Ho cominciato ad prendere in considerazione questa misura in seguito a diverse esperienze su terreno di caccia e al tiro.
Per farla breve nonostante avessi due benelli 121 gemelli, stessa piega 37-47 coincidente al millimetro misurata sull'apposito cavalletto, stesso punto di bilanciamento, stessa lunghezza, stesso pitch ecc.. con uno dei due mi trovavo (e mi trovo tutt'ora) benissimo mentre con l'altro i risultati erano parecchio meno lusinghieri.
Avevo l'impressione di non sapere dove indirizzassi il piombo, non avevo la stessa immediatezza nel raddoppiare il colpo, non lo sentivo mio e chiaramente padelle e feriti avevano raggiunto un numero non indifferente.
La situazione ad inizio cacciata o durante i primi tiri al percorso non era così evidente mentre ai primi accenni di stanchezza e calo di concentrazione diveniva palese.
Con l'altro 121 invece il paradiso, doppietti strettissimi su piattelli e selvatici impegnativi, recuperi di seconda fulminei, medie costanti dal mattino alla sera, animali ribattuti in aria mentre cadono e così via...
La mia testardaggine archiviò il caso concludendo che quel fucile era "sfigato" e lo chiusi in armadietto come ultimissima risorsa.
Il caso volle che lo rispolverassi per andare a fare un pò di rumore al TAV con amici proprio nel giorno in cui un amico, campione eclettico del tiro a volo (piccione, eliche, trap) e gran colpitore a caccia, stava prendendo confidenza con un nuovo sovrapposto appena acquistato.
Lo presi da parte e gli spiegai il problema, dopo pochi colpi mi fermò e mi disse: "ma dove vuoi andare con quel calcio brutalizzato"?
Gli feci notare che la piega era la mia ma lui subito guardò il calciolo affermando che il problema era l'altezza della pala per lui totalmente insufficiente per un tiratore con la mia corporatura, 1,80 metri per 85 kg, collo lungo, torace ampio da 115 cm e giro spalle da 130.
Lui vide e mi fece notare davanti ad uno specchio che con quel calcio per avere lo zigomo appoggiato correttamente e l'occhio sulla linea di mira dovevo inconsciamente attorcigliarmici sopra, abbassando il collo e alzando la spalla o peggio il punto di appoggio del calciolo, in modo del tutto innaturale.
In conseguenza di ciò lo swing veniva interrotto dalla postura sbagliata e dalla precarietà con cui il fucile era impostato ed i risultati ottenuti da tale "arrangiamento" sono facilmente immaginabili...
Confermò la sua tesi misurando la distanza che intercorreva tra il centro della mia pupilla e la base della clavicola constatando ben 20 cm.
Sempre metro alla mano misurando dalla punta del becco all'estremità del tallone risultò che avevo 11,7 cm di pala.
Appena varcata la soglia di casa la porta dell'armadietto blindato venne divelta e il fucile "buono" immediatamente misurato, altezza della pala 13,8!!!!
Siccome sono come san Tommaso ho prontamente scambiato i calci e sono tornato al tav qualche giorno dopo constatando che il fucile "sfigato" con montato il calcio con pala ampia diventava magicamente un fucile "fortunato" e viceversa.
In conclusione questi 2 cm in più permettono al mio corpo di impostarmi in modo corretto, senza alcun sforzo ma sopratutto in modo saldo e naturale, consentendomi uno swing fluido con gli occhi sempre sul bersaglio.
Mi piacerebbe ascoltare i pareri di cacciatori e tiratori (in particolare di skeet e percorso) riguardo al tema trattato.
Spero che questa mia esperienza sia di aiuto ma sopratutto che serva a far capire che il calcio non è unicamente un pezzo di legno con solo tre variabili identificabili in lunghezza, deviazione e piega ma che al contrario presenta altre caratteristiche come pitch, altezza e larghezza della pala, impugnatura ecc. che possono fare la differenza al pari delle prime tre.
Cordiali saluti
Carlo
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