Attualmente stai visualizzando le nostre bacheche come ospite avendo cosi un accesso limitato che ti permette di visualizzare la maggior parte delle discussioni e accedere alle nostre altre funzionalità. Unendoti alla nostra comunità gratuita potrai inserire argomenti, comunicare in privato con altri membri (PM), rispondere a sondaggi, caricare contenuti e accedere a molte altre funzionalità speciali. La registrazione è veloce, semplice e assolutamente gratuita, quindi unisciti alla nostra community oggi stesso!
In caso di problemi con il processo di registrazione o con l'accesso al tuo account : contattaci.
Parole sante!
Non me ne vogliano i palati fini, sono un volenteroso bracciante della caccia.
A caccia non hai sempre il vento come lo vorresti, nè il terreno. Impari presto che per salire su spesso devi scendere e risalire più volte, che la strada più breve non sempre è la migliore o quella più percorribile, impari che a volte devi aggirare ostacoli o impedimenti che "rompono" il percorso che avevi immaginato o un incontro imprevisto ti impone delle licenze rispetto al programma...
e il cane? ma che geometra o ragioniere, un fantasista! e non di quelli astratti, ma un concreto, come il cacciatore di montagna che come si dice dalle mie parti "s'aiuta cu i manu e cu i peri" (s'aiuta con mani e piedi)....
Ecco allora materializzarsi il mio amico a pelo raso...quello che mi attende quando non riesco a stargli dietro, che capisce che le mie due gambe non sono agili come le sue a trazione integrale su morene e cengie, quel "malazzionario"(licenza impoetica) che aggira la beccaccia leggera e la mette "sotto scopa" o che gira sotto una balconata di roccia per bloccare una vecchia cotorna con gli speroni come un pistolero che l'ha fatta franca troppe volte......
Quoto in toto tutto quanto da Te esposto, e mi permetto di aggiungere; il cane non deve essere un istrione, ma un sicuro e deciso combattente, che deve fare del discernimento, il suo pezzo pregiato, in una "lotta", contro il selvatico che lo costringerà, ora, ad usare il fioretto, ora, la spada.
Quanti cani conoscete, oppure visto, che nelle prove di elite, si comportano con naturalezza?
Quanti ausiliari vediamo risolvere con spontaneità la ferma "in bianco", immobili all'infinito!!!! ad aspettare che arrivi il loro "cervello" per sapere cosa fare, troppa paura, troppo dressaggio. E no, così non va.
Meglio il cane che va dritto senza esitazione sul selvatico, senza fermarsi ad attendere "cosa fare", scegliendosi la strategia da attuare, per obbligarlo a fermarsi, sperando, magari, che noi si riesca a servirlo.
Sto parlando di caccia cacciata, dove i mezzi cani, non sono ammessi.
Cordialmente
piero
Homo Homini Lupus
"l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)
non credo che parlando di cani da caccia e da prove si possa prendere 1 butta piega, (parlando di caccia cacciata, dove i mezzi cani, non sono ammessi) ecco il pensiero di piero che poi non e' altro che il pensiero di 1 cacciatore,che condivido in pieno.
x rispondere all'altro forumista,si essendo di brindisi di montagna altro non posso fare che quaglie e beccacce,ed anche se ci hanno chiuso tanto territorio ci difendiamo,parlando di emozioni avute da "cani come dico mezze seghe" mi sono mantenuto basso,a caccia di migratori ci vogliono cani con le p....non con la pappa pronta e immessa al momento,dall'alba al tramonto,quindi resistenza e costruzione fisica adeguata,riflessi sempre attivi,bramosia di selvatici,solo con cani con queste caratteristiche si gode la caccia,i soggetti da prove!!!!!!!si hanno un loro fascino per i loro danarosi padroni che mai si godranno il loro cane,semmai dopo avere cacciato una caterva di euri vedranno la foto del loro pupillo su di 1 giornale!!!!! si pavoneggeranno con i conoscenti e amici del circuito,ma di farina del loro sacco nel portare quel cane cosa c'e',quante volte lo porteranno a beccacce,a quaglie,a beccaccini e a croccoloni(adesso ci sono)quel povero cane da prove mi fa' 1 pena!!!!!!!!preso dal collare e lanciato su percorsi standardizzati,con tanta gente tra i piedi con fischietti che mio sembra una sagra paesana,con erbetta da rasoio "bic" e uccelli "doc"immessi alla bisogna,ma quando mai avra' l'ebrezza di una giornata di caccia,del sentore di un vero selvatico,e non una vita passata in un furgone?poverelli che tristezza di vita.
saluti natella
p.s dimenticavo,le mie 2 mezze seghe di setter stamani hanno visto beccaccini e croccoloni,e allo stato brado hanno corso un 3 ore buone...che vitaccia.
Qualcuno di voi ha detto, molto suggiamente, che le note della caccia andrebbero rivisitate ed esaltate. Concordo in pieno! Un cane da caccia pratica, non è un cane che non arriva a fare la grande cerca, è un cane da caccia pratica, con tutte le peculiarità della nota, e che non sono affatto comuni. Anzi oserei affermare che trovare un pointer adatto alla caccia pratica è ancor più difficile che trovarne uno adatto alla grande cerca.
Paolo Cioli
In queste poche righe, caro dottore, ha espresso per me, il succo della "cinofilia cacciata". Preciso che il nostro dr ha scritto, cane adatto alla grande cerca, che non vuol dire, esclusivamente: trialer come qualcuno potrebbe capire.
caro Rosetti, adesso si che la discussione ha preso una brutta piega.................io questi che vorrebbero buttare tutti i cani che fanno le prove proprio non li reggo ed allora mi ritiro in buon ordine lasciando il posto alla....nutella
Caro Lucio e proprio vero alla nutella ed ai Rambo arrembanti. Lucio pensa questi signori se avessero fatto i nostri incontri e se avessero conosciuto i paesaggi dove una volta si esercitava la caccia. È meglio ritirarsi. Avevo postato un intervento sui collari in questa sezione. Chiaramente il significato era più profondo. Ma non so chi ha spostato tale intervento nel reparto addestramento. Una sensibilità degna di un computista di altri tempi.
Parole sante!
Non me ne vogliano i palati fini, sono un volenteroso bracciante della caccia.
A caccia non hai sempre il vento come lo vorresti, nè il terreno. Impari presto che per salire su spesso devi scendere e risalire più volte, che la strada più breve non sempre è la migliore o quella più percorribile, impari che a volte devi aggirare ostacoli o impedimenti che "rompono" il percorso che avevi immaginato o un incontro imprevisto ti impone delle licenze rispetto al programma...
e il cane? ma che geometra o ragioniere, un fantasista! e non di quelli astratti, ma un concreto, come il cacciatore di montagna che come si dice dalle mie parti "s'aiuta cu i manu e cu i peri" (s'aiuta con mani e piedi)....
Ecco allora materializzarsi il mio amico a pelo raso...quello che mi attende quando non riesco a stargli dietro, che capisce che le mie due gambe non sono agili come le sue a trazione integrale su morene e cengie, quel "malazzionario"(licenza impoetica) che aggira la beccaccia leggera e la mette "sotto scopa" o che gira sotto una balconata di roccia per bloccare una vecchia cotorna con gli speroni come un pistolero che l'ha fatta franca troppe volte......
Le tue parole descrivono alla perfezione il lavoro che un cane da caccia deve fare ... si percepisce subito che sei uno "dal palato fine" ..
quanti campioni di lavoro potrebbero svolgere un lavoro proficuo al carniere in questi terreni? ben pochi ... molti inutilizzabili! ma la colpa non è mica del pointer ... io uso il pointer a caccia e a caccia chiusa mi diverto pure nelle gare .. ma il pointer deve andare a caccia .. il senso unico fa molto male alla razza
sigpicQUANDO è VERO POINTER NESSUNO PUO' SUPERARLO
Gentilissimi amici, leggo con sommo dispiacere che volete abbandonare questo interessante 3D, solo perchè Voi avete cacciato in posti dove gli altri forse se lo sognano, quindi, non meritevoli del vostro sapere.
Abbandonare il campo sa sempre di ritirata, è non è da lei Sig. Marzano, che ci ha abituati a leggerla con attenzione, sostenendo con chiarezza le sue convinzioni, facendolo sempre con competenza e schiettezza.
"Lucio pensa questi signori se avessero fatto i nostri incontri e se avessero conosciuto i paesaggi dove una volta si esercitava la caccia. È meglio ritirarsi."
Non voglio polemizzare con il Sig. Rosetti, ma posso rassicurarlo, che quello che ho vissuto (venatoriamente) nella mia Sicilia, dalla fine degli anni sessanta ad oggi, forse per qualcuno ci vorranno due vite.
Posso sperare di essere accettato alla sua corte, se le dico che noi della SIS regione Sicilia, siamo stati i primi ad organizzare le prove a beccacce, all'interno del bosco Ficuzza, dove la mia Setter, Days del Sileno, (allevatore il Sig. Giuseppe Bellavista) vinceva regolarmente. Ho cacciato le coturnici sui monti delle Madonie, con la mitica Penny del Dianella (nonna di NEGUS), e mi fermo con Ula di Valmarecchia (allevatore, il compianto Gianfranco Mattioni).
Compagne di caccia con la C maiuscola, dovrei forse spegnere il PC, perchè qualche amico del Forum, non ha avuto questa fortuna, quindi, non è in grado di capire, se un cane è nella nota della GC, oppure può solo fare le prove di caccia pratica.
Se esiste solo pregiudizio, per chi non è stato fortunato come Lei, a fare tutti gli incontri, e nei luoghi sopra citati, siamo davvero alla frutta, altro che nutella.
Senza polemica, cordialmente
piero
Homo Homini Lupus
"l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)
Caro sig. Oreip le due vite che ci vorrebbero per fare quello che ha fatto lei in Sicilia io le ho vissute come lei. Dagli anni 60 in poi,quindi siamo coetanei, ho cacciato le coturnici in Umbria,nelle marche in Abruzzo ,ho cacciato le starne negli stessi posti poi in Polonia in Macedonia in Iugoslavia in Crimea ho cacciato le beccacce dovunque anche in Sicilia : nei nebrodi ,nelle madonne. Ritornerò un altro anno,il mio amico lino Cannella mi invita sempre. Non debbo invitare nessuno ne accettare nessuno alla mia corte. Sono solo un modesto cinofilo- cacciatore che non sopporta che la caccia con il cane sia misurata in numero di capi. Non sono un pentito ma io mi vergogno un po' dei miei carnieri. Mi dispiace solo che ho fatto con lei la figura del presuntuoso. Però come se dice a Roma, con certe persone quando ce vo' c'è vo'. A proposito ho conosciuto anche il sig. Bellavista in una delle prime gare a beccacce in Sila,aveva un bel setter chiaro ed era un vero signore.
una discussione con un tema preciso é stata ancora una volta mutata in un processo alle prove, il comico é leggere di grandi cani da caccia di cui vengono precisate le origini e, guarda caso, sono ancora un'altra volta quelle dei cani segnalatisi nelle prove.
Dei miei trascorsi venatori non parlo, non interessano e non fanno testo, ma ho consumato molti scarponi a caccia di cotorni e bianche dietro a cani (setter) che
poi andavano a fare qualche piccolo risultato alle prove e mi sono estasiato allenando
con conduttori come Marchesi e ammirando i suoi splendidi cani e leggere che questi stupendi soggetti che sono andati a confrontarsi con il meglio del mondo , sarebbero mezze calze venatorie mi sembra una bestemmia cinofila.
Ecco perché non continuo la discussione .
Le prove sono confronto, confronto diretto nelle stesse condizioni a giudizio di persone qualificate e con regole uguali per tutti, senza confronto non c'é termine di paragone e si rischia di mitizzare lo scarrafone (non dico che lo siano, ben inteso, ma il sia pure rispettabilissimo giudizio dei proprietari , oggettivamente, non basta).
Lo stesso Dr. Cioli, che ha, oltre che la mia amicizia, il mio piu' grande rispetto cinofilo,
presenta i suoi cani al confronto con gli altri, nelle prove che lui ritiene piu' valide ed é giustamente orgoglioso dei successi che i suoi cani conseguono.
D'altra parte queste discussioni sono antiche come le prove stesse, ma se i grandi del passato, quelli che hanno fissato e migliorato sensibilmente le razze inglesi, hanno ritenuto che fosse necessario il confronto , sia pure non senza citicare alcuni aspetti dei fields, penso che anche qui si dovrebbe avere un minimo di rispetto per chi fatica a selezionare cercando di avere al guinzaglio un vero trialer , che, malgrado tutto quanto si possa dire , rimane IL SUPER CANE e non un corsiere senza cervello, ma bisogna capire quale sia il trialer e quali invece dei corsieri robottizzati.
P.S. ho chiesto che venga rimesso al suo posto l'intervento di Rosetti spostato in "addestramento", che trovo perfettamente pertinente a questa discussione perché sottolinea un aspetto che merita un'attenta riflessione soprattutto perché ha stravolto il modo di addestrare con discutibili conseguenze.
Caro sig. Oreip le due vite che ci vorrebbero per fare quello che ha fatto lei in Sicilia io le ho vissute come lei. Dagli anni 60 in poi,quindi siamo coetanei, ho cacciato le coturnici in Umbria,nelle marche in Abruzzo ,ho cacciato le starne negli stessi posti poi in Polonia in Macedonia in Iugoslavia in Crimea ho cacciato le beccacce dovunque anche in Sicilia : nei nebrodi ,nelle madonne. Ritornerò un altro anno,il mio amico lino Cannella mi invita sempre. Non debbo invitare nessuno ne accettare nessuno alla mia corte. Sono solo un modesto cinofilo- cacciatore che non sopporta che la caccia con il cane sia misurata in numero di capi. Non sono un pentito ma io mi vergogno un po' dei miei carnieri. Mi dispiace solo che ho fatto con lei la figura del presuntuoso. Però come se dice a Roma, con certe persone quando ce vo' c'è vo'. A proposito ho conosciuto anche il sig. Bellavista in una delle prime gare a beccacce in Sila,aveva un bel setter chiaro ed era un vero signore.
Gent.mo Sig. Rosetti, sono felice per Lei, che ha trovato Amici anche nella mia bellissima Isola. Sicuramente si è reso conto delle difficoltà che i cani devono affrontare, causa l'impervio territorio e il clima caldo, decisamente eccessivo. Non ho parlato di capi abbattuti e non lo farò mai, è l'ultima cosa che mi interessa. Mi preme, solo sottoliniare, quale siano le qualità necessarie per un ausiliare che vuole ben figurare in questo teatro dove si recita a soggetto e dove non serve un copione.
Mentalità, fondo, olfatto e soprattutto grande discernimento, il recupero è indispensabile, queste sono le qualità (a mio modestissimo avviso), che deve possedere un cane, per affrontare una giornata di caccia cacciata.
Io, giovincello, con sessantasette primavere sul groppone, ( si, groppone, a causa dello zaino, che mi trascino volentieri, pieno di contenitori d'acqua, per dissetare i miei ausiliari ), sono cresciuto a pane e cinofilia, e voglio ringraziare publicamente il buon Beppe Bellavista, che mi ha sopportato.
Oggi caccio con il Pointer, non perchè lo ritengo superiore al cugino Setter, ma solo ed esclusivamente, a causa del cambiamento, in peggio, del nostro clima Africano.
Inoltre voglio rassicurarLa, non ha fatto la figura del presuntuoso, può succedere a tutti, lasciarsi trascinare dalla penna, e dal furore interiore, quando non si riesce a farsi capire.
Con affetto [:-golf]
piero
Homo Homini Lupus
"l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)
Gentile sig. Piero delle volte uno si lascia trascinare,come dice lei,dalla penna perché non riesce a spiegarsi. Io non ho mai parlato di cani bravi e delle loro capacità . Si figuri se alla nostra età non sappiamo distinguere un cane capace e le relative qualità. Ma questo a me non basta più. La bravura del cane è ormai per me una condizione necessaria ma affatto sufficiente. Voglio un cane che mi trasmetta emozione e me la deve tramettere in ogni sua azione in ogni momento dell'azione di caccia. Non ho mai partecipato a gare cinofile,per mancanza di tempo e perché il tempo sottratto al lavoro l'ho sempre dedicato alla caccia. Però quando ho potuto ho sempre seguito le gare ( quelle che io ritengo probanti) e dal mondo delle gare ho reperito i miei ausiliari. Anche lei da quanto ha detto ha reperito i cani da questo mondo. Come si fa a dire che i cani che corrono le prove sono tutti fasulli? Di fasulli,specialmente oggi, c'è ne sono molti tra quelli che gareggiano. Ma con la nostra esperienza trascurando libretti e qualifiche sapremo ben scegliere nel mazzo. Spero tanto che abbia chiarito il mio pensiero e sopratutto la mia filosofia cinofilo- venatoria.
Tralasciando il "folle" che é parola che non mi piace perché esclude l'utilizzo corretto del cervello, che é dote essenziale del trialer, ci sono a pensarla come me
personaggi come Giulio Colombo per non parlare di Laverack e di Arkwright e francamente in tale compagnia mi sento un nano.
Se lo stile di razza fosse in contrasto con la possibilità di sviluppare una grande andatura, sarebbe sbagliato lo standard di lavoro, cio' che fortunatamente non é.
Ribot era forse un "corridore folle" e lo erano Arno 2° , Or del cecina , Islo e potrei contunuare per una pagina intera
(dissentire caro Paolo é l'anima della discusione)
Spero, Lucio, che tu abbia scherzato, e non intenderai veramente privarci della tua preziosa funzione dentro a questo Forum, del quale peraltro io ti consideri il Padre Nobile.
Lo scisma fra cani da caccia e cani da prove non si verificherà mai, poichè la caccia così come è ridotta non costituisce assolutamente un substrato nutrizionale sufficiente a tenere in piedi il nostro amato mondo della cinofilia venatoria.
Però anche nelle prove bisogna mantenere i piedi per terra e non inseguire le iperboli, la sublimazioni che, spesso, sono i prodromi della follia. E la follia per definizione è incompatibile con qualsivoglia obbiettivo, non solo pratico ma anche spettacolare, estetico. Tu parli di grandi trialer del passato e citi Islo e Ribot assieme ad Arno e Or del Cecina, ma ricorderai che erano profondamente diversi. Islo era un bel pointer elegante, di bel galoppo ma assolutamente lontano da alcune macchine autodistruttrici di oggi che chiamano trialer. Arno si porta ancora dietro ancora un'antica polemica su quanto c'entrasse con la razza setter inglese. Or non ha lasciato traccia genetica ( è cero che scomparve precocemente a seguito di un incidente automobilistico in cui incorse il suo conduttore Mario Giachino - ma se non erro aveva già 7 anni ). E Ribot , puro folle ? Si deiceva , all'epoca della sua grande ascesa all'olimpo dei trialller ,che il dott. Grassi ( primo proprietario ) lo avesse scartato perchè non arrivava alla nota e non era fermissimo di coda. Dicesi Franco Grassi ! Un supremo trialermen che la nota esasperata la combatteva come un male oscuro, e che di veri rialer ( starnisti veri su terreni apertissimi : vero significato di grande cerca) ne ha addestrati e condotti più di una diecina uno più bravo dell'altro ( Islo, Finco, Fury, Kempes, Osram .... Non è l'andatura spinta che mi spaventa e l'andatura fine a se stessa, senza più spazi psichici per il complesso naso-cervello. Cani che nel turno vanno via, due volte su tre, e vengono ritrovati dopo una settimana, a chi servono? A che servono ?
L'ai detto tu "il dissentire è l'anima della discussione". E la discussione è l'esercizio dell'intelligenza. Figuriamoci se Tu puoi sottrati!
Con vera stima
Paolo Cioli
Gentile sig. Piero delle volte uno si lascia trascinare,come dice lei,dalla penna perché non riesce a spiegarsi. Io non ho mai parlato di cani bravi e delle loro capacità . Si figuri se alla nostra età non sappiamo distinguere un cane capace e le relative qualità. Ma questo a me non basta più. La bravura del cane è ormai per me una condizione necessaria ma affatto sufficiente. Voglio un cane che mi trasmetta emozione e me la deve tramettere in ogni sua azione in ogni momento dell'azione di caccia. Non ho mai partecipato a gare cinofile,per mancanza di tempo e perché il tempo sottratto al lavoro l'ho sempre dedicato alla caccia. Però quando ho potuto ho sempre seguito le gare ( quelle che io ritengo probanti) e dal mondo delle gare ho reperito i miei ausiliari. Anche lei da quanto ha detto ha reperito i cani da questo mondo. Come si fa a dire che i cani che corrono le prove sono tutti fasulli? Di fasulli,specialmente oggi, c'è ne sono molti tra quelli che gareggiano. Ma con la nostra esperienza trascurando libretti e qualifiche sapremo ben scegliere nel mazzo. Spero tanto che abbia chiarito il mio pensiero e sopratutto la mia filosofia cinofilo- venatoria.
Come si fa a dire che i cani che corrono le prove sono tutti fasulli? Sig. Adolfo, nessuno, e recito nessuno, potrà sostenere, la tesi, che chi corre la G.C. è "fasullo".
E' talmente lontano dalla mia formazione cinofila, che detta tesi, non la prendo neanche in considerazione; come Lei saggiamente ha evidenziato, il sottoscritto ha prelevato a piene mani, dal mondo delle prove, e non me ne pento.
Ho sempre cercato, per quanto possibile, di trovare l'equilibrio nello stallone, compito che mi è stato facilitato, dagli amici cinofili, che giudicando o seguendo le prove, valutavano e suggerivano.
L' amico Bellavista, raccomandava sempre: grande cagna da caccia, per un grande trialer, che possa trasmettere le qualità più importanti, ai futuri figli. Quindi; mentalità, passione, resistenza alla fatica, olfatto e sopra ogni cosa il cervello, per dipanare la matassa, quando si ingarbuglia e ritrovarne il bandolo, non ultimo, lo stile di razza!!!!!!
Come può facilmente notare, da parte mia ben vengano le prove, a patto che siano giudicate tali, da non confondere con il "folle-robotizzato" o troppo dressato, che se ha la fortuna, di avventare un selvatico (che sia sul terreno) e va in ferma, benissimo, ma adesso comincia la fase più pericolosa, l' attesa del conduttore, con la paura di sfrullare! se il selvatico resta fermo, tutto andrà liscio come l'olio, ma se il selvatico, che non si sente al riparo, comincia a pedinare, che succede???
Grande confusione................. lo seguo, o forse è meglio starmi fermo, per non buscarmi un solenne "rimprovero alcalino", nel mentre il selvatico è sparito. Morale della favola, carissimo Sig. Adolfo, preferisco il "folle" che strappa o che fila, anche in assenza del dresseur, ma che non perderà mai, il contatto con il selvatico.
Con stima e sincerità [:-golf]
piero
Homo Homini Lupus
"l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)
. Non è l'andatura spinta che mi spaventa e l'andatura fine a se stessa, senza più spazi psichici per il complesso naso-cervello. Cani che nel turno vanno via, due volte su tre, e vengono ritrovati dopo una settimana, a chi servono? A che servono ?
Con vera stima
Paolo Cioli
Il problema secondo la mia modesta opinione caro dr è che non ci sono più quelle linee di sangue inglese da caccia esclusivamente. I nostri padri prendevano la femmina buona cacciatrice e di morfologia corretta e la coprivano con lo stallone titolato o un suo figlio testato a caccia. Si mescolava il sangue delle prove con quello della caccia cacciata. Dove si testavano i riporti e recuperi il collegamento, il fondo ecc.. queste cose le sa meglio di me. I cani che ne uscivano fuori erano più in mano un pò più cacciatori. Oggi credo che la caccia con il cane da ferma sia al tramonto ed ecco mancare quei soggetti cacciatori ovvero si sono ridotti molto di numero. Lo dimostrano i tanti breton usati anche per la caccia ai tordi allo schizzo.[:-cry][:-cry]Con stima
L' amico Bellavista, raccomandava sempre: grande cagna da caccia, per un grande trialer, che possa trasmettere le qualità più importanti, ai futuri figli.
Frase che soleva ripetere anche Filippo Rautiis .... Che la cagna sia una IENA , inteso come avida e cacciatrice , piena di ardore venatico ed il maschio di Classe e con doti agonistiche .
Buongiorno a tutti, forse non è il forum adatto ( sarebbe meglio quello per gli inglesi) ma vorrei sottoporre la mia domanda ad una platea vasta e non...
Elaboriamo i dati personali degli utenti del nostro sito, attraverso l'uso di cookie e altre tecnologie, per fornire i nostri servizi, personalizzare la pubblicità e analizzare l'attività del sito. Potremmo condividere determinate informazioni sui nostri utenti con i nostri partner pubblicitari e di analisi. Per ulteriori dettagli, fai riferimento alla nostra Informativa sulla privacy.
Facendo clic su "ACCONSENTO" di seguito, accetti i nostri Informativa sulla privacy e le nostre pratiche relative al trattamento dei dati personali e ai cookie come ivi descritte. Riconosci inoltre che questo forum potrebbe essere ospitato al di fuori del tuo Paese e acconsenti alla raccolta, archiviazione ed elaborazione dei tuoi dati nel Paese in cui è ospitato questo forum.
Commenta