Ci mancavano anche i pescatori!

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  • Gianni Marcucci
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2010
    • 2569
    • Deruta - (PG) - Umbria
    • Bracco Italiano

    #1

    Ci mancavano anche i pescatori!

    Leggendo un pò di notizie oggi mi sono imbattuto in questo articolo:




    «Così la pesca sportiva rispetta la natura»



    Mannaggia all’aggettivo.

    Si sa, quando Vittorio Feltri parla, tutti lo ascoltano con attenzione. Pure i pescatori hanno pesato anche le virgole del suo intervento durante il convegno del maggio scorso sulla «Coscienza degli animali».
    Il direttore è un animalista convinto. E in quell’occasione ha detto la sua sulla pesca spesso praticata in malo modo da grandi e piccini.
    Feltri ha tratteggiato il pescatore dilettante che si diverte a imbrogliare il pesce infilandogli «una spada in bocca» per poi buttarlo in un cestino (o in un sacchetto di plastica) facendolo morire dopo una lenta agonia.
    Una crudeltà intollerabile fatta per puro divertimento visto che spesso i pesci non finiscono in padella ma nel bidone della spazzatura.
    E per restare in cucina, che dire delle aragoste scaraventate vive nell’acqua bollente, dopo essere state selezionate nell’acquario dal cliente goloso?
    «Una pratica barbara» l’ha definita Feltri che, genericamente, si è scagliato contro chi pratica la pesca sportiva. Eccolo l’aggettivo di troppo. È successo il finimondo tra i pescatori con la P maiuscola.
    «Il nostro è uno Sport che non può essere considerato crudele e intollerante» sbotta il professor Ugo Claudio Matteoli, Presidente della Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee del Coni che conta 250 mila iscritti in tutta Italia.
    Ma perché vi siete così arrabbiati?
    «Noi pescatori non possiamo e non vogliamo essere associati ai cacciatori.
    Io, come moltissimi iscritti alla Fipsas, non sono mai andato a caccia e talvolta non riesco a capirla. Può essere necessaria a volte, come nel caso della caccia di selezione, ad esempio per i cinghiali».
    Anche con la pesca si uccidono degli animali.
    «Non nella pesca sportiva. Nelle nostre competizioni i pesci vengono catturati e immediatamente liberati, dopo averli pesati e, talvolta, fotografati. C’è l’obbligo assoluto di rimettere nell’acqua il pesce vivo e vegeto, senza danni».
    Ma a volte ci può scappare il morto.
    «Se il pesce è danneggiato è prevista la squalifica».
    Magra consolazione per il defunto pesce.
    «Questi incidenti non succedono quasi mai. Abbiamo fatto studi di fattibilità per scegliere gli ami e i fili decomponibili. Anche il piombo non si usa più, ora c'è un materiale biodegradabile e non inquinante.
    I pesci di grosse dimensioni vengono adagiati su materassini per evitare che si feriscano e ad ogni gara non mancano mai medicinali e giudici severi contro queste infrazioni. Noi non siamo mica tedeschi».
    Che c’entrano i tedeschi?
    «In Germania c’è l'obbligo di uccidere immediatamente il pesce pescato con uno spillone.
    Noi non siamo d’accordo e così ci rifiutiamo di fare gare da loro: preferiamo il pesce vivo che speri di ripigliare alla gara successiva».
    Cioè si fanno catturare una seconda volta?
    "I pesci non sono stupidi, quando abboccano una volta è molto difficile che si avvicinino ancora. Poi ce ne sono alcuni di furbissimi che fanno letteralmente fessi i pescatori».
    Come si chiama questa specie di pesce-volpe?
    «Cavedano, è un pesce di acqua dolce. Tu butti una manciata di vermi in acqua, si avvicina un branco che mangia tutto tranne il verme legato all’amo: si accorgono che quel verme cade nell’acqua in modo diverso e lo evitano come la peste».
    E i polpi?
    «Quelli riescono anche a stappare una bottiglia per estrarre il cibo. Formidabili».
    Lei parla dei pesci come dei compagni di avventura. Anche i pesci hanno una coscienza?
    «Di certo una coscienza ce l’hanno i pescatori sportivi. Loro nutrono un grande rispetto per l'avversario. Non per niente siamo una associazione di protezione ambientale riconosciuta dal ministero dell'Ambiente».
    Che significa questo riconoscimento?
    «Siamo diventati "ufficialmente" delle sentinelle ambientali. Controlliamo i tratti di fiume o i laghi in cui peschiamo dato che sono i nostri “stadi”, segnaliamo la presenza di rifiuti, di scarichi industriali, di comportamenti illeciti.
    Per esempio, abbiamo anche vinto una causa contro una grande ditta di acque minerali che scaricava abusivamente liquami inquinanti in un fiume.
    Sul territorio nazionale, nell’ultimo anno le nostre 2000 guardie ittiche nelle migliaia e migliaia di uscite effettuate, hanno provveduto a segnalare 1500 casi di reati per danni ambientali. Nel 2010 abbiamo speso 450 mila euro per il ripopolamento dei fiumi e dei laghi».
    Insomma, di solito non mangiate il pesce pescato, vi limitate a catturarlo per poi lasciarlo libero. Che gusto provate?
    «Nei campionati è una sfida da superare, è bello andare sul podio e vincere. Pescare in mezzo la natura, invece, ti fa sentire libero. Alle quattro di mattina fermarsi su un torrente nel silenzio più assoluto è una sensazione unica nel mondo».
    Come definirebbe la pesca sportiva?
    «Una sfida tra l’uomo e il pesce. E non è divertente se finisce con la morte dell’avversario».
    Però al mare qualcuno fa uno scempio di piccoli pesci ributtati in mare morti dopo averli tenuti sul molo per ore sotto il sole.
    «Anche a me è capitato vedere delle scene che ti strappano il cuore. C'è mancanza di rispetto e una stupida mentalità diffusa che considera il mare terra di nessuno. Bisogna cambiare educazione e serve tempo.
    Noi ci stiamo impegnando a diffondere il rispetto delle regole, soprattutto tra i giovani. Purtroppo, in particolare per la pesca in mare non esiste un codice deontologico. E noi stiamo lavorando, anche nelle sedi istituzionali competenti, per ottenerlo.
    Ad esempio, sul Tonno rosso e sull’allarme estinzione specie, noi della Fipsas abbiamo lanciato la campagna “Un passaporto per il Tonno”, cioè in tutte le nostre gare, se catturato, lo rilasciamo obbligatoriamente».
    Lei la mangia l’aragosta?
    «Sì, ma sono contrario al modo crudele di cucinarla da viva. E non sopporto neppure gli acquari nei ristoranti. Proprio come Feltri»


    Gianni
  • Daron
    ⭐⭐⭐
    • Feb 2010
    • 1553
    • Fonte Nuova, Roma, Lazio
    • Setter Inglese

    #2
    E se il pescatore ragiona in codesto modo è un VERDE... STOP.
    Da che pulpito.. Dai nostri cugini veniamo così denigrati.. è INAMMISSIBILE!
    sigpic

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    • randagio
      ⭐⭐⭐⭐
      • Nov 2007
      • 12362
      • Tuscany.
      • Bracco francese dei Pirenei Nedo e Dino

      #3
      [:-golf]Che Tristezza........
      [fiuu] E' la Somma che fa il Totale. (Totò) [:-bunny]

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      • samu
        ⭐⭐
        • Oct 2010
        • 633
        • veneto

        #4
        una sola parola:ipocrisia

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        • balu

          #5
          Ma che cugini han sempre preso le distanze ,loro hanno il NO KILL perche' il pesce mentre lo trascini a riva non soffre mica...anzi ti ringrazia felice.Nei mari caraibici ci son pesci vela che han piu' bollini addosso che una melinda e una cichita ma loro mica uccidono eh....Mauro altro che tristezza ......
          Prima di leggere stupidaggini preciso che pesco anche io ma se posso me lo mangio.

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          • carlo81
            ⭐⭐⭐
            • Apr 2009
            • 1200
            • guidonia montecelio - roma
            • epagneul breton

            #6
            continuassero a prendere i pesci... che agli uccelli ci pensiamo noi...
            a ciascuno i propri ca..i !!!

            carlo

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            • nettuno56
              ⭐⭐⭐
              • Sep 2010
              • 1047
              • firenze
              • setter inglese

              #7
              Noi siamo come gli appestati, ci metteranno il canpanello al collo!!!!!! Francamente tutti questi attacchi mi avrebbero rotto, i pescatori contro i cacciatori, meretrici contro prostitute, stesso parallelismo!
              sigpic Chi fa la posta alla Beccaccia è uno ....... [bi]Nato non fui,per lavorare come un ciuco, ma per seguitar cani e selvaggina

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              • Prince
                ⭐⭐⭐
                • Jan 2010
                • 2481
                • Velletri(RM)
                • spinone e breton

                #8
                Originariamente inviato da carlo81
                continuassero a prendere i pesci... che agli uccelli ci pensiamo noi...
                a ciascuno i propri ca..i !!!

                carlo
                Ha già detto tutto!!!!!!
                Damiano B.

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                • cicalone
                  Celsius °C
                  • Dec 2008
                  • 19936
                  • Ostia Lido Roma
                  • cane da lecco

                  #9
                  Da pescacciatore ho sempre ritenuto di dire che i pescatori sono per la maggior parte solo degli ipocriti e degli imbecilli che criticano i cacciatori pur facendo pure di molto peggio




                  cavedano, è un pesce di acqua dolce. Tu butti una manciata di vermi in acqua, si avvicina un branco che mangia tutto tranne il verme legato all’amo: si accorgono che quel verme cade nell’acqua in modo diverso e lo evitano come la peste


                  questo e' tutto scemo io i vermi li infilzo sull'amo e lui li lega ahahahahah mi piacerebbe proprio sapere come fa' sto' matto?
                  Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....

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                  • Pluto
                    ⭐⭐⭐
                    • Jun 2006
                    • 3034
                    • signa, Firenze, Toscana.
                    • Bracco italiano

                    #10
                    Che bella l'ipocrisia ci mancano anche questi poi adesso siamo al completo
                    Damiano

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                    • santuberto
                      ⭐⭐
                      • Jul 2010
                      • 626
                      • verona
                      • setter

                      #11
                      Ormai mi sento circondato! Chi altro potrebbe arrivare a condannarmi?
                      Cordialmente, Santuberto

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                      • duedentoni_old

                        #12
                        cavedano, è un pesce di acqua dolce. Tu butti una manciata di vermi in acqua, si avvicina un branco che mangia tutto tranne il verme legato all’amo: si accorgono che quel verme cade nell’acqua in modo diverso e lo evitano come la peste
                        povero verme...........[:D][:D][:D]

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                        • marculin
                          ⭐⭐⭐
                          • Oct 2009
                          • 1091
                          • piemonte

                          #13
                          tra un pò vertrà fuori l'aimalista vermaiolo che proibisce l'uso di esche naturali per la pesca.

                          io sono pescatore, ma convinto padellaro. considerando che son un trotista e che la trota richiede un certo rispetto che la maggir parte di chi pratica il no koil non gli da. quante volte si vede prendere in amno una trota e poi rilasciarla? be quella è una trota morta entro 6-10 ore.
                          quante persone slamano la trota tra i fighetti che praticano il no kil? quella è una trota morta.
                          ci son fior di studi che indicano che la trota vive senza rpoblemi se non la si tocca e se si usano armi senza ardiglione con curva minima di 7mm.
                          e soprattutto al posto di slamarla si taglia il filo senza toccare la trota.

                          ma l'artificiale costa troppo, si usano ancorine al posto di ami singoli e tutto si va a far benedire.....tanto c'è sempre l'imbecille che si fa le ore con il bidone a spalla per portare gli avanotti.

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                          • phalacrocorax
                            ⭐⭐⭐
                            • Apr 2009
                            • 5961
                            • Veneto, Verona
                            • Indy, epagneul breton femmina

                            #14
                            Originariamente inviato da Dardo
                            Leggendo un pò di notizie oggi mi sono imbattuto in questo articolo:
                            Non ho mai sentito tante cazzate messe insieme come in questa intervista al presidente della Fipsas.
                            Come se tutti i pescatori facessero il c&r sempre. Ahahhahaha ma è veramente una barzelletta. E' notorio tra l'altro che chi pesca in mare col fucile poi medica il pesce e lo lascia andare...ma veramente!
                            E poi qual è il pesce più furbo, quello che non si fa mai prendere? Il cavedano...infatti le polpette di cavedano (è talmente pieno di lische che è una tortura mangiarlo in altro modo, magari è per quello che si ributta in acqua) i pescatori non le mangiano...ma chi è questo presidente?
                            E vedo un sacco di guardie della Fipsas, il cui compito risaputo è controllare gli scarichi delle industrie, battere laghi e fiumi per prevenire gli inquinamenti!
                            Ma quante panzane racconta sto tizio?
                            Dica la verità invece. La Fipsas ottiene in gestione le acque migliori e solo in certe competizioni o in certe zone pratica il rilascio, nelle altre il pesce viene ammazzato e cucinato come facciamo noi con un fagiano.
                            Ma si può essere più ipocritamente disgustosi di così?
                            DIMISSIONI SUBITO!!!!!!!!!

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                            • claudio 58
                              ⭐⭐⭐
                              • Jun 2009
                              • 1386
                              • lecce
                              • Kurzhaar

                              #15
                              Come molti di noi, anch'io sono un pescacciatore, più cacciatore che pescatore. Ho modo giornalmente mi confrontarmi con i pescatori (quelli per diletto e non per professione).

                              Molti di loro esprimono le stesse idiozie di quelle enunciate in apertura della discussione, ma basta metterli di fronte all'evidenza dei fatti, vedasi la sofferenza di un qualsiasi pesce allamato e tirato in barca o sulla battigia, oppure quelli che riescono a slamarsi e rimangono con l'amo o l'artificiale conficcato in bocca o nell'apparato digerente (tanto per citarne qualcuna) per farli ragionare.

                              Forse la differenza fra loro e noi consiste nel fatto che gli uccelli cinguettano i pesci invece no....
                              Claudio

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