Ancora lupi....
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rallide
Io non parlo d'introduzione nella regione marche abbiamo 3 parchi tutti 3 confinanti parco sel gran sasso abruzzo, monti della laga abruzzo ,marche ,monti sibillini marche ,umbria qui negli ultimi anni cè stato 1 incremento del lupo che poi ha sconfinato fino alla pv. di Ancona vedasi monti circostanti Fabriano ,Cingoli, x fortuna oltre al cinghiale sono stati introdotti dagli enti parchi caprioli ,cervi,e ultimamente anche lo stambecco quindi si è ritornati alla selezione naturale -
Lo Stambecco?!
Forse intendevi il Camoscio d'Abruzzo?
In ogni caso, non vi sono state reintroduzioni di camosci nelle Marche...
L'unico Bovide la cui presenza è opera di immissioni d'origine antropica è il Muflone, preente in piccolissimi nuclei nella porzione centro-settentrionale della regione dopo fughe da recinti.
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rallide
si proprio stambecco d'abruzo è stato avvistato qualche esemplare nella zona del monte bove parco dei sibillini adiritura pure qualche orsoCommenta
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Mitu -
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Se dico queste cose qualcosa so'!!!!!!
ovviamente non è certo al 100%,perche' non si trova uno scritto che lo cetifica,ma cmq i lupi da noi non ci sono mai stati!!!!!da quando hanno istituito il parco naturale sono comparsi anche loro in buone quantita'(visti con i miei occhi)!!!!Commenta
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lever
A me risulta che i lupi ci siano sempre stati sugli Appennini e sulle Alpi.Se dico queste cose qualcosa so'!!!!!!
ovviamente non è certo al 100%,perche' non si trova uno scritto che lo cetifica,ma cmq i lupi da noi non ci sono mai stati!!!!!da quando hanno istituito il parco naturale sono comparsi anche loro in buone quantita'(visti con i miei occhi)!!!!Commenta
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Che io sappia lo stambecco è stato reitrodotto in tutto l'arco alpino ed ora la sua popolazione è in forte incremento, in Svizzera è addirittura regolamente cacciato, in Italia nelle dolomiti è stato falcidiato dalla rogna sarcoptica , tipica malattia da eccesso di popolazione, ma non nell'appennino dove non è mai esistito.
Il camoscio d'abruzzo "rupicapra ornata" , che è piu' simile al camoscio pirenaico che non a quello alpino , è stato reintrodotto in ambienti appenninici (marche) al di fuori del parco d'Abruzzo , dove la specie si è conservata e non vedo come lo si possa confondere con lo stambecco.
Nel Parco d'Abruzzo è stato, con grande successo, reintrodotto il cervo, che per altro è in grande espansione su tutto l'arco alpino, tanto che se ne devono effettuare abbattimenti a centinaia anche nei parchi per salvaguardare la flora e in molti paesi (Svizzera , Austria)se ne deve riaprire la caccia a fine stagione perché non è stato raggiunto il numero di abbattimenti previsto. Il Cervo è poi stato reintrodotto con successo anche nell'appennino tosco emiliano, dove la sua popolazione è in vertiginoso aumento.
Il daino confinato alla fine del secondo conflitto mondiale a san Rossore e pochi altri luoghi in Maremma , è ora presente in gran numero dal parco d'abruzzo a salire fino al confine francese per non parlare di capriolo e di cinghiale che sono ormai un problema costante per la circolazione e per le coltivazioni.
Riguardo al lupo, che ne siano stati catturati e liberati è un fatto, si veda il famoso lupo ferito sulla circonvallazione di Parma e soprattutto la numerosa popolazione del parco del Mercantour che è accertatamente costituita da animali provenienti da un recinto.
Comunque la popolazione del lupo è in costante aumento, il suo areale di distribuzione comprende tutto l'appennino da Reggio calabria a ventimiglia e gran parte dell'arco alpino da ventimiglia alle alpi svizzere, la sua consistenza in Italia si puo' misurare nelle migliaia di esemplari e non puo' piu' essere considerato un animale "raro" e da proteggere a tutti costi.
La lince è stata reintrodotta in parecchi territori, la Svizzera, i Vosgi
e non mi meraviglierei se se ne segnalasse la presenza anche in Italia.
Dell'orso sappiamo benissimo che è stato reintrodotto in Italia segnatamente nel Trentino a piu' riprese, mentre presenze di plantigradi provenienti dalla confinante Slovenia sono stati sicuramente segnalate nelle alpi Giulie.
Quindi vuoi per fatti naturali, vuoi per opera dell'uomo è in atto una espansione ed un ritorno massiccio sia dei grandi predatori che degli ungulati, non vedo quindi che senso abbiano gli allarmi lanciati continuamente dai protezionisti, dato che i "fatti" sono sotto gli occhi di tutti.
sugli appennini del centro sud senz'altro, ma sulle lpi erano estinti fin dall'inizio del secolo scorso, mentreA me risulta che i lupi ci siano sempre stati sugli Appennini e sulle Alpi.
gli orsi mantenevano una ridottissima popolazione nella zona dell'Adamello/Brenta tanto esigua da non poter assicurare piu' la sopravvienza della specie ed ecco che sono arrivate le reintroduzioni, che senz'altro sono costose
ma i soldi li hanno trovati.lucioCommenta
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Lucio, grazie della breve "disamina" storica. Avrei qualcosa da ridire sul fatto che il capriolo (concordo solo in parte sul cinghiale) è "un problema costante per la circolazione e per le coltivazioni", così sulle tue ormai note aperture verso l'annullamento del regime di tutela verso il lupo. Magari ne riparleremo...Che io sappia lo stambecco è stato reitrodotto in tutto l'arco alpino ed ora la sua popolazione è in forte incremento, in Svizzera è addirittura regolamente cacciato, in Italia nelle dolomiti è stato falcidiato dalla rogna sarcoptica , tipica malattia da eccesso di popolazione, ma non nell'appennino dove non è mai esistito.
Il camoscio d'abruzzo "rupicapra ornata" , che è piu' simile al camoscio pirenaico che non a quello alpino , è stato reintrodotto in ambienti appenninici (marche) al di fuori del parco d'Abruzzo , dove la specie si è conservata e non vedo come lo si possa confondere con lo stambecco.
Nel Parco d'Abruzzo è stato, con grande successo, reintrodotto il cervo, che per altro è in grande espansione su tutto l'arco alpino, tanto che se ne devono effettuare abbattimenti a centinaia anche nei parchi per salvaguardare la flora e in molti paesi (Svizzera , Austria)se ne deve riaprire la caccia a fine stagione perché non è stato raggiunto il numero di abbattimenti previsto. Il Cervo è poi stato reintrodotto con successo anche nell'appennino tosco emiliano, dove la sua popolazione è in vertiginoso aumento.
Il daino confinato alla fine del secondo conflitto mondiale a san Rossore e pochi altri luoghi in Maremma , è ora presente in gran numero dal parco d'abruzzo a salire fino al confine francese per non parlare di capriolo e di cinghiale che sono ormai un problema costante per la circolazione e per le coltivazioni.
Riguardo al lupo, che ne siano stati catturati e liberati è un fatto, si veda il famoso lupo ferito sulla circonvallazione di Parma e soprattutto la numerosa popolazione del parco del Mercantour che è accertatamente costituita da animali provenienti da un recinto.
Comunque la popolazione del lupo è in costante aumento, il suo areale di distribuzione comprende tutto l'appennino da Reggio calabria a ventimiglia e gran parte dell'arco alpino da ventimiglia alle alpi svizzere, la sua consistenza in Italia si puo' misurare nelle migliaia di esemplari e non puo' piu' essere considerato un animale "raro" e da proteggere a tutti costi.
La lince è stata reintrodotta in parecchi territori, la Svizzera, i Vosgi
e non mi meraviglierei se se ne segnalasse la presenza anche in Italia.
Dell'orso sappiamo benissimo che è stato reintrodotto in Italia segnatamente nel Trentino a piu' riprese, mentre presenze di plantigradi provenienti dalla confinante Slovenia sono stati sicuramente segnalate nelle alpi Giulie.
Quindi vuoi per fatti naturali, vuoi per opera dell'uomo è in atto una espansione ed un ritorno massiccio sia dei grandi predatori che degli ungulati, non vedo quindi che senso abbiano gli allarmi lanciati continuamente dai protezionisti, dato che i "fatti" sono sotto gli occhi di tutti.
sugli appennini del centro sud senz'altro, ma sulle lpi erano estinti fin dall'inizio del secolo scorso, mentre
gli orsi mantenevano una ridottissima popolazione nella zona dell'Adamello/Brenta tanto esigua da non poter assicurare piu' la sopravvienza della specie ed ecco che sono arrivate le reintroduzioni, che senz'altro sono costose
ma i soldi li hanno trovati.
La cosa che qui mi preme ribadire (e lo faccio con cognizione di causa trattandosi anche del mio lavoro) è che non sono mai avvenute operazioni ufficiali di reintroduzione di lupo in Italia. Quelle ufficiose in quanto tali non possono essere annoverate... Se facciamo gossip parliamone pure, se discutiamo di cose concrete sarebbe opportuno "passare oltre".
L'esemplare "parmense" cui ti riferisci (Ezechiele) è stato ricondotto a vita naturale dopo essere stato recuperato ferito. Quindi, caso particolare.
Il progetto Ursus dell'Adamello Brenta è, in Europa, uno tra i migliori e articolati progetti di reintroduzione (i soldi sono arrivati da mezza europa e i soldi sono comunque per la ricerca scientifica...). Quanto agli "allarmi dei protezionisti" , certamente quella di oggi è ua situazione migliore di 20 anni fa per i grandi carnivori. Non ottimale però. Dal momento che per loro natura rappresentano l'ultimo e più fragile anello di un ecosistema completo. Per questo sempre "sulla lama del rasoio" (almeno per le condizioni ambientali italiane) fra estinzioni locali e "popolazioni vitali". In ogni caso, nè io nè tantomeno tu, abbiamo gli strumenti e le conoscenze per determinare una dimensione di presenza di tali specie e prevederne un trend a lungo termine. Ergo, sarei un po' meno sicuro di "presunti e ufficiosi" dati di fatto e starei un po' più cauto su eventuali aperture possibiliste di controllo numerico di tali specie. L'Italia per fortuna, ancora non è la Baviera.
Ciao.
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a me i lupi mi sono simpatici non sono mai stati un pericolo (salvo per qualche pecora) e spero aumentino di numero, anche se molti imbecilli li impiombano nelle battute al cinghiale o peggio gli uccidono con il veleno.Nessuna donna è mai riuscita a farmi battere il cuore quanto i miei cani in ferma su una Regina.Commenta
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