Conservazione mollone
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Conservazione mollone
Un mio vecchio amico mi ha detto pochi giorni fa che , al termine della stagione di caccia, quando pulisce i propri fucili a lungo rinculo, toglie il mollone dall'arma per evitare che lo stesso sia sotto tensione e possa snervarsi. Non avevo mai riflettuto su questo aspetto e per me è stata una novità assoluta, anche perché credo che nell'arma a riposo tutto sommato il mollone non sia particolarmente compresso , tanto da temere alla lunga fenomeni nocivi. Qual è il vostro parere al riguardo e come vi comportate ?Celestino Basagni -
Ciao, probabilmente non succede nulla, però anche io, a fine stagione o lo tolgo il mollone, oppure lascio la canna svincolata dall'otturatore che praticamente porta allo stesso risultato.Un mio vecchio amico mi ha detto pochi giorni fa che , al termine della stagione di caccia, quando pulisce i propri fucili a lungo rinculo, toglie il mollone dall'arma per evitare che lo stesso sia sotto tensione e possa snervarsi. Non avevo mai riflettuto su questo aspetto e per me è stata una novità assoluta, anche perché credo che nell'arma a riposo tutto sommato il mollone non sia particolarmente compresso , tanto da temere alla lunga fenomeni nocivi. Qual è il vostro parere al riguardo e come vi comportate ?
Saluti
Tex67 -
Da quanto ne so di Ingegneria Meccanica, le molle NON si scaricano rimanendo leggermente compresse, perchè ciò sarebbe in contrasto con le Leggi della Elasticità, che hanno accertato che un pezzo di acciaio, se Sollecitato a piegarsi (flessione) o a tirarsi (trazione), si deforma, allungandosi in alcune parti, o schiacciandosi in altre, in modo PERFETTAMENTE ELASTICO, ovvero ritornando nella conformazione originaria quando cessa la Sollecitazione. Ciò però avviene quando l'intensità di una Sollecitazione non supera il Limite del Carico Elastico, che è però elevato, raggiungendo 1/4 o 1/3 del Limite di Carico di Rottura, raggiunto il quale il metallo si rompe a Trazione.
In altre parole le Molle, ben fatte, di ottimo acciaio legato, e trattato termicamente, si possono caricare tranquillamente per un tempo ILLIMITATO, con un carico adeguato e contenuto entro il Limite elastico, senza che subiscano variazioni nel tempo. Sennò tutte le molle delle sospensioni di Automobili che lasciamo caricate per decenni dovrebbero cedere ed afflosciarsi negli anni. Le uniche due cose che possono scassare una buona molla di fucile sono: farle subire una violenta compressione oltre il Limite di Elasticita' con un cartuccione troppo tosto, un montaggio errato in modo da farla lavorare sempre fuori limite, allungandola o comprimendola troppo.Commenta
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tutte le molle se caricate al minimo del loro lavoro e se ferme per un periodo di tempo breve ad esempio il fermo caccia non dovrebbero risentire del loro carico , ovvio che se messe a riposo il beneficio è massimo .Per curiosità anche una pistola semiauto tenuta carica in casa unica molla che è sottoposta al carico è quella del caricatore che a ragione oggi ne vengono fornite due proprio per fare il cambio magari una volta al mese ed è per questo che un revolver una volta caricato tutte le molle rimangono a riposo .oggigiorno le molle danno il masimo di elasticità anche nel tempo. Per curiosità visionai un revolver webley mark 4 costruito quasi 100 anni fà e ti dico faceva invidia ai migliori revover moderni chiaro che le molle se costruite bene (reggono). AngelCommenta
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Approfondendo il discorso delle molle, nei meccanismi a orologeria e valvole automatiche, (tipo quelle che regolano il gas nelle nostre caldaie murali)o armi, conta la COSTANTE di Proporzionalità K , ovvero la costante nella formula F = K x dL cioè quanta forza ci vuole a comprimere la molla della lunghezza dL = L finale - L iniziale. E' fondamentale che il coefficiente K sia costante, per sapere se comprimiamo la molla della lunghezza dL quanti Newton ( o Kilogrammi) di spinta F essa ci produrrà. Se nel tempo la molla si afflosciasse, se mantenuta in un minimo di tensione, vorrebbe dire che la COSTANTE elastica K NON lo è più ... e ciò è un CONTROSENSO. Il Webley di 100 anni fa lo conferma. Ripeto, il nemico delle molle è la compressione ESAGERATA perchè si snervano se superano la deformazione massima consentita nel campo elastico.Commenta
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Salve ultimamente ho cambiato al mio argus molla anello freno e anche la molla che spinge l'otturatore avendone subito un notevole beneficio io credo che nel periodo di caccia chiusa circa 7 mesi allentare e togliere l'anello freno non gli può fare che bene e ritrovarlo all'apertura efficiente come nuovo saluti EdgardoCommenta
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Nel Cosmi se allenti la manetta porta cinghia non succede niente. Se invece agisci sulla ghiera ferma molla, posta sopra il gruppo freno, allenti anche la tensione della molla di recupero, ma in questo sistema particolare" ritengo sia meglio.....togliere la canna.
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Come evidenziato sopra e per esperienza diretta le molle in genere non subiscono la perdita della loro forza salvo quando si 'impacchettano' oppure restano a lungo sotto carico.
Molle di caricatori di pistola rimasti per 20/30 carichi con le munizioni hanno manifestato una perdita del carico originale di circa il 50%.
Nei fucili automatici a lungo rinculo è stato più frequente la rottura del mollone di canna e della molla di recupero piuttosto che una ridotta forza di ritorno rispettivamente sia della canna che del rilancio dell'otturatore.sigpicCommenta
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Sono d’accordo con Edo 49 ,a me alcuni anni fa mi è stato regalato da una mia amica un s55 proprio dei primi fatti da Beretta era stato lasciato a CANI carichi da 38 anni (era del padre deceduto) io dopo averli smontati e puliti rimontati (sono molle a lamina ai primi s55 montavano queste belle molle) le molle funzionano perfettamente con ottima forza.Approfondendo il discorso delle molle, nei meccanismi a orologeria e valvole automatiche, (tipo quelle che regolano il gas nelle nostre caldaie murali)o armi, conta la COSTANTE di Proporzionalità K , ovvero la costante nella formula F = K x dL cioè quanta forza ci vuole a comprimere la molla della lunghezza dL = L finale - L iniziale. E' fondamentale che il coefficiente K sia costante, per sapere se comprimiamo la molla della lunghezza dL quanti Newton ( o Kilogrammi) di spinta F essa ci produrrà. Se nel tempo la molla si afflosciasse, se mantenuta in un minimo di tensione, vorrebbe dire che la COSTANTE elastica K NON lo è più ... e ciò è un CONTROSENSO. Il Webley di 100 anni fa lo conferma. Ripeto, il nemico delle molle è la compressione ESAGERATA perchè si snervano se superano la deformazione massima consentita nel campo elastico.
Un saluto Silver 45Ultima modifica Silver45; 11-05-19, 20:01.Commenta
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