5 quesiti sul pointer

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Paolo Cioli
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  • Paolo Cioli

    #1

    5 quesiti sul pointer

    Noto frequentemente nei pointer provenienti da genealogia selezionate per le esposizioni, la presenza di giogaia ( collo non asciutto ), orecchio abbondante con attaccatura bassa e di forma non propriamente triangolare (orecchio a pipistrello), nonchè pliche della grassella abbondanti..
    Mentre, in genere, è buona la quadratura di muso (sia laterale che frontale), la lunghezza del tronco ( cane iscritto nel quadrato) e torace ben sviluppato tridimensionalmente.
    Per contro nelle linee genealogiche da lavoro, molto spinte ( rientri multipli sui 2 o 3 razzatori da lavoro che vengono usati) ricorrono, per quanto mi è dato osservare : assenza di convergenza degli assi cranio-facciali ( spesso divergenza) e tronco levrettato ( addome retratto con totale assenza di plica della grassella) e petti stretti.
    Chiedo.
    1) Pensate che siano casi fortuiti, comunque non assaciati fra di loro e non legati al genoma (semplice variabilità generica) ?
    2) Pensate che certi portamenti di collo-testa, tendenti al verticale , nella cerca al galoppo spinto, siano tipici, e da incoraggiare , nel pointer?
    3) Pensate che quanto sopra, possa dipendere dall'assenza di convergenza degli assi cranio facciali , quindi dall' incapacità di impattare il cono d'emanazione senza alzare troppo la testa, come, invece, avviene nei bracchi e negli spinoni ?
    4) Pensate sia possibile la compensazione fra linee da bellezza e linee da lavoro, attraverso la fusione di esse, o sia meglio ricorrere alla scelta dei più tipici (morfologicamente) fra i più bravi trialers?
    5) Pensate che gli ottimi tronchi ( con reni corti e solidi e i toraci larghi, alti e profondi) dei campioni d'expo servano effettivamente a migliorare il "fondo", quanto a dire la resistenza alla fatica, durante la caccia o gli allenamenti per le prove di lavoro ?
    Credo siano temi importanti. Almeno per chi ,come noi , si diletta ,su piccola o grande scala, nell'allevamento di questa magnifica razza.
    Paolo Cioli
    Ultima modifica Ospite; 21-04-11, 11:35.
  • Mithril
    ⭐⭐⭐
    • Jan 2007
    • 1297
    • Valstagna, Vicenza, Veneto.
    • Bracco Italiano & Setter Gordon

    #2
    Originariamente inviato da Paolo Cioli
    Noto frequentemente nei pointer provenienti da genealogia selezionate per le esposizioni, la presenza di giogaia ( collo non asciutto ), orecchio abbondante con attaccatura bassa e di forma non propriamente triangolare (orecchio a pipistrello), nonchè pliche della grassella abbondanti..
    Mentre, in genere, è buona la quadratura di muso (sia laterale che frontale), la lunghezza del tronco ( cane iscritto nel quadrato) e torace ben sviluppato tridimensionalmente.
    Per contro nelle linee genealogiche da lavoro, molto spinte ( rientri multipli sui 2 o 3 razzatori da lavoro che vengono usati) ricorrono, per quanto mi è dato osservare : assenza di divergenza degli assi cranio-facciali ( spesso divergenza) e tronco levrettato ( addome retratto con totale assenza di plica della grassella).
    Chiedo.
    1) Pensate che siano casi fortuiti, comunque non assaciati fra di loro e non legati al genomaal genoma (semplice variabilità generica) ?
    2) Pensate che certi portamenti di collo-testa, tendenti al verticale , nella cerca al galoppo spinto, siano tipici, e da incoraggiare , nel pointer?
    3) Pensate che quanto sopra, possa dipendere dall'assenza di convergenza degli assi cranio facciali , quindi dall' incapacità di impattare il cono d'emanazione senza alzare troppo la testa, come, invece, avviene nei bracchi e negli spinoni ?
    4) Pensate sia possibile la compensazione fra linee da bellezza e linee di lavoro, attraverso la fusione di esse, o che il miglioramento morfologico del cosiddetto trialer debba avvenire solo utilizzando in riproduzione i più tipici (morfologicamente) fra i più titolati ?
    5) Pensate che gli ottimi tronchi ( con reni corti e solidi e i toraci larghi, alti e profondi) dei campioni d'expo servano effettivamente a migliorare il "fondo", quanto a dire la resistenza alla fatica, durante la caccia o gli allenamenti per le prove di lavoro ?
    Credo siano temi importanti. Almeno per chi ,come noi , si diletta ,su piccola o grande scala, nell'allevamento di questa magnifica razza.
    Paolo Cioli
    Non allevo e non detengo pointer, ma vorrei ugualmente rispondere perchè i quesiti proposti, nella loro essenza, possono essere trattati in ordine generale e coinvolgono anche altre razze.
    1) credo che non siano affatto fortuiti, ma che si possano inquadrare in una logica ben precisa che fa capo alle limitate possibilità che la natura offre in tema di costruzioni fisiche. Se si seleziona per la prestazione si va verso delle forme che la permettono, se si seleziona sulla base di criteri morfologici legati alla bellezza spesso per avere un tratto somatico "ideale", ma non necessariamente funzionale, si devono accettare anche altre modificazioni che pendono fatalmente verso la lassità del soggetto.
    2) su questo lascio perchè non è la mia razza
    3) personalmete a queste cose non ho mai creduto e le ho sempre trovate forzature, belle parole a cui non corrisponde una concreta sostanza, dovrebbero servire per giustificare le forme e gli stili, ma non mi hanno mai convinto fino in fondo, e credo che il loro fascino superi di gran lunga la loro concretezza.
    4)no alla prima parte, si alla seconda
    5)no!

    Ivan

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    • Alboinensis
      Moderatore Continentali Esteri
      • Nov 2008
      • 8422
      • Brescia - Lombardia
      • Cane da ferma tedesco a pelo corto - Kurzhaar

      #3
      Pur non essendo pointerman, ma avendo sempre avuto un occhio di rispetto per la costruzione del cane da ferma per antonomasia, esprimo le mie considerazioni:
      1- con il livello di consanguineità a cui si è arrivati nelle varie genealogie non penso che sia semplicemente una variazione genetica... penso che si sia usato male il criterio di scelta degli stalloni e la valutazione fatta a maniche larghe: certi soggetti con difetti che sino a qualche anno fa non portavano oltre il MB oggi hanno addirittura dei CAC.
      2- il galoppo del pointer si dovrebbe considerare "ordinario" in quanto selezionato per avere resistenza su lunghe distanze, mentre si è arrivati al galoppo spinto di "gran carriera" (4 battute + 2 fasi di sospensione) piu tipico dei levrieri.
      3- non mi sembra che ci possa essere correlazione tra i lineamenti della testa e la meccanica di galoppo, dovuta più che altro alla costruzione della spalla, dorsale e groppa, con una buona dose di psiche. I colli in verticale si notano più che altro nella fase di sospensione in raccolta.
      4- unire morfologia e lavoro penso che sia il desiderio di qualsiasi allevatore (che si ritenga tale)... ma purtroppo la formula magica è difficile da ottenere!![;)]
      5- si... una costruzione corretta deve essere la base di partenza... anche se può attingerla non solo nei ch. di expo.
      Bruno Decca
      "Multi sunt vocati... pàuci vero electi"

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      • dersu
        ⭐⭐
        • Nov 2009
        • 899
        • sansepolcro
        • Pointer

        #4
        Secondo me oltre che expo e gare, che sono l'evidenza di due estremizzazioni della cinofilia c'è tutta una popolazione che vive il quotidiano di una razza da caccia.
        I pointer del ring vengono allevati perlopiù attingendo a linee di sangue nelle quali predominano i "lasciti" danesi quali, la taglia, l'orecchio abbondante, la giogaia, ovviamente accresciuti dalla consanguineità e dall'effetto del paratipo, come la sedentarietà e sovente il sovrappeso oltre che la poca nevrilità che deriva a sua volta dal non "predare" abbastanza la selvaggina.
        Per contro i pointer del furgone vengono (esemplifico, anche se non è del tutto vero) da sangue francese (il brutto Xocrate o l'altrettanto brutto Finco, sempre per semplificare) dove l'ipertipo è rappresentato dalla leggerezza, taglie ridotte, addomi levrieroidi, ahimè parallelismo o peggio divergenza e talvolta scagno che difficilmente si riscontra in un pointer aderente al tipo.
        Un po' la funzione, un po' l'allevamento e ci si ritrova con due razze da una come purtroppo è successo in Inghilterra.
        C'è salvezza? Credo di sì, se anche in allevamento non si dimentica la caccia.
        L'esercizio venatorio forma il carattere del cane, lo rende simbiotico al cacciatore, modera la velocità abituando alla distribuzione dello sforzo nel lungo tempo, abitua al collegamento spontaneo, lo rende scaltro nel contatto col selvatico e avido col riporto e recupero. Con la dovuta attenzione, queste attitudini positive si conservano in allevamento.
        La caccia praticata incide anche nel fenotipo dandoci cani giusti di taglia e di ossatura, con toraci ampi e cerchiati per potenziare la resistenza e la durata allo sforzo, appiombi giusti e angolature che consentono il movimento tipico e armonico della razza.
        Poi ovviamente la divergenza è un difetto (grave) e tale resta, ma un pointer divergente non è un pointer....con quello che ne consegue... anche in allevamento.
        Bernardo Monti

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        • Paolo Cioli

          #5
          Originariamente inviato da dersu
          Secondo me oltre che expo e gare, che sono l'evidenza di due estremizzazioni della cinofilia c'è tutta una popolazione che vive il quotidiano di una razza da caccia.
          I pointer del ring vengono allevati perlopiù attingendo a linee di sangue nelle quali predominano i "lasciti" danesi quali, la taglia, l'orecchio abbondante, la giogaia, ovviamente accresciuti dalla consanguineità e dall'effetto del paratipo, come la sedentarietà e sovente il sovrappeso oltre che la poca nevrilità che deriva a sua volta dal non "predare" abbastanza la selvaggina.
          Per contro i pointer del furgone vengono (esemplifico, anche se non è del tutto vero) da sangue francese (il brutto Xocrate o l'altrettanto brutto Finco, sempre per semplificare) dove l'ipertipo è rappresentato dalla leggerezza, taglie ridotte, addomi levrieroidi, ahimè parallelismo o peggio divergenza e talvolta scagno che difficilmente si riscontra in un pointer aderente al tipo.
          Un po' la funzione, un po' l'allevamento e ci si ritrova con due razze da una come purtroppo è successo in Inghilterra.
          C'è salvezza? Credo di sì, se anche in allevamento non si dimentica la caccia.
          L'esercizio venatorio forma il carattere del cane, lo rende simbiotico al cacciatore, modera la velocità abituando alla distribuzione dello sforzo nel lungo tempo, abitua al collegamento spontaneo, lo rende scaltro nel contatto col selvatico e avido col riporto e recupero. Con la dovuta attenzione, queste attitudini positive si conservano in allevamento.
          La caccia praticata incide anche nel fenotipo dandoci cani giusti di taglia e di ossatura, con toraci ampi e cerchiati per potenziare la resistenza e la durata allo sforzo, appiombi giusti e angolature che consentono il movimento tipico e armonico della razza.
          Poi ovviamente la divergenza è un difetto (grave) e tale resta, ma un pointer divergente non è un pointer....con quello che ne consegue... anche in allevamento.
          Bernardo Monti
          Quindi la tipicità morfologica nelle linee da lavoro ("estremizzate") va ricercata esclusivamente nelle linee stesse, scegliendo i più tipici fra i più bravi, o pensi che una iniezione di sangue da "bellezza", a volte, possa ssere terapeutica per la carente morfologia dei cani da lavoro "prove".
          Vi è inoltre da osservare che i pointer trialer, odierni, non sono morfologicamente orrendi, anzi in alcuni casi (Reno del Sole, Clastidium Fauno, alcuni Semeghini) hanno raggiunto il campionato assoluto; altri come Fiano del Volturno, Bil, Faro della Vertematese,Prinz, Clastidium Troll , hanno l'ECC in EXPO.
          Bil e Clastidium Troll sono esempi di introduzione di sangue di selezione morfologica: entrambi sono figli di Cesare della Rivazza; Bil ha già dato pointer di grande levatura come Ghibly e soprattutto i sopracitati Floc e Faro della Vertematese. Clastidium Troll ha appena iniziata la carriera da riproduzione.
          Paolo Cioli

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          • ginger
            ⭐⭐⭐
            • Feb 2011
            • 5173
            • calabria
            • SETTER INGLESE

            #6
            Originariamente inviato da Paolo Cioli
            Quindi la tipicità morfologica nelle linee da lavoro ("estremizzate") va ricercata esclusivamente nelle linee stesse, scegliendo i più tipici fra i più bravi, o pensi che una iniezione di sangue da "bellezza", a volte, possa ssere terapeutica per la carente morfologia dei cani da lavoro "prove".
            Vi è inoltre da osservare che i pointer trialer, odierni, non sono morfologicamente orrendi, anzi in alcuni casi (Reno del Sole, Clastidium Fauno, alcuni Semeghini) hanno raggiunto il campionato assoluto; altri come Fiano del Volturno, Bil, Faro della Vertematese,Prinz, Clastidium Troll , hanno l'ECC in EXPO.
            Bil e Clastidium Troll sono esempi di introduzione di sangue di selezione morfologica: entrambi sono figli di Cesare della Rivazza; Bil ha già dato pointer di grande levatura come Ghibly e soprattutto i sopracitati Floc e Faro della Vertematese. Clastidium Troll ha appena iniziata la carriera da riproduzione.
            Paolo Cioli
            secondo il mio modesto parere,è dovere morale,per chi ama la razza,di cercare sempre di unire le due cose,a costo di qualsiasi sacrificio,e da lei me lo aspetto,anzi lo pretendo!!.Ovviamente scherzo!!,ma non tanto!!.

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            • fraba69
              ⭐⭐
              • Sep 2007
              • 239
              • Reggio Calabria, Reggio Calabria, Calabria.
              • Pointer Hassan

              #7
              Attenzione a non dare ai danesi colpe che non hanno. Se è vero che alcuni ceppi presentano i difetti su menzionati è anche vero che Rautis, Ravetta, Capua, Rosa proprio con i danesi hanno fatto la storia della razza!

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              • Nedo Feggi
                Ho rotto il silenzio
                • Dec 2007
                • 22
                • FERRARA/ITALY, Ferrara, Emilia Romagna.
                • pointer

                #8
                5 quesiti sul pointer

                Originariamente inviato da dersu
                Secondo me oltre che expo e gare, che sono l'evidenza di due estremizzazioni della cinofilia c'è tutta una popolazione che vive il quotidiano di una razza da caccia.
                I pointer del ring vengono allevati perlopiù attingendo a linee di sangue nelle quali predominano i "lasciti" danesi quali, la taglia, l'orecchio abbondante, la giogaia, ovviamente accresciuti dalla consanguineità e dall'effetto del paratipo, come la sedentarietà e sovente il sovrappeso oltre che la poca nevrilità che deriva a sua volta dal non "predare" abbastanza la selvaggina.
                Per contro i pointer del furgone vengono (esemplifico, anche se non è del tutto vero) da sangue francese (il brutto Xocrate o l'altrettanto brutto Finco, sempre per semplificare) dove l'ipertipo è rappresentato dalla leggerezza, taglie ridotte, addomi levrieroidi, ahimè parallelismo o peggio divergenza e talvolta scagno che difficilmente si riscontra in un pointer aderente al tipo.
                Un po' la funzione, un po' l'allevamento e ci si ritrova con due razze da una come purtroppo è successo in Inghilterra.
                C'è salvezza? Credo di sì, se anche in allevamento non si dimentica la caccia.
                L'esercizio venatorio forma il carattere del cane, lo rende simbiotico al cacciatore, modera la velocità abituando alla distribuzione dello sforzo nel lungo tempo, abitua al collegamento spontaneo, lo rende scaltro nel contatto col selvatico e avido col riporto e recupero. Con la dovuta attenzione, queste attitudini positive si conservano in allevamento.
                La caccia praticata incide anche nel fenotipo dandoci cani giusti di taglia e di ossatura, con toraci ampi e cerchiati per potenziare la resistenza e la durata allo sforzo, appiombi giusti e angolature che consentono il movimento tipico e armonico della razza.
                Poi ovviamente la divergenza è un difetto (grave) e tale resta, ma un pointer divergente non è un pointer....con quello che ne consegue... anche in allevamento.
                Bernardo Monti
                Prediligo i pointer da sempre al punto che vivono liberi accanto a me. A volte li ho portati anche ai concorsi di bellezza. Mi accompagnano a caccia come amici inseparabili e stupendi. Modestamente, concordo pienamente con le affermazioni di Bernardo Monti.
                Nedo Feggi

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                • dersu
                  ⭐⭐
                  • Nov 2009
                  • 899
                  • sansepolcro
                  • Pointer

                  #9
                  Non entro nello specifico degli attuali riproduttori, anche perchè sappiamo bene che la qualità morfologica dei nostri campioni di lavoro è molto migliorata e onestamente, dobbiamo riconoscerlo, grazie al lungo e importante lavoro del Pointer Club. Tutto sta nel sapere quanto siamo disposti a cedere al compromesso nell'usare uno stallone: adopereremmo un palese divergente, brutto, ma titolato e bravissimo? Oppure, porteremmo la nostra femmina da un campione scollegato pazzo di difficile addestramento ma di buona tipicità morfologica?
                  A proposito dei danesi, non fu tutto oro a 24k, tanto che qualche pippa fu importata anche dai nostri allevatori, ma quello che è più significativo è che da tempo, da quei paesi non arriva più nulla, segno evidente che i pointers italiani (e se si vuole francesi) sono attualmente i migliori.
                  Anche sui camp. di bellezza non sarei così severo. Ce ne sono stati e ce ne sono che hanno trasmesso bene anche in lavoro e che hanno dato soggetti affidabili anche per voglia di cacciare, fondo e intelligenza venatica.
                  Bernardo Monti

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                  • flash
                    ⭐⭐⭐
                    • Nov 2008
                    • 1321
                    • roma
                    • pointer

                    #10
                    Originariamente inviato da dersu
                    Secondo me oltre che expo e gare, che sono l'evidenza di due estremizzazioni della cinofilia c'è tutta una popolazione che vive il quotidiano di una razza da caccia.
                    I pointer del ring vengono allevati perlopiù attingendo a linee di sangue nelle quali predominano i "lasciti" danesi quali, la taglia, l'orecchio abbondante, la giogaia, ovviamente accresciuti dalla consanguineità e dall'effetto del paratipo, come la sedentarietà e sovente il sovrappeso oltre che la poca nevrilità che deriva a sua volta dal non "predare" abbastanza la selvaggina.
                    Per contro i pointer del furgone vengono (esemplifico, anche se non è del tutto vero) da sangue francese (il brutto Xocrate o l'altrettanto brutto Finco, sempre per semplificare) dove l'ipertipo è rappresentato dalla leggerezza, taglie ridotte, addomi levrieroidi, ahimè parallelismo o peggio divergenza e talvolta scagno che difficilmente si riscontra in un pointer aderente al tipo.
                    Un po' la funzione, un po' l'allevamento e ci si ritrova con due razze da una come purtroppo è successo in Inghilterra.
                    C'è salvezza? Credo di sì, se anche in allevamento non si dimentica la caccia.
                    L'esercizio venatorio forma il carattere del cane, lo rende simbiotico al cacciatore, modera la velocità abituando alla distribuzione dello sforzo nel lungo tempo, abitua al collegamento spontaneo, lo rende scaltro nel contatto col selvatico e avido col riporto e recupero. Con la dovuta attenzione, queste attitudini positive si conservano in allevamento.
                    La caccia praticata incide anche nel fenotipo dandoci cani giusti di taglia e di ossatura, con toraci ampi e cerchiati per potenziare la resistenza e la durata allo sforzo, appiombi giusti e angolature che consentono il movimento tipico e armonico della razza.
                    Poi ovviamente la divergenza è un difetto (grave) e tale resta, ma un pointer divergente non è un pointer....con quello che ne consegue... anche in allevamento.
                    Bernardo Monti
                    Le due frasi che ho evidenziato dovrebbero, secondo il mio modestissimo parere, essere l'asse portante di ogni serio allevatore; solo la caccia cacciata, e quindi solo il cacciatore, può essere la salvezza di razze (quali il pointer) che allo stato attuale non godono più dei favori della maggior parte dei cacciatori.
                    Complimenti a Bernardo Monti che ha espresso in modo molto semplice ma efficacissimo quello che è la realta e cosa si potrebbe fare per migliorarla.
                    Guido

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                    • Lucio Marzano
                      Lo zio
                      • Mar 2005
                      • 30090
                      • chiasso svizzera
                      • bracco italiano

                      #11
                      1) Pensate che siano casi fortuiti, comunque non assaciati fra di loro e non legati al genoma (semplice variabilità generica) ?
                      penso che siano conseguenze delle scelte di allevamento che privilegiano determinati aspetti (venatori o agonistici) rispetto ad altri e fra gli altri sottolinea taglia e peso

                      2) Pensate che certi portamenti di collo-testa, tendenti al verticale , nella cerca al galoppo spinto, siano tipici, e da incoraggiare , nel pointer?
                      No , non lo credo perché non ne vedo la necessità

                      3) Pensate che quanto sopra, possa dipendere dall'assenza di convergenza degli assi cranio facciali , quindi dall' incapacità di impattare il cono d'emanazione senza alzare troppo la testa, come, invece, avviene nei bracchi e negli spinoni ?
                      Dato che l'emanazione NON si propaga a "cono" ma sia orizzontalmente che verticalmente, infatti ferma con la stessa efficacia ed alla stessa distanza il setter flesso col naso a 20 cm dal suolo come il bracco con il tartufo ad un metro d'altezza,non vedo nessuna funzionalità nella convergenza , parallelismo o divergenza delle lineee cranio facciali. Quando dopo alcune batoste in coppa importammo dei francesi, veramente brutti (Xocrates ne era un esempio, ma non era il solo) questi dimostrarono sul terreno che
                      le lineee divergenti della testa non avevano funzionalità alcuna.

                      4) Pensate sia possibile la compensazione fra linee da bellezza e linee da lavoro, attraverso la fusione di esse, o sia meglio ricorrere alla scelta dei più tipici (morfologicamente) fra i più bravi trialers?
                      a mio parere entrambe le vie sono percorribili, la prima pero' richiederebbe tempi molto piu' lunghi con necessità di scartare molti soggetti sotto l'aspetto venatorio, mentre la seconda manterrebbe
                      con maggiore sicurezza le caratteristiche venatorie, e quyindi opterei per quest'ultima


                      5) Pensate che gli ottimi tronchi ( con reni corti e solidi e i toraci larghi, alti e profondi) dei campioni d'expo servano effettivamente a migliorare il "fondo", quanto a dire la resistenza alla fatica, durante la caccia o gli allenamenti per le prove di lavoro ?
                      Il contenitore è certamente importante, ma io guarderei di piu' al contenuto, cioé a cuore e polmoni, che si testano esclusivamente sul terreno , specie se difficile e se lo sforzo è prolungato.
                      lucio

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                      • Paolo Cioli

                        #12
                        Originariamente inviato da Lucio Marzano
                        penso che siano conseguenze delle scelte di allevamento che privilegiano determinati aspetti (venatori o agonistici) rispetto ad altri e fra gli altri sottolinea taglia e peso

                        No , non lo credo perché non ne vedo la necessità

                        Dato che l'emanazione NON si propaga a "cono" ma sia orizzontalmente che verticalmente, infatti ferma con la stessa efficacia ed alla stessa distanza il setter flesso col naso a 20 cm dal suolo come il bracco con il tartufo ad un metro d'altezza,non vedo nessuna funzionalità nella convergenza , parallelismo o divergenza delle lineee cranio facciali. Quando dopo alcune batoste in coppa importammo dei francesi, veramente brutti (Xocrates ne era un esempio, ma non era il solo) questi dimostrarono sul terreno che
                        le lineee divergenti della testa non avevano funzionalità alcuna.



                        a mio parere entrambe le vie sono percorribili, la prima pero' richiederebbe tempi molto piu' lunghi con necessità di scartare molti soggetti sotto l'aspetto venatorio, mentre la seconda manterrebbe
                        con maggiore sicurezza le caratteristiche venatorie, e quyindi opterei per quest'ultima




                        Il contenitore è certamente importante, ma io guarderei di piu' al contenuto, cioé a cuore e polmoni, che si testano esclusivamente sul terreno , specie se difficile e se lo sforzo è prolungato.
                        Condivido quasi tutto; dei tuoi analitici pensieri Lucio, così come l'ottima sintesi di Bernardo Monti (dersu).
                        Il pointer solariano fu soppiantato dalle importazioni "Xocratine" francesi che introdussero il levriero nella razza, è vero . Da cui tronchi esili, profili inferiori levrettati, assi cranio facciali divergenti , orecchi penduli, scagni,code lunghe e non ben portate, velocità estrema.
                        Chi continuò nella selezione ortodossa del modello solariano nel buen retiro delle EXPO, producendo alcuni "capolavori" (tipo Vento della Marciola). Ma rimasero in un sancta sanctorum autocelebrativo, in cui si dava per scontato, conseguenziale, qualcosa che invece non lo era affatto: le doti venatorie.
                        Qualcuno, anzi per fortuna più di qualcuno, cercarono pervicò il connubio fra gli opposti e, in gran parte, ottenne buoni risultati. Tra questi Rautiis, Ravetta, Rasia dal Polo, Radice- Cappaloni, Giaconi, Pasquali, Tebaldini, Macchiavelli, Dellatorre, e più ancora, forse, Semeghini.
                        Oggi la morfologia dei trialer è complessivamente più che accettabile, ma restano alcuni problemi: galoppi veloci di ampia falcata, doppia sospensione ( 1 in max flessione ,e 1 in max estensione) ma poco nevrili; dorsali sbagliate , frequentemente per cosiddetta rottura della undicesima vertebra e spalle dritte che insieme, condizionano portamenti di testa-collo alti, che non continuano la linea dorsale, ma vi formano un angolo. Poi posteriori troppo inclinati , groppe avvallate che impediscono di vedere, con cane in pieno galoppo, la famosa "frustata" del bipede pelvico.
                        Vari aspetti, quindi vanno mifgliorati. Ma come ? Non è facile. Se lasci decantare quanto c'è di sangue levriero,spesso perdi la grande velocità e difficilmente riaffiora l'atavica ortodossia sia morfologica che funzionale.
                        Se selezioni solo in base alle performance, impiegando i crac della grande cerca , senza guardare ai fronzoli rischi cani vincenti che, però, non ricordano neanche lontanamente il pointer, sia nell'aspetto che negli stilemi di lavoro.
                        .Se introduci qualche Bel cane ti ritrovi per lo più con qualche bello inetto, alcuni brutti inetti, e parecchi senza infamia e senza lode, nel soma e nel lavoro.
                        Ma tutto sommato credo cghe quest'ultimo sia il solo metodo adottabile, anche se ci vogliono più passaggi generazionali, accurate verifiche e predisposizione alle disillusioni.
                        Per cui anche la selezione puramente morfologica , alla fine è utile.
                        E la convergenza , la divergenza, i toraci ben sviluppati anche trasversalmente, l'assenza di giogaia, quanto a dire la morfologia non strutturale ,che Lucio sembrerebbe schernire, hanno invece la loro importanza, perchè marcatori di tipicità, che si legano geneticamente ad alcune qualità psichiche. Così come è importante, a parere mio, l'occhio, per posizione, forma della rima palpebrale, colore ed espressione. L'occhio dice il carattere dicevano i vecchi cinotecnici; a volte è vero !
                        Paolo Cioli

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                        • dersu
                          ⭐⭐
                          • Nov 2009
                          • 899
                          • sansepolcro
                          • Pointer

                          #13
                          A questa importante discussione vorrei aggiungere una precisazione che penso sia significativa. Noi facciamo sempre risalire al binomio esemplicativo francesi/danesi l'attuale stato fenotipico dei nostri pointer e ciò è in parte vero anche perchè dopo le rovine della II guerra il nostro allevamento era ridotto davvero ai minimi termini e fu necessario fare di necessità virtù. Ma in realtà la perniciosa abitudine di migliorare la razza con incroci (!) è testimoniata da Arkwright fin dalla metà dell' 800, quando anche molti autorevoli cinofili credevano, sbagliando, che il pointer fosse il risultato di un frullato di più razze. In realtà la razza era il prodotto di una accorta selezione dei vari canili nobiliari inglesi, che avevano fissato i principali caratteri, tra cui la singolare convergenza degli assi cranio-facciali. Quello per molto tempo fu il pointer, che da canile a canile si differenziava per caratteri di poco conto, il colore del mantello per es. o la taglia. Per il resto le caratteristiche fenotipiche e comportamentali erano le stesse e ben fissate.
                          Quando il col. Thornton incrociando col fox-hound produsse "Dash" fece un esperimento che già era stato largamente provato per ovviare, forse, alla eccessiva consanguineità provocata dall'isolamento geloso delle linee di sangue degli allevamenti. Ne ottenne un crack, che non fu buono a riprodurre nulla che non fossero pointers bastardi, con le teste divergenti, scagnanti e con le code frangiate e a candela.
                          E' probabile che queste porcherie frutto di un incomprensibile tentativo di miglioramento, siano arrivate anche in Italia alla fine dell' 800 insieme ai soggetti puri, liberi da incroci e rappresentati in patria dai quadri di George Earl e della figlia Maud.
                          La fortuna del nostro allevamento fu quella di avere allevatori accorti e lungimiranti che capirono quale fosse il vero tipo del pointer. Fu così che si arrivò al disegno del Solaro, che avendo osservato e studiato innumerevoli pointers a partire dai primi del 900, fissò nello scritto i caratteri della razza, relegando nella parte dedicata ai difetti tutte le storture derivanti dagli incroci eterogenei con altre razze.
                          Bernardo Monti

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                          • Giampaoletti
                            ⭐⭐⭐
                            • Aug 2008
                            • 1863
                            • Ascoli Piceno

                            #14
                            Ecco il dipinto di Maud Earl, 1899 di cui scrive Dersu
                            File allegati

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                            • Paolo Cioli

                              #15
                              Il sangue spurio (segugio e levriero) era già presente nei primi pointer introdotti dalla culla d'origine albionica, come dice Bernardo Monti ? Niente di più facile !
                              Ma v'è da osservare che gli allevatori italiani d'anteguerra seppero tutelare molto bene la tipologia ortodossa. Ricordiamo :Vignoli "del Trasimeno", Amoretti "Imperiae", Morosetti: "Iriae", Gerolamo Radice "di S. Gaudenzio, Eugenio Rosa" Vercellensis", e più tardi Filippo Rautiis:"Lucaniae".
                              Proprio uest'ultimo, si è sempre detto,fu inizialmente riluttante ad introdurre il sangue, formidabile ma non certo bellissimo, di Xocratt d'Harlay, attraverso il figlio Florent, come lo sollecitava a fare Gigi Fanton. Alla fine accondiscse, confidando in due cose: che le sue fattrici avevano caratteri di tipicità morfologica tali da poter reggere botta, e che contemporanemento avrebbe usato riproduttori introdotti dalla Danimarca , di alto profilo morfologico: Romby's Fics , Dagmass Peer e Dagmass Pep .
                              A Florent Du Harlay sottopose, alla fine, Lucaniae Bella ("nomen canem ?" ) e nacque Lucanie Gaio, campione assoluto e pietra miliare dei migliori pointers degli anni 60 e 70..
                              Comunque , sicuramente, l'apice dell'introduizione di sangue francese "Xocratino" si raggiunse nell'immediato dopoguerra.e fu la pentecoste del pointer da lavoro, o pointer moderno.
                              D'altro canto, il danno morfologico non potè essere completamente evitato, nonostante il sapiente impiego di sangue danese, svedese e svizzero, messo in atto da alcuni allevatorii accorti : Ravetta "Clastidium" , Capua "del Sud", Rosa "Vercellensis", Meucci "del Cecina", Salvadori "della Marciola", Radice e Coppaloni " della Gaia", Monti-Zurlini "Mutinensis".
                              Ma questo, Dersu, a cui auguro buona Pasqua, lo saprà meglio di me.
                              Paolo Cioli
                              Ultima modifica Ospite; 23-04-11, 20:58.

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