Che emozione, sono nati
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Viste...bellissime. Veramente fortunato ad aver fatto uno scatto così.Commenta
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Brina in ferma su 3 fagiani. Le soddisfazioni aumentano anche perchè mi giungono buone notizie anche degl'altri fratelli. Notizie buonissime di Benito che già si comporta molto bene sulle starne e risulta essere molto più precoce di Bach (i due cuccioli sono in mano alla stessa persona). Bene Birillo che oltre a una buonissima ferma ha anche un ottimo consenso; benissimo Brio (ex Bandito) con ottima ferma, bene anche Briscola (oggi si chiama Kira) e ottime notizie anche dal proprietario di Buio, il setterino ha ottima ferma e solido consenso. I proprietari dei vari cuccioli sono tutti contenti e siamo solo al primo anno praticamente all'inizio dell'addestramento. Chissà se avrò la soddisfazione di sapere che qualcuno di loro già al primo anno si destreggerà bene sulle beccacce. Detto tra di noi vorrei essere io con la mia Brina a provare questa bella esperienza. Aspettiamo, il tempo crea eroi anche tra i cani.Commenta
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Queste sono le piccole-grandi soddisfazioni che ogni allevatore amatoriale serio si augura di avere dalle sue poche cucciolate.
Complimenti Roberto.
Angelo Di MaggioAngelo Di Maggio
« Non c'è patto che non sia stato rotto, non c'è fedeltà che non sia stata tradita, fuorché quella di un cane fedele. » (Konrad Lorenz)Commenta
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Sapessi come sono contento! E visto che è la prima e chisssà forse l'ultima sono ancora in attesa dell'affermazione di qualcuno dei cuccioli specialmente nella caccia alla beccaccia, come i genitori e la grande zia Brina.
La scelta dell'accoppiamento è stata dettata dal cuore e dalla conoscenza dei setter di quella linea avendo avuto la sorella del babbo Picasso e avendo notato in lei come nel fratello una grande propensione alla cerca e a una ferma eccezionale. Chissà se i cuccioloni poi avranno fisico per sostenere ore di dura caccia alla beccaccia, io me lo auguro perchè è per quella caccia che ho voluto quell'accoppiamento, quel rientro sulla linea di sangue.
Comunque per adesso mi godo le notizie che mi arrivano sull'addestramento dei cuccioloni.
Tutti saremmo buoni a decantare "le gesta" dei nostri amati ausiliari, ma se questi apprezzamenti vengono fatti da altri, beh... lasciamelo dire.... si è più felici perchè viene riconosciuto lo sforzo ed i sacrifici che sono stati fatti "a monte" per poter raggiungere dei buoni risultati. (Angelo Di Maggio)
Nel finale non potevo non citare la frase che tu mi scrivesti qualche tempo fa e che rispecchia la situazione migliore in cui un amante dei setter si può trovare dopo una cucciolata.
Angelo grazie e a presto.
---------- Messaggio inserito alle 08:20 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 08:06 PM ----------
Non chiedo di più, sono felicissimo! Adesso spero che la mia Brina si realizzi e diventi un buon setter da caccia.Commenta
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""""""E visto che è la prima e chisssà forse l'ultima......"""""
...... perchè dici questo??????
Magari saranno proprio questi buoni risultati che ti spingeranno a farne qualche altra.
Poi.... oggi è di moda parlare di cani beccacciari.... ma io non perseguirei e non lo perseguo questo "requisito" che per me è e rimane solo una forma di pubblicità "gratuita". In altro post più o meno ho scritto che da genitori medici o ingegneri non è certo che nascano figli che diventeranno pure loro medici o ingegneri.
Ci sono altre cose fondamentali che si devono cercare di ottenere dagli accoppiamenti, specialmente quando se ne fanno pochissimi.
L'equilibrio, la passione, la struttura morfo-funzionale, lo stile di razza, il movimento e portamento, la resistenza che comunque è determinata dalla passione, ecc .......!!!
La beccaccia è il selvatico di riferimento perchè è rimasto l'unico selvatico che veramente si può chiamare tale.
Il cane può anche avere ore ed ore nei polmoni e nelle gambe ma se non gli entrerà nel cervello, può anche incontrare e fermare le beccacce ma non sarà mai capace di "trovarle" e, fondamentalmente, di saperle "tenere".
Intanto goditi questi risultati e personalmente te ne auguro sempre migliori.
AngeloAngelo Di Maggio
« Non c'è patto che non sia stato rotto, non c'è fedeltà che non sia stata tradita, fuorché quella di un cane fedele. » (Konrad Lorenz)Commenta
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"L'equilibrio, la passione, la struttura morfo-funzionale, lo stile di razza, il movimento e portamento, la resistenza che comunque è determinata dalla passione, ecc .......!!!"
Angelo hai perfettamente ragione, un vero cinofilo deve ragionare in questi termini. Io che sono solo un'apprendista ancora non uso la terminologia appropriata e mi lascio andare a paragoni da cacciatore. Ma credimi con il passare del tempo mi sento sempre più cinofilo e meno cacciatore anche se mi rendo conto, e questa è una prova, che ancora ho tanto da imparare.Commenta
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Tutti abbiamo sempre da imparare. Quelli che si sentono "arrivati" sono solo degli sbruffoni.
Se già cominci a sentirti sempre più un cinofilo.... sei già sulla buona strada ed avrai sempre di più "fame" di sapere.
Un abbraccio.
AngeloAngelo Di Maggio
« Non c'è patto che non sia stato rotto, non c'è fedeltà che non sia stata tradita, fuorché quella di un cane fedele. » (Konrad Lorenz)Commenta
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Voglio fare un omaggio all'amico Roberto alias Tosco Romagnolo (raccontando una bellissima mattina di caccia) per avermi dato un cane che giuro mi stà facendo strabiliare
Un mercoledi da leoni
E' dal giorno dell'apertura che mi frulla di andare in quella zona dove a detta di tutti non c'è niente.
Mercoledi 22 decido e parto in macchina per provare.
Porto Brio (all'angrafe Bandito) di 14 mesi con me, con beeper posizionato sulla sola ferma. Arriviamo, scendiamo, carico la doppietta e si va. Vicino c'è un escavatore che sta demolendo un vigneto vecchio ed abbandonato, ne ha tirato giù circa un quarto; passiamo lontano dalla macchina e ci incamminiamo lungo quel che resta del vigneto. Brio gira senza posa da quando siamo scesi e sono costretto un paio di volte a richiamarlo con il fischietto per la foga che lo porta lontano. Arrivo al margine del vigneto e aspetto Brio che scorrazza fra i rovi cresciuti nei filari. Ad un certo punto lo perdo di vista e il beeper inizia il suo richiamo, non è lontano, circa 30 metri più in alto di me. Mi affretto e finalmente lo scorgo dietro un cespo di rovi, ipnotizzato verso il folto; mi piazzo ed aspetto, guardo velocemente le possibili vie di fuga, la più favorevole è senz'altro alla mia destra, un campo completamente coperto di rovi vecchi ed impenetrabili, mi sposto per chiudere quel passaggio e do voce a Brio di andare, non mi ascolta e resta immobile; passa un minuto interminabile, poi si muove e al rallentatore entra con la testa nel cespo. Il frullo è repentino una fagiana parte quasi verso di me, vira verso il campo di rovi, sparo prima che lo raggiunga e cade in un nuvolo di penne, Brio parte raggiunge il punto di caduta, esita un attimo, gli comando il porta, abbocca, riporta e si siede davanti a me. Capisco la sua esitazione, la fagiana, non ha più l'ala destra, il collo e la testa, la fucilata ravvicinata nonostante il 60 cil ha fatto danno, ma la parte che resta è integra. Sacchetto di plastica obbligatorio ed è nella carniera della trisacca. Camminiamo ancora fra campi abbandonati e lungo boschetti di acacie e rovere, ma per un ora solo tafani a tentare il prelievo. Lungo una interpoderale Brio ferma per un attimo verso un bordo di ginestre, rimane e poi entra piano verso il folto. Io resto sulla strada che è più in basso, lui va dove lo guida quello che io non posso sentire e sparisce, lo sento dallo scricchiolio degli aghi secchi camminare piano; fino al suono del beeper, fisso. Aspetto, non succede niente, il beeper si zittisce, cerco di capire dove sia, ma lo sento in alto che forza fra i rovi e le ginestre. Vedo ancora più in alto, lontano, un muro a secco imponente, di lì qualunque cosa sia non passa che volando, quindi entro in una radura lungo la strada che mi sembra un buon posto di passaggio ed aspetto. Il beeper riparte, sarà a 30 o 40 metri in alto, in un folto di ginestra; provo con un Brio vai, vai e all'improvviso il CO CO di un maschio mongolia mi gela il sangue, lo vedo è in volo stà filando, ali spalancate, verso il basso a tutta velocità. Imbraccio e lo blocco al primo colpo a circa 20 metri alla mia sinistra. Prosegue la sua corsa per inerzia ed un tonfo mi dice che é caduto otre la strada in un raro prato pulito; Brio arriva mi guarda gli dico cerca e parte naso a terra, torno indietro sulla strada , aspetto, ed ecco il mio piccolo arrivare con qualche difficoltà con questo bellissimo fagiano in bocca che lascia ai miei piedi. Sono al settimo cielo, lo bacio, lo coccolo, gli dico parole d'amore che avrei vergogna a dire una donna; lui salta di gioia e mi riempe la faccia di lingua e penne. Il maschione, accomodate la testa e le penne, finisce nella trisacca senza sacchetto e con la lunga coda che esce per parte.
Meno male che non c'era niente,;ma a me va bene: niente c'era e niente ci sarà, solo io e Brio conosciamo la verità.
Continuiamo, per tornare verso la macchina, entriamo con un po' di difficoltà (per via della rete elettrosaldata che lo protegge dai cinghiali) in un vigneto da poco vendemmiato, qualche grappolo dimenticato si scioglie di zucchero e mosto in bocca, anche perché comincio a sentire fame.
Attraversiamo i filari io stanco, ma Brio sembra sceso adesso di macchina; arrivati sul bordo della vigna in un folto di erbacce alte, vedo che inizia a cacciare, ma non con il solito modo guardingo e sospettoso, sembra quasi quando insegue le lucertole. Si ferma improvvisamente, penso alla vipera, lo chiamo, ma non mi ascolta, cade in ferma. Non credo al fagiano, non ha mai fatto così tutte le altre volte sia alle prove che in ZAC. Mi avvicino, ad un certo punto Brio salta a quattro zampe come fanno i piccoli puledri e vedo schizzare lungo un viottolo la lepre, imbraccio e i due colpi partono in successione. La lepre cappotta su se stessa e dopo qualche sgambetto rimane fulminata. Brio si avvicina, comando il porta, annusa ma non abbocca, torna verso di me. Rimango al mio posto, lo carezzo gli comando di nuovo il porta, va, annusa e addenta, solleva con fatica ma non la molla fino a che non la porta davanti a me e la prendo in mano comandando il lascia. La lascia, ma la vorrebbe prendere ancora. Gliela faccio annusare, leccare, gli dico “bravo bravo il mio piccolo”, lo carezzo di nuovo e lui mi guarda e sembra dirmi: allora ho fatto bene? Ed io gli dico “si, sei stato bravissimo”.
Amplen, sul mio tesserino le caselle fagiano e lepre per oggi sono tutte barrate
Sono passate 3 ore da quando abbiamo lasciato l'auto: che giornata ragazzi, mi sembra di essere tornato indietro di 30 anni, quando una cosa così poteva capitare con una certa frequenza, quando gli ultimi contadini, dipingevano la campagna di oro del grano, le viti erano in simbiosi con pioppi ed aceri, le cartucce di cartone si tenevano sotto la cucina economica perché non prendessero umido e la selvaggina aiutava nell'approvigionamento di proteine della famiglia.
Bando agli amarcord e ripartiamo, la macchina è lontana e il sole ed il peso nella trisacca mi fa grondare la camicia. Passiamo dentro un terreno pieno impronte e di fatte di cavallo (i tafani mi hanno crivellato le spalle ed il collo) fino ad un campo di vecchi olivi in forte pendenza che ci riporterà alla macchina. Brio va a fare quello che più gli piace, cercare, cavalcare tutti gli spazi, decuplicando e più il mio cammino; io arranco in salita a capo basso, la doppietta aperta e scarica che mi fa sudare la mano, per la mia (adesso maledetta) abitudine di non usare la cinghia. Sento il beeper che suona.........più in alto Brio inchiodato ad un ceppo di olivo con un po' di erba intorno. Carico la doppietta 36gr piombo 7 nella cil, 42 piombo 5 nella skeet. Chiudo ed imbraccio, penso alle croci sul tesserino ed al peso nella trisacca, abbasso la doppietta, la apro, mi avvicino a Brio: sono a pochi metri ed un bel leprone parte come un razzo in salita, lo vedo bene per un bel tratto e poi con Brio che lo insegue da lontano, sparisce alla mia vista. Un colpo di fischietto e Brio è al terra. Lo raggiungo, lo carezzo, gli dico bravo, lui scodinzola e mi lecca la mano.
Sono felice, penso con orgoglio di essere diventato vecchio e anche saggio anche se la parola coglione mi risuona in testa per questo bel leprone che andava al pulito......................
ma tanto sabato ci ritorno..........Nessuna donna è mai riuscita a farmi battere il cuore quanto i miei cani in ferma su una Regina.Commenta
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Grazie Marco! Aspetto ancora racconti come questo perchè credo che sia il primo di una lunga serie. Bandito fin da subito mi era sembrato il più tosto e lo sta dimostrando. Allo stesso tempo sono felice che sia capitato nelle tue mani perchè lo sai valorizzare al massimo.
Ho avuto grandi soddisfazioni da questa mia prima cucciolata e sono orgoglioso per averla voluta con quei cani. La mia Bora è brava anche giovedì mi ha fatto cacciare una bella fagiana e una pernice rossa, il padre di Brio ha inanellato nella sua lunga vita (adesso ha 10 anni) molte beccacce, la zia Brina, purtroppo deceduta a soli tre anni, a mia avviso era un vero fenomeno di setter e questi cuccioli sono veramente bravi hanno la caccia nel sangue. Presto posterò delle immagini di Briscola, adesso Kira, in ferme statuarie e in un filmino fantastico, superfluo dire che il proprietario è contentissimo. La cucciolata è riuscita. Direte perchè non parli della tua cucciola Brina II? Non mi sento di esprimere un giudizio completo senza averla portata su selvatico con abbattimento. In questi primi giorni caotici di caccia preferisco tenerla nel box per non rovinare un apprendista di buone prospettive. Quest'estate mi ha fatto divertire e sono veramente contento nelle prossime settimane la porterò a caccia con il fucile.
Marco ancora grazie e poi ci sentiremo, ma non dimenticare di raccontarci queste meravigliose giornate di caccia con un setter di 14 mesi figlio di Bara (nipote di Faloò) e di Picasso (figlio di Faloò). A presto.Commenta
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