perchè odiamo tanto l'ispra???

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  • Mattia1985
    • May 2018
    • 58
    • reggio emilia

    #1

    perchè odiamo tanto l'ispra???

    colleghi mi chiedevo, come mai in generale nella nostra categoria si "odia" quest'istituto.
    Soprattutto i suoi pareri, in materia di restrizioni su specie cacciabli.
    Quando danno delle disposizioni saranno supportati da dati scientifici, o no?
  • maxpointer73
    ⭐⭐⭐
    • Aug 2016
    • 3088
    • torino
    • pointer inglese

    #2
    Leggi ciò che dichiarano...
    Capirai da solo il perché....

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    • Daniele von Cuneo
      ⭐⭐
      • Feb 2017
      • 264
      • Cuneo

      #3
      Io ho letto un solo trattato ISPRA, sulla gestione degli ungulati, e devo dire che invece l'ho trovato molto oggettivo ed interessante, nulla di diverso a quanto esprime Franco Perco, tanto per capirci...

      Mi è parso di capire che l'attrito tra ISPRA ed i cacciatori sussista principalmente per chi pratica la migratoria e la caccia coi segugi, cacce che sono meno scientificamente difendibili, seppur di grande tradizione. Lo dico senza voler fare distinguo, considerando solo che ISPRA non è un ente pro caccia o anti caccia, ma scientifico, non si può chiedere che si schieri con gli uni o con gli altri
      Ultima modifica Daniele von Cuneo; 30-08-20, 20:37.

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      • zetagi
        Utente
        • Aug 2012
        • 2988
        • vercellese
        • setter inglese e labrador

        #4
        Hai ragione Von Cuneo...
        L'Ente non parteggia o meglio, non dovrebbe parteggiare per il pro o per il contro...e gli addetti?
        E visto che gli addetti sono per buona parte contro, per andare bene bisognerebbe fare un po' di pulizia all'interno o sopprimerlo e sostituirlo di sana pianta con un Ente prettamente ed unicamente scientifico e non di parte...qualche esempio reale è quello che i tordi e le cesene non vanno dalla 2^ decade di gennaio in pre-cova così come anche per la beccaccia.
        E questo non con motivazioni scientifiche ma, solo per ostruzionismi anti-caccia e cacciatori, non si può sostenere la rarefazione e la quasi scomparsa della beccaccia quando non si conosce e non si capisce in che ambienti vive e si riproduce e soprattutto l'estensione territoriale degli habitat di svernamento e di riproduzione standosene comodamente seduti al caldo o al fresco a secondo delle stagioni e gravando onerosamente sulle casse erariali di uno Stato accondiscendente.
        Nel parteggiare non c'è niente di scientifico e noi dobbiamo pure accondiscendere?...ODIARE L'ISPRA E' UN OBBLIGO DEI CITTADINI PRESI PER IL NASO E PER QUALCOS'ALTRO[emoji106].

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        • Daniele von Cuneo
          ⭐⭐
          • Feb 2017
          • 264
          • Cuneo

          #5
          Sulla migratoria non so nulla quindi taccio.
          Però non può essere definito anticaccia un ente che vorrebbe cacciabile il cinghiale otto mesi l'anno, il congelamento numerico grazie a generosi piani di abbattimento delle popolazioni di daino e muflone, il contenimento dei nocivi tutto l'anno, l'eradicazione delle specie aliene e altro...
          Sembra che per ISPRA, nel bene o nel male, la caccia sia ancora un mezzo per ottenere il fine della gestione faunistica, concetto totalmente astruso al cittadino medio che sta diventando, lui si, veramente anticaccia senza motivazioni logiche.

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          • maxpointer73
            ⭐⭐⭐
            • Aug 2016
            • 3088
            • torino
            • pointer inglese

            #6
            Gli studi servono, ma devono essere aggiornati e mirati.
            Non basta dire di poter cacciare 8 mesi l'anno il cinghiale...
            Per alcune zone potrebbe essere non sufficiente....
            Per altre troppo!!!!
            Gli studi vanno aggiornati continuamente perché il solo variare di zone agricole, o la costruzione di strade o altro, potrebbe automaticamente variare l'equilibrio degli animali in un territorio.
            Quindi ciò che era vero per esempio 3 anni prima.... Non è detto che oggi lo sia ancora.
            Ovvio che anche loro devono emettere verbali sugli studi fatti.... Ma non è detto che tutto ciò che scrivono sia veritiero.
            Alla fine anche loro cercano di tenere stretto lo stipendio e la poltrona....
            Poi per carità, ogni uno è libero dì interpretare ciò che legge come vuole.
            ma ripeto un dato preso 15 anni fa su un territorio al limite dei monti in trentino...... Non può essere veritiero oggi in Puglia/Calabria.

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            • zetagi
              Utente
              • Aug 2012
              • 2988
              • vercellese
              • setter inglese e labrador

              #7
              Questi Enti devono imparare ad essere al servizio e non conquistarsi la sedia per poi gestirsela a secondo la moda, le tendenze o le loro limitate vedute personali e di parte (anticaccia) e senza il distinguo tra le specie pelose o pennute e tra il piccolo ed il grosso.
              Studi recenti (anche grazie alle nuove tecnologie ed alla miniaturizzazione delle apparecchiature elettroniche abbinate al satellitare), hanno buttato alle ortiche anni di studi sulla migrazione e tra ciò che accade nelle zone di svernamento e quelle di riproduzione (vedasi studio della beccaccia da parte di Associazioni private) che non sono minimamente prese in considerazione da qualche Ente pubblico privilegiando invece le dicerie di quel qualche sapiente che gli si accoda condizionandone le scelte a livello Regionale con l'emanazione di leggi penalizzanti e senza nessuna utilità scientifica.
              L'ISPRA oggi?...sembra molto più un'associazione anticaccia eppure qualche anno addietro l'avevano quasi eliminata...quando dicono che le poltrone si attaccano ai fondo-schiena!

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              • Alessandro il cacciatore
                🥇🥇
                • Feb 2009
                • 20199
                • al centro della Toscana
                • Deutsch Kurzhaar

                #8
                Originariamente inviato da Mattia1985
                colleghi mi chiedevo, come mai in generale nella nostra categoria si "odia" quest'istituto.
                Soprattutto i suoi pareri, in materia di restrizioni su specie cacciabli.
                Quando danno delle disposizioni saranno supportati da dati scientifici, o no?
                Perche' hanno un approccio burocratico alla gestione, degli ungulati in modo particolare, si basano sulla carta che ricevono; mai visto uno dell'Ispra sul campo qui da noi. Poi hanno imposto dei periodi di caccia originali, nel senso che li abbiamo solo noi: il divieto di cacciare i maschi adulti di caprioli e cervi durante il periodo degli amori, il resto d'Europa lo fa. Poi se li scrivi, non rispondono.
                Da quando dipendono dal Ministero(e dunque dalla politica) e non sono più autonomi è iniziato il declino.
                Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                • Alessandro il cacciatore
                  🥇🥇
                  • Feb 2009
                  • 20199
                  • al centro della Toscana
                  • Deutsch Kurzhaar

                  #9
                  Originariamente inviato da Daniele von Cuneo
                  Sulla migratoria non so nulla quindi taccio.
                  Però non può essere definito anticaccia un ente che vorrebbe cacciabile il cinghiale otto mesi l'anno, il congelamento numerico grazie a generosi piani di abbattimento delle popolazioni di daino e muflone, il contenimento dei nocivi tutto l'anno, l'eradicazione delle specie aliene e altro...
                  Sembra che per ISPRA, nel bene o nel male, la caccia sia ancora un mezzo per ottenere il fine della gestione faunistica, concetto totalmente astruso al cittadino medio che sta diventando, lui si, veramente anticaccia senza motivazioni logiche.
                  Le specie aliene sarebbero anche i daini. Sono qui da 2.000 anni. Ma non eravamo per l'inclusione dei migranti????
                  Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                  • Daniele von Cuneo
                    ⭐⭐
                    • Feb 2017
                    • 264
                    • Cuneo

                    #10
                    Su daini e mufloni, specie aliene ormai ben insediate e "ben integrate", sembra che ISPRA sia per il contenimento stretto anziché eradicazione. Fermo restando la precedenza garantita agli autoctoni in caso di conflitti, come ad esempio nel bosco della Mesola qualche anno fa... Ente di simpatie sovraniste :D

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                    • Mattia1985
                      • May 2018
                      • 58
                      • reggio emilia

                      #11
                      mettere in discussione l'operato di ISPRA, solamente supponedo eventuali simpatie su teorie animaliste o eventuali interessi di legati al mantenimento della poltrona, penso non sia oggettivamente valido.
                      La riduzione di alcune specie di interesse venatorio a favore di altre negli ultimi 20/30 anni è una cosa assodata, non c'è bisogno degli studi approfonditi (anche se questa cosa viene dimostrata con dati scientfici dall'ente in oggetto), basta girare per i campi.
                      Ovvio che per la maggior parte dei casi dove c'è stata una riduzione drastica dei numeri è da attribuire alla riduzione degli habitat, all'evoluzione tecnica in agricoltura, di certo pretendere di eseguire un prelievo, sia in numero di capi al giorno sia per numero di giorni di caccia, come se queste specie fossero ancora numerose come tempo fa, non aiuta di certo ad aumentare la consistenza delle specie in difficoltà.


                      Poi bisogna vedere come vogliamo intedere il nostro essere cacciatori, siamo fruitori della selvaggina perchè paghiamo le tasse, oppure ci sentiamo "operatori ecologici" dove il nostro interesse primario e la conservazione della biodiversità con gli interessi legati alle attività produttive.
                      Il cacciatore moderno dovrebbe essere una figura più dinamica se le specie tradizionali sono in difficoltà deve spostare il suo interesse venatorio su altre in primis i nocivi.
                      Anche questa cosa del rilascio dei fagiani negli atc al giorno d'oggi non è più giustificabile.

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                      • Alessandro il cacciatore
                        🥇🥇
                        • Feb 2009
                        • 20199
                        • al centro della Toscana
                        • Deutsch Kurzhaar

                        #12
                        Originariamente inviato da Mattia1985
                        mettere in discussione l'operato di ISPRA, solamente supponedo eventuali simpatie su teorie animaliste o eventuali interessi di legati al mantenimento della poltrona, penso non sia oggettivamente valido.
                        La riduzione di alcune specie di interesse venatorio a favore di altre negli ultimi 20/30 anni è una cosa assodata, non c'è bisogno degli studi approfonditi (anche se questa cosa viene dimostrata con dati scientfici dall'ente in oggetto), basta girare per i campi.
                        Ovvio che per la maggior parte dei casi dove c'è stata una riduzione drastica dei numeri è da attribuire alla riduzione degli habitat, all'evoluzione tecnica in agricoltura, di certo pretendere di eseguire un prelievo, sia in numero di capi al giorno sia per numero di giorni di caccia, come se queste specie fossero ancora numerose come tempo fa, non aiuta di certo ad aumentare la consistenza delle specie in difficoltà.


                        Poi bisogna vedere come vogliamo intedere il nostro essere cacciatori, siamo fruitori della selvaggina perchè paghiamo le tasse, oppure ci sentiamo "operatori ecologici" dove il nostro interesse primario e la conservazione della biodiversità con gli interessi legati alle attività produttive.
                        Il cacciatore moderno dovrebbe essere una figura più dinamica se le specie tradizionali sono in difficoltà deve spostare il suo interesse venatorio su altre in primis i nocivi.
                        Anche questa cosa del rilascio dei fagiani negli atc al giorno d'oggi non è più giustificabile.
                        A parte che operatore ecologico nel nuovo linguaggio ridicol-buroratico a casa mia è lo spazzino la gestione venatoria sul campo la devono fare principalmente i cacciatori. All'Ispra è demandato di dare indicazioni, indirizzi e pareri. Sono le loro indicazioni e indirizzi che io contesto ogni volta che vogliono essere "originali" senza tener conto delle esperienze di altri Stati europei che gestiscono e bene e da maggior tempo gli ungulati.
                        Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                        • bagareo
                          ⭐⭐
                          • Dec 2017
                          • 691
                          • Padova
                          • Epagneul breton

                          #13
                          Se devo fare lo spazzino per lo stato, certo non gli lascio giù 500euro all'anno di tasse.
                          Non sono così drastico da dire che se nn posso fare la mia caccia col cane da ferma non caccio più, però fare quello che vogliono gli altri e anche pagare ( e tanto)... No grazie.
                          Se non sbaglio c'era un post dove si parlava del fatto di fare solo i cacciatori di nocivi, qualche tempo fa. Io potrei anche farlo, ma devono esserci anche le condizioni giuste
                          Ultima modifica bagareo; 04-09-20, 12:52.

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                          • Mattia1985
                            • May 2018
                            • 58
                            • reggio emilia

                            #14
                            Originariamente inviato da bagareo
                            Se devo fare lo spazzino per lo stato, certo non gli lascio giù 500euro all'anno di tasse.
                            Non sono così drastico da dire che se nn posso fare la mia caccia col cane da ferma non caccio più, però fare quello che vogliono gli altri e anche pagare ( e tanto)... No grazie.
                            Se non sbaglio c'era un post dove si parlava del fatto di fare solo i cacciatori di nocivi, qualche tempo fa. Io potrei anche farlo, ma devono esserci anche le condizioni giuste

                            Ovvio le tasse sono un altro argomento, la mia era una discussione sull 'approccio del cacciatore moderno ai cambiamenti in atto.
                            non sarebbe male se fosse riconosciuto come volontariato! Però questa è utopia

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                            • cero
                              ⭐⭐⭐
                              • Jan 2009
                              • 3031
                              • Romagna

                              #15
                              Contenere i "nocivi" non è un servizio che si fa allo Stato ma a noi stessi, visto che i primi danneggiati ( termine non appropriato) dal crescente numero di volpi, cornacchie, ghiandaie, gazze, ecc. ecc. siamo proprio noi cacciatori.

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