Tuttavia la mia stagione venatoria si è interrota bruscamente sabato scorso quando scendendo da un pendio di una tagliata di qualche anno sono (come capita spesso) scivolato mettendo un piede sopra dei rami tagliati e mai raccolti, nascosti sotto il fogliame umido.
Camminando con il fucile in mano e avendo il cane a pochi passi di fronte a me sono andato giu proteggiendo il fucile con mano e gomito e guardando dove andava a finire l'arma che stringevo nella mia mano destra.
Tutto bene, son cose che succedono, ma rialzandomi mi sono accorto che non vedevo più dall'occhio sinistro.
Nel momento ho pensato alla classica frasca che colpisce l'occhio e che ti fa perdere la vista per 5 minuti, ma invece, passato questo tempo, mi sono accorto che dall'occhio stava uscendo una sostanza viscosa che sicuramente non potevano essere semplici lacrime.
Per fortuna mio padre che non era distante mi ha aiutato ad uscire dal bosco (è incredibile come con un occhio solo le distanze siano assolutamente confuse, pensi di attraversare un fossetto e invece ci infili il piede nel mezzo), e mi ha portato subito in ospedale.
La diagnosi è stata immediata, ferita alla cornea con svuotamento totale della camera.
Stamani dopo una settimana di ricovero sono tornato a casa, la cornea si sta riformando, ma devo aspettare qualche tempo per capire i danni subiti alla vista, che penso proprio non tornerà quella di prima, non fosse altro per la cicatrice che comunque rimarrà.
Questa brutta storia CHE NON HA SCALFITO MINIMAMENTE LA MIA PASSIONE, fa tuttavia capire quali e quante siano la insidie che ogni giorno chi frequenta i boschi deve affrontare.
Spero che questo rimanga un brutto ricordo e che possa tornare presto a infilarmi i mie scarponi all'alba alla ricerca dell'amata beccaccia: penso di meritarmelo, il mio tributo oramai l'ho pagato!!!
Commenta