Gheo e Gheo
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Gheo e Gheo
Ho visto questa sera, la nota trasmissione ed ho mio malgrado assistito nuovamente anche se in modo molto velato all'ennesimo attacco alla caccia. Titolando che la caccia si era chiusa al trentuno di Gennaio, hanno da subito titolato che la stagione venatoria si era chiusa con 22 morti e 66 feriti. Invitato un forestale (non ricordo il grado) questi ha spiegato che gli incidenti di caccia spesso non sono tali portando ad esempio che un cacciatore nel recarsi sul posto con alcuni compagni ad un certo punto ha detto che non se la sentiva, di pur proseguire che li avrebbe aspettati li. Al ritorno i compagni li trovarono deceduto purtroppo per infarto, e questo era considerato incidente di caccia. Ha portato ad esempio anche chi non ubbidendo alle indicazioni durante la caccia al cinghiale si sposta sulla linea di tiro con le nefaste conseguenze del caso ha portato un altro esempio di imprudenza, ma la rai visto che le cose non procedevano per il verso voluto ha pensato bene di mettere in evidenza la scritta 22 morti e 66 feriti durante la stagione venatoria lasciandola fino alla fine del dialogo. Si è parlato anche dell'avvelenamento da piombo ma ve lo tralascio. La scritta è comunque sempre rimasta ben evidenziata. -
Gli incidenti stradali fanno se non sbaglio molto più di 2000 morti l'anno, per non parlare dei morti in cantiere....vogliamo parlare di passioni che non hanno a che fare col lavoro?
L'alpinismo e i fuoripista con gli sci fanno molte vittime...complici le valanghe..ecc.. e quelli che girano in moto? (Io ne faccio parte),quindi poche menate. I problemi vanno arginati con cognizione e buon senso, non è una questione di essere cacciatori.
Il forestale ha spiegato quel che doveva. A me questo basta. -
Ho visto questa sera, la nota trasmissione ed ho mio malgrado assistito nuovamente anche se in modo molto velato all'ennesimo attacco alla caccia. Titolando che la caccia si era chiusa al trentuno di Gennaio, hanno da subito titolato che la stagione venatoria si era chiusa con 22 morti e 66 feriti. Invitato un forestale (non ricordo il grado) questi ha spiegato che gli incidenti di caccia spesso non sono tali portando ad esempio che un cacciatore nel recarsi sul posto con alcuni compagni ad un certo punto ha detto che non se la sentiva, di pur proseguire che li avrebbe aspettati li. Al ritorno i compagni li trovarono deceduto purtroppo per infarto, e questo era considerato incidente di caccia. Ha portato ad esempio anche chi non ubbidendo alle indicazioni durante la caccia al cinghiale si sposta sulla linea di tiro con le nefaste conseguenze del caso ha portato un altro esempio di imprudenza, ma la rai visto che le cose non procedevano per il verso voluto ha pensato bene di mettere in evidenza la scritta 22 morti e 66 feriti durante la stagione venatoria lasciandola fino alla fine del dialogo. Si è parlato anche dell'avvelenamento da piombo ma ve lo tralascio. La scritta è comunque sempre rimasta ben evidenziata.
Sono sempre i soliti faziosi e ho smesso di vedere rai 3 da tempo, troppo politicizzata dalla sinistra per essere libera....ogni anno decine di morti sulle piste da sci' e tutti zitti e spesso per colpa di imbecilli che poi vanno ritrovati e crepano pure i soccorritori, di questo non se ne parla mai chissa' perché....[:-bunny]Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....Commenta
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E' tempo che le associazioni che rappresentano i cacciatori, si facciano avanti e difendano la categoria. Non vedo più gio&gio (gente_ipocrita_ottusa), da quando ha esagerato con le falsità contro la caccia.
piueroHomo Homini Lupus
"l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)Commenta
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Di alpinisti e sciatori ne parlano delle loro morti xk gli interessa il turismo k porta soldi,ma pochi giorni fa un elisoccorso è precipitato x recuperare i furbi k nonostante i divieti si avventurano fuori pista ma nessuno li evidenzia!Gli incidenti stradali fanno se non sbaglio molto più di 2000 morti l'anno, per non parlare dei morti in cantiere....vogliamo parlare di passioni che non hanno a che fare col lavoro?
L'alpinismo e i fuoripista con gli sci fanno molte vittime...complici le valanghe..ecc.. e quelli che girano in moto? (Io ne faccio parte),quindi poche menate. I problemi vanno arginati con cognizione e buon senso, non è una questione di essere cacciatori.
Il forestale ha spiegato quel che doveva. A me questo basta.Commenta
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Alla fine a Gheo e Gheo mi aspettavo peggio.
L'ospite non era anti-caccia come quanto mi sarei aspettato, e ha interpretato il dato (quello era sì fazioso così di per sé) sulle vittime. Chi ha ascoltato ha capito che quel dato è assurdo. (Al limite del ridicolo)
È come dire che mangiare la pizza uccide. Solo perché sul percorso da casa alla pizzeria, nell'ultimo anno, sono morte x persone, tra incidenti in moto, in macchina, infarti, cadute, fatalità varie.Ultima modifica Tinx; 18-02-15, 12:49.Non ereditiamo la terra dai nostri padri, la prendiamo in prestito dai nostri figli.Commenta
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[QUOTE=Tinx;1093267] Chi ha ascoltato ha capito che quel dato è assurdo. (Al limite del ridicolo)
Caro Tinx, per gli animalari "talebani", NO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non vogliono ascoltare, sanno solo pugnalare, perchè sono ottusi.
pieroHomo Homini Lupus
"l'uomo è un lupo per l'uomo" (Plauto)Commenta
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[QUOTE=oreip;1093278]Non sono considerabili. E'inutile ragionare o tentare di spiegare a chi pensa che sei un assassino o un ingeritore di cadaveri. Siamo troppo distantiCommenta
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[QUOTE=oreip;1093278]Sono ottenebrati e non ci penso nemmeno a loro. Non spreco nemmeno un battito di dita sulla tastiera.
Una persona normale, se voleva capire, ha capito.
Ci vorrebbe più spazio e voce, alla cultura venatoria.
Quando ho raccontato a conoscenti (persone normali e non ottenebrate) che domani vado a lanciare i riproduttori di fagiani, e che se non ci fossimo noi, le campagne sarebbero deserte e occupate solo da Gazze e Corvidi mi hanno guardato con un occhio diverso, curioso. Facendo domande e con interesse. Ammettendo totale ignoranza sulla questione ripopolamento di fasianidi e lepri, sulla questione dei campi incolti a favore della selvaggina etc etc. ignoravano cosa fosse il calendario venatorio, ingoravano che che ci fosse un limite di carniere, ignoravano addirittura che i rapaci sono specie protetta. Manca spazio e cultura sull'argomento. E purtroppo un po' è anche colpa nostra, che non ci prendiamo spazio e non comunichiamo quello che dovremmo.Non ereditiamo la terra dai nostri padri, la prendiamo in prestito dai nostri figli.Commenta
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Geo & Geo è un programma fazioso e indecente, se davvero le associazioni ci volessero difendere li avrebbero denunciati una puntata si e una no, ma invece fanno orecchie da mercante e lasciano che ci dipingano come mostri assetati di sangue.Commenta
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io lo guardo geo e spesso vedo queste scene, ne ricordo due in particolare, una volta parlando della caccia il nano disse" purtroppo ancora radicata sul nostro territorio" come se si trattasse di una malattia e poi invitarono un forestale che esordì dicendo di non dover criminalizzare la categoria, non lo fecero più parlare, che tristezza!Commenta
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Che il mondo dello spettacolo televisivo sia fortemente anticaccia è innegabile, non soltanto geo....striscia la notizia...
e via....rimangono imparziali mela verde e linea verde dove, guardacaso c'è più cultura e competenza in agricoltura e foreste.Commenta
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Purtroppo un certo atteggiamento anticaccia è trasversale più o meno a tutta l'informazione, dalla Rai a Mediaset, dalle tv ai giornali. È un problema culturale tipicamente italiano, temo: l'omologazione a quello che sembra il pensiero dominante e "politicamente corretto", senza troppo badare ad approfondire le tematiche, a fornire dati verificati e punti di vista altri; si evita per sé e per il pubblico la fatica di pensare con la propria testa, insomma. È un discorso che vale in generale, ma che a proposito della caccia risulta amplificato, secondo me, dal fatto che associazioni e rappresentanti del mondo venatorio dimostrano una strana ritrosia a far valere le proprie ragioni, a presentare il proprio punto di vista e diffondere la propria cultura al di fuori del mondo venatorio stesso. Volendo banalizzare, sembra quasi che il discorso sia: "visto che gli italiani sono così influenzabili e volubili e la cultura animal-ambientalista ha ormai occupato una posizione così dominante, tanto vale tenere un profilo più basso possibile; meno i cacciatori si esporranno, più tempo passerà prima che gli italiani decidano di abolire la caccia per davvero". Un modo come un altro di tirare a campare...:banghead:
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