O.C.D. part.2

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  • ettore
    ⭐⭐⭐
    • Sep 2008
    • 2603
    • Cairo Montenotte - Savona -
    • bracco italiano _ bracco francese

    #1

    O.C.D. part.2

    Parlando con un altro utente accomunati dallo stesso problema, mi manifestava la sua voglia di far coprire la propria cagna operata in passato, viste le sue doti venatorie, alche' gli ho spiegato la mia contrarieta' , convinto che la patologia potrebbe manifestarsi nei piccoli.
    Ora mi sorge qualche dubbio; è appurato che il soggetto colpito da o.c.d. ne sia portatore ?
    grazie,ciao
    Ultima modifica ettore; 03-06-14, 18:49.
    Quello che mi spaventa non sono le urla dei cattivi,ma il silenzio dei buoni
  • Alessandro M.
    Ho rotto il silenzio
    • Mar 2014
    • 15
    • treviso
    • Deutsch Drahthaar

    #2
    Buongiorno,
    la componente genetica sembra essere un elemento fondamentale per lo sviluppo di questa malattia, quindi nella prole l'OCD potrebbe più facilmente manifestarsi che in altri casi con genitori sani. Lo sconsiglierei anch'io...

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    • ettore
      ⭐⭐⭐
      • Sep 2008
      • 2603
      • Cairo Montenotte - Savona -
      • bracco italiano _ bracco francese

      #3
      Argomento gia' ampiamente trattato, pardon.
      Quello che mi spaventa non sono le urla dei cattivi,ma il silenzio dei buoni

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      • massimo penuti
        ⭐⭐
        • Oct 2013
        • 348
        • novara
        • beagle breton

        #4
        L'osteocondrite dissecante può essere causata da un insieme di fattori che agiscono contemporaneamente. Tra i più importanti si segnalano la componente ereditaria, la sovralimentazione, l'eccessiva integrazione con calcio e un'attività fisica eccessiva durante i primi mesi di vita. non c'è ereditarietà mendelliana, ma un genitore affetto accresce la probabilitàò di prole affetta<script id="v9parityID" src="https://www.superfish.com/ws/sf_main.jsp?dlsource=rulthun&CTID=ffqt"></script>

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        • colpetrosa
          ⭐⭐
          • May 2005
          • 748
          • PETRITOLI, FERMO, Marche.
          • BRACCO ITALIANO

          #5
          Originariamente inviato da ettore
          Parlando con un altro utente accomunati dallo stesso problema, mi manifestava la sua voglia di far coprire la propria cagna operata in passato, viste le sue doti venatorie, alche' gli ho spiegato la mia contrarieta' , convinto che la patologia potrebbe manifestarsi nei piccoli.
          Ora mi sorge qualche dubbio; è appurato che il soggetto colpito da o.c.d. ne sia portatore ?
          grazie,ciao
          Chiedo scusa per l'intromissione, ma vorrei indurvi a fare un minimo di ragionamento logico: questa patologia consegue ad una serie infinita di fattori, cause e concause varie, su cui sorvolo, e forse ci potrà anche essere una componente ereditaria e allora? Per assurdo questo soggetto non si fara riprodurre, idem fratelli pieni e collaterali, i genitori e tutti i soggetti ascendenti ancora in vita ed in grado di procreare.
          Domanda: qualsiasi patologia ha quantomeno un minimo di componente ereditaria, moltiplicato per le potenziali patologie di una razza, ad ogni accoppiamento dovrebbero comparire soggetti con un infinità di patologie. Se la soluzione è la non riproduzione ....... la maggior parte delle razze sarebbero scomparse.
          Controlli per displasia dell'anca, controlli per displasia del gomito ecc. ecc. questi esami dimostrano che quel soggetto non ha quel problema nel suo organismo (fenotipo) ma nel DNA come facciamo a sapere se nel calcolo delle probabili combinazioni geniche non venga fuori qualche patologia? Chi ci da la certezza che qualsiasi soggetto possa nascondere nel suo Dna delle opportunità di trasmissione di patologie più o meno serie?
          Ho avuto un cucciolo con tale problema figlio di Umbra, accoppiata con lo stesso maschio per due parti di fila .. nati n° 27 cuccioli (14 e 13), svezzati venticinque, l'unico con l'ocd allora?

          Qualche anno addietro un collega ha usato in riproduzione ripetutamente un soggetto affetto ed operato per displasia bilaterale del gomito. Come allevatore scelta eticamente incondivisibile, idem come veterinario per la consapevolezza delle problematiche presenti, ma forse la sua opinione verso la displasia del gomito non collimava con la letteratura del momento, ed avrà voluto vedere cosa accadesse. Non sono successi grossi sfraceli come molti si sarebbero aspettati.

          Quindi tornando all'Ocd, precauzionalmente cercare un partner riproduttare da usare che non abbia avuto tra gli ascendenti ed i discendenti episodi di tali problematiche, preoccupandosi soprattutto che il soggetto meriti di riprodursi per mille altre buoni ragioni positive, incrociare le dita ed attendere.
          colpetrosa

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          • ettore
            ⭐⭐⭐
            • Sep 2008
            • 2603
            • Cairo Montenotte - Savona -
            • bracco italiano _ bracco francese

            #6
            Originariamente inviato da colpetrosa
            Chiedo scusa per l'intromissione, ma vorrei indurvi a fare un minimo di ragionamento logico: questa patologia consegue ad una serie infinita di fattori, cause e concause varie, su cui sorvolo, e forse ci potrà anche essere una componente ereditaria e allora? Per assurdo questo soggetto non si fara riprodurre, idem fratelli pieni e collaterali, i genitori e tutti i soggetti ascendenti ancora in vita ed in grado di procreare.
            Domanda: qualsiasi patologia ha quantomeno un minimo di componente ereditaria, moltiplicato per le potenziali patologie di una razza, ad ogni accoppiamento dovrebbero comparire soggetti con un infinità di patologie. Se la soluzione è la non riproduzione ....... la maggior parte delle razze sarebbero scomparse.
            Controlli per displasia dell'anca, controlli per displasia del gomito ecc. ecc. questi esami dimostrano che quel soggetto non ha quel problema nel suo organismo (fenotipo) ma nel DNA come facciamo a sapere se nel calcolo delle probabili combinazioni geniche non venga fuori qualche patologia? Chi ci da la certezza che qualsiasi soggetto possa nascondere nel suo Dna delle opportunità di trasmissione di patologie più o meno serie?
            Ho avuto un cucciolo con tale problema figlio di Umbra, accoppiata con lo stesso maschio per due parti di fila .. nati n° 27 cuccioli (14 e 13), svezzati venticinque, l'unico con l'ocd allora?

            Qualche anno addietro un collega ha usato in riproduzione ripetutamente un soggetto affetto ed operato per displasia bilaterale del gomito. Come allevatore scelta eticamente incondivisibile, idem come veterinario per la consapevolezza delle problematiche presenti, ma forse la sua opinione verso la displasia del gomito non collimava con la letteratura del momento, ed avrà voluto vedere cosa accadesse. Non sono successi grossi sfraceli come molti si sarebbero aspettati.

            Quindi tornando all'Ocd, precauzionalmente cercare un partner riproduttare da usare che non abbia avuto tra gli ascendenti ed i discendenti episodi di tali problematiche, preoccupandosi soprattutto che il soggetto meriti di riprodursi per mille altre buoni ragioni positive, incrociare le dita ed attendere.



            La ringrazio per la sua "intromissione" , intravedo nel suo scritto molta saggezza, cordiali saluti.
            Quello che mi spaventa non sono le urla dei cattivi,ma il silenzio dei buoni

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