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Giuli51
non c'è bisogno di attendere istruzioni....lo sai già
Se dovessi avere un inconrto ravvicinato ( ne ho già avuti ) l' orso scappa quasi sempre, se non lo facesse .... credo che il diritto alla legittima difesa sia sacrosanto e forse avrebbe la peggio lui..
Ciao
Guli51
E non vedo chi possa obbiettare alla volontà di esercitare il diritto alla propria sopravvivenza.
Sulla pagina Facebook di Fugatti c'è la sua ultima conferenza, verranno abbattuti 3 orsi forse 4 se quest'ultimo non rientra nei 3. ISPRA in precedenza aveva dato parere negativo all'abbattimento.
Dato che in 6 Km da casa mia a fondovalle gironzolano una decina di simpatici orsacchiotti, potresti illuminarci su da farsi per azzerare i rischi ??
Grazie
Guli51
In grassetto avresti dovuto mettere anche "provare". Lo ripeterò allo sfinimento: provare ad azzerare i rischi. Alla stregua del pensiero abbattimento subito immagino si debbano eliminare anche tutte le vipere. Se vai in montagna e c'è la neve ma anche rischio valanghe livello 5, la probabilità che si possa incorrere in un incidente è alta. Dico che se hai coscienza della presenza di orsi devi pensare a difenderti: che sia spray od altro non sono io a deciderlo. Ci vuole conoscenza, esperienza da parte dei fruitori di quei specifici luoghi e chiare istruzioni da parte degli enti preposti. Istruzioni chiare, tabellazioni ed ordinanze comunali potrebbero aiutare ad abbassare le probabilità di altri incidenti. Poi subentrerà anche il discorso paura e calo del turismo. Ma non voglio dilungarmi sull'aspetto economico. Uccidere l'orso a livello pratico, a mio modo di vedere, poco cambia. Il suo areale verrà occupato da un altro orso. Discorso sulla mia presunta scarsa umanità o compassione nei confronti di quel povero ragazzo non permetto di farne a nessuno. Mettere in dubbio che io non sia dispiaciuto per il ragazzo, non ve lo permetto. In sintesi avere la conoscenza, essere preparati ed istruiti sul da farsi può salvare più vite rispetto all'abbattimento di un orso. Questo è ciò che penso.
---------- Messaggio inserito alle 12:19 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 12:11 AM ----------
Originariamente inviato da lacopo giuseppe
Questo discorso vai a farlo alla madre .
Difatti il suo commento è stato: ci voleva il morto, adesso che c’è stato si prendono i provvedimenti.
A me mi viene da dire , se si prendevano prima del morto non era molto meglio.
Alla madre direi ciò che voglio io. Non ho bisogno di avere tuoi suggerimenti. Non sono io a dover render conto dell'accaduto. L'orso non è di mia proprietà, quel territorio non è di mia proprietà. Posso esprimere un'opinione perché ne ho facoltà e per fortuna, a differenza di quella povera madre, non ho perso un figlio. Tu sei libero di fare e dire ciò che vuoi ma non di "moralizzarmi".
---------- Messaggio inserito alle 12:27 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 12:19 AM ----------
Originariamente inviato da MARIO56
Giuli51
non c'è bisogno di attendere istruzioni....lo sai già
Se dovessi avere un inconrto ravvicinato ( ne ho già avuti ) l' orso scappa quasi sempre, se non lo facesse .... credo che il diritto alla legittima difesa sia sacrosanto e forse avrebbe la peggio lui..
Ciao
Guli51
E non vedo chi possa obbiettare alla volontà di esercitare il diritto alla propria sopravvivenza.
Mario56
Citi lui riferendoti a me? Perché io non ho scritto che non ci si deve difendere. Ho scritto una cosa diversa. Ho parlato di conoscenza e prevenzione. Se le autorità competenti e gli enti preposti riterranno opportuno abbattere od autorizzare a girare armati i fruitori di quei luoghi io sarò contento:sarebbe il segno che si prendono sul serio le cose. Se mi chiedi sei favorevole all'abbattimento ti rispondo subito: no. Mi dovrei studiare bene il da farsi.
In grassetto avresti dovuto mettere anche "provare". Lo ripeterò allo sfinimento: provare ad azzerare i rischi. Alla stregua del pensiero abbattimento subito immagino si debbano eliminare anche tutte le vipere. Se vai in montagna e c'è la neve ma anche rischio valanghe livello 5, la probabilità che si possa incorrere in un incidente è alta. Dico che se hai coscienza della presenza di orsi devi pensare a difenderti: che sia spray od altro non sono io a deciderlo. Ci vuole conoscenza, esperienza da parte dei fruitori di quei specifici luoghi e chiare istruzioni da parte degli enti preposti. Istruzioni chiare, tabellazioni ed ordinanze comunali potrebbero aiutare ad abbassare le probabilità di altri incidenti. Poi subentrerà anche il discorso paura e calo del turismo. Ma non voglio dilungarmi sull'aspetto economico. Uccidere l'orso a livello pratico, a mio modo di vedere, poco cambia. Il suo areale verrà occupato da un altro orso. .....
Prima dici che ci vuole ''conoscenza'' poi dici che un orso occuperà per forza lo stesso areale.
Se ti fossi informato un minimo sul protocollo di gestione degli orsi, avresti capito che non tutti gli orsi sono uguali e che ci sono alcuni orsi confidenti/pericolosi che sono quelli che vanno abbattutti. Quindi non é tutti gli orsi o nessun orso, sono tutti quelli non confidenti/pericolosi e quei pochi che lo sono che vanno abbattuti.
Non é una scoperta da fare su un forum, é la politica che fanno tutte le nazioni che hanno a che fare con gli orsi.
Poi ci sarebbe da fare un altro discorso: il piano di reintroduzione dell'Orso prevedeva una popolazione adulta di 40-60 esemplari (quindi attorno al 100 compresi i cuccioli). Ora siamo sui 150-200 (almeno secondo quanto detto qui,
Spagnolli, ex direttore del Parco dello Stelvio: «Avviare un progetto di salvaguardia senza stabilire un tetto è stato un errore»
''..«In Trentino gli orsi sono tra i 150 e i 200. L’errore è stato avviare un progetto di salvaguardia senza stabilire un tetto oltre il quale operare una selezione». Luigi Spagnolli, ex direttore del Parco dello Stelvio, poi sindaco di Bolzano, direttore dell’Ufficio provinciale Caccia e Pesca e oggi senatore del Gruppo antonomie,....
Come si regola la convivenza? «In altri Paesi più civili l’equilibrio si stabilisce a priori con un numero. Qui non si è fissato un tetto massimo di esemplari oltre il quale operare una selezione con l’abbattimento. Per gli animalisti conta la vita del singolo animale e non la sopravvivenza della specie».
I primi problemi sono nati una decina d’anni fa.
«È una questione di numeri. Con tanti orsi, la possibilità di incontri ravvicinati è maggiore. Prima in montagna si andava col passo cadenzato dell’alpino, l’orso ti vedeva e si spostava. Adesso chi corre o va con le e-bike appare all’improvviso, l’orso si spaventa e reagisce».
Che cosa aiuterebbe?
«Nello Stelvio si controlla il cervo con la selezione: se ne abbattono ogni anno centinaia. ...''
Quando nel 2010 sono stato a Masun da Anton Marincic, probabilmente uno dei maggiori esperti europei di gestione dell’orso, ricordo le sue perplessità sul progetto orso in Trentino.
Per chi non lo sapesse gli orsi trentini vengono proprio da Masun e sono stati catturati da questo signore.
Quale era il problema alla base ? La filopatria delle femmine. Ovvero gli orsi di sesso femminile hanno la tendenza a restare nell’area di nascita e questo comporta giocoforza un aumento delle densità di animali.
Se questo può essere accettato in aree rurali con pochi abitanti, in Trentino diventa tutto più difficile per la presenza costante di persone (sia locali che turisti). E anche pericoloso.
Ad oggi ci sono più di 100 orsi e non essendo sottoposti a gestione e avendo un ambiente così antropizzato, per forza di cose diventano confidenti e si avvicinano troppo ai centri abitati.
Il problema alla base come spesso accade è politico. Un amministratore pubblico preferisce rischiare che accada un fatto come quello di qualche giorno fa piuttosto che prendere provvedimenti che porterebbero ad un abbattimento.
Forse ha ragione la madre del povero ragazzo quando ha detto “volevate una vittima ? Ora c’è”.
Lo ripeterò allo sfinimento: provare ad azzerare i rischi. Alla stregua del pensiero abbattimento subito immagino si debbano eliminare anche tutte le vipere.
Con questo esempio ti sei qualifacato da solo. Bravo [clap]
---------- Messaggio inserito alle 07:36 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:32 AM ----------
Non riesco a capire il xche uno scrive su un forum, e non vuole essere contradetto su come altri la pensano diversamente.
Non solo su questo argomento dell’orso che tra parentesi c’è una povera famiglia che ha perso un figlio, e il buon senso ci impone di parlare con delle frasi moltoo ponderate .
È ovvio che mi riferisco anche su altri link meno importanti di questo drammatico del giovane runner ucciso da un orso.
Certo che mi sono qualificato, sono coerente col mio pensiero e lo eaprimo. Discorso delle femmine filopatria va bene ma i maschi tendono a cercare nuovi areali. Finché ci sarà un solo orso il rischio zero non esisterà. Devono scegliere cosa fare per diminuire i rischi e credo ci voglia informazione ed ordinanze per chi frequenta la montagna e che gli enti provvedano ad ottemperare ai loro doveri. Se valuteranno oer l'abbattimento non piangerò nè mi strapperò le vesti. Se mi chiedete di abbatterlo ora rispondo sempre no. Vorrei avere più dati.
Mattone cito un tuo pezzo di intervento:
I primi problemi sono nati una decina d’anni fa.
«È una questione di numeri. Con tanti orsi, la possibilità di incontri ravvicinati è maggiore. Prima in montagna si andava col passo cadenzato dell’alpino, l’orso ti vedeva e si spostava. Adesso chi corre o va con le e-bike appare all’improvviso, l’orso si spaventa e reagisce».
È l'orso o siamo noi ad aver cambiato lo "stile d'uso" della montagna? Questo è emblematico. Io ho il terrore di incontrare i lupi a pesca e già mi è capitato. Dal primo incontro mi sono dotato di un bastone telescopico pesantuccio ed appuntito, ho sempre con me un coltello a serramanico. Li aggancio al gilet con un moschettone. Non lo avevo mai fatto e non so neanch'io se potranno salvarmi in caso di attacco, però ci provo a tutelarmi. Forse quest'anno comprerò uno spray. A me non frega nulla di quell'orso, lo ribadisco, ma la colpa non è solo sua anzi la maggiir colpa è degli enti che devono sovraintendere ala questione orso.
"La Giunta provinciale di Trento - ha spiegato Fugatti in conferenza stampa - venuta a conoscenza dell'esito delle operazioni peritali sul corpo di Andrea Papi, ha comunicato al Comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica di un provvedimento contingibile e urgente per la rimozione di un orso pericoloso per incolumità e sicurezza pubblica". La disposizione, ha aggiunto "prevede che il corpo forestale dia seguito all'ordinanza, proseguendo il monitoraggio dell'area e procedendo nel più breve tempo possibile all'identificazione genetica dell'esemplare responsabile dell'aggressione e di procedere nell'abbattimento. Eventuali esemplari catturati nelle operazioni potranno essere custoditi in cattività in attesa della conferma genetica".
Che si debba anche "istruire alla montagna" i vacanzieri è comunque fuori di dubbio.
In estate si vedono per le montagne certi fenomeni ....
Purtroppo, grazie agli impianti aperti sempre,ormai chiunque arriva ovunque
... Se valuteranno oer l'abbattimento non piangerò nè mi strapperò le vesti. Se mi chiedete di abbatterlo ora rispondo sempre no. Vorrei avere più dati.
....
Non so, quali dati ti servono? Da anni polemiche per orsi che avevano aggredito e ferito persone (e che, fortuitamente, l'avevano scampata) e che non sono stati abbattuti ma in qualche caso catturati (e tutti a lamentarsi dei poveri orsi prigionieri).
Quelli erano già da abbattere, altro che ricorsi al tar. E poi c'era da ridurre il numero visto che non é un caso che gli attacchi e gli orsi si siano spostati verso zone abitate ''guardacaso '' quando é aumentato il loro numero che era, da anni, da ridurre. Tutte cose già dette e scritte.
Chissà perché gli svizzeri e gli austriaci hanno abbattuto senza tante storie orsi italiani che avevano sconfinato e si erano dimostrati troppo confidenti.
TUTTI i paesi che gestiscono orsi li abbattono per prevenire incidenti quando gli orsi si mostrano troppo confidenti.
Noi dobbiamo aspettare i ''dati''. Intanto che ci pensiamo, c'é scappato il morto.
E allora parte la ''prevenzione all'italiana'' fatta ex-post.
Che si debba anche "istruire alla montagna" i vacanzieri è comunque fuori di dubbio.
In estate si vedono per le montagne certi fenomeni ....
E purtroppo, grazie agli impianti aperti sempre,ormai chiunque arriva ovunque
Argentina col bastone e il coltellino a serrramanico ci fai poco,qui non siamo in Alaska dove sei autorizzato a difenderti e a girare armato sempre e ovunque quindi il concetto di legittima difesa è moltoooo aleatorio ,intanto tu piu' o meno puoi continuare a pescare indisturbato chi caccia coi cani NO.Ribadisco il concetto prima esposto se i nostri nonni si sono adoperati per limitare al massimo orsi e lupi un ragione ci sara' o no?
Condivido le parole di una abitante della realtà che ha generato la tragedia. Prima di esprimere opinioni bisognerebbe essere a conoscenza di tutti i lati della medaglia.
"Sono trentina: non animalista cieca, non feroce assassina.
Non odio gli orsi e nemmeno i lupi, né nessun altro tipo d’animale che per sua natura altro non fa che essere quello che è, un animale.
Vivo in un posto dove ogni sera d’inverno, la volpe attraversa indisturbata il giardino e noi lì, ad ammirarla dalle finestre di casa.
Un posto in cui, ancora oggi, quando cervi e caprioli scendono a valle alla ricerca di cibo, ci si blocca in silenzio, e si rimane ad ammirare.
Uno di quei posti in cui, quando un gatto o un cane si perdono, si mobilita l’intero paese e in meno di 24h, animale e padrone sono nuovamente, immancabilmente insieme.
Ce ne sono tanti di posti così in Trentino. Se ti allontani dalla città, se ti addentri nelle valli, questo è quello che comunemente accade in molti paesi.
Eppure adesso siamo feroci assassini, con la bava alla bocca e il coltello tra i denti.
Chi scrive che “siamo noi ad invadere il territorio dell’orso e dovremmo evitare di andare a disturbarlo” credo non abbia mai visto dove arriva il bosco nei nostri paesi.
Quello che a Milano o a Roma si fa nei parchi cittadini, le passeggiate con i bambini, le corse serali, le gite domenicali, noi lo facciamo nei boschi, perchè questi sono “i nostri parchi”.
Il bosco non è un luogo a chissà quante decine di km, il bosco, noi, l’abbiamo fisicamente dietro la porta di casa. Non abbiamo bisogno della macchina per andarci, apri la porta e lui è lì. Non è un capriccio andare nel bosco, il bosco sta a un trentino come il mare sta a un sardo.
Per spiegare meglio, quello che è successo in Trentino è un po’ come se domani la provincia di Sassari decidesse che il Golfo dell’Asinara fosse perfetto per la riproduzione degli squali e niente…residenti e turisti, state alla larga dalle spiagge, che il mare è dello squalo, mica dell’uomo.
Certo è vero, qui in Trentino gli orsi c'erano già. Non solo qui, in tutte le Alpi in verità, ma come spiega la Provincia stessa nel sito dedicato, l’orso negli anni è “sparito” a causa delle mutate condizioni del bosco, della riduzione della superficie boschiva a favore di quella dedicata ai pascoli e all’aumento della popolazione.
Questo, a partire dalla fine dell’800, non da ieri.
E secondo voi, come sono cambiati i nostri paesi, come quelli di qualunque altra regione italiana, nel corso degli ultimi cento anni? Si sono ridotti? O forse la presenza dell’uomo è aumentata in Trentino così come in tutte le altre regioni d’Italia ?
Chi, dopo oltre un secolo, ha deciso di riportare l’orso (facendosi ben sovvenzionare dall’Europa) a ripopolare i nostri boschi, secondo voi ha tenuto conto che, dall’inizio del novecento ad oggi le stesse condizioni che avevano portato alla recessione dell’orso, oggi, sono ancora più radicate?
Si può essere ciechi, decidere di esserlo, e considerare tutti i trentini degli assassini zoticoni, o forse si può fare uno sforzo, capire che il Trentino non è solo una cartolina turistica, che gli effetti, positivi e negativi di progresso e globalizzazione ci hanno coinvolto come qualunque altra regione italiana e che anche noi, siamo arrivati a vivere nel XXI secolo, con tutte le contraddizioni che si porta appresso.
Come in qualunque altra regione italiana viviamo delle risorse del territorio: in Sardegna c’è il mare, in Trentino abbiamo boschi e montagne. Per questo ce ne siamo sempre presi cura, lavorando e sviluppando programmi di salvaguardia e sviluppo.
Quando abbiamo capito che camminare nel bosco portava immensi benefici, alla mente e al corpo, abbiamo condiviso le nostre conoscenze sviluppando un turismo basato sulle ricchezze, semplici eppure meravigliose, della natura che ci circonda.
Camminare nel bosco, all'alba, quando l’aria pungente, anche in estate, ti apre i polmoni e ti accende all’improvviso anche l’ultimo dei neuroni, è come per chi vive su una delle bellissime coste italiane, il primo tuffo del mattino, magari prima di andare al lavoro, quando la spiaggia è deserta, e il mare è una tavola. E’ fare pace col mondo, la cura di ogni male a costo zero. Ma non sarebbe più così, se quel mare all’improvviso si riempisse di piranha.
In un mondo “giusto” il Trentino avrebbe sufficiente bosco per l’uomo e tutte le specie animali, orsi, lupi e pure per i mammut che prima o poi qualcuno deciderà di scongelare, e noi trentini saremmo i primi ad esserne fieri compagni di vita, ma oggi, per come si è sviluppato il territorio e per come sono cresciute le comunità, chi ha riportato l’orso in Trentino è qualcuno che ha deciso di infilare a tutti i costi una scarpetta n.35 al piede di Michael Jordan: un tempo, tanti anni fa, quando era alto poco più di 1 metro, sicuramente gli sarebbe andata, oggi , invece, che sfiora i due, sta scarpetta, puoi girarla come ti pare, ma non c’entra più. Adesso si è incastrata, e come la muovi, fa solo tanto male.
A tutti quelli che, da una parte o dall'altra, si stanno sfogando su questo social vorrei ricordare che Facebook non è lo specchio della realtà, non vive né di informazione, né di ricerca. Facebook vive di like e condivisioni e chi ci lavora, come me, sa bene cosa pubblicare per incentivarli. Odio, rabbia e paura sono un’ infallibile molla, una subdola trappola che si autoalimenta generando inarrestabili vortici di negatività.
Ma facebook è solo uno strumento, sta a noi decidere come utilizzarlo."
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