Scarsità di selvaggina e giornate di caccia

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  • randagio
    ⭐⭐⭐⭐
    • Nov 2007
    • 12296
    • Tuscany.
    • Bracco francese dei Pirenei Nedo e Dino

    #16
    [:-golf]Spiacente di non pensarla come voi. Prima c'erano le riserve padronali, che allevavano la selvaggina e quello era già un ripopolamento, ma come se non bastasse, le guardie facevano una continua caccia ai nocivi e quello voleva dire salvare moltissimi animali. Ma c'era anche i cacciatori che facevano le catture e ci si scambiava i capi catturati per rinsaguare, così si diceva. Ma l'Allevatore vero e propio era il CONTADINO!!!!! Che faceva l'erbai, che faceva il granturco, che fceva la saina (oramai scomparsa dai nostri terreni) e che teneva le siepi!!! tra campo e campo e su i rigoni. Tutto questo contribuiva, cacciando sette giorni alla settimana ad avere dei bei carnieri.
    Poi NOI cacciatori abbiamo avuto la bella idea di entrare in casa altrui e farci dei bei corridoi, come se non bastasse, sono venuti i tecnici faunistici ( perlopiù ) non cacciatori, e ci hanno detto che i rinsanguamenti non andavano bene, che i lanci si fanno poco prima dell'apertura, che i nocivi (poverini) vanno cacciati in periodi determinati, che un' ATC Ha bisogno di 6000 € di cancelleria, e noi stiamo a parlare di andare a caccia due giorni alla settimana!!!. Ma fatemi il piacere Avrebbe detto qualcuno....[:142][:142][:142]
    [fiuu] E' la Somma che fa il Totale. (Totò) [:-bunny]

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    • Astore75

      #17
      hai detto bene springer io aggiungerei pure tante tante strade per la selvaggina sono una calamità perchè ne muore tanta investita dalle macchine,ormai le fanno dappertutto siamo diventati il paese delle strade! una volta per raggiungere le zone dove si sapeva che albergava una brigata di coturnici si dovevano macinare a piedi molti km adesso si arriva comodamente in auto e questo ha avvantaggiato sicuramente il cacciatore non certo i selvatici!

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      • PaoLeo
        ⭐⭐⭐
        • Jun 2007
        • 2350
        • Piacenza

        #18
        la colpa non e solo dell'agricoltura intensiva che esiste anche in francia e germania ma non mi pare che siano nelle nostre stesse condizioni..
        ojaja, ciclicamente si ripropone questa discussione, ed io tutte le volte, solo per testimonianza (il forum serve a questo in fondo), dico che da me c'è una pianura che sono campi arati per chilometri, fossi e argini pochissimi, erbe ancora meno, e ci sono molte più lepri, molti più fagiani, (addirittura crescono le rosse) che non in collina dove le coltvazioni sono più variegate e naturali. anche se poi nella stagione si ammazza di più, perchè l'ambiente non protegge la selvaggina da cani e fucili. quindi come dice ojaja, il sospetto è che dare la colpa solo all'agricoltura sia... una comoda via d'uscita.
        ____________________________________________

        Paolino

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        • Lume
          ⭐⭐⭐
          • Oct 2009
          • 4497
          • Valtrompia
          • Setter redo

          #19
          Originariamente inviato da ojaja
          a sentire molti cacciatori dello stivale fino a 25 anni fa la selvaggina era abbastanza abbondante e cmq presente in numero discreto... il deserto dei tartari e stato fatto quindi dopo e la colpa non e solo dell'agricoltura intensiva che esiste anche in francia e germania ma non mi pare che siano nelle nostre stesse condizioni.. pensare di crearsi un alibi dicendo che la pressione venatoria esagerata non ha influito mi lascia senza parole..l'amico truzzeddu ha appena affermato che se da noi si formulasse un calendario sul vostro genere, si finirebbe allo stesso modo e non posso che essere d'accordo!
          Ojaja...il deserto dei tartari è arrivato per motivi non riconducibili alla pressione!

          Da me la selvaggina fino a 25 anni fà era abbondante...mollavano 4 fagiani e 4 starne a primavera cacciavano tutti fino a fine anno con le covate che questi producevano...e i cacciatori erano 3 volte quelli di oggi...si iniziava a agosto e senza timori ti dico che smettevano a aprile....forse quelli bravi e rispettosi.

          Chi non ha sotto mano alcune relatà del continente non può capire la situazione aberrante in cui ci troviamo in termini di ambiente e agricoltura e pastorizia.

          Io la sardegna la conosco bene....qui non esiste nulla di lontanamente paragonabile all'isola delle meraviglie....poca agricoltura intensiva...tanta pastorizia....spazi immensi dove rifugiarsi....contatto umano limitatissimo.

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          • Astore75

            #20
            caro randagio,nonostante la tua regione abbia i migliori allevamenti di selvaggina si preferisce liberare solo quattro polli spelacchiati.
            Di questo passo chiuderanno i battenti chi alleva seriamente e pazzesco!

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            • yanez
              ⭐⭐
              • Feb 2010
              • 229
              • Avellino
              • pointer

              #21
              Concordo pienamente con Randagio: non è tanto l'agricoltura intensiva (che oggi comunque impiega fitofarmaci molto meno tossici rispetto al passato) ma la cultura del territorio e, soprattutto, l'impegno appassionato.
              Quanti di noi sono disposti a perdere qualche giornata di caccia per il controllo dei "predatori", ad impegnarsi ma caccia chiusa ad allestire colture a perdere per la selvaggina, nei ripopolamenti e via cantando?
              La caccia è purtroppo legata al giorno d'oggi ad un concetto di mordi e fuggi; tendiamo troppo spesso a delegare ai vari ATC - ridotti soventemente a carrozzoni politici - le scelte che poi condizionano la nostra passione e le nostre delusioni.
              Poi, quel codice morale che dovrebbe essere presente in ognuno di noi, al di là delle disposizioni normative, farebbe il resto.
              Salutissimi.
              Yanez

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              • arbo
                ⭐⭐
                • Jan 2011
                • 836
                • San Salvatore
                • ARIEGEOIS

                #22
                una volta non c'erano le automobili e il cacciatore cacciava dietro casa sua, ora va dove c'è la selvaggina, magari a centinaia di km. una volta non c'era il congelatore e si cacciava quello che serviva ora si caccia tutto quel che si trova. una volta l'erba si falciava a mano con il ferro, ora si falcia con delle rotanti che fanno piazza pulita di tutte le nidiate che si trovano nel prato. una volta le rive si pulivano con la roncola ora si passa con la trincia . una volta!!!! ora non è più una volta e sta solo a noi ad essere onesti, cercare di dedicare un pò del nostro tempo non solo per raccogliere, ma anche per migliorare quel poco che ancora c'è.

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                • Po
                  ⭐⭐
                  • Jan 2007
                  • 781
                  • Pisa
                  • I miei super ex randagi: Nina - Gigia - Newky - Lady - Geremia - Levante . E poi Axel il Setter B/N

                  #23
                  Originariamente inviato da yanez
                  Concordo pienamente con Randagio: non è tanto l'agricoltura intensiva (che oggi comunque impiega fitofarmaci molto meno tossici rispetto al passato) ma la cultura del territorio e, soprattutto, l'impegno appassionato.
                  Quanti di noi sono disposti a perdere qualche giornata di caccia per il controllo dei "predatori", ad impegnarsi ma caccia chiusa ad allestire colture a perdere per la selvaggina, nei ripopolamenti e via cantando?
                  La caccia è purtroppo legata al giorno d'oggi ad un concetto di mordi e fuggi; tendiamo troppo spesso a delegare ai vari ATC - ridotti soventemente a carrozzoni politici - le scelte che poi condizionano la nostra passione e le nostre delusioni.
                  Poi, quel codice morale che dovrebbe essere presente in ognuno di noi, al di là delle disposizioni normative, farebbe il resto.
                  Salutissimi.
                  Yanez

                  Faccio il contadino e sono il primo a dire che l'agricoltura di oggi non è paragonabile , nei suoi effetti sulla Fauna , a quella di cinquanta anni or sono.
                  Ma sono d'accordo sulla mancanza di impegno appassionato : dove sono i cacciatori che gestiscono 12 mesi all'anno? Dove sono i cacciatori che prelevano il frutto , solo il frutto , del loro lavoro.
                  Quando nacque l'attuale regime venatorio l'INFS indicò in 10.000 ettari la dimensione ideale degli ATC .Praticamente se l'indicazione fosse stata seguita si sarebbero create unità territoriali gestibili da persone vere che avrebbero dovuto metterci la faccia e che avrebbero gestito il territorio confrontandosi con tutti.
                  Sarebbero nate realtà simili alle tanto deprecate ( ma spesso funzionanti) Riserve dove ciascuno avrebbe "sentito" la proprietà del bene comune.
                  La caccia alla migratoria avrebbe potuto avere gli stessi spazi di oggi con poche regole rispettose del rapporto numerico con il territorio .
                  La pensavo così nel '92 e , a maggior ragione , ne sono convinto oggi visti i risultati [:-cry].
                  Paolo Malavasi

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                  • daniele.r
                    ⭐⭐
                    • Dec 2010
                    • 939
                    • Monte San Biagio (LT)

                    #24
                    Originariamente inviato da yanez
                    Concordo pienamente con Randagio: non è tanto l'agricoltura intensiva (che oggi comunque impiega fitofarmaci molto meno tossici rispetto al passato) ma la cultura del territorio e, soprattutto, l'impegno appassionato.
                    Quanti di noi sono disposti a perdere qualche giornata di caccia per il controllo dei "predatori", ad impegnarsi ma caccia chiusa ad allestire colture a perdere per la selvaggina, nei ripopolamenti e via cantando?
                    La caccia è purtroppo legata al giorno d'oggi ad un concetto di mordi e fuggi; tendiamo troppo spesso a delegare ai vari ATC - ridotti soventemente a carrozzoni politici - le scelte che poi condizionano la nostra passione e le nostre delusioni.
                    Poi, quel codice morale che dovrebbe essere presente in ognuno di noi, al di là delle disposizioni normative, farebbe il resto.
                    Salutissimi.
                    Yanez
                    Bhe yanez, secondo me ci potrebbe essere una soluzione.
                    Si sa che da un po di anni nascono parchi e monumenti naturali come funghi. Gli enti parco dovrebbero almeno in parte adibire il loro territorio a colture a perdere allo scopo di stimolare la selvaggina stanziale "lanciata" in precedenza a nidificare e non ad allontanarsi,stessa cosa dovrebbero fare i comuni con i terreni di loro proprietà, il tutto sotto lo stretto controllo delle associazioni venatorie, agricoltori e polizia provinciale. E' vero che nessuno perderebbe tempo a fare quello che scrivi, ma c'è un motivo i tempi di oggi sono più frenetici e la domanda delle materie prime aumenta di giorno in giorno, è chiaro che si coltiva anche sulle pietre e non si ha più il tempo che si aveva prima. Per quanto riguarda i nocivi, la mia proposta sarebbe dal 18 agosto alla terza domenica di settembre solo nocivi, e dal 31 gennaio a 1 di marzo solo ai nocivi. In questo modo si va comunque a caccia e si regolamentano i nocivi come si faceva un tempo.
                    Ultima modifica daniele.r; 10-06-11, 05:15.
                    Daniele



                    Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

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                    • cicalone
                      Celsius °C
                      • Dec 2008
                      • 19936
                      • Ostia Lido Roma
                      • cane da lecco

                      #25
                      Originariamente inviato da tramontana
                      forse a qualcuno non è ancora chiaro che ormai in italia per la piccola selvaggina ...non si può più parlare di...naturale a parte beccacce-beccaccini e tipica alpina .....tutto il resto e frutto di lanci più o meno recenti ......almeno per quello che riguarda l' utilizzo del cane da ferma......[:-clown]

                      Mi dispiace dovertelo dire ma in Sardegna sono anni e anni che non vengono fatti lanci di pernici o lepri il perche' e' facile da capirsi, gli animali in taluni posti muoiono di vecchiaia visti i giusti limiti che la regione con i suoi ottimi calendari impone ai cacciatori....da tutte le altre parti hai pienamente ragione
                      Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....

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                      • Marco94

                        #26
                        Secondo me più che due giornate fisse sarebbero utili i carnieri annuali per cacciatore: tot di stanziale, tot di beccacce, tot di anatidi, tot di tordi, nocivi senza limite... Ma chi segnerebbe sui tesserini?...
                        Marco

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                        • giovine
                          Ho rotto il silenzio
                          • Feb 2011
                          • 43
                          • brisighella RA
                          • un epaniel breton di 14 anni

                          #27
                          un saluto a tutti, io ricordo che fino al 1985 qui in romagna i fagiani li trovavi anche dopo natale i cacciatori erano il doppio ma piu rispettosi sia verso i colleghi che verso la selvaggina e se la stanziale si chiudeva il 10 di dicembre la maggiorparte non sparava a un fagiano o a una lepre dopo

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                          • randagio
                            ⭐⭐⭐⭐
                            • Nov 2007
                            • 12296
                            • Tuscany.
                            • Bracco francese dei Pirenei Nedo e Dino

                            #28
                            Originariamente inviato da giovine
                            un saluto a tutti, io ricordo che fino al 1985 qui in romagna i fagiani li trovavi anche dopo natale i cacciatori erano il doppio ma piu rispettosi sia verso i colleghi che verso la selvaggina e se la stanziale si chiudeva il 10 di dicembre la maggiorparte non sparava a un fagiano o a una lepre dopo
                            [:-golf]In quegli anni, ma anche prima, erano più le leggi non scritte che le leggi effettive, addirittura quì da noi c'era la tradizione che alla vigilia di caccia si andava a sparare un colpo la sera prima che venisse buio. Ma vi posso assicurare che era un colpo e tutti rispettavano questa regola.
                            La differenza di ora è, che una settimana prima che apra la stagione venatoria è già stato ammazzato una buona percentuale di selvaggina, soprattuto lepri. Questo lo sanno tutti e nessuno fa nulla.
                            Ultima modifica randagio; 11-06-11, 13:28.
                            [fiuu] E' la Somma che fa il Totale. (Totò) [:-bunny]

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                            • Arolf

                              #29
                              Si potrebbero vincolare i cacciatori al tipo di caccia che praticano o che scelgono al momento del rinnovo, uno sceglie di andare a pelo, quella sarà la sua caccia per tutta la stagione, un'altro a penna stanziale, uno ancora a migratoria e così via.
                              Se poi uno sbaglia, la prima volta via il tesserino per dieci giorni, la seconda per tutta la stagione. Bisogna poi anche sensibilizzare i cacciatori, la selvaggina è un capitale comune e non bisognerebbe mai intaccarlo ma solo prelevarne l'interesse e ancora i cacciatori dovrebbero sentirsi tali e impegnarsi per tutto l'anno, in pratica autogestisi la zona dove praticano l'attività venatoria, deciderne i prelievi e anche il tempo, se c'è qualche problema coi nocivi dovrebbero poter decidere se aprirne la caccia in un certo periodo dell'anno (indipendentemente dalla stagione) per controllarne il numero, questo sempre in accordo con l'Istituto che controlla la fauna in Italia.
                              In pratica ogni ambito dovrebbe essere in grado gestire autonomamente prelievi, zone di ripopolamento etc. insomma tutto per il bene della zona a di chi vi caccia.
                              Forse è solo un'utopia ma in questo modo tutti i cacciatori diventerebbero anche controllori del territorio e sicuramente certe cosa che sono sotto gli occhi di tutti non potrebbero più passare.

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                              • truzzeddu
                                ⭐⭐⭐
                                • Apr 2009
                                • 1610
                                • siniscola (nu)
                                • Anglo Tedesco Bracco Pointer Breton Jack Bass Antico Cane Sardo Dogo Sardo

                                #30
                                Originariamente inviato da Arolf
                                Si potrebbero vincolare i cacciatori al tipo di caccia che praticano o che scelgono al momento del rinnovo, uno sceglie di andare a pelo, quella sarà la sua caccia per tutta la stagione, un'altro a penna stanziale, uno ancora a migratoria e così via.
                                Se poi uno sbaglia, la prima volta via il tesserino per dieci giorni, la seconda per tutta la stagione. Bisogna poi anche sensibilizzare i cacciatori, la selvaggina è un capitale comune e non bisognerebbe mai intaccarlo ma solo prelevarne l'interesse e ancora i cacciatori dovrebbero sentirsi tali e impegnarsi per tutto l'anno, in pratica autogestisi la zona dove praticano l'attività venatoria, deciderne i prelievi e anche il tempo, se c'è qualche problema coi nocivi dovrebbero poter decidere se aprirne la caccia in un certo periodo dell'anno (indipendentemente dalla stagione) per controllarne il numero, questo sempre in accordo con l'Istituto che controlla la fauna in Italia.
                                In pratica ogni ambito dovrebbe essere in grado gestire autonomamente prelievi, zone di ripopolamento etc. insomma tutto per il bene della zona a di chi vi caccia.
                                Forse è solo un'utopia ma in questo modo tutti i cacciatori diventerebbero anche controllori del territorio e sicuramente certe cosa che sono sotto gli occhi di tutti non potrebbero più passare.

                                Questa per me è follia, ed è molto peggio di ridurre le giornate a 2 la settimana. Basterebbe fare i controlli sul serio, poi chi sono i cacciatori che vanno in campagna al di fuori della caccia? La maggior parte di quelli che conosco sono persone che lavorano tutti i santi giorni per campare ed è già un miracolo se riescono ad andare a caccia, figurati a controllare il territorio, poi noi le tasse per cosa le paghiamo, la forestale i barracelli ecc, che cavolo ci stanno a fare se l'unico modo per regolamentare è fare altre restrizioni a noi, che poi nessuno verificherebbe?

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