Perché non vietare la caccia?

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  • costa
    ⭐⭐
    • Feb 2009
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    • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

    #46
    Sai che uno dei "giochi" più simpatici e utili a cui sono stato sottoposto per il lavoro che faccio è questo: per una settimana alle opposizioni devi rispondere "capisco il tuo punto di vista e". La e finale crea legame. Non facile, ma quando lo facciamo nostro come modo di essere, quindi non diventa una cosa finta, è un arma di negoziazione impressionante.

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    • Mauanto61
      ⭐⭐
      • Jul 2008
      • 433
      • Perugia

      #47
      Originariamente inviato da Quiete
      Caro Mauanto61, massimo rispetto per le tue opinioni. Solidarietà per il tuo profondo rammarico e per vivere giorno per giorno la pena di ogni giorno.

      Ma non ho aperto questa discussione per parlare del PD che ho citato solo per dire che anche in uno dei possibili partiti del prossimo governo ci potrebbe essere modo di essere ascoltati: meglio la vecchia arcicaccia con i suoi piccoli numeri che la Brambilla che certo di sinistra non è.

      Il senso di questa discussione nasce anche dalla mia convinzione che non sempre, ma spesso, il nemico del bene è il meglio.

      Capisco che sarebbe bello avere dei cacciatori volontari che lavorano per l'ambiente (e credo che in alcuni casi già accada), come condivido la necessità di profonde riforme sociali e istituzionali, ma non credo che questa sia la sede per progetti di questa portata.

      Vedo invece molti amici cacciatori che in sedi politiche, ma anche a cena con gli amici, in famiglia, piuttosto che nelle occasioni di socializzazione locale, un po' per le emozioni che proviamo, un po' per l'aggressività degli animalisti, un po' per tante ragioni, fanno fatica a rispondere in maniera pacata, convincente, coerente e ragionevolmente unitaria.

      Da qui l'idea di confrontarci sulla nostra posizione e sulle obbiezioni più insidiose.

      Capisco, come ci hai detto, che lo reputi uno sforzo inutile, che non vedi nessuna speranza in un eventuale Governo 5S-PD e apprezzo la tua sincerità. Ma, per favore, adesso che ce l'hai detto, lascia che chi vuole ci provi.

      Penso di poterti assicurare che qui nessuno ha l'illusione di ribaltare le cose in poco tempo e facilmente, ma intanto facciamo insieme un piccolo passo concreto e fattibile.

      Contrapponiamo " l'ottimismo della volontà al pessimismo della ragione " : magari è inutile, ma magari otterremo più di quello che ci aspettiamo.


      Ciao Quiete, quello che farà il nuovo governo per la caccia lo vedremo, come dici giustamente tu lasciamolo lavorare.
      Ma non avendo le tue stesse speranze e convinzioni sull'attuale esecutivo non tanto sull'essere ascoltati ma su cosa ci rispondono, mi scuserai se personalmente preferisco non abbiano fretta ad occuparsi di noi.

      Come ho già asserito in un precedente intervento la tua iniziativa è lodevole ed ho partecipato volentieri con piccoli passi possibili iniziando dal corretto comportamento di ciascuno di noi.

      Spesso gli incidenti sono causati dal trascurare le più elementari norme di buonsenso, e le critiche che ci piovono derivano anche dall'incuria con cui trattiamo i terreni altrui: a parte i capanni abbandonati, le ruote sull'erba medica fresca, il furto della frutta, sul terreno di caccia ho raccolto di tutto perfino un seggiolino pieghevole rotto: ci vuole così tanto a prendere una busta e raccogliere le nostre cose lasciando il terreno come si è trovato?

      Secondo punto su cui ho posto l'accento è che gli animali non hanno più diritti di noi.
      Se il gatto può mangiare un passero perché io no?
      forse che un gatto ha più diritti di un uomo?

      La natura ha da sempre mantenuto un equilibrio con le speci carnivore che predano le erbivore.
      Se l'animalista non ha niente da dire sul ghepardo che uccide il cucciolo di gazzella perché è tanto schifato se un cacciatore preleva un capriolo?

      Esiste una catena alimentare chiara e precisa in natura, se l'equilibrio si altera e si crea un sovraffollamento delle speci poi la natura fa il suo corso:si diffondono rapidamente le epidemie come la rogna e la brucellosi che decimano le popolazioni degli stambecchi, o lo sterminio di conigli ad opera della mixomatosi, fenomeno relativamente frequente in Inghilterra.
      Gli animali infetti muoiono dopo lungo tempo e a prezzo di grande sofferenza. Questa morte è preferibile ad una fucilata?

      Se l'uomo interviene prelevando senza alterare la catena alimentare e la sua opera non crea danni dov'è il problema?
      Anzi una gestione oculata e scientificamente programmata basata non su isterismi femminei ma su dati certi relativi alle popolazioni faunistiche, potrebbe consentire ai cacciatori di svolgere un'opera riequilibratrice fra le speci salvaguardando le meno numerose e prelevando le più diffuse ed opportuniste.
      Questo controllo dovrebbe essere eseguito anche su speci non a calendario, come i cormorani, le nutrie e i gabbiani.
      Continuare a penalizzare la caccia invece che sfruttarla nelle sue piene potenzialità non farà altro che male all'ambiente.

      Se il nostro interlocutore è libero da pregiudizi e pronto ad ascoltare le nostre ragioni non ci metterà molto a capire che la nostra passione rappresenta per l'ecologia una opportunità più che un flagello.

      Tutto nella vita può essere utile, anche semplicemente non fare una figuraccia durante una discussione fra amici, quindi ben venga una adeguata preparazione che ci consenta di interloquire a testa alta senza paura e vergogna in merito alla nostra passione.

      Ma se l'obbiettivo non è mettere qualche toppa qua e là ma una seria inversione di tendenza che permetta al popolo di vedere la realtà venatoria per quello che è e soprattutto per quello che può diventare in difesa della natura, è necessario che le persone sempre più confuse e disorientate smettano di nutrirsi di luoghi comuni, delle baggianate dei media e dei politici ecologisti a caccia di poltrone e guardino la realtà faunistica senza pregiudizi ... come dire che è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago.

      Ma sono d'accordo con chi pensa che il contrario del bene è il meglio: proviamo a cavalcarlo questo meglio, contrapponiamo l'ottimismo della volontà al pessimismo della ragione, tanto non abbiamo niente da perdere.

      Perché i tempi migliori non rimangano solo una speranza occorre l'impegno e la responsabilità di tutti.

      Un saluto [:-golf]

      Maurizio

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