Lupus (italicus?)
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Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250) -
Avvistamento di stamani: alle 8 circa ha attraversato la strada a mia moglie che andava a lavorare; distanza dal centro abitatao 5 km, mentre di li a poco sono presenti poderi con numerosi animali domestici. Saluti Barbe.BarbeCommenta
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Un competitore alimentare lo ha...e pare che a tal competitore disturbi parecchio la sua presenza...purtroppo...io con i lupi ci ho ''parlato'', oltre ad averli visti, ed è stata una delle esperienze più belle della mia vita...che credo porterò x sempre nel mio cuore... Si...è vero...la sua presenza ha mutato il comportamento di cervidi e del anche troppo presente suide...prima molto più facili da avvicinare e vedere, ora molto più guardinghi e schivi...tuttavia è assolutamente impensabile che la sua presenza possa comportare una sensibile diminuzione degli altri selvatici...sarebbe un suicidio per la specie...inoltre la densità massima sostenibile per la specie è di pochi esemplari -un nucleo familiare- in un territorio di circa 20 km quadrati se non di più...avete idea di quanti sono? Quanto volete influisca sulla popolazione di cinghiali e caprioli? Quando lo vidi, mentre mi avvicinavo a dove il branco sosta ogni giorno, feci alzare diversi cinghiali che dormivano a pochi metri dei loro giacigli...eppure loro erano lì...Ciao da Roberto, neopatentato
lupofilo
la caccia non è descrivibile con un racconto, una foto o un filmato, per capirla, bisogna viverla...Commenta
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scusa e quale sarebbe il competitore?
Un cacciatore di Peveragno (Cn) in veste di semplice escursionista ha vissuto una buona mezz'ora di paura con due lupi che gli giravano intorno mentre percorreva il sentiero del rientro alla macchina. Mentre stava per fare buio
Ultima modifica oberkofler; 27-01-12, 16:46.Commenta
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le trasformazioni non avvengono in un giorno, serve tempo , ma poi quando avvengono è tardi per poter rimediare. La mia preoccupazione non sono i cinghiali e i cervidi , non sono le pecore o gli agnelli è la totale superficilità con la quale molti considerano questo fenomeno , giudicandolo quasi " un miracolo " della natura.
La natura ci ha abituato a ben pochi miracoli....è forse la cosa più logica che esiste e come tale deve essere trattata.
Ci sono voluti oltre 10 anni a riportare delle zrc della mia zona a livelli di densità ottimali con le lepri , 1 anno a vedere scomparire tutto ed altri 15 per tornare a rivedere un minimo(dico un minimo ) di positività. Questo ci fà capire quanto sia difficile costruire e conservare e quanto sia facile distruggere tutto in brevissimo tempo. Bello quanto vuoi, ma mangia tutti i giorni e tutti i giorni e aumenta costantemente di numero fin quando avrà risorse alimentari , è un animale schivo , che vive in branco per cui ha facilità superiori al singolo a cacciare ed a difendersi dai pericoli ( come tutti gli esserei viventi che vivono in forme gragarie ) , per questo ritengo sia difficile da controllare . Questo secondo voi , facendo un ragionamento logico a cosa porterà ?Commenta
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Quando il lupo è sotto casa il diritto alla
sicurezza è stato violato
di Michele CortiUna società buonista e iperprotettiva, che garantisce a tutti sin troppi diritti (anche a chi non se li merita) condanna i bimbi di montagna agli arresti domiciliari, colpevoli di essere (ancora) nati e di ritardare la consegna della montagna a sua divinità il lupo e ai suoi adepti
Parlare di società schizofrenica, di paradossi, di ipocrisie non basta più. Qui siamo di fronte alla nuda evidenza di fatti sociali elementari che parlano della doppiezza immorale di una società dominata dalla cultura e dagli interessi industriali e urbani. In nome della 'rivincita della natura', del risarcimento di danni inferti agli equilibri naturali dallo sviluppo industriale ora chi ha la sfortuna di vivere in montagna viene privato della libertà come tributo ad una 'selvaticità' inventata e idolatrata incarnata dal lupo.<?XML:NAMESPACE PREFIX = O /><O:P></O:P>
L'operazione è cinica e astuta e conta sul fatto che i montanari sono pochi, dispersi, privi di risorse di accesso ai media e al potere politico.<O:P></O:P>
L'errore di valutazione degli 'imprenditori politici del lupo' è però grave. Se il lupo è in grado di suscitare forti reazioni emotive solleticando curiosità, spirito di avventura (virtuale) dei piccolo borghesi sensibili ai richiami ambiental-animalisti televisivi esso è altrettanto in grado di suscitare reazioni contrarie in coloro che non vivono nei condomini cittadini ma nelle frazioni di montagna. Reazioni che una vasta componente della società di montagna (che non ha ancora del tutto rescisso le radici con la cultura tradizionale) è pronta a fare proprie suscitando un movimento sociale anti-carnivori .<O:P></O:P>

Di fronte alla foto sopra non si può non reagire. Lidia Fresia questa foto l'ha scattata davanti alla stalla, sul balcone di casa sua in frazione Ferreri di San Michele di Prazzo (Val Maira, Cn), il lupo era sulla strada provinciale. Lidia abita lassù col compagnoe il loro bimbo di tre anni che ora - tanto per cominciare - non gioca più in libertà, ma è la libertà di tutti ora sotto attacco. Perché in montagna non si può più lasciare che i bambini escano di casa? Chi ha deciso gli arresti domiciliari per i bambini montanari? Chi lo sappiamo, possiamo fare nomi e cognomi: i direttori dei Parchi, i responsabili del Centro conservazione dei grandi carnivori di Entraque, i dirigenti dei servizio Parchi in regione, i responsabili del Settore faunistico della Provincia, del Progetto lupo, i dirigenti del WWF, dell'Enpa a livello regionale e Provinciale, gli esperti accademici e i consulenti del suddetto Progetto Lupo, i responsabili del Comitato lupo presso l'Ispra.

Perché chi abita in montagna deve essere assediato dai lupi? Perché il bimbo di Lidia non può andare in triciclo e non potrà usare la biciclettina? Perché non si può mandare ragazzi anche grandicelli a far legna nel bosco da soli o a portare al pascolo le bestie. Perché la vita di montagna non può più essere vissuta? Chi condanna agli arresti domiciliari i bimbi vuole spegnere la vita di montagna, accelerare la pulizia etnica. Non siamo a livello di Pol Pot (un'altro che si riteneva illuminato e progressista) ma la differenza è solo nella minore brutalità. Pol Pot ha sterminato 2/3 milioni di cambogiani non non voleva trasferirsi in modo coatto dalla città alla campagna. Da noi la pulizia etnica è al contrario: si spinge con le buone o con le cattive la gente a concentrarsi nelle aree urbane dove è impossibile sfuggire al controllo sociale che oggi si esercita in primo luogo attraverso la dipendenza dalle reti complesse dela produzione e del consumo di cibo ed energia. Il lupo è un arma perfetta. I bambini cui è vietato giocare fuori casa o sciare sulla pista da sci (foto sopra con i resti di un banchetto dei lupi dello scorso inverno) sono colpevoli di essere (ancora) nati, di ritardare la consegna dell'intero spazio vitale (lebensraum) montano al lupo.<O:P></O:P>
Lebensraum? pulizia etnica? Ogni allusione a un progetto hitleriano non è assolutamente casuale. Ma i lupofili sono politicamente corretti, progressisti come si fa a dire questo? A parte che in Francia si parla da anni di ecofascismo a proposito della politica di reintroduzione del lupo basterebbe osservare come l'ideologia lupista è talmente progressista che, mascherata dietro formule pseudo-scientifiche c'è una visione pre-feudale che ci riporta alle riserve di caccia dell'alto medioevo dove i guardia-parco preso il malcapitato contadino-bracconiere che aveva osato 'prelevare' la fiera lo impiccavano senza tanti complimenti. La fiera in quanto 'nobile' valeva molto più della vita dei contadini. <O:P></O:P>
Imporre oggi che il pastore non possa difendersi dal lupo, impedire che al lupo si possa sparare anche quando arriva a pochi metri dalle case non è in stretto parallelismo con la situazione altomedioevale?<O:P></O:P>

Il progetto, però, ha successo se la montagna viene conquistata come un carciofo. Valle dopo valle. É un po' come il lupo che, quando caccia da solo cerca di isolare le pecore più deboli senza destare l'allarme del gregge. La forza del progetto conta sulla capacità narcotizzante delle 'favole ecologiche' e sulla superiorità culturale e sociale degli ambienti prolupo (spesso solo per conformismo e per sentirsi parte della società 'che conta'). Nelle valli dove il problema del lupo si fa sentire la preoccupazione dei Signori del lupo è quella di minimizzare (sono 'pochissimi', le predazioni sono opera dei cani, non c'è alcun pericolo per l'uomo). Un corollario di questa strategia è presentare il problema come faccenda della sola componente 'professionale' agricola o come una 'questione tecnica' da lasciare agli 'esperti della fauna'.<O:P></O:P>
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Dove il problema si è fatto serio si punta sullo spirito di rassegnazione e sul fatto che, sfoltiti i pastori e gli allevatori, attori sociali un po' più organizzati e reattivi del resto della popolazione, la capacità di resistenza sociale è ormai compromessa. Le scarse comunicazioni tra valle e valle facilitano il disegno dei Signori del lupo. Fortunatamente essi hanno sottovalutato la reazione emotiva che le notizie della sempre più inquietante presenza del lupo suscita anche nelle popolazioni dei fondovalle e della zona pedemontana dove può scattare un riflesso di solidarietà. Riflesso di testa ma anche di pancia, perché l'idea che diritti elementari come la sicurezza e la libertà dei bimbi siano sacrificati sull'altare dell'egoismo sociale della 'setta del lupo' provoca indignazione morale ma anche mal di pancia. Ancor più lo provoca l'idea che un bimbo potrebbe essere ghermito e sbranato dai lupi. Del resto il lupo che va a passeggio davanti alle case cosa sta facendo? La passeggiata la può fare ovunque se proprio vuole sgranchirsi le zampe. Se ispeziona lo spazio abitato è perché vuole capire fin dove può spingersi, quale sia il reale presidio umano.<O:P></O:P>
Qualora il lupo valuti che le difese umane siano deboli perché non colpire? E se ci fosse un bimbo che gioca da solo perché non prenderlo? Al lupo non hanno ancora raccontato che la favola di Cappuccetto Rosso va riscritta, ovvero che lui è buono. L'etica del lupo prevede solo una valutazione di rischi, costi e benefici. Se circola in ambienti dove i segni della presenza umana sono numerosi (e persino le tracce olfattive) è segno che l'uomo non gli fa più paura e può diventare una preda potenziale. <O:P></O:P>
Diventata una questione di sicurezza la strategia 'gradualista' dei Signori del lupo rischia di saltare. Se le valli si muovessero unite consapevoli che questo problema può essere quello che da la sveglia alla montagna e può catalizzarne le risorse interne (e magari anche qualche alleanza esterna) l'apparente forza soverchiante della lupofilia, basata su un sentimento lupofilo urbano vasto ma superficiale e contraddittorio, potrebbe essere sconfitta.<O:P></O:P>
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i competitori sono i predatori i genere , ma nessuno può superare per forza, intelligenza e capacità il lupo. Per cui tutti coloro che fanno parte della sua nicchia ecologica soffrono e soffriranno la sua presenza in maniera evidente. Quindi non solo i predati , ma anche i suoi colleghi pradatori hanno ed avranno di cui proaccuparsi.
Il fatto è che non ha a sua volta predatori....nessuno che se lo mangia , per cui o muore sotto una macchina o campa fino alla vecchiaia. Non credo sia naturale questa cosa ??Commenta
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il competitore di cui parlo è la specie homo sapiens sapiens...
anche per l'uomo non è naturale questa cosa di non avere predatori...eppure nessuno caccia l'uomo, se non lui stesso...i super predatori -uomo, orso, lupo, aquila reale e gufo reale- non hanno predatori e sono al vertice della catena alimentare, ma sono sullo stesso piano e è un evento epocale ci siano scontri mortali fra questi, e nessuno caccia di questi caccia l'altro..l'unico che ha inventato questa cosa è l'uomo...
il cane da pastore maremmano non l'hanno selezionato per stare in appartamento e i miei vicini -parlo di appennino tosco-emiliano- che hanno le pecore da quando ha iniziato a farsi vedere questo predatore se ne sono dotati...e se prima è capitato che sparisse qualche agnello ora non succede più..e le tracce del lupo si vedono e le trovo spesso sul trottoio che mi passa sotto casa, a 20 metri dalla porta..eppure quelli che hanno bambini -e di solito anche un cane- li lasciano giocare fuori e io continuerò ad alzarmi alle 4 per andare a vedere gli animali selvatici all'alba...seppur cosciente della sua presenza...e si, il suo incontro ti lascia sempre una sensazione strana..una specie di timore atavico...e sentirli ululare mentre sei di notte su un sentiero mentre vai a mettere una fototrappola ci si sente un po' ''preda''...ma sinceramente mi fa molta più paura un cinghiale incazzato che un lupo!Ciao da Roberto, neopatentato
lupofilo
la caccia non è descrivibile con un racconto, una foto o un filmato, per capirla, bisogna viverla...Commenta
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08.12.11) Con questo articolo-provocazione desidero che i verdi da salotto si facciano un bell'esamino di coscienza. Specie coloro che inveiscono contro i pastori e chi li difende solo perché "osano" sostenere che il lupo non può essere intoccabile
Lupofilia, sensi di colpa, sobrietà
di Michele Corti
Le recenti posizioni del parlamento nazionale e della Regione Piemonte - che prevedono la possibilità di un contenimento della popolazione lupina, laddove incida pesantemente sulle attività pastorali e di allevamento estensivo - hanno scatenato l'ira dei lupofili di città. Ma perché gente che non sa come è fatta una pecora (non parliamo del lupo) si scalda tanto per il lupo, sino ad arrivare ad insultare chi osa prendere le parti dei pastori? Proviamo ad avanzare delle ipotesi "ecosociopsicologiche".
Gli accaniti paladini del lupo molto spesso difendono le loro greppie dorate (lauti finanziamenti). La cosa è comprensibile. Meno comprensibile è che enti pubblici come la Regione Piemonte (assessorato all'agricoltura, si badi bene) eroghino centinaia di migliaia di euro (ciascuno) ai Parchi dell'Orsiera-Rocciavriè e delle Alpi Marittime a titolo azioni di prevenzione e risarcimento danni da lupo che si traducono solo in piccola parte in una una spesa per reti, cani, indennizzi ecc. E il resto?
Di fronte alla chiara volontà politica espressa dall'assessore Sacchetto di cambiare registro è ovvio che i beneficiari regiscano in malo modo. Non sorprendono le campagne mediatiche sulla carta stampata e sul web zeppe di apprezzamenti a dir poco 'pesanti', le lettere ai giornali. Non sorprendono nemmeno i blog anonimi (peraltro molto ben informati su quanto avviene in assessorato...) dedicati ad attaccare non solo l'assessore ma anche i responsabili del progetto Propast. Questi ultimi, tra cui il sottoscritto, sono rei di svolgere, su preciso mandato della Regione, un'indagine sul reale impatto del lupo e sull'efficacia della 'mitigazione' messa in atto (con le copiose risorse assegnate) dai Parchi e dai loro operatori.
Un fuoco di sbarramento aprioristico
Temendo che si scoprano 'altarini' le cerchie parcofile e lupofile (che poi si sovrappongono) hanno aperto un fitto fuoco di sbarramento prima ancora che il progetto iniziasse: "Il Progetto lupo è altamento scientifico, il progetto Propast non è scientifico". Un mantra. Il tutto senza prendere in esame i risultati (che ovviamente non possono essere disponibili ex ante) ma le stesse metodologie, il campo di indagine. Il raccogliere la viva testimonianza dei pastori è stato assimilato ad una "sobillazione" perché incrina l'immagine idillica del pastore felice (o quantomeno rassegnato) che la lupofilia militante desidera irradiare. Il tutto in base all'assunto molto singolare, che sostenere apriori che ovunque (quantomeno in Italia) pastorizia e lupo possano convivere pacificamente è "scientifico" mentre metterlo in dubbio (ma non è l'essenza del metodo scientifico?) e verificarlo attraverso un'inchiesta approfondita, nella realtà data, non lo è. Ohibò. Da ridere (o da piangere, scegliete voi). Su tutto questo ci sarà da tornare su.
La lupofilia che lenisce i sensi di colpa
Dietro la lupofilia militante e per nulla disinteressata c'è un'area di lupofilia 'diffusa' che rappresenta una risorsa fondamentale sfruttata da chi ha saputo abilmente e in modo pianificato costruire le sue posizioni di forza. Posizioni che ora difende con accanimento. È un'area che reagisce emotivamente quando si scrive - in mala fede - sui giornali che l'assessore Sacchetto vuole lo sterminio dei lupi. Per fortuna Sacchetto - che sui lupi aveva già preso chiara posizione quando era assessore provinciale a Cuneo - antepone la coerenza al calcolo elettoralistico.
Ma perché al solo discutere della possibilità di controllare i lupi scattano dei meccanismi che inducono parecchia gente a scrivere, a protestare? Lo stesso guest book di questo sito ne è testimonianza. Ruralpini tratta diversi temi, spesso attaccando anche pesantemente. Però, a parte alcuni casi di interessi specifici, solo nel caso delle prese di posizione "anti-lupo" di Ruralpini sono arrivate raffiche di lettere indignate sino agli insulti. Perché? Amano così tanto Natura e il lupo eretto a suo totem?
Io mi permetto di avanzare un'altra interpretazione perché è difficile amare quello che non si conosce (parecchia gente è disposta anche ad ammetterlo che gli unici lupi che ha visto sono quelli dei documentari televisivi). Secondo me la maggioranza dei lupofili in pantofole o da condominio (non la si prenda come un'offesa, lo dico anche benevolmente) ama se stessa, si sente messa in discussione, rifiuta di essere messa di fronte allo specchio della propria coscienza di consumatore insostenibile.
Esame di coscienza
Schierandosi con il lupo e inveendo contro Sachhetto, Corti, la Verona, questi psudoecologisti esorcizzano i loro sensi di colpa. Sentono, in cuor loro, di essere pessimi ecologisti ma guai a ricordare loro che l'atteggiamento "lupofilo" (che non costa nulla, ma che costa molto a una minoranza senza potere: i pastori) è un modo per ripulirsi a buon mercato una coscienza sporca. Ma poi cosa difendono? Un animale (che, di per sé, non è né buono, né cattivo, né nobile, né ignobile, né coraggioso né vigliacco) o un costrutto sociale, una rappresentazione che torna comoda in termini di alibi sociale, potere, equilibri sociali? Molti degli intrepidi lupofili stanno al calduccio a 23°C e vanno a fare la spesa in macchina riempiendo il carrello di carne, usano la macchina in città e .... Non è così? No?
Allora li sfido a sottoporsi al test della sobrietà. Non devono venire a raccontare a me l'esito del test ma alla loro coscienza. E per aiutarli riporto la definizione di "coscienza" di un grande contadino-poeta: Pierre Rabh.
"Per «coscienza» intendo quel luogo intimo in cui ogni essere umano può in tutta libertà valutare la propria responsabilità nei confronti della vita e determinare gli impegni attivi che un'etica autentica di vita gli ispira per se stesso, per i suoi simili e per le generazioni future".
Il test di sobrietà che propongo si basa sulla mia pratica personale di questa virtù rispolverata. Non si può chiedere agli altri quello che non si ha coraggio di chiedere a sé stessi. È tarato per chi vive in città come i lupofili-tipo e, almeno per ora, anche il sottoscritto. Il quale non ha difficoltà ad ammettere che alcune delle pratiche virtuose qui indicate le ha poste a base del suo stile di vita e di consumo da poco e non intende menarne vanto.
Posso però dire che la sobrietà è veramente fonte di gioia e di benessere e che è molto più facile praticarla rispetto a quanto possa sembrare. Credo che le maggiori difficoltà ad adattare uno stile di vita meno impattante sull'ambiente vengano dal contesto delle relazioni sociali (specie familiari) e da vincoli legati al luogo di residenza, alla condizione professionale, all'età, alle abitudini pregresse.
Autotest della sobrietà
<TABLE border=1 width=599 height=1391><TBODY><TR><TD height=140 width=495>Riscaldamento domestico (vale ovviamente per chi ha la possibilità di decidere la regolazione dell'impianto o quantomeno di regolare i singoli termosifoni, stufe, ecc.). In inverno mi preoccupo che la temperatura dei locali utilizzati da me e dai miei famigliari non superi i 18-19°C, mantengo chiusi i termosifoni nei locali più caldi o non utilizzati (specie in cucina per non far lavorare inutilmente il frigorifero che curo di lasciare libero su ogni lato). Nelle stagioni intermedie utilizzo un termoventilatore solo per il bagno.
</TD><TD height=140 width=40>SI</TD><TD height=140 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=115 width=495>Detersivi per la casa e detergenti la persona Mi impongo di economizzare sui detersivi scegliendo quelli in vendita che mi paiono rispondere a requisiti ecologici. Non utilizzo sapone liquido in flaconi a perdere, preferisco utilizzare saponette tradizionali. Non ricorro a prodotti largamente inutili (deodoranti ecc.). Utilizzo metodi tradizionali di pulizia (paglietta di ferro, ammoniaca, ecc.)
</TD><TD height=115 width=40>SI</TD><TD height=115 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=87 width=495>Pulizia della persona e utilizzo acqua calda Tranne che in casi particolari non faccio la doccia più di una volta la settimana e regolo la temperatura in modo che non sia necessario miscelare l'acqua calda con la fredda o sia al massimo necessaria una minima miscelazione.
</TD><TD height=87 width=40>SI</TD><TD height=87 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=119 width=495>Lavaggio e cura indumenti Utilizzo gli indumenti sino a quando sono logori e non è possibile effettuare riparazioni. Riparo regolarmente le calzature in modo da assicurare una lunga durata (eventualmente risuolatura). Conservo gli indumenti in modo tale che non vengano deteriorati dalle tarme. Limito i cambi di biancheria da letto e indumenti all'effettivo bisogno (quando sono sporchi).
</TD><TD height=119 width=40>SI</TD><TD height=119 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=72 width=495>Mezzi di trasporto In città utilizzo solo i piedi e la bici. Quando necessario i mezzi pubblici. L'auto solo per trasporto anziani, malati, bambini, colli e materiali e in particolari circostanze.
</TD><TD height=72 width=40>SI</TD><TD height=72 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=9 width=495>Approvvigionamenti Mi reco a fare la spesa più volte la settimana a piedi o in bici acquistando solo quello che serve, ovvero attenendomi ad una lista redatta in precedenza. Limito a casi particolari l'acquisto di "confezioni famiglia" e evito le tentazioni di promozioni che inducono ad acquistare più di quanto mi occorre salvo nel caso di beni a lunga conservazione.
</TD><TD height=112 width=40>SI</TD><TD height=112 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=29 width=495>Acqua Bevo solo acqua del rubinetto.
</TD><TD height=29 width=40>SI</TD><TD height=29 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=18 width=495>Carne Non consumo carne più di due volte la settimana.
</TD><TD height=38 width=40>SI</TD><TD height=38 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=46 width=495>Cereali e legumi Utilizzo ampiamente legumi e cereali anche in sostituzione della carne, nelle zuppe e in altri piatti.
</TD><TD height=46 width=40>SI</TD><TD height=46 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=18 width=495>Surgelati, liofilizzati Evito di regola di acquistare cibi congelati, surgelati, liofilizzati.
</TD><TD height=38 width=40>SI</TD><TD height=38 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=100 width=495>Frutta e verdura Acquisto regolarmente solo frutta e verdura di stagione evitando i prodotti d'oltremare e cercando in ogni caso i prodotti che originano alla minore distanza. Non acquisto insalata già lavata ma preferisco sempre il prodotto fresco e grezzo più economico, più conservabile, di maggior valore nutritivo.
</TD><TD height=100 width=40>SI</TD><TD height=100 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=77 width=495>Elettrodomestici, utensili Cerco di ripararli quando possibile. Evito la pletora dei mini-elettrodomestici inutili che sostituiscono utensili tradizionali azionabili manualmente. Scelgo alternative durevoli anche se meno "sexy"
</TD><TD height=77 width=40>SI</TD><TD height=77 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=52 width=495>Televisione Limito l'uso della televisione preferendo la lettura di un libro e in ogni caso non lascio mai acceso per ore l'apparecchio quando nessuno ascolta.
</TD><TD height=52 width=40>SI</TD><TD height=52 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=57 width=495>Imballaggi Cerco sempre di scegliere i prodotti con minor quantità di imballaggio.
</TD><TD height=57 width=40>SI</TD><TD height=57 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=26 width=495>Raccolta differenziata Rispetto scrupolosamente le regole vigenti dove sono domiciliato
</TD><TD height=55 width=40>SI</TD><TD height=55 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=153 width=495>Vacanze, viaggi E' un campo di grande soggettività. Chiedetevi però se vale la pena usare l'aereo per farvi una settimana al mare, se la vacanza non avrebbe potuto essere fatta nella vostra regione, se vale la pena fare dei tour intercontinentali quando non conoscete i tesori di arte, gastronomia e natura di casa vostra (spesso della vostra stessa provincia). Fate anche una riflessione sulle seconde case di vacanza che lasciate vuote, magari con il riscaldamento al minimo acceso. Alla fine rispondete al quesito: le mie vacanze, le mie esperienze turistiche sono sobrie?
</TD><TD height=153 width=40>SI</TD><TD height=153 width=42>NO</TD></TR><TR><TD height=27 width=495>Somma (calcolare il numero di SI e di NO)
</TD><TD height=55 width=40></TD><TD height=55 width=42></TD></TR></TBODY></TABLE>
Se ad alcune domande non potete rispondere perché l'alternativa non dipende da voi non preoccupatevi, il test può funzionare lo stesso (a meno che alla maggioranza delle domande non siate nella condizione di rispondere). Una volta sommati i SI e i NO applicare il semplice calcolo N.SI / (N.SI + N.NO).
Se vi collocate tra:
0 e 0,20 = Il vostro stile di vita è molto poco sobrio; per migliorare c'è solo l'imbarazzo della scelta. Evitate di dare lezioni a chicchessia su temi ecologici, prima migliorate, almeno un po'. Però non demoralizzatevi.
0,20 e 0,40 = Non siete un disastro ma avete ancora molto da migliorare. Potete farlo perché su qualche aspetto siete già sobri. Proponetevi di concentrarvi su un certo ambito dello stile di vita senza pretendere di migliorare tutto in un colpo.
0,40 e 0,60 = Potete essere abbastanza soddisfatti ma visto che sin qui ci siete arrivati perché non fare ancora qualche miglioramento. Su diversi aspetti siete dei consumatori sobri. Cercate di capire perché sugli altri fronti non siete ancora arrivati alla meta.
0,60 e 0,80 = Siete su una buona strada, anzi molto buona. Vi manca poco.
0,80 e 1,0 = Congratulazioni, fate parte del club della sobrietà. Dovete però ancora fare qualcosa, aiutare i vostri amici, parenti, colleghi e conoscenti a fare come voi spiegandogli che non è così difficile.Commenta
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non si sta parlando di sparare ai lupi a vista....non si sta parlando di appennino tosco-emiliano che è pieno a scoppiare di ungulati, si sta parlando di avvistamenti sempre più numerosi vicino a centri abitati e che quindi non sono più tanto pochi come chi ha interessi (fondi) vuole continuare a far credere! Che poi che da 1500 mt slm in su ci siano i lupi era risaputo[:-clown]il competitore di cui parlo è la specie homo sapiens sapiens...
anche per l'uomo non è naturale questa cosa di non avere predatori...eppure nessuno caccia l'uomo, se non lui stesso...i super predatori -uomo, orso, lupo, aquila reale e gufo reale- non hanno predatori e sono al vertice della catena alimentare, ma sono sullo stesso piano e è un evento epocale ci siano scontri mortali fra questi, e nessuno caccia di questi caccia l'altro..l'unico che ha inventato questa cosa è l'uomo...
il cane da pastore maremmano non l'hanno selezionato per stare in appartamento e i miei vicini -parlo di appennino tosco-emiliano- che hanno le pecore da quando ha iniziato a farsi vedere questo predatore se ne sono dotati...e se prima è capitato che sparisse qualche agnello ora non succede più..e le tracce del lupo si vedono e le trovo spesso sul trottoio che mi passa sotto casa, a 20 metri dalla porta..eppure quelli che hanno bambini -e di solito anche un cane- li lasciano giocare fuori e io continuerò ad alzarmi alle 4 per andare a vedere gli animali selvatici all'alba...seppur cosciente della sua presenza...e si, il suo incontro ti lascia sempre una sensazione strana..una specie di timore atavico...e sentirli ululare mentre sei di notte su un sentiero mentre vai a mettere una fototrappola ci si sente un po' ''preda''...ma sinceramente mi fa molta più paura un cinghiale incazzato che un lupo!Commenta
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Ciao Tommaso personalmente non li ho mai visti ma so di diversi avvistamenti. Funghi? da non escono mai[:D]. Saluti Barbe.BarbeCommenta
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Credo che i vari problemi siano stati abbastanza sviscerati (per me ne manca uno, il fatto che un'allevatore debba pagare per "smaltire" la carcassa dell'animale, ASSURDO).
Ma, cosa possiamo fare? Posso fare un'elenco, sicuramente non esaustivo:
- informarci se localmente ci sono gruppi che si occupano di gestione del lupo e discutere con loro della possibilità di mettere in atto sistemi di prevenzione dei danni.
- continuare a segnalare a questi ed altri enti (e anche sul forum se volete), avvistamenti e ritrovamenti di lupi o carcasse di animali.
- informare gli allevatori che ci sono gli indennizzi e favorire la velocità di erogazione degli stessi ( a volte l'allevatore non ha tempo di stare appresso alla "carta" e risolve i problemi a modo suo).
- se gli indennizzi non dovessero essere congrui, informare gli allevatori che possono agire per vie legali formando una class action contro la regione, che ha la delega della gestione faunistica.
Aggiungete altro che vi viene in mente.
Buona notte a tutti!Commenta
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Stamattina ho portato i bambini a fare un giro in montagna sulle pendici di Monte Mai (Monti Picentini, in provincia di Salerno). A quota 950 metri s.l.m. circa ho visto la mia breton soffermarsi incuriosita su qualcosa a terra e sono andato a vedere di cosa si trattasse. Beh, non sono certo un esperto ma ho l'impressione che fossero gli escrementi di un giovane lupo. La lunghezza complessiva era di circa 25÷30 cm.
Li ho "sezionati" ed il loro interno era costituito da una matassa molto densa di setole chiare ed ossa a pezzi (i pezzi erano circa 1÷2 cm); puzzavano decisamente.
Chiedo a chi è più esperto, possono essere davvero di lupo ?
[media]http://img641.imageshack.us/img641/2693/fattelupo.jpg[/media]
[media]http://img21.imageshack.us/img21/5544/fattedettaglio.jpg[/media]
P.S: nella seconda foto si intravvedono anche le schegge d'ossoUltima modifica gioturco; 06-02-12, 09:32.Lupus est homo homini... (Asinaria, Plauto)
da cui: Homo homini lupusCommenta
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Le foto non si vedono, ma da come descrivi mi sa che l'autore di ciò non sia lupo bensì gufo realeLa mia presentazione https://www.ilbraccoitaliano.net/for...giorno-a-tuttiCommenta
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