mani dei dresseur ne tantomeno andare ad allenare all'estero.
Capisco addesso nel 2009, che forse "ai miei tempi" eravamo ancora privilegiati nella cinofilia-venatoria e nelle nostre uscite di caccia.
Così scrivevo:Carissimi anziani cacciatori-cinofili,con riguardoso silenzio, noi ascoltiamo e leggiamo i Vostri racconti derivanti dalle Vostre lunghe e positive esperienze, insieme a Voi riviviamo i momenti magici fatti di aria pura, di fatica, di verde e di tanta vera selvaggina. Ci entusiasmiamo quando, con le vostre minuziosità, ci descrivete le statuarie ferme e le splendide guidate dei vostri ausiliari; proviamo un poco di invidia nel sentire e vedere le vostre foto con magnifici carnieri da Voi ottenuti con precisi colpi di doppietta. Nei vostri ricordi cerchiano di carpirvi degli insegnamenti per arrichire il nostro sapere. Accettiamo i rimproveri e le critiche che rivolgete ai nostri cani, quando questi mancano del più elementare dressaggio ed educazione cinofila.
Scusateci se ci permettiamo di disentire quando volete paragonare i soggetti da Voi avuti con i nostri attuali e ripetete la frase: "Ai miei tempi...".
Lasciateci dire che ai vostri tempi l'inquinamento, le colture intense, l'agricoltura fatta con i mezzi sempre più soffisticati, il bruciare delle stoppie ma, sopratutto i politicanti di colori diversi che si accaniscono contro la caccia, per la solo ragione di una politica fatta di voti e di convenienza non esistevano.
Erano tempi in cui, il vostro abbigliamento di fustagno e di velluto era un simbolo di rispetto e nelle famiglie dove vi era un cacciatore, era un modo per andarne fieri, erano tempi in cui quando si parlava di caccia e di cinofilia, i ragazzi presenti bevevano...delle vostre geste cinofile-venatorie di quando uscivate con i vostri cani, nei vicini campi e colture, vivaddio potevate allenare come e quando volevate, su quella selvaggina con la S maiuscola, la stessa che se disturbata si alzava lunga davamti ai cani, imparando loro come doverla trattare per fermarla.
In questi ultimi anni vi è stato un notevole e valido potenziamento delle razze da caccia, sia per il numero di cani iscritti al L.O.I., che per quelli presentati nelle prove di lavoro e di bellezza. Soggetti altamente ben selezionati, vigorosi atleti, splendidi corridori, anche se molte volte ci siamo dimenticati che la bellezza più importante e quella psichica.
Da motissimi anni la"Sprintmania" è entrata nelle prove cinofile, contagiando di riflesso i cacciatori; i cani si vendono in base alla velocità e non al risultato della positività che senza dubbio e sinonimo di intelligenza.
Da molti giudici ed esperti cacciatori, ci viene rimproverato che i nostri soggetti mancano d'esperienza venatoria; volete per cortesia indicarci dove dobbiamo farci questa esperienza?
Durante l'anno venatorio, un bravo cacciatore-cinofilo, potrà, se sarà fortunato, abbattere sotto la ferma del suo ausiliare una decina di animali, almeno la metà di quest'ultimi non si possono definire selvatici; il loro comportamento negativo, costringerà il nostro fedele amico a comportarsi in maniera poco ortodossa assimilando cattive abitudini, tra cui la più grave sarà la mancanza di rigidità ed espressione di ferma.
A caccia chiusa, potremo far uscire l nostro ausiliare solo a
guinzaglio, o sganciarlo sui quagliodromi ma, noi siamo sicuri di insegnarli qualcosa di positivo?
Sono purtroppo finiti i tempi in cui il nostro cucciolone, dopo avergli imparato davanti al mangiare i più semplici insegnamenti, lo si portava sul terreno al contatto della selvaggina vera e lo si lasciava sfrullare e rincorrere a fondo le starne, in seguito lo si inquadrava con 5, 6 quaglie di cattura, una corda di ritegno e tante carezze!
Noi Liguri non ci arrendiamo, da sempre, sia per la conformazione del terreno che per la scarsa presenza di selvagggina, siamo stati abituati a lottare, tuttavia esempi di tempi passati e recenti ci hanno visti inseriti nell'elite dei cacciatori e dei cinofili.
Ribadisco con convinzione quanto dissi relazionando come Giudice la prova Regionale del P.C.I. nella primavera del 1981: "Sessanta pointer iscritti, tutti bene preparati, dieci classificati. Se la Liguria avesse i terreni e le starne dell'Astigiano, sicuramente saremmo i primi della classe.
Quindi carissimi anziani cinofili e cacciatori, consentitemi di dirvi che la passione che ci avete tramandato è in buone mani, i Vostri consigli ci sono utili, li seguiamo e ve ne siamo grati, però noi
vorremmo avere una riprova per farci valere.
E' utopia dirvi:"Dateci la possibilità di allenare i nostri soggetti sui terreni e sulla selvaggina della vostra gioventù; sicuramente saremmo bravi cacciatori-cinofili e avremmo dei cani validi sia in prove che nella caccia come Voi avete avuto".
Vi ricordo senza offesa e per diritto alla verità che il Panella e i suoi derivati, Voi non sapevate che esistessero. E le multe con tre zeri, che noi spesso paghiamo per vedere una ferma, o più delle volte uno sfrullo, ci danno il diritto di dissentire su quanto il futuro cinofilo-venatorio ci riserva.
Da buoni filosofi, guardiamo in avanti e diciamo alle persone di buona volontà:"Uniamoci e risaniamo questa situazione". E se quando anche noi avremo i capelli bianchi e le membra stanche, frasando la frase, diremo alle nuove leve: ."Cari ragazzi, ai miei tempi" forse saremmo riusciti a raggiungere lo scopo di lasciare ai nostri figli e nipoti un domani cinofilo migliore.
Per questo articolo, scritto da mè nel 1982 e gia vedevo nuvole oscure sulla nostra passione cinofila-venatoria, io mi chiedo e vi chiedo un dibattito.
"Nel 2009, oggi come siamo cinofilmemte parlando, di cani, di caccia ma sopratutto di terreni e selvaggina?"
Commenta