Io sono stanco
Comprimi
X
-
marsemau
Riguardo all'uso "allegro" dei liquami io ne sono testimone diretto.
Frequentando le cascine per il controllo degli invasivi (piccioni) assisto a scene a dir poco imbarazzanti e scandalose, come il dilavamento dei liquami nei fossi attigui e il quasi completo allagamento delle campagne limitrofe però......il punto dolente e che se denunci danneggi direttamente colui che ti ospita e il nostro (in questo caso il termine è appropriato) buonismo ci/mi mette in imbarazzo sul da farsi.
Ho provato a sollevare la questione (timidamente) con la guardia venatoria che mi accompagna ma è rimbalzata sulle sue orecchie, certo ci vorrebbe uno scatto culturale, potremmo diventare tutti un pò più "sceriffi" e provare a fare rispettare le regole.
Forse la strada potrebbe essere quella di incaricare qualcuno all'interno degli ATC di fare da collettore per le varie denunce o proposte, ma poi forse verrebbe meno il già scarso rapporto con gli agricoltori.....e poi come diceva qualcuno prima, informare, in fondo gli agricoltori non sono più identificabili con i meno colti del villaggio ma al contrario molti di loro possiedono diplomi se non lauree specifiche.
Sicuramente è un ottimo argomento da affrontare e faccio i miei complimenti a "segugista" per averlo proposto.
MauroUltima modifica Ospite; 01-09-14, 17:51.Commenta
-
<HR style="COLOR: #cc9933; BACKGROUND-COLOR: #cc9933" SIZE=1>
<!-- / icon and title --><!-- message -->
Quando è incominciato il calo delle lepre da me, trovando alcune morte, mio padre ne portò quattro all'istituto zooprofilattico e non trovarono causa certa della morte. io leggo volentieri tutto ma, pur non potendo entrare nel merito, i pareri dei tecnici mi sembrano insostituibili, il tuo non è un papiro è interessante e certo più utile dei "si stava meglio quando si stava peggio" spuntati anche stavolta.Innanzitutto saluto Emanuele che ha creato questo bellissimo thread. Gli avevo promesso molto tempo fa un articolo sulla lepre che per vari motivi non sono riuscito a fare [:-fight].
Visto che seguo poco il forum mi ripresento: mi chiamo Costantino, sono laureato in agraria, ho la passione della gestione faunistica, vengo da famiglia di agricoltori (olivi, cereali ed orticole), ho lavorato per una multinazionale che fa anche pesticidi ed oggi lavoro in un industria alimentare. Quindi posso dire di avere un pochino di esperienza (ma non si finisce mai di imparare da chiunque!), soprattutto perché ho i punti di vista di tutta la filiera.
Sono d'accordissimo con tutti quelli che dicono che l'agricoltura è il fattore che incide di più sull'ambiente. E sono un forte sostenitore degli OGM, che potrebbero far ridurre l'uso di pesticidi ed anche fertilizzanti.
A dire il vero oggi l'uso di pesticidi è molto diminuito sia in numero assoluto che guardando alle classi più nocive (leggasi ISTAT http://www.istat.it/it/archivio/102280). Il problema è il modo d'uso degli stessi.
Si può fare qualcosa per questo? Nella vita si può sempre far qualcosa ed in questo caso bisognerebbe creare dei servizi gratuiti per consigliare agli agricoltori prodotti e modi d'uso. Lo fanno in Inghilterra, dove stanno vedendo un ritorno di molti selvatici legati all'ambiente agrario. Chi dovrebbe pagarlo? Provincie, ATC e Regioni, facendo progetti finanziati dalla CEE (rientrano nell'assistenza tecnica). Cacciatori ed ambientalisti dovrebbero richiederlo a gran voce.
Il problema della mancanza di selvaggina è dovuto poi ancor di più al mancato raggiungimento dei fabbisogni (cibo, acqua, riparo, aree per la riproduzione) di una specie per periodi più o meno lunghi. Faccio un esempio pratico: se una specie a cibo in abbondanza per 10 mesi all'anno ma niente per due mesi, ovviamente non sopravvive.
Andiamo però all'accaduto: le cornacchie morte trovate dovrebbero essere state consegnate all'Istituto zooprofilattico sperimentale territorialmente competente, con relativa anamnesi (luogo di ritrovo, data, ora, altre info) che avrebbe fatto un'autopsia scoprendo la causa della morte. Il tutto è gratuito. Richiedendo il referto, magari tramite associazione, si sarebbe potuto comunicare il tutto su un giornale locale, corredando fatti veri. Addirittura, se le associazioni venatorie mettessero a disposizione avvocati seri si potrebbe organizzare una pressione lobbistica su questi temi. Ogni tanto vi sono revisioni della Politica Agricola Comunitaria dove qualsiasi lobby può rappresentare legalmente i propri interessi.
Per concludere, quello che possiamo fare è informarci, fare rete e mettere in piedi progetti pratici e semplici che coinvolgano tutta la filiera. A me piacerebbe tanto parlare di questi temi con altri appassionati ma trovo spesso mancanza di interesse, disfattismo e delega dei problemi. [:-cry]
Buona notte a tutti, mi scuso per il papiro qui sopra![;)]Ultima modifica PaoLeo; 01-09-14, 16:56.____________________________________________
Paolino
Commenta
-
per mia personale curiosità, mi diresti a quale IZS le avevate portate?
anche in privato va benissimo...Commenta
-
Da me il problema non esiste,ma mi chiedo senza l'uso della chimica l'agricoltura italiana (perennemente assistita) sopravviverebbe? Quanti sono disposti a spendere di più per prodotti più sani? Non sono i cacciatori a dover chiedere un'altra agricoltura: devono essere i consumatori......Non bisogna sensibilizzare gli agricoltori, ma i clienti..... e per legge di mercato i pesticidi e roba varia saranno ridimensionati. Serve una nuova cultura del consumo.Posta alla beccaccia?
No grazie, roba da sfigati
Francesco Petrella
www.scolopax.it
www.scolopaxrusticola.com
sigpic
We te ne
nee te sa
(chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo)Commenta
-
tutte le agricolture nazionali sono assistite!nessuna esclusa!
riguardo all'utilizzo dei liquami... mi viene da ridere!(o da piangere...) immagino che nessuno di voi abbia visto la puntata di REPORT girata in Olanda in alcune fattorie suinicole.. altro che liquami! ai maiali veniva dato come alimentazione ,un pastone che prevedeva la presenza, come smaltimento, del condensato dei reflui dei depuratori cittadini!!!..e l'Italia e una delle maggiori importatrici di suini olandesi...e ci dovremo preoccupare dei liquami di stalla sparsi nei campi???Commenta
-
marsemau
Io penso che quando si sparge liquame aspergendolo in modo uniforme sulle campagne si fà concimazione, ma quando si "allaga" una campagna per giorni con liquami e vi si lascia scorrere acqua che trasporta altri apporti della stessa sostanza, si sta inquinando.tutte le agricolture nazionali sono assistite!nessuna esclusa!
riguardo all'utilizzo dei liquami... mi viene da ridere!(o da piangere...) immagino che nessuno di voi abbia visto la puntata di REPORT girata in Olanda in alcune fattorie suinicole.. altro che liquami! ai maiali veniva dato come alimentazione ,un pastone che prevedeva la presenza, come smaltimento, del condensato dei reflui dei depuratori cittadini!!!..e l'Italia e una delle maggiori importatrici di suini olandesi...e ci dovremo preoccupare dei liquami di stalla sparsi nei campi???
Fra l'altro non sostengo che tutti gli agricoltori Lombardi lo facciano, almeno io, stavo parlando di un caso specifico.
Si sta comunque parlando di una questione reale e il fatto che anche in altri paesi ci siano comportamenti scorretti, non sposta di una virgola la questione.
Purtroppo questa nostra discussione non porterà forse a nessun cambiamento ma magari ci farà crescere nella consapevolezza che avere comportamenti corretti è un bene per tutti, con il massimo rispetto per il lavoro degli agricoltori, frà i quali ho molti amici.
Mauro [:-golf][:-golf]Commenta
-
L'Italia è stretta e lunga, ed i problemi in zone diverse possono addirittura essere opposti. Ecco perché spesso due persone che abitano in luoghi diversi non riescono a comprendersi. Mi fa piacere che nei giovani vi sia una buona e sana cultura del rimboccarsi le maniche, cosa che dovrebbero fare tutti.
Per Paoleo, peccato che l'IZS non vi abbia dato una risposta certa, anche se ciò molte volte vuol dire che vi sono un insieme di fattori che hanno partecipato alla morte delle lepri. Di sicuro nel 2012/2013 abbiamo assistito ad un inverno molto freddo ed una primavera piovosa che hanno danneggiato molto i selvatici.
Mi trovo d'accordissimo poi con Petrella, sono i consumatori che vanno educati, e ciò dovrebbero farlo le istituzioni, anche con l'obiettivo di ridurre la spesa sanitaria. Rispondo invece ai disfattisti: lavoro in un'industria olearia e prima mi sono occupato di selezione di nuove varietà di melone. Voi nemmeno vi immaginate la quantità di controlli che vi sono, il problema è che in Italia vi sono troppe piccole imprese difficili da controllare e le pene sono difficilmente applicate. Basterebbe tramutare la maggior parte delle pene in sanzioni pecuniarie, una volta il danno fatto se si confessa o fino a dieci se si arriva in cassazione. Sicuramente vi sarebbero molti meno reati e a pagare la giustizia ci penserebbero i delinquenti. Comunque, la maggior parte delle truffe nell'alimentare sono di origine commerciale e non incidono sulla salubrità del prodotto. Inoltre mi piacerebbe avere dei dati veri sulla percentuale delle truffe rispetto alla produzione: sequestrare 10.000 barattoli di pelati vuol dire 0,15 ettari di prodotto illegale, una quantità irrisoria.
Cerchiamo però di rimanere in tema, cosa possiamo fare noi per i selvatici. Fate proposte.
Buona notte a tutti. [:-golf]Commenta
-
Perfettamente in linea col mio pensiero.Io penso che quando si sparge liquame aspergendolo in modo uniforme sulle campagne si fà concimazione, ma quando si "allaga" una campagna per giorni con liquami e vi si lascia scorrere acqua che trasporta altri apporti della stessa sostanza, si sta inquinando.
Fra l'altro non sostengo che tutti gli agricoltori Lombardi lo facciano, almeno io, stavo parlando di un caso specifico.
Si sta comunque parlando di una questione reale e il fatto che anche in altri paesi ci siano comportamenti scorretti, non sposta di una virgola la questione.
Purtroppo questa nostra discussione non porterà forse a nessun cambiamento ma magari ci farà crescere nella consapevolezza che avere comportamenti corretti è un bene per tutti, con il massimo rispetto per il lavoro degli agricoltori, frà i quali ho molti amici.
Mauro [:-golf][:-golf]
Inviato dal mio GT-S6500D con Tapatalk 2Commenta
-
Molto spesso gli agricoltori utilizzano fittofarmaci in modi, quantitativi e in tempi sbagliati, perché indotti da "tecnici" non proprio puristi del termine, spesso infatti sono proprietari o responsabili stessi delle agrarie o consorzi che riforniscono tutti gli agricoltori della zona.
Quando si partecipa ai corsi per il patentino fitto sanitario si raccomandano di girare e guardare le proprie coltivazioni e decidere da soli, purtroppo per comodità e anche per un po' di ignoranza non è sempre così. Quanti di voi hanno mai visto un trattore sfalciare l' erba con la barra di involo davanti e partire dal centro verso l' esterno???
Credetemi molti non lo fanno perché nessuno ha mai cominciato (se vedono un trattore per la strada con attaccata la botte, tutti a fare trattamenti anche se non serve )e nessuno ha mai spiegato a loro il perché...non ne avevano un interesse di controhellasCommenta
-
la barra d'involo serve veramente a poco!ill'eventuale nido incappato nella passata della falciatrice verra irrimediabilmente abbandonato...sicuramente al massimo ne potrebbero giovare le lepri adulte,piu difficilmente i leprotti--Commenta
-
marsemau
Però, e lo dico in amicizia [;)], perchè, ogni volta che si nomina una modalità che potrebbe migliorare l'impatto dell'agricoltura sulla selvaggina, si deve sempre sostenere che è benaltro che porterebbe beneficio.
Dai tuoi apprezzabili interventi ho capito che sei un agricoltore e magari ti senti toccato nel vivo, ma io mi aspetterei da te che sicuramente ne sai più di me che tu invece di confutare la validità di alcune osservazioni sui comportamenti di alcuni agricoltori, dessi magari qualche consiglio pratico o facessi osservazioni pertinenti.
Sicuramente la Sardegna, terra bellissima, non vive le contraddizioni di pianura Padana e dintorni, dove gli eccessi da tutti i punti di vista si sprecano e il sentimento di scoramento per alcuni comportamenti espresso dalla maggior parte degli interventi sono giustificati e poi, credo senza la presunzione di fare chissà cosa, ci si interroga su cosa si potrebbe fare e come, sai mai che si produca qualche risultato.
Mauro [:-golf]Commenta
-
ormai ci sono prodotto fitosanitari con periodi di carenza brevissimi e il loro utilizzo viene sopravalutato
dobbiamo comprendere che l'agricoltura per motli è però un lavoro e non un hobby.
il concetto migliore lo ha espresso pigkill sono le lavorazioni in periodi modi e tempi sbagliati (e per i prodotti chimici forse le dosi) ad essere sbagliate e a ripercuotersi sull'ambiente.
c'è chi vive in mezzo ai diserbi chimici ma in campagna e chi in mezzo allo smog in città ..... entrambe le cose sono uno scempio ma purtroppo fa parte del progresso e dobbiamo adattarci
p.s. non tutti gli agricoltori sono così propensi comunque al troppo utilizzo di prodotti chimici che sono MOLTO costosi forse solo i risicoli che sono sempre quelli piu avvantaggiati dal sistema economico agricola ma vi assicuro che in oltrepo dove lavoro (in un azienda che produce seme per agricoltori) sono tutti molto attenti anche perchè grazie alla rotazione e non alla monocoltura (come quella risicola) molte operazioni chimiche vengono ovviamente a menoLa mia vita è un bosco, il mio cane al mio fianco, un fucile in spallaCommenta
-
hai messo in quota cio che ho sostenuto e su di esso ti rispondo.. ribadisco il mio pensiero:la barra d'involo serve a ben poco! puo far involare una uccello in cova ma il nido viene irrimediabilmente distrutto-abbandonato! non puo andare diversamente.. a meno che il contadino non si accorga del fatto ,scenda dal trattore ,raccolga le uova,interrompa il suo lavoro ,porti le uova immediatamente prima che si raffreddino,all'interno di un'incubatrice(ci vogliono alcune ore per "temperarla"...).Però, e lo dico in amicizia [;)], perchè, ogni volta che si nomina una modalità che potrebbe migliorare l'impatto dell'agricoltura sulla selvaggina, si deve sempre sostenere che è benaltro che porterebbe beneficio.
Dai tuoi apprezzabili interventi ho capito che sei un agricoltore e magari ti senti toccato nel vivo, ma io mi aspetterei da te che sicuramente ne sai più di me che tu invece di confutare la validità di alcune osservazioni sui comportamenti di alcuni agricoltori, dessi magari qualche consiglio pratico o facessi osservazioni pertinenti.
Sicuramente la Sardegna, terra bellissima, non vive le contraddizioni di pianura Padana e dintorni, dove gli eccessi da tutti i punti di vista si sprecano e il sentimento di scoramento per alcuni comportamenti espresso dalla maggior parte degli interventi sono giustificati e poi, credo senza la presunzione di fare chissà cosa, ci si interroga su cosa si potrebbe fare e come, sai mai che si produca qualche risultato.
Mauro [:-golf]
niente di più ne di meno di tutto questo!
questo e quanto potrebbe salvare una manciata di uova dalla distruzione..
detto questo ,si...sono un agricoltore-cacciatore e siccome so esattamente cio che accade quando un trattore lavora ,posso dire qualcosa che agli occhi dei più, puo apparire insensato ma e la pura-cruda realta dei fatti!
ho letto di cacciatori ,diciamo speranzosi,che aspicano un taglio dei foraggi più ritardato onde dare modo agli uccelli in cova di portare a compimento il ciclo naturale...ebbene vi dico ,sempre realisticamente parlando,che un foraggio ,quando arriva a maturazione ,va tagliato! soprattutto laddove il tempo appare ballerino bisogna approffittare delle finestre di sole per portare fieno in cascina nel miglior modo possibile e cioe non facendogli prendere pioggia..temporeggiare in questi momenti potrebbe significare perdere il raccolto...vorrei che buona parte di voi provasse a immaginare di essere al posto dell'agricoltore e quindi di assumere le decisioni giuste sul futuro del proprio lavoro e del proprio redditto.
riguardo allo spargimento dei liquami..per inondare una campagna nel vero senso della parola, occorrono centinaia di quintali di stallatico per ettaro..quindi presumo che si parli di non molti ettari quelli visti dalle vostre parti altrimenti non e facile trovare certe quantità di concime naturale.. del resto davvero non so come si potrebbe smaltire una tale quantità di liquami se non in questo modo che e quello che ti fa risparmiare sull'acquisto di concimi chimici e non devi spendere nel portarli al depuratore con costi che non so quanto siano sostenibili..
per contro le concimazioni organiche possono essere sostituite da quelle chimiche con conseguenze sull'ambiente inevitabili cmq.
soluzioni? poche!
da noi e vietato nel modo più assoluto ,complice anche l'estate ben diversa da quella del nord Italia,bruciare le stoppie.non e vietato ararle..piuttosto ,in genere vengono pascolate..la selvaggina cmq riesce a trovare sempre un po di granaglie..applicare lo stesso criterio da voi e possibile?
bisognerebbe sentire qualche contadino di quelle parti..non posso rispondere perché conosco la mia realta, non quella degli altri, certamente i diserbanti arrecano gravi danni alla selvaggina..rispondo sempre per quel che accade dalle mie parti:nessuno li utilizza se non su qualche campo di mais... preferisco ottenere qualche quintale di orzo o triticale in meno ma sicuramente al mio bestiame non do veleni...ma qui potrebbe intervenire il buon Costa inquanto tecnico preparato.
personalmente ,forse perché cacciatore e quindi più sensibile nei confronti degli animali selvatici, se immaginassi che una coppia di pernici ha fatto il nido in quel campo ,evito di falciarlo...ma ammetto anche che il sottosfruttamento della mia azienda mi permette di scegliere dove operare..
scendo dal trattore anche quando mi accorgo della presenza di una tartaruga,cosa non facile.altre volte un certo rumore mi avverte che danno e stato fatto e,credetemi,me ne dispiaccio ma mi rendo conto che cio era inevitabile..
ammetto anche che da noi l'agricoltura ,almeno dalle mie parti ,non e intensiva e quindi mi permette buona discrezionalità sui tempi e sui metodi ma non posso certamente commentare e criticare i luoghi dove questo non accade.purtroppo certi tempi e metodi fanno parte di quel modo e mondo più caotici che mai dove rimani in piedi solamente se corri!!!!
---------- Messaggio inserito alle 02:44 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:37 PM ----------
ritornando alla barra d'involo..se n'e discusso se non erro su un sociall alcuni sostenevano che bisognava essere presenti li(i cacciatori...) per poter raccogliere le uova del nido coinvolto quanto prima..ho seri dubboi sulla fattibilità della cosa...immagino quanti agricoltori siano li a falciare in contemporanea approffitando del tempo clemente... mi chiedo ...quanto cacciatori possono trovare il tempo per stare dietro un trattore? anzi..più che dietro ,direi a bordo! e gia! difficile stare ad inseguire un mezzo che percorre km avanti e indietro a velocita da maratoneta per un'intera giornata!! ah..ricordo che sul mezzo operatore ,per legge,non ci puo stare nessuno che non sia a diretta dipendenza dell'agricoltore! ecco perché ritengo ingenue certe proposte e per la verità vi chiedo,se voi avete un'idea migliore , di esprimerla qui sul forum per poterne valutare i pro e i contro...Commenta
-
Fagiano: tramite studi effettuati con radiocollare, la fascia statisticamente importante di nidificazione e di alimentazione e' di 6 metri dal limitare del bosco. Se si lascia questa fascia a disposizione della selvaggina,si possono ottenere risultati soddisfacenti, come pure non diserbare una fascia della stessa larghezza per lasciare crescere quelle erbe di cui hanno bisogno per vivere gli insetti che sono importantissimi per la dieta alimentare dei fagianotti.
Capriolo: E' stata testata ormai da tre anni con successo in Prov. di Bolzano un apparato che va installato sul campo da falciare 48 ore prima. Sono degli aggeggi che fanno rumore e lanciano segnali luminosi; ne servono una certa quantita' ad ettaro (4-6).
Costo contenuto. Rusultato dopo il trattamento: il numero di caprioletti "segati" tendente a zero.
Come si vede ogni specie ha bisogno di una cura particolare.
Sarebbe piu' sensato invece che stare a discutere sui danni che si destinassero agli agricoltori parte di quelle risorse in cambio di un comportamento virtuoso.
---------- Messaggio inserito alle 07:37 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:36 PM ----------
Fagiano: tramite studi effettuati con radiocollare, la fascia statisticamente importante di nidificazione e di alimentazione e' di 6 metri dal limitare del bosco. Se si lascia questa fascia a disposizione della selvaggina,si possono ottenere risultati soddisfacenti, come pure non diserbare una fascia della stessa larghezza per lasciare crescere quelle erbe di cui hanno bisogno per vivere gli insetti che sono importantissimi per la dieta alimentare dei fagianotti.
Capriolo: E' stata testata ormai da tre anni con successo in Prov. di Bolzano un apparato che va installato sul campo da falciare 48 ore prima. Sono degli aggeggi che fanno rumore e lanciano segnali luminosi; ne servono una certa
quantita' ad ettaro (4-6).
Costo contenuto. Rusultato dopo il trattamento: il numero di caprioletti "segati" tendente a zero.
Come si vede ogni specie ha bisogno di una cura particolare.
Sarebbe piu' sensato invece che stare a discutere sui danni che si destinassero agli agricoltori parte di quelle risorse in cambio di un comportamento virtuoso.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
Argomenti correlati
Comprimi
-
da danilo polipensavo che le canne una volta forate portate alla quota ottimale e rigate , avrebbero poi subito altri trattamenti (apparte la cromatura e brunitura...
-
Canale: Armi & Polveri
-
-
da ALESSANDROBuona sera domani è ottobre notizie del passo....? Qui da me non si muove nulla... Ci sono colombi e storni ormai stanziali...resto nulla..!
-
Canale: Il ritrovo del cacciatore
-
-
da desoprendendo spunto da una discussione nella sezione setter apro questa per la curiosità di conoscere la situazione della starna nel resto d'Italia....
-
Canale: Il ritrovo del cacciatore
-
-
da McGiverUn saluto a tutti, mi chiamo Giorgio e oggi vi racconto la mia triste storia con il termico HIKMICRO THUNDER TH35PC. Acquistato ad aprile 2024, a fine...
-
Canale: Caccia di selezione
-
-
da Massimiliano
Ciao a tutti, vi scrivo per raccontarvi una brutta esperienza capitata al mio Luminensis Loco durante un allenamento in Serbia, nella...-
Canale: Veterinaria
-
- Caricamento in corso ...
- Nessun altro evento.
Commenta