Storie del tempo che fu....

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  • Francesco Petrella
    ⭐⭐⭐
    • Oct 2006
    • 4883
    • L'Aquila, Abruzzo.
    • Setter inglese

    #46
    LCM è un piacere leggerti!!!
    Posta alla beccaccia?
    No grazie, roba da sfigati

    Francesco Petrella
    www.scolopax.it

    www.scolopaxrusticola.com

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    We te ne
    nee te sa
    (chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo)

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    • LCM
      ⭐⭐
      • Apr 2009
      • 237
      • montecalvo irpino
      • pointer

      #47


      Capita di trovare beccacce in luoghi dove non immagineresti ,questi posti li trovi quasi per caso e poi non li vorresti lasciare piu’ ma si sa le cose belle non durano all’infinito. Era il 13 dicembre 1998 come leggo dal diario di caccia,frequentavo da un po’ un posto vicino a delle abitazioni e diviso da una strada abbastanza frequentata ,composto da un paio di castagni e qualche quercia proprio uno scorcio. Il più delle volte invece di sparare fotografavo la cagna in ferma proprio per non dare troppo nell’occhio ed inimicarmi le persone del posto causa la vicinanza delle abitazioni. Come sempre andavo a visitarlo o il pomeriggio oppure quando non trovavo niente nei posti classici. Arrivai sul tardi, parcheggiai la macchina a bordo strada e misi il campano alla setter detta bianca la mia prima cagna beccacciaia ,la più grande dote che aveva bianca era quella della rimessa ci arrivava con una facilità impressionante specialmente se la beccaccia volava bassa seguiva la scia,torniamo a noi, mi preparai e mollai la setter mentre stavo per chiudere la macchina non sento più il campano,penso al solito bisogno corporale comunque mi avvio e la trovo seduta quasi sdraiata con la testa rivolta in direzione delle case e penso tra me e me: “non sparo mi godo la setter in ferma più a lungo possibile”, passarono alcuni minuti , avanzai leggermente ed ecco la sorpresa volò una coppiola al che non seppi trattenermi e mollai una fucilata a direzione con molta paura perché era proprio la direzione delle case e non vidi niente ma sentii sole il gridare di una signora .Tranquillizzai la signora dicendo che non avevo sparato verso la sua abitazione e cercai di individuare la rimessa delle due fuggiasche, ma in quel posto era un po’ difficile trovare la rimessa per la presenza delle abitazioni altrimenti dovevo cacciare nei cortili delle case. Comunque scesi verso il basso e andai a visionare tutti i posti più sospetti ma delle regine nessuna traccia e decisi di ritornare alla macchina ,nel salire la setter andò di nuovo dove aveva trovato le regine . Arrivato alla macchina aspettavo ma la setter non rientrava e cosi decisi di andare a vedere e la trovai di nuovo in ferma questa volta mi metto con le spalle alle abitazioni per sparare alla meglio ,mi avvicino e con grande sorpresa vedo la beccaccia a terra morta, la cagna rompe ed abbocca. Non vi dico la felicità che ho provato in quel momento era come un regalo inaspettato, avevo colpito la regina ma io non me ne ero proprio accorto per la paura di fare qualche danno.
      Ciao
      Mauro
      p.s. vi posto la foto del posto in questione se guardate alla destra si vedono le abitazioni e la setter in ferma
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      • stefano64
        ⭐⭐⭐
        • Sep 2009
        • 3506
        • civitavecchia
        • pointer

        #48
        bravo lcm, la prossima volta spara e quando esce qualcuno fai finta di essere un vigile urbano e chiedigli la licenza edilizia

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        • LCM
          ⭐⭐
          • Apr 2009
          • 237
          • montecalvo irpino
          • pointer

          #49
          Originariamente inviato da stefano64
          bravo lcm, la prossima volta spara e quando esce qualcuno fai finta di essere un vigile urbano e chiedigli la licenza edilizia
          Grazie del consiglio stefano64

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          • fedro75
            ⭐⭐⭐
            • Nov 2009
            • 2101
            • Palermo
            • pointer

            #50
            Ira era bianca, una scheggia bianca con occhi ardenti di pura follia. Ira non era solo folle, era veloce. Gran naso, potente, schizotica. Bell'andatura e portamento.
            Era brava quando voleva, cattiva ma pur sempre folle.
            Ira era pointer, in ogni pelo, in ogni strana vibrazione che percorreva come una corda tesa, in ogni lampo inquietante dei suoi occhi.
            Non la ricordo nè la ricorderò nè per i suoi risultati nè per la costanza.
            Nessuna di queste era sua prerogativa. Resterà con me la sua follia e la sua immensa capacità innata di distillare emozioni.
            Ira era emozione alla stato puro. Anche in questo era pointer, molto, forse troppo pointer.
            Questa è la storia di un amore, io, ira e la beccaccia.
            Aveva da poco compiuto due anni e fino ad allora l'unica cosa che aveva saputo fare era farmi perdere la ragione. Le sue corse sfrenate ai limiti della nevrosi, più che finalizzate alla ricerca del selvatico sembravano tese a voler catturare l'orizzonte..
            Mi ero stancato, di lei e delle sue manie, dei giorni di agitazione e dei giorni di malinconia. La nostra storia era giunta ad un bivio. Come certe relazioni che stanno per finire ne avevo reso partecipe mio padre e gli amici: questa sarebbe stata l'ultima sua occasione, se non mi avesse dato alcun segno di migliorare..bè avrei conservato il suo collare lasciandola al vaccaro che tanto l'adorava. Ma me ne sarebbe dispiaciuto non poco, l'avevo tirata su con amore, mi ero illuso di avere tra le mani una vera fuoriclasse..e poi i suoi genitori....che famiglia di pointer perbene, la madre indiscussa beccacciaia, inventava dove gli altri si arrendevano, il padre..un trattore, un gladiatore da censimenti che a cotorne era la differenza. Cosa potevo aspettarmi?
            La strada da casa al bosco sembrava interminabile, temevo che fosse l'ultima nostra uscita insieme.
            Anche in questo Ira era strana, sembrò capire tutto.
            Restò ferma a farsi metter il campano, già di per sè cosa strana. E ancor più strana cosa, non partì come sempre per l'ennesima corsa sfrenata.
            No, sembrava che mi aspettasse e cercasse di farsi seguire. Ma sempre con quella sua strana espressione che accomuna i folli e i geni.
            Stava per scendere dal bosco, dove non si sentiva nessun colpo nonostante i numerosi cacciatori, per infilarsi in un'ampio vallone coperto di macchia mediterranea. Fu lì che tra ginestreti, citisi e lecci ebbi la netta sensazione che mi stesse avvertendo:
            " Seguimi presuntuoso, ti faccio vedere io come si fanno le beccacce alla maniera di un pointer!"
            La seguì, ignaro, quasi un presentimento. Solitamente non battevo quel versante, ma mi lasciai guidare.
            Uscendo da una selva intricata di ginestre spinose prese un sentiero battuto dal bestiame e si inebriò, comiciò ad allungare in una progressione adrenalinica, dietro di lei come sparati schizzi di fango. A manetta, arrivò sotto un sommacco e schiantò. Bloccò così repentinamente che il posteriore le scivolò come in controsterzo. Alta sull'anteriore stoccò verso la sua sinistra. Sembrava contratta in un ghigno malefico, non saprei ancora dire se per la frenesia della corsa o la bramosia del selvatico.
            Seguirono due, tre , quattro strappi duri, bloccò di nuovo alla base dell'albero rosso d'autunno.
            Nei suoi occhi la cattiveria, il lampo del predatore.
            Volò bassa una rossa regina, confusa tra muschio e foglie.
            La rapidità della conclusione non mi chiarì se l'avessi colta o meno. Tra la rosa selvatica e le ginestre spuntò la cagna con la sua regina in bocca.
            Non ebbi nemmeno il tempo di ringraziarla che era già sparita. Scese verso un torrente quasi secco. Come se fosse l'istante fermo a quel momento, la vedo bloccare sulla spalletta sopra la sponda sinistra. Strappa, arriva in prossimità della scarpatina che porta all'acqua. Ma di fronte a me è un muro verde, anche se dovesse volare, volerebbe dalla parte opposta, non saprei che fare. Ecco che lei, la mia signora della caccia, intuisce. Lascia, torna indietro e guada più a monte il torrente, scende dalla parte opposta e blocca la beccaccia che già di strada ne stava facendo fin troppa. La vedo, è ferma quasi difronte a me, autoritaria, decisa, quasi spietata, tra me e lei il torrente coperto di alberi e liane e la beccaccia. Si alza a candela e al limitare degli alberi, una capriola mi dice che la seconda l'ha fatta mia.
            Tornammo in macchina come due esseri nuovi. Lei aveva deciso di fare sul serio e io giurai per sempre amore, come solo si fa a quell'età, quando tutto sembra non debba mai finire. Ma Ira è andata via tra le mie carezze, come la mia spensieratezza, quel boschetto e le sue beccacce ingoiati dal progresso...per fortuna rimangono i ricordi e la promessa di un amore eterno.
            Ultima modifica fedro75; 30-07-10, 23:15.
            Fedro75
            " NUMQUAM EST TAM MALE SICULIS, QUI ALIQUIS FACETE ET COMMODE DICANT......"

            nemo me impune lacessit

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            • Francesco Petrella
              ⭐⭐⭐
              • Oct 2006
              • 4883
              • L'Aquila, Abruzzo.
              • Setter inglese

              #51
              [clap][clap][clap][clap][clap][clap]
              La caccia sono emozioni il resto non conta.....veramente bravo!!!
              Posta alla beccaccia?
              No grazie, roba da sfigati

              Francesco Petrella
              www.scolopax.it

              www.scolopaxrusticola.com

              sigpic



              We te ne
              nee te sa
              (chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo)

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              • stradafacendo
                ⭐⭐
                • Jan 2010
                • 943
                • Piemonte
                • Kurzhaar: Shon Kurzhaar: Hetti Kurzhaar: Tosca

                #52
                Originariamente inviato da fedro75
                ... Questa è la storia di un amore, io, ira e la beccaccia.
                Aveva da poco compiuto due anni e ... Non ebbi nemmeno il tempo di ringraziarla che era già sparita. Scese verso un torrente quasi secco. Come se fosse l'istante fermo a quel momento, la vedo bloccare sulla spalletta sopra la sponda sinistra. Strappa, arriva in prossimità della scarpatina che porta all'acqua. Ma di fronte a me è un muro verde, anche se dovesse volare, volerebbe dalla parte opposta, non saprei che fare. Ecco che lei, la mia signora della caccia, intuisce. Lascia, torna indietro e guada più a monte il torrente, scende dalla parte opposta e blocca la beccaccia che già di strada ne stava facendo fin troppa. La vedo, è ferma quasi difronte a me, autoritaria, decisa, quasi spietata, tra me e lei il torrente coperto di alberi e liane e la beccaccia. Si alza a candela e al limitare degli alberi, una capriola mi dice che la seconda l'ha fatta mia.
                Tornammo in macchina come due esseri nuovi. Lei aveva deciso di fare sul serio e io giurai per sempre amore, come solo si fa a quell'età, quando tutto sembra non debba mai finire. Ma Ira è andata via tra le mie carezze, come la mia spensieratezza, quel boschetto e le sue beccacce ingoiati dal progresso...per fortuna rimangono i ricordi e la promessa di un amore eterno.

                Bellissimo racconto Fedro. Intenso, vivo. Complimenti!!!
                Grazie per le emozioni che, attraverso le tue parole, ci fai rivivere.


                Stradafacendo...
                Stradafacendo...

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                • fedro75
                  ⭐⭐⭐
                  • Nov 2009
                  • 2101
                  • Palermo
                  • pointer

                  #53
                  Grazie ragazzi, mi fa piacere che apprezziate![:D]
                  Fedro75
                  " NUMQUAM EST TAM MALE SICULIS, QUI ALIQUIS FACETE ET COMMODE DICANT......"

                  nemo me impune lacessit

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                  • cicciotumeo
                    • Aug 2009
                    • 142
                    • caserta
                    • pointer

                    #54
                    Francesco Petrella ha scritto:
                    <La caccia sono emozioni il resto non conta.....veramente bravo!!!>

                    Niente di più vero!
                    Quando mi trono a parlare della mia/nostra passione ci sono persone che mi chiedono quale caccia pratico, rispondo che vado principalmente a caccia di emozioni.
                    Complimenti a tutti per questi momenti carichi di sentimenti ed emozioni. Bravi!
                    Un cordiale saluto

                    Ciccio

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