Vi dico la mia.
1 . Il contratto sociale implicito in qualsiasi società, e quindi in qualsiasi ordinamento giuridico, ha come finalità quello di ottimizzare (non vietare) l'utilizzo delle risorse naturali da parte dei singoli individui al fine di proteggere queste stesse risorse e rendere equo il loro utilizzo da parte dei cittadini
2. La caccia non può quindi essere vietata per non ledere il diritto primario di ogni individuo di avere accesso alle risorse naturali e alla libertà. Vietare la caccia, sarebbe come considerare di vietare l'uso del suolo (agricoltura), dello spazio (mobilità), dell'aria (emissioni industriali, ecc.) l'uso dell'acqua (irrigazione, usi industriali)
3. Da una punto di vista naturale, l'uomo è un predatore, perfettamente inserito nel ciclo ecologico, e ha sempre utilizzato le risorse naturali come i carnivori hanno sempre mangiato gli erbivori, gli erbivori hanno mangiato i vegetali. Che sia più morale prelevare una preda attraverso la caccia rispetto all'allevamento intensivo non trova nessun fondamento.
4. Neppure ha senso considerare il solo aspetto economico delle attività umane, così come gli uomini hanno il diritto di viaggiare per turismo, praticare le arti liberali e lo sport, hanno il diritto di praticare una modalità di utilizzo delle risorse naturali come fattore culturale, sociale ed espressione libertà individuale
5. La caccia non può quindi essere vietata, ma può essere regolamentata come il traffico e mille altre cose. Infatti già sono regolamentati i tempi, gli strumenti, le prede, le modalità, gli spazi, gli aspetti fiscali e amministrativi e persino l'abbigliamento.
Penso sarebbe utile avviare un confronto su questi temi per essere più pronti ad affermare la nostra posizione in tutte le sedi, dalla famiglia al Parlamento, dal bar agli organismi di gestione della caccia.
E credo sarebbe utile 'allenarci' anche a rispondere alle domande più insidiose.
Commenta