ripopolamento
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Nel mio ATC 2 domeniche fa è stata organizzata da una associazione di cacciatori una gara a scopo di ripopolamento con la partecipazione di 75 cani,quindi sono stati liberati altrettanto fagiani.Nello stesso paese un altra associazione non ripopola piu da diversi anni dicendo che i ripopolamenti sono vietati è non si possono effettuare.Giusto o no ma la legge che fa.?????? -
Ciao Astore, hai visto giusto: la varietà dovrebbe essere Phasianus colchicus torquatos e sono di provenienza nazionale. Sono davvero belli, anche le femmine che non ho ripreso. Solo un maschio ha mal sopportato il trasporto ed era restio ad uscire dalla gabbia. Quando ho messo la mano dentro per farlo uscire "soffiava" come fosse un gatto !!!!!!
Poi si è allontanato di pedina un po intontito ma alla fine ha preso il volo anche lui....
Ci rivedremo ad ottobre con loro (almeno spero !!!).
Lupus est homo homini... (Asinaria, Plauto)
da cui: Homo homini lupusCommenta
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Da noi quest'anno non si farà il ripopolamento forse qualcosa pronta caccia[:-bunny].L'anno scorso hanno lanciato dicono loro 250 fagiani, ma sinceramente non è che se ne son visti tanti.Daniele
Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)Commenta
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Un applauso a Gioturco, così si fa'! Signori partecipate pure voi alla vita delle associazioni così se c'è qualche magnaccione avrà vita difficile! Si può sempre migliorare e l'obiettivo deve essere questo, ma dapprima si deve INIZIARE!
Ancora complimenti a Giò.
CiaoCommenta
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Non sta scritto da nessuna parte perchè non dovrebbe essere così... la selvaggina dell'ATC è di proprietà dei "Soci cacciatori" (paganti la quota) fino alla sua immissione, poi diventa patrimonio indisponibile dello stato.... che poi l'ATC per comodità propria abbia trovato come responsabile delle immissioni un responsabile della locale sezione, quella è un'altra cosa.ragazzi mi spiegate una cosa o mi linkate qualche legge sulla questione ripopolamenti cioe e scritto da qualche parte che gli animali x ripopolare vengono dati dagli Atc alle associazioni venatorie del luogo e appartengono ad essi ??? oppure ad un circolo cacciatori di un comune ??? dalle notre parti ci dicono che la selvaggina e delle associazioni venatorie cioe l Atc gli da alle associazioni che poi deve provvedere al ripopolamento e se quel giorno che assegnano la selvaggina non va un rappresentante di un qualsiasi associazione l Atc non da selvaggina ..... cosi sono le cose ?????????? dove posso trovare leggi in merito ?? grazie
La gestione dell'ATC è svincolata dal discorso AAVV.... ad esempio a Brescia in rappresentanza dei soci (da statuto ATC su bozza approvata in Regione) c'è 1 delegato eletto dai soci ogni 100 cacciatori o frazione di 100 superiore a 50 a cui compete il collegamento ATC pres. comunali AAVV, riunioni di zona omogenea ed approvazione del bilancio, inoltre per le immissioni di selvaggina ogni Comune ha eletto un responsabile delle immissioni... se il resp. dovesse essere è impossibilitato per le più svariate ragioni, delega un'altro cacciatore.
Non ci sono leggi... dovresti vedere lo statuto ed i regolamenti interni approvati dall'ATC.Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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Grande Giovanni, questo è fare da Cacciatori!!!Le aree dove si effettuano i lanci sono stabilite dal P.F.V. e sono cartografate all'interno dello stesso. Qui vengono individuate le aree che hanno la giusta vocazione per il lancio di lepri, fagiani e starne (principalmente lepri e fagiani, almeno da noi). Fino a che non ho iniziato a seguire da vicino le vicende della associazione venatoria a cui appartengo, ovvero fino a che me ne stavo comodamente a farmi i fatti miei tutto l'anno ed usavo l'associazione SOLO per farmi l'assicurazione, neppure io ho mai saputo di lanci od altro. Da quando mi sto impegnando anch'io, perdendo tempo e denari, a seguire quello che succede in Provincia e nelle varie Associazioni Venatorie, ho avuto modo di seguire e partecipare in prima persona alle operazioni di ripopolamento sul territorio che mi interessa di più. Quest'anno ho seguito il primo lancio di lepri a gennaio, il secondo a febbraio e stamattina il lancio dei fagiani. Vi posto un brevissimo video di stamane (quelli delle lepri sono in altro post):
[media]http://www.youtube.com/watch?v=hKOegbnAciE[/media]Commenta
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Ogni anno, un mio amico cacciatore che abita in una bella zona rurale del Salento, prende l'incubatrice, fa schiudere decine e decine di uova di quaglia e di fagiano, alleva i pulcini fino a farli diventare adulti e sessualmente maturi, e poi li lancia nei campi in periodo di caccia chiusa non appena sente, anche di notte, il richiamo dei maschi. Mi ha raccontato che le femmine di quaglia allevate da lui vanno subito a far coppia con i maschi selvatici della stessa specie, fanno il nido fra l'erba e fra le stoppie, depongono regolarmente le uova fecondate dagli stessi maschi migratori selvatici, e poi spiccano il volo a fine stagione riproduttiva verso la loro meta migratoria con molti esemplari della loro prole nata in natura. Alcuni di questi volatili vengono ovviamente abbattuti nel corso dell'apertura venatoria ai primi di settembre, molti altri migrano e magari ritornano l'anno dopo. Lo stesso mio amico, che se ne fotte altamente dei verdi & Co. e dei piani burocratici di ripopolamento, ha liberato conigli che si sono inselvatichiti. Le sue fagiane, poi, si accoppiano con i maschi lanciati dalle guardie provinciali e nidificano sempre nelle campagne intorno alla sua casa. Ecco come, nei fatti e non con le chiacchere, si fa ripopolamento. A qualcuno ciò darà certamente sui nervi, ma il mio amico così pensa e fa. E a mio modesto, personale parere, egli fa benissimo.Non so nelle varie ATC come vanno a finire certe situazioni ma di sicuro non come la CZ1.Ogni anno quando arriva il periodo di ripopolamento succedono sempre le solite discussione e di conseguenza ci sono delle dimissioni,è come al solito i classici lanci di selvaggina non vengono effettuati.Secondo voi ,succede cosi anche nelle altre ATC? é possibile che ogni anno succede sempre lo stesso SCHIFO?In attesa di commenti un saluto.:-prPer i soliti mangioni.
Un'ultima cosa: dopo sterili tentativi di ripopolare le campagne con le lepri nazionali, si sono ben acclimatate qui da noi quelle ungheresi. Oggi possiamo dire che pure intorno all'area dove io vivo ci sono delle lepri che partoriscono e allevano i loro leprotti. Il loro nemico non è l'uomo né tanto meno il cacciatore, quanto piuttosto le volpi e certi branchi di cani randagi che operano ormai organizzati per accerchiare le prede selvatiche come fanno le iene o altri canidi africani.Ultima modifica Bayard; 09-03-12, 21:08.Commenta
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Ciao BAYARD.Ascolta per il processo di adattamento alla natura delle quaglie non ci metto la mano sul fuoco anche se nutro diversi dubbi x alcune esperienze dirette di miei amici. Ma riguardo all'adattamento dei conigli permettimi di smentire il tuo amico.come il coniglio selvatico non potrà mai diventare mansueto anche dopo diverse generazioni allevate in cattività cosi il coniglio liberato non diventerà mai selvatico,e solo dopo 5/6 generazioni assumerà quasi del tutto le sembianzee le movenze selvatiche ,anche se l'occhio esperto se ne accorge.inoltre se resiste ai predatori solo la femmina ha possibilità di incrociarsi col maschio selvatico ,è quasi impossibile che il selvatico sia maschio che femmina possa fare avvicinare un maschio-liberato nel proprio territorio. io nella mia campagna x anni ho gestito una conigliera la quale mi serviva x addestrarci i cuccioli miei e degli amici, o ci facevo andare a caccia qualche persona anziana x farla divertire. Quindi x decenni ho potuto monitorare tutti i comportamenti dei conigli anche con telecamere nascoste facendo anche vari incroci. un ultima cosa non immettete mai conigli senza il vaccino x la mixomatosi ecc. ci vorrebbe un libro x completare il discorso spero di essere stato chiaro cosi. salutiUltima modifica luigi 8; 10-03-12, 00:06.Commenta
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Ciao Luigi,riguardo il processo di adattamento in natura delle quaglie d'allevamento beh posso dare la mia testimonianza in quanto in passato ho gestito un quagliodromo.
Una volta si ruppe la rete della voliera che ospitava un centinaio di quaglie,fuggirono più della metà,e bene la zona si ripopolò a meraviglia e per tutta l'estate fino in autunno stettero in zona,i posti preferiti erano i campi di grano ma anche la macchia mediterranea dove sfuggivano alla grande a gazze e cornacchie.
salutiCommenta
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A differenza che in Sicilia, in Salento il coniglio selvatico non è stato mai attestato. Alcuni esemplari vengono di rado abbattuti nella zona dell'Arneo, ma certamente si tratta di conigli inselvatichiti. Al contrario, recentemente conigli selvatici (o anche in questo caso inselvatichiti) sono stati visti e fotografati tra la piana dell'Appidé (Corigliano d'Otranto) e le campagne a nord-ovest di Scorrano. Con questo voglio precisare che ormai saranno una quindicina d'anni che il mio amico, personaggio notissimo del mondo venatorio salentino, ha immesso conigli dal mantello grigio scuro in natura: questi animali nascono, prosperano, vivono, lottano per la sopravvivenza, si riproducono, muoiono abbattuti dai cacciatori o mangiati dai predatori. Le gazze sono le principali responsabili della distruzione dei piccoli di coniglio. Altra eccezione è costituita dalla provincia di Brindisi, nelle cui campagne (specie tra i vigneti) ci sono non molte ma moltissime lepri. Perché? Poiché l'abitudine dei contadini di spargere esche avvelenate contro arvicole e talpe ha fatto sì che le volpi, nutrendosi delle carogne di questi roditori, muoiano anch'esse avvelenate. Pertanto, venendo a mancare o per lo meno a scarseggiare un predatore naturale delle lepri, queste ultime prosperano pressoché indisturbate con gioia di noi cacciatori. E le lepri riescono a portare a termine fino anche a 4 parti all'anno perché nel brindisino, contrariamente al leccese, c'è molta più acqua nelle campagne. E le lepri, si sa, si giovano di pozze e canali.Ciao BAYARD.Ascolta per il processo di adattamento alla natura delle quaglie non ci metto la mano sul fuoco anche se nutro diversi dubbi x alcune esperienze dirette di miei amici. Ma riguardo all'adattamento dei conigli permettimi di smentire il tuo amico.come il coniglio selvatico non potrà mai diventare mansueto anche dopo diverse generazioni allevate in cattività cosi il coniglio liberato non diventerà mai selvatico,e solo dopo 5/6 generazioni assumerà quasi del tutto le sembianzee le movenze selvatiche ,anche se l'occhio esperto se ne accorge.inoltre se resiste ai predatori solo la femmina ha possibilità di incrociarsi col maschio selvatico ,è quasi impossibile che il selvatico sia maschio che femmina possa fare avvicinare un maschio-liberato nel proprio territorio. io nella mia campagna x anni ho gestito una conigliera la quale mi serviva x addestrarci i cuccioli miei e degli amici, o ci facevo andare a caccia qualche persona anziana x farla divertire. Quindi x decenni ho potuto monitorare tutti i comportamenti dei conigli anche con telecamere nascoste facendo anche vari incroci. un ultima cosa non immettete mai conigli senza il vaccino x la mixomatosi ecc. ci vorrebbe un libro x completare il discorso spero di essere stato chiaro cosi. saluti
Questi dati, provenienti dagli osservatori faunistici anche anticaccia, sono confermati dall'osservazione diretta sul campo.
E veniamo alla questione "quaglia liberata". La positività della pratica di immissione massiva di quaglie allevate dall'uomo qui in Salento non sta soltanto nel fatto che qualche centinaio di esemplari va a rimpinguare la popolazione cacciabile, ma soprattutto - e credo che ormai nessuno avrà dubbi in proposito - nel fatto che le quaglie immesse in natura si aggregano ai loro simili selvatici e addirittura migrano con loro per ritornare in gran parte l'anno successivo. Io sfido i sapientoni delle organizzazioni ambientaliste (ma sfido pure molti ignorantoni che capeggiano le nostre associazioni) a dire il contrario, magari effettuando dei lanci di esemplari inanellati.
Dico ciò con cognizione di causa scientifica e professionale. Non è il caso che io dica dove lavoro e di che cosa mi occupo: l'ho già detto in altre occasioni. Basti sapere che tutte le discussioni da me ingaggiate recentemente (vedi la questione dei colombacci, delle colombelle e dei piccioni selvatici rispettivamente di passo o stanziali in Salento), discussioni che hanno fatto emergere una incomprensibile e stizzita opinione "negazionista" verso i dati inoppugnabili forniti da me circa la presenza in Salento di un columbiforme dato a torto per inesorabilmente estinto, sono corroborate da costanti verifiche presso istituzioni scientifiche locali, regionali e nazionali.Commenta
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ciao BAYARD. ok grazie per avermi dato delucidazioni . x quanto riguarda le quaglie i miei erano solamente dei dubbi .invece x il coniglio se nelle vostre zone non avete il quello selvatico le mie obiezioni sono inutili. mi scuso se sono sembrato troppo categorico. salutiCommenta
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Quaglie di allevamento?! Lepri Ungheresi??!!!A differenza che in Sicilia, in Salento il coniglio selvatico non è stato mai attestato. Alcuni esemplari vengono di rado abbattuti nella zona dell'Arneo, ma certamente si tratta di conigli inselvatichiti. Al contrario, recentemente conigli selvatici (o anche in questo caso inselvatichiti) sono stati visti e fotografati tra la piana dell'Appidé (Corigliano d'Otranto) e le campagne a nord-ovest di Scorrano. Con questo voglio precisare che ormai saranno una quindicina d'anni che il mio amico, personaggio notissimo del mondo venatorio salentino, ha immesso conigli dal mantello grigio scuro in natura: questi animali nascono, prosperano, vivono, lottano per la sopravvivenza, si riproducono, muoiono abbattuti dai cacciatori o mangiati dai predatori. Le gazze sono le principali responsabili della distruzione dei piccoli di coniglio. Altra eccezione è costituita dalla provincia di Brindisi, nelle cui campagne (specie tra i vigneti) ci sono non molte ma moltissime lepri. Perché? Poiché l'abitudine dei contadini di spargere esche avvelenate contro arvicole e talpe ha fatto sì che le volpi, nutrendosi delle carogne di questi roditori, muoiano anch'esse avvelenate. Pertanto, venendo a mancare o per lo meno a scarseggiare un predatore naturale delle lepri, queste ultime prosperano pressoché indisturbate con gioia di noi cacciatori. E le lepri riescono a portare a termine fino anche a 4 parti all'anno perché nel brindisino, contrariamente al leccese, c'è molta più acqua nelle campagne. E le lepri, si sa, si giovano di pozze e canali.
Questi dati, provenienti dagli osservatori faunistici anche anticaccia, sono confermati dall'osservazione diretta sul campo.
E veniamo alla questione "quaglia liberata". La positività della pratica di immissione massiva di quaglie allevate dall'uomo qui in Salento non sta soltanto nel fatto che qualche centinaio di esemplari va a rimpinguare la popolazione cacciabile, ma soprattutto - e credo che ormai nessuno avrà dubbi in proposito - nel fatto che le quaglie immesse in natura si aggregano ai loro simili selvatici e addirittura migrano con loro per ritornare in gran parte l'anno successivo. Io sfido i sapientoni delle organizzazioni ambientaliste (ma sfido pure molti ignorantoni che capeggiano le nostre associazioni) a dire il contrario, magari effettuando dei lanci di esemplari inanellati.
Dico ciò con cognizione di causa scientifica e professionale. Non è il caso che io dica dove lavoro e di che cosa mi occupo: l'ho già detto in altre occasioni. Basti sapere che tutte le discussioni da me ingaggiate recentemente (vedi la questione dei colombacci, delle colombelle e dei piccioni selvatici rispettivamente di passo o stanziali in Salento), discussioni che hanno fatto emergere una incomprensibile e stizzita opinione "negazionista" verso i dati inoppugnabili forniti da me circa la presenza in Salento di un columbiforme dato a torto per inesorabilmente estinto, sono corroborate da costanti verifiche presso istituzioni scientifiche locali, regionali e nazionali.
Ora, passi x fagiani, starne e/o pure conigli, almeno laddove nn ci siano popolazioni autoctone: d'altronde il fagiano e' specie aliena, la starna italica ormai solo un nostalgico ricordo, ed il coniglio immagino gia' ampiamente imbastardito di x conto suo, quindi x queste specie di danni nn se ne possono fare nemmeno con tutto l'impegno del tuo amico..
X lepri e quaglie la situazione e' leggermente diversa.
La lepre comunemente presente nn e' ormai + di puro ceppo italico, nondimeno si sono ormai diffusamente ricostituite popolazioni stanziali autoriproducentisi, l'importazione di lepri estere e' x fortuna ormai vietata in diverse regioni, e quindi si spera che finalmente cessi quell'inquinamento genetico della specie che x decenni ha fatto immani danni alla specie stessa: e' xaltro ormai unanimamente accettato che miglioramenti ambientali e controllo dei predatori siano l'unico "toccasana" capace di far veri miracoli. A proposito, ma che c'entra l'acqua con le lepri, mica sono anitre?!
X le quaglie, mi auguro davvero che possano essere di nostrano ceppo selvatico, altrimenti, ammesso e nn concesso che il tuo amico abbia davvero successo in queste ...ibridazioni, sta facendo + danni della grandine.
Stavo inoltre riflettendo che, come si legge su diversi post addirittura entusiasti, se la "cultura" della gestione faunistico-venatoria del cacciatore medio, cosi' cone quella delle pubbliche amministrazioni + ATC, si ferma al "lancio" (si', manco fossero palline da tennis e/o piattelli), allora la desolazione faunistica in cui versa buona parte del Belpaese e' certamente il minimo che possa meritare...
Come dice un forumista, sopra ogni cosa combatti l'ignoranza, ma stando cosi' i fatti la vedo davvero dura!!!Commenta
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