: escludento la taglia standard di cui non ho assolutamente conoscenza, hai mai visto correre veramente un bassotto? Ovvero, hai mai visto correre un bassotto vero?Commenta
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Anche se qui siamo completamente off topic....Donato ha scritto: hai mai visto correre veramente un bassotto? Ovvero, hai mai visto correre un bassotto vero?
Sul Congresso Mondiale della Cinologia gli scienziati tramite dei filmati di 5 razze (pastore tedesco, san bernardo, boxer, greyhound e bassotto) hanno dimostrato che è proprio il bassotto che al galoppo ha una mobilità e capacità di movimento molto superiore alle altre razze - grazie alla sua lunga schiena che si piega come un arco. Quindi, pur avendo le gambe corti, sotto l'aspetto dell'uso perfetto del suo apparecchio motorico il bassotto è il miglior corridore. E un bassotto ben allenato è estremamente veloce..! <!-- / message --><!-- sig -->Commenta
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Non saprei dirvi in merito alla velocità del bassotto, ma è stato preso anche in considerazione, che oltre alla velocità esistono gli ostacoli naturali quali muretti, fossi di scolo, e canalette da attraversare o da scavalcare? Personalmente i bassotti che ho visto, restano sempre indietro rispetto al resto della muta. Comunque, qui da noi si cerca di affinare di più possibile la tendenza alla cerca nel folto e nello spino e sopratutto allo scovo cui DEVE seguire l' abbaio. Come dicevo è una caccia molto impegnativa non meno del del cingliale (senza nulla togliere per carità), infatti quasi sempre il coniglio si spara nei passaggi ed è buona norma fornire i cani di campanella, in quanto si sente tutto ma non si vede quasi nulla se non vederselo presentare davanti per un momento e subito dopo svanire. Particolare attenzione è rivolta agli ausiliarii prima dello sparo e molte volte vi garantisco che il sottoscritto ha preferito piuttosto non sparare, che far correre rischi inutili e fucilata invano. E comunque rimane sempre un lavoro di squadra di almeno minimo due fucili.
per dovere di cronaca si riporta quanto segue:
"....Allo scopo, validissimo alleato dell' uomo è sempre stato un simpatico mustelide, parente stretto della puzzola (di cui conserva l' odore non proprio gradevole!): il furetto. ......."
".....Il coniglio ha, però, una predilezione per la pietra. Quella, aguzza e tagliente, delle sciàre, su cui solo il cirneco dell' Etna sa "volare" con eleganza di gazzella e che per il lagomorfo rappresenta una fortezza difficilmente inespugnabile......"
".......Il cirneco è, comunque, poco diffuso allo stato puro, sebbene il suo ponderoso patrimonio genetico sia presente nella stragrande maggioranza dei bastardi tuttofare, diffusissimi in Sicilia.
Neppure si può dire che questi simpatici quattrozampe senza "sangue bleu" siano inefficaci, tutt' altro!
Spesso si tratta di ausiliari degni del massimo rispetto, anche se, ai fini della trasmissione ereditaria delle loro qualità, non offrono nessuna garanzia.
E' giusto rilevare però, che in genere, quanto più questi meticci sono "cirnecati", cioè presentano le caratteristiche principali del cirneco, tanto più risulteranno idonei per la caccia al coniglio.
Segno evidente dell' assoluta superiorità venatoria della razza pura!
La squadra ideale del conigliaro "professionista" è composta da diversi elementi, ciascuno dei quali, come in una grande orchestra, interpreta un ruolo ben definito.
C'è il botolo "rivettaru", grande, instancabile lavoratore, che corre sempre dentro i rovi dove i conigli si nascondono.
C'è il "signaturi" cioè il cane che ha inequivocabilmente individuato il coniglio, che lavora in coppia col furetto.
Il cane di "scilata", spesso un segugio (molto diffusi i beagle, anche incrociati col cirneco o cane da ferma, o con tutti e due!), che ha il compito di non perdere le tracce della preda scovata, fino alla tana, o al fucile.
Il cane "mastru", una specie di direttore d' orchestra (quasi sempre un cirneco), un regista che interviene a risolvere i falli, che coordina il lavoro degli altri e senza compirere troppi sforzi, è sempre il primo a "jappiare" (scagnare) sul coniglio....."
"Non mancano, invero, gli utilizzatori delle razze da ferma, spesso con buoni risultati, anche se, a mio avviso, si tratta sempre di inutili forzature. Non ha molto senso, infatti, quando esistono razze specializzate per gli orittolaghi, impiegare soggetti che sono stati creati per tutt' altra cosa."
Tratto da " La Caccia in Sicilia" di Felice Modica pubblicazione 1988 Editoriale Olimpia.
Vi è da aggiungere solo una cosa: considerato il numero di cani che bisogna avere, va da sè che sono rari i casi in cui un solo cacciatore possa avere a disposizione la muta sopra descritta in più per limitazione del C.V. ogni singolo cacciatore può cacciare con non più di tre cani. Ecco perchè accennavo sopra che la caccia al coniglio è un lavoro di squadra, da parte di tutti.Ultima modifica Ospite; 24-08-08, 20:35.Commenta
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Nella sezione seguita ci sono una serie di discustsioni che trattano di questi argomenti, se vi fa piacere mi permetto di consigliarvi di leggerle.
Ciao a tuttiEmanuele
Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]Commenta
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