...e se ci dicessero: d'ora in avanti la caccia è questo.

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  • selecon
    ⭐⭐⭐
    • Dec 2012
    • 1538
    • lombardia

    #196
    Originariamente inviato da marco s
    Purtroppo trovo che la provocazione contenuta nell'apertura del post sia tutt'altro che scontata. Siamo portati a minimizzare e a scartare tutto ciò che ci sembra impossibile, ma la storia poi ci dimostra che a volte non è così: negli anni 90 se ci parlavano della benzina a 3000 lire al litro ci sembrava una barzelletta... e ora?

    la caccia è qualcosa che ogni giorno di più si stacca dal tessuto sociale. E' drammatico ma inevitabile. E' almeno un decennio che lo dico e i segni del cambiamento che ci porta verso l'estinzione già si vedono: in montagna anche ai nobili cacciatori di selezione, corretti, eleganti, tecnicamente preparati e scientificamente giustificati, capita di incontrare gruppi di escursionisti e di essere insultati come i peggiori tra i terroristi. L'uomo moderno di città ha riscoperto la Natura e ci va sempre più spesso. Si è accorto che ci sta bene, che respira meglio, che non costa quasi nulla. Ma ci torna portandosi dietro la mentalità che ha maturato in città: la mentalità urbana della società mercificata, quella del cibo acquistato al supermercato. Non c'è spazio per le vecchie figure tradizionali. Il cacciatore è solo una figura violenta, armata e potenzialmente pericolosa. E mano a mano che si va avanti leggi e regolamenti saranno fatti sempre di più da e per persone di questo tipo.
    Fino ad oggi i cacciatori si sono salvati grazie alle forti pressioni che hanno tenuto insieme associazioni venatorie, agricoltori e politici e ai movimenti di denaro che accompagnano queste unioni, ma non sarà sempre così. Nel nostro Piemonte è già tutto nero su bianco e le recenti proposte di legge ne sono il segno più chiaro (e non parlo solo di quella del M5S).
    Entro il prossimo decennio una buona fetta di cacciatori anziani si farà da parte. Se da un lato questi sono i nostalgici di cui parlava Lucio, che a loro tempo hanno contribuito a fare tabula rasa ed ora sognano a occhi aperti e per cui potrei anche gioire, dall'altro c'è la questione statistica che la voce del mondo venatorio ha sempre meno peso. Meno gente che partecipa alla gestione faunistica così come la pensiamo oggi, meno idee, meno entusiasmo, meno voglia di lottare, meno speranze.
    Nel nostro CA i cacciatori da piuma sono circa 90. Di costoro quest'anno siamo stati soltanto una trentina a partecipare al prelievo della tipica. Già oggi le iniziative a nostro sostegno nel comitato sono pari a zero. Non valiamo più niente. Domani?
    Non so, non ho la sfera di cristallo, ma il futuro che immagino è molto grigio.
    Quoto tutto, meno la parte in grassetto.
    Dipende solo da noi e dalla nostra volontà di sbatterci (e batterci).
    Almeno una riforma delle nostre associazioni (almeno che non sia disunite) è indispensabile.
    Naturalmente se non abbiamo voglia di impegnarci (giustificabile) e le divisioni sono più forti della pulsione per la caccia (giustificabile) prendiamo atto che pagheremo dazio (giustificabile e fisiologico).
    A volte l'inutile si traveste da impossibile.

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    • marco s
      ⭐⭐⭐
      • Apr 2009
      • 2839
      • buttigliera alta (TO)
      • kurzhaar Aris kurzhaar York Kurzhaar Miss Lilly

      #197
      Io invece trovo che questo sia un nodo centrale. Qual'è il tessuto sociale? Che ruolo abbiamo noi cacciatori in questo?
      La risposta varia certamente in base al luogo, ma che siamo in balia della mercificazione della società è un dato noto già dalla fine del secolo scorso. E adesso abbiamo aggiunto elementi non sottovalutabili quali le nuove tecnologie e la globalizzazione.
      Il dialetto è la lingua della caccia. L'inglese quella del nostro lavoro e di una millionata di abitanti di Torino e cintura; gente che nel fine settimana esce dalle città per riversarsi in campagna o in montagna a fare outdoor e trekking, armati di fotocamere digitali e droni con cui vanno a caccia di like sui materiali che postano sui social.
      Questo è sempre più il tessuto sociale. E la caccia che ruolo riveste in tutto ciò?
      Basta guardare su facebook per avere la risposta: se vuoi vivere tranquillo una cosa soprattutto devi evitare di fare, ovvero dire che sei cacciatore.
      L'indulgenza verso sé stessi induce ad essere accondiscendenti verso le scorrettezze altrui. Gamsbart Power

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      • pointer56
        ⭐⭐⭐
        • Sep 2013
        • 5185
        • Pordenone
        • pointer femmina Aura - bassotto tedesco a pelo duro femmina Frida

        #198
        La realtà non è facebook, non è whatsapp, non sono i social, non è la mitica rete. L'ubriacatura da internet sta per passare. Perfino i 5 Stelle stanno per accorgersene, vedrete. Facebook è un ricettacolo di persone vanesie, egocentriche, che non si rendono conto di svendere la propria privacy, anzi , di regalarla a Facebook, che si rivende i loro dati a caro prezzo. Per questi poveri ingenui la realtà e solo quella virtuale, se vanno in qualche bel posto e non c'è campo per far sapere a tutti i connessi che loro sono lì, gli pare di non esserci neanche stati! Ma tu dovresti sapere di esserci stato, il ricordo di quei luoghi è tuo, lo conservi nella tua personalissima memoria, che t'importa di farlo sapere a mezzo mondo? Ma mezzo mondo di chi, poi? Chi sono quelli che tu dici di conoscere, di avere addirittura come "amici", tu non lo sai davvero... F....lo Facebook, ignoriamolo, non è "vero". Se devo dire a qualcuno che sono cacciatore glielo dico a quattr'occhi: vedrete che non si permetterà di dire le stupidaggini che magari si permetterebbe dalla tastiera.

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        • Lucio Marzano
          Lo zio
          • Mar 2005
          • 30090
          • chiasso svizzera
          • bracco italiano

          #199
          la realtà é la realtà, cioé le cose che esistono e non le fantasie, certo la realtà non é tutta positiva né tutta negativa, ma non si puo' prescindere da essa se si vuole rimanere con i piedi per terra. La caccia é cambiata per vari aspetti : diminuita per mancanza di materia prima quella col cane da ferma ,in forte sviluppo quella agli ungulati con importanti riflessi , quest'ultima, sull'agricoltura. I media criminalizzano i cacciatori ma il mondo agricolo si vede obbligato a dialogare con loro . Le persone invece sono sempre le stesse, ci sono quelli che se non facessero fotografie dei carnieri e vanterie al bar o nell'armeria, nemmeno andrebbero a caccia perché sono esibizionisti,mentre i cacciatori veri cacciano per il loro piacere personale, tuttalpiu' sono orgogliosi dei loro cani, non dei cadaveri . Comunque anche se sono di generazione per nulla tecnologica , anche se la mia mentalità é "antica" cerco di capire le modernità anche se spesso non le condivido !
          lucio

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          • walt46
            ⭐⭐
            • Feb 2015
            • 468
            • genova
            • Bouledogue Francese

            #200
            Originariamente inviato da marco s
            Io invece trovo che questo sia un nodo centrale. Qual'è il tessuto sociale? Che ruolo abbiamo noi cacciatori in questo?
            La risposta varia certamente in base al luogo, ma che siamo in balia della mercificazione della società è un dato noto già dalla fine del secolo scorso. E adesso abbiamo aggiunto elementi non sottovalutabili quali le nuove tecnologie e la globalizzazione.
            Il dialetto è la lingua della caccia. L'inglese quella del nostro lavoro e di una millionata di abitanti di Torino e cintura; gente che nel fine settimana esce dalle città per riversarsi in campagna o in montagna a fare outdoor e trekking, armati di fotocamere digitali e droni con cui vanno a caccia di like sui materiali che postano sui social.




            Questo è sempre più il tessuto sociale. E la caccia che ruolo riveste in tutto ciò?
            Basta guardare su facebook per avere la risposta: se vuoi vivere tranquillo una cosa soprattutto devi evitare di fare, ovvero dire che sei cacciatore.
            Seconde me sbagli approccio in questo ultimo brano , questo è quello che vogliono media ed apparato animalambientalista che si pensi e si dica di Caccia e Cacciatori,.....per quanto mi riguarda....io nn evito con nessuno di rivendicare personalmente o sui social la mia legittima scelta di come,dove,quando.....condurre la mia esistenza,.......il tessuto sociale siamo anche noi .......se poi si fastidiano........tanto meglio !!! [:-golf]ciao
            PS.Dopo che mi dichiaro Cacciatore......vivo ancora piu tranquillo.
            Super aspidem et basiliscum ambulabis, et conculcabis leonem et draconem .

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            • bagareo
              ⭐⭐
              • Dec 2017
              • 691
              • Padova
              • Epagneul breton

              #201
              Ho 38 anni e sono fresco di licenza e devo dire una cosa: andando in giro a dire che l' anno prossimo andró a caccia nn ho visto tutta questa avversione. Certo nn tutti sono daccordo, ma ho sempre trovato gente con cui si può dialogare. Gli estremisti ci sono ma x me restano la minoranza, anche se certamente problematica

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