Appostamento fisso all'interno di una azienda faunistico/venatoria
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Bruno, hai perfettamente centrato il problema...non solo la Toscana ma anche altre Regioni si sono inventate queste cosucce come "l'appostamento fisso senza richiami vivi" per aggirare lo scoglio della 157....invece noi Lombardi come al solito stiamo a guardare e se tentiamo di cambiare le cose ecco che subito arriva il TAR di turno a segarci. -
E poi le stesse Regioni e qualche dirigente di AAVV schierato, rompono pure le p@@@e perchè ci ritengono dei furbetti solo perchè vogliamo applicare alla lettera le normative europee... ma va fan....!!![menaie][menaie]Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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Secondo me l'appostamento fisso, all'interno di una AFV, semplicemente non è un appostamento fisso.
Nel senso che in terreno lbero la realizzazione di un appostamento fisso deve essere autorizzato ed è soggetto a concessione con relativo pagamento perchè "comprime" la libertà degli altri cacciatori mentre all'interno di una AFV le modalità di prelievo della migratoria (appostamento, aspetto, vagante) sono solo una scelta del concessionario, fatte salve le norme generali di orari ecc.FrancescoCommenta
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Secondo me l'appostamento fisso, all'interno di una AFV, semplicemente non è un appostamento fisso.
Nel senso che in terreno lbero la realizzazione di un appostamento fisso deve essere autorizzato ed è soggetto a concessione con relativo pagamento perchè "comprime" la libertà degli altri cacciatori mentre all'interno di una AFV le modalità di prelievo della migratoria (appostamento, aspetto, vagante) sono solo una scelta del concessionario, fatte salve le norme generali di orari ecc.
per me' non dovrebbe esistere.
ritornando ai principi di afv,concesse nei territori migliori venatoriamente parlando,l'essere a valere per la stanziale.
la migratoria(bene indisponibile dello stato)non andrebbe di conseguenza cacciata(sempre a mio parere).
ripeto che entrare in un afv,fa' saltare tutti i "vincoli" della caccia creati con gli atc.
paghi la quota e "giri" l'Italia in territori dati per migliorare gli abitat e far nascere(o rinascere)l'autoctono.
ma' tant'e',ormai i principi/scopo delle concesioni,sono sempre piu' calpestati che cacciarne la migratoria sembra una cosa normale(spesso autorizzata da delibere),come normale cacciare(sempre autorizzati) fino a 10 capi giornalieri di stanziale(se non erro)............tutta nata in queste afv il che' significa un grande risultato di "ripopolamento naturale".si si fatevi un giro fuori periodo di caccia e fate i "vostri censimenti".
non c'e' nulla o molto poco.
no',con il poco territorio che c'e',non trovo giusto,dare pure la migratoria,e in terreni adibiti (e sottratti a tutti gli altri cacciatori)ad altri scopi.
ora ......fai anche appostamento fisso dentro e vagante fuori??
in pratica,altro raggiro alla legge.mi sembra.(scelta tipo di caccia)
mahhhCommenta
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Beh, ma è la legge che prevede ciò, mica se lo inventa il concessionario. Nelle a.f.v. si può cacciare sia stanziale che migratoria, nelle a.a.t.v. solo stanziale (e delle specie consentite).per me' non dovrebbe esistere.
ritornando ai principi di afv,concesse nei territori migliori venatoriamente parlando,l'essere a valere per la stanziale.
la migratoria(bene indisponibile dello stato)non andrebbe di conseguenza cacciata(sempre a mio parere).
ripeto che entrare in un afv,fa' saltare tutti i "vincoli" della caccia creati con gli atc.
paghi la quota e "giri" l'Italia in territori dati per migliorare gli abitat e far nascere(o rinascere)l'autoctono.
ma' tant'e',ormai i principi/scopo delle concesioni,sono sempre piu' calpestati che cacciarne la migratoria sembra una cosa normale(spesso autorizzata da delibere),come normale cacciare(sempre autorizzati) fino a 10 capi giornalieri di stanziale(se non erro)............tutta nata in queste afv il che' significa un grande risultato di "ripopolamento naturale".si si fatevi un giro fuori periodo di caccia e fate i "vostri censimenti".
non c'e' nulla o molto poco.
no',con il poco territorio che c'e',non trovo giusto,dare pure la migratoria,e in terreni adibiti (e sottratti a tutti gli altri cacciatori)ad altri scopi.
ora ......fai anche appostamento fisso dentro e vagante fuori??
in pratica,altro raggiro alla legge.mi sembra.(scelta tipo di caccia)
mahhh
La scelta di caccia vale solo per l'esercizio della caccia nel territorio soggetto a gestione programmata, cioè negli atc e nei ca. Nei territori a gestione privata (a.f.v. e a.a.t.v.) la scelta di caccia non ha nessun valore. Sicché, per esempio, chi ha l'opzione di caccia tipo B, e caccia da appostamento fisso nell'atc, ben può recarsi in una a.a.t.v. per una battuta di caccia al fagiano, perché la scelta di caccia lo limita solo in atc.
Patrimonio indisponibile dello stato è tutta la "fauna omeoterma", stanziale e migratoria, cacciabile e non cacciabile, la quale tutta è tutelata dallo Stato "nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale". Fanno eccezione topi, ratti, arvicole e talpe, che non sono soggetti a tutela per espressa disposizione di legge.
Se vogliamo sostenere che in una a.f.v. non dovrebbe essere consentita la caccia alla migratoria perché la migratoria non è gestibile dall'a.f.v., allora dovremmo anche chiederci cosa c'entrano gli atc con la migratoria, dato che vale per loro lo stesso principio.
La migratoria è esclusa nelle a.a.t.v. in forza del loro collegamento con l'impresa agricola e con l'incremento dei redditi agricoli dati dall'allevamento e dalla caccia della selvaggina allevata, ecc. ecc.
Per cui c'è un preciso contesto in cui si inseriscono i due differenti istituti privati.
Se poi si dice che in certe zone la concentrazione di istituti privati è eccessiva, che invece di concedere terreni di scarsa valenza agricola e faunistica vengono concessi normali territori che potrebbero tranquillamente rientrare nell'atc, che in certi istituti non avviene alcun miglioramento degli habitat, ecc. si può anche essere d'accordo ma il discorso non deve valere in via generale.
In ogni caso ci sono aziende dove si sono sperimentate reintroduzioni della starna italica, dove il ripopolamento delle lepri avviene con limitazioni di carniere per i soci, dove in certe zone si introducono certe specie non consentendone la caccia. Dopodiché gestire e mantenere un'azienda non è facile, specie nel caso in cui si investa senza produrre utile. E l'utile che eventualmente si produce è sempre poco, perché le spese di gestione ci sono. Nessuno si chiede mai quanto costi stipendiare un guardiacaccia, giusto per fare un esempio. O quanto costino gli interventi di mantinemento della selvaggina (far produrre all'agricoltore certe colture per l'alimentazione della selvaggina; creare, sistemare e mantenere efficienti le pozze di abbeverata, specie in collina dove d'estate se ai fagiani non garantisci da bere o ti muoiono o si spostano; creare e mantenere puliti i sentieri; ecc.).
Del resto, per legge, è stabilita una precisa percentuale di territorio che può essere concessa alla caccia privatistica, con minimi e massimi di ettaraggio per ciascun tipo di azienda. Se sono previste a un certo punto vanno anche concesse.
Poi anche gli atc dovrebbero provvedere al ripristino degli habitat...e infatti si vede quanto sono in grado di ripristinare, basta dare un occhio alle voci in cui finiscono assorbite le quote associative. Cosa facciamo allora, li togliamo di mezzo e smettiamo di andare a caccia?
Il discorso è sempre quello, le cose ben gestite funzionano e appagano, le cose mal gestite sono frustranti e producono incazzature, ma questo non dipende dal nome, che ben può essere atc come afv, dipende dall'uomo o dagli uomini che ci si trovano a capo.Commenta
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Phala, scusa ma fai un po di confusione.Beh, ma è la legge che prevede ciò, mica se lo inventa il concessionario. Nelle a.f.v. si può cacciare sia stanziale che migratoria, nelle a.a.t.v. solo stanziale (e delle specie consentite).
La scelta di caccia vale solo per l'esercizio della caccia nel territorio soggetto a gestione programmata, cioè negli atc e nei ca. Nei territori a gestione privata (a.f.v. e a.a.t.v.) la scelta di caccia non ha nessun valore. Sicché, per esempio, chi ha l'opzione di caccia tipo B, e caccia da appostamento fisso nell'atc, ben può recarsi in una a.a.t.v. per una battuta di caccia al fagiano, perché la scelta di caccia lo limita solo in atc.
Patrimonio indisponibile dello stato è tutta la "fauna omeoterma", stanziale e migratoria, cacciabile e non cacciabile, la quale tutta è tutelata dallo Stato "nell'interesse della comunità nazionale ed internazionale". Fanno eccezione topi, ratti, arvicole e talpe, che non sono soggetti a tutela per espressa disposizione di legge.
Se vogliamo sostenere che in una a.f.v. non dovrebbe essere consentita la caccia alla migratoria perché la migratoria non è gestibile dall'a.f.v., allora dovremmo anche chiederci cosa c'entrano gli atc con la migratoria, dato che vale per loro lo stesso principio.
La migratoria è esclusa nelle a.a.t.v. in forza del loro collegamento con l'impresa agricola e con l'incremento dei redditi agricoli dati dall'allevamento e dalla caccia della selvaggina allevata, ecc. ecc.
Per cui c'è un preciso contesto in cui si inseriscono i due differenti istituti privati.
Se poi si dice che in certe zone la concentrazione di istituti privati è eccessiva, che invece di concedere terreni di scarsa valenza agricola e faunistica vengono concessi normali territori che potrebbero tranquillamente rientrare nell'atc, che in certi istituti non avviene alcun miglioramento degli habitat, ecc. si può anche essere d'accordo ma il discorso non deve valere in via generale.
In ogni caso ci sono aziende dove si sono sperimentate reintroduzioni della starna italica, dove il ripopolamento delle lepri avviene con limitazioni di carniere per i soci, dove in certe zone si introducono certe specie non consentendone la caccia. Dopodiché gestire e mantenere un'azienda non è facile, specie nel caso in cui si investa senza produrre utile. E l'utile che eventualmente si produce è sempre poco, perché le spese di gestione ci sono. Nessuno si chiede mai quanto costi stipendiare un guardiacaccia, giusto per fare un esempio. O quanto costino gli interventi di mantinemento della selvaggina (far produrre all'agricoltore certe colture per l'alimentazione della selvaggina; creare, sistemare e mantenere efficienti le pozze di abbeverata, specie in collina dove d'estate se ai fagiani non garantisci da bere o ti muoiono o si spostano; creare e mantenere puliti i sentieri; ecc.).
Del resto, per legge, è stabilita una precisa percentuale di territorio che può essere concessa alla caccia privatistica, con minimi e massimi di ettaraggio per ciascun tipo di azienda. Se sono previste a un certo punto vanno anche concesse.
Poi anche gli atc dovrebbero provvedere al ripristino degli habitat...e infatti si vede quanto sono in grado di ripristinare, basta dare un occhio alle voci in cui finiscono assorbite le quote associative. Cosa facciamo allora, li togliamo di mezzo e smettiamo di andare a caccia?
Il discorso è sempre quello, le cose ben gestite funzionano e appagano, le cose mal gestite sono frustranti e producono incazzature, ma questo non dipende dal nome, che ben può essere atc come afv, dipende dall'uomo o dagli uomini che ci si trovano a capo.
Le A.F.V. non sono a scopo di lucro. E' scritto nella legge. Per cui parlare di utile non ha senso. Una AFV ha certramente dei costi, alti, e' sottoposta a controlli periodici (censimenti degli animali e verifica delle coltivazioni previste nel piano aziendale approvato dalla provincia.). In cambio di una sua funzione anche pubblica per la salvaguardia delle specie e degli habitat ha la possibilita' di cacciare la migratoria.
LE a.f.v. funzionano bene se le provincie che le autorizzano e le controllano, funzionano bene a loro volta.
Nelle A.T.V. si puo sparare ESCLUSIVAMENTE a selvaggina liberata. Non si puo' sparare alla migratoria. Sono aziende a scopo di lucro. Sono posti molto tristi, assomigliano molto a un lupanare e hanno poco o nulla a che fare con la caccia. Quella vera. La differenza tra una ATV e un campo di tiro al piccione sta solo nelle diemensioni. Solo che le prime sono consentite, gli altri no.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Eh, e i soldi per gli interventi chi ce li mette, il concessionario di tasca sua? L'ho chiamato utile per dire che i soldi li deve tirar su in qualche modo per poter far fronte ai costi, per cui deve avere un'entrata (la possiamo chiamare così se preferisci). Ma se l'entrata copre solo i costi fissi, non si ha nulla da reinvestire in progetti di ripristino faunistico. Assenza di fini di lucro non vuol mica dire che i bilanci devono sempre essere in perdita, significa solo che il concessionario non si può intascare l'attivo.
---------- Messaggio inserito alle 07:19 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:18 PM ----------
e se il concessionario le sa gestire...
---------- Messaggio inserito alle 07:20 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:19 PM ----------
non mi pare di aver detto qualcosa di diverso...[:-bunny]Commenta
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Dove abito io è afv, fa schifo, è un mese che non ci sono più fagiani, mai visto un miglioramento ambientale, solo qualche pianta di mais lasciata in piedi come cultura a perdere, i fagiani e le pernici rosse eran tutte lanciate e sicuramente dopo il 31 agosto perchè fino all'apertura era un deserto.
Lo so perchè ogni weekend esco col cane.
MarcoCommenta
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