Ronin sono pienamente d’accordo con te in tutto il tuo intervento tranne nel fatto che De Carolis abbia impiegato molto tempo per “prepararsi” all’evento.
E qui mi trovo invece assolutamente d’accordo con Gianni (Centro): i campioni buttano in maniera del tutto inconscia la fucilata davanti al bersaglio. Il loro istinto innato indirizza le canne nel punto giusto e lasciano partire il colpo e, come dice Livia - se hanno fatto il movimento giusto nel tempo giusto - il bersaglio verrá inesorabilmente colpito.
Questo è certamente frutto di un continuo allenamento, teso proprio a replicare i gestì fino a renderli sovrapponibili uno all’altro, ma anche ad un talento innato che solo pochi possiedono.
Infatti io che questo talento non c’è l’ho, posso sparare camionate di cartucce 10 ore al giorno per anni: non sarò mai un campione [:142]
Chi riesce ad unire la capacità di eseguire movimenti sempre uguali con l’intuizione di dove buttare la botta - perché “istintivamente” sa che lì si troverà il bersaglio al momento dell’impatto - è destinato ad essere uno dei grandi campioni che tutti noi ammiriamo.
Continuo a pensare che il tiro effettuato non certifichi affatto la stoffa del campione. In primis perché è in gran parte frutto della casualità, poi perché in quella condizione “a piattello quasi fermo” non serve una gran maestria per indirizzare la fucilata.
Di fatto non ho ancora letto niente in merito alla “ripetibilità” dell’evento e siccome il record aveva il chiaro intento di sponsorizzare un’arma ed un tipo di cartucce dubito che avremo anche in futuro informazioni a riguardo.
Un’ultima considerazione: il piattello è stato rotto nel punto dove era più facile colpirlo e con le maggiori possibilità di impatto, chissà quanti riescono a romperlo con la stessa “facilità e ripetibilità” in piena accelerazione a due metri da terra.... [fiuu]
Un saluto
Maurizio
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