Il fatto che su venti solo uno o due meriti a qualifica di trialer non é un fatto criticabile ma é la prova che il trialer vero é un cane eccezionale e come tale non puo' che essere rara aves.
Il trialer in selezione non produce necessariamente altri trialers nemmeno se accoppiato con una cagna di pari valore, altrimenti in 150 anni di selezione avremmo solo supercampioni. I corsieri euclidei non potranno che trasmettere le loro caratteristiche, ma il selezionatore attento e competente, saprà discernere , ma dovrà osservare, leggere , interpretare e non fidarsi solo dei libretti di lavoro.
L'amico Paolo nega che i cani da prove di caccia siano meno importanti ed abbiamo minori prerogative di qualità di quelli da grande cerca ed ha ragione, ma ha male inteso quanto io ho scritto: il trialer é un tenore l'altro un baritono, cioé due cose diverse e non comparabili anche se di solito la fama del tenore supera quella del baritono, ma la fama la fanno gli appassionati e la gente ne segue i giudizi, ché solo pochi capiscono la differenza fra un grande tenore ed uno di normale valore.
Il problema non sono i cani ma gli utilizzatori che vogliono il figlio del celebrato campione, se cosi' non fosse non sarebbero cosi' tante le monte ed i figli dei Ribot , dei Kapo' o degli Orio e di questi solo pochissimi assurgono all'empireo cinofilo, come é sempre stato anche quando i field trials non erano "estremizzati" come oggi.
Per l'appassionato un solo vero trialer riempie gli occhi ed il cuore e giustifica tutto il circo che intorno a loro é stato creato.
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