Di Aurelio Garelli "AI MIEI TEMPI"

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  • aurelio

    #1

    Di Aurelio Garelli "AI MIEI TEMPI"

    Del 1982, io scrivevo l'articolo "Ai miei tempi" la mia generazione di cacciatori-cinofili, si stava accorgendo che le difficoltà di allenare i loro cani era sempre maggiore, l'allevamento italiano era sempre più competitivo, quindi si vedevano cani semprè più atleti, sempre più bramosi di spazio e di selvaggina vera, ma questi correvano sempre più forte, in terreni limitati , con poco selvatico e sempre meno idoneo. Era il mio grido di allarme, per quelli (Ed erano i più tanti) che non avevano la possibilità, ne di dare i cani nelle
    mani dei dresseur ne tantomeno andare ad allenare all'estero.
    Capisco addesso nel 2009, che forse "ai miei tempi" eravamo ancora privilegiati nella cinofilia-venatoria e nelle nostre uscite di caccia.

    Così scrivevo:Carissimi anziani cacciatori-cinofili,con riguardoso silenzio, noi ascoltiamo e leggiamo i Vostri racconti derivanti dalle Vostre lunghe e positive esperienze, insieme a Voi riviviamo i momenti magici fatti di aria pura, di fatica, di verde e di tanta vera selvaggina. Ci entusiasmiamo quando, con le vostre minuziosità, ci descrivete le statuarie ferme e le splendide guidate dei vostri ausiliari; proviamo un poco di invidia nel sentire e vedere le vostre foto con magnifici carnieri da Voi ottenuti con precisi colpi di doppietta. Nei vostri ricordi cerchiano di carpirvi degli insegnamenti per arrichire il nostro sapere. Accettiamo i rimproveri e le critiche che rivolgete ai nostri cani, quando questi mancano del più elementare dressaggio ed educazione cinofila.
    Scusateci se ci permettiamo di disentire quando volete paragonare i soggetti da Voi avuti con i nostri attuali e ripetete la frase: "Ai miei tempi...".
    Lasciateci dire che ai vostri tempi l'inquinamento, le colture intense, l'agricoltura fatta con i mezzi sempre più soffisticati, il bruciare delle stoppie ma, sopratutto i politicanti di colori diversi che si accaniscono contro la caccia, per la solo ragione di una politica fatta di voti e di convenienza non esistevano.
    Erano tempi in cui, il vostro abbigliamento di fustagno e di velluto era un simbolo di rispetto e nelle famiglie dove vi era un cacciatore, era un modo per andarne fieri, erano tempi in cui quando si parlava di caccia e di cinofilia, i ragazzi presenti bevevano...delle vostre geste cinofile-venatorie di quando uscivate con i vostri cani, nei vicini campi e colture, vivaddio potevate allenare come e quando volevate, su quella selvaggina con la S maiuscola, la stessa che se disturbata si alzava lunga davamti ai cani, imparando loro come doverla trattare per fermarla.
    In questi ultimi anni vi è stato un notevole e valido potenziamento delle razze da caccia, sia per il numero di cani iscritti al L.O.I., che per quelli presentati nelle prove di lavoro e di bellezza. Soggetti altamente ben selezionati, vigorosi atleti, splendidi corridori, anche se molte volte ci siamo dimenticati che la bellezza più importante e quella psichica.
    Da motissimi anni la"Sprintmania" è entrata nelle prove cinofile, contagiando di riflesso i cacciatori; i cani si vendono in base alla velocità e non al risultato della positività che senza dubbio e sinonimo di intelligenza.
    Da molti giudici ed esperti cacciatori, ci viene rimproverato che i nostri soggetti mancano d'esperienza venatoria; volete per cortesia indicarci dove dobbiamo farci questa esperienza?
    Durante l'anno venatorio, un bravo cacciatore-cinofilo, potrà, se sarà fortunato, abbattere sotto la ferma del suo ausiliare una decina di animali, almeno la metà di quest'ultimi non si possono definire selvatici; il loro comportamento negativo, costringerà il nostro fedele amico a comportarsi in maniera poco ortodossa assimilando cattive abitudini, tra cui la più grave sarà la mancanza di rigidità ed espressione di ferma.
    A caccia chiusa, potremo far uscire l nostro ausiliare solo a
    guinzaglio, o sganciarlo sui quagliodromi ma, noi siamo sicuri di insegnarli qualcosa di positivo?
    Sono purtroppo finiti i tempi in cui il nostro cucciolone, dopo avergli imparato davanti al mangiare i più semplici insegnamenti, lo si portava sul terreno al contatto della selvaggina vera e lo si lasciava sfrullare e rincorrere a fondo le starne, in seguito lo si inquadrava con 5, 6 quaglie di cattura, una corda di ritegno e tante carezze!
    Noi Liguri non ci arrendiamo, da sempre, sia per la conformazione del terreno che per la scarsa presenza di selvagggina, siamo stati abituati a lottare, tuttavia esempi di tempi passati e recenti ci hanno visti inseriti nell'elite dei cacciatori e dei cinofili.
    Ribadisco con convinzione quanto dissi relazionando come Giudice la prova Regionale del P.C.I. nella primavera del 1981: "Sessanta pointer iscritti, tutti bene preparati, dieci classificati. Se la Liguria avesse i terreni e le starne dell'Astigiano, sicuramente saremmo i primi della classe.
    Quindi carissimi anziani cinofili e cacciatori, consentitemi di dirvi che la passione che ci avete tramandato è in buone mani, i Vostri consigli ci sono utili, li seguiamo e ve ne siamo grati, però noi
    vorremmo avere una riprova per farci valere.
    E' utopia dirvi:"Dateci la possibilità di allenare i nostri soggetti sui terreni e sulla selvaggina della vostra gioventù; sicuramente saremmo bravi cacciatori-cinofili e avremmo dei cani validi sia in prove che nella caccia come Voi avete avuto".
    Vi ricordo senza offesa e per diritto alla verità che il Panella e i suoi derivati, Voi non sapevate che esistessero. E le multe con tre zeri, che noi spesso paghiamo per vedere una ferma, o più delle volte uno sfrullo, ci danno il diritto di dissentire su quanto il futuro cinofilo-venatorio ci riserva.
    Da buoni filosofi, guardiamo in avanti e diciamo alle persone di buona volontà:"Uniamoci e risaniamo questa situazione". E se quando anche noi avremo i capelli bianchi e le membra stanche, frasando la frase, diremo alle nuove leve: ."Cari ragazzi, ai miei tempi" forse saremmo riusciti a raggiungere lo scopo di lasciare ai nostri figli e nipoti un domani cinofilo migliore.


    Per questo articolo, scritto da mè nel 1982 e gia vedevo nuvole oscure sulla nostra passione cinofila-venatoria, io mi chiedo e vi chiedo un dibattito.


    "Nel 2009, oggi come siamo cinofilmemte parlando, di cani, di caccia ma sopratutto di terreni e selvaggina?"
    File allegati
    Ultima modifica Ospite; 13-09-09, 08:51.
  • claudio caon

    #2
    purtroppo nel lazio e sopratutto nella provincia di roma stiamo malissimo spazi pochi qualcuno più grande ci trovi le recinzioni o i parchi zac poche e con spazi ristretti poi di selvaggina vera la conti sul palmo della mano....stiamo veramente messi male!!!

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    • aurelio

      #3
      Foto n° 1 - Don Rino Dossena, tiene sottobraccio il decano cinofilo cacciatore, Antonio Tonali.
      Ci trovammo insieme. io Don Rino Dossena e Franco Ravetta e tanto per cambiare...si parlva di pointer, Don Rino mi disse:"Ma lo sai caro Garelli, se andiamo avanti così, i nostri pointer andranno sempre più forte, ma non ci saranno più selvatici da fermare."
      Foto n°2 -Gruppo di concorrenti nelle prove sopra le alture di Genova, in una prova su starne, come abbiano fatto non lo sò, ma le starne e tante c'erano da vero.
      Da sinistra l':ottavo il Giudice Giuseppe Fondelli. io sono l'11° e lultimo a sinistra e il Giudice Germano Ferrari.
      Foto n° 3 -la pernice rossa, ai "miei tempi" in liguria erano molto presenti.
      Foto n° 4 -Siamo arrivati al punto di non ritorno, "Cani a guinzaglio"
      Foto n° 5 -Meno male che qualche fagiano...
      Foto n° 6 -Le starne, metro di paragone per i cani da ferma.
      Ultima modifica Ospite; 12-09-09, 12:19.

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      • lietuva
        ⭐⭐⭐
        • Dec 2007
        • 1946
        • vilnius

        #4
        Sono 5 anni che vivo in Lituania e credo che a livello di caccia, non la cambierei con nessun'altro posto.
        Per il cane la Lituania e' il paradiso, spero rimanga tale x sempre.
        Personalmente vivendo all'estero non andrei all'estero per nessuna ragione ...ma l'Italia di oggi e' una pagina un po triste, sciupata, ingiallita, sono rimasti solo i bei ricordi. Speriamo che...
        Dalla Lituania un saluto a tutti!

        fabio garanzini

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        • giannettiluciano
          ⭐⭐⭐
          • Jan 2008
          • 3103
          • riotorto, Livorno, Toscana.
          • denny-setter inglese

          #5
          Originariamente inviato da lietuva
          Sono 5 anni che vivo in Lituania e credo che a livello di caccia, non la cambierei con nessun'altro posto.
          Per il cane la Lituania e' il paradiso, spero rimanga tale x sempre.
          Personalmente vivendo all'estero non andrei all'estero per nessuna ragione ...ma l'Italia di oggi e' una pagina un po triste, sciupata, ingiallita, sono rimasti solo i bei ricordi. Speriamo che...
          c' e' da sperare poco...di buono ![:-cry]
          giannetti luciano

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          • ALFIO68

            #6
            salve aurelio,se non ricordo male hai fatto delle prove in sicilia tempofa' da quei tuoi deliziosi scritti degli anni orsono,sono riuscito a convincere un'amico che ha un afv,piena di vere cotorne siciliane ad usarla per addestrare i cani su questo selvatico stupendo,ovviamnete di cotorne c'e' ne tante dato che il conmtrollo e molto rigido,comunque oltre al pacchetto addetsramento giornaliero si possono sparare conigli selvatici,dei faggiani immessi e al tempo delle becche qualche pizzetto lungo pure.
            il posto offre anche vitto e alloggio,con spesa modica,quindi se vorrai tornare in sicilia,noi siamo qui,se c'e' riusciamo a coinvolgere qualche allevatore con presenze,vorremo organizzare gare enci.
            saluti a tutti

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            • aurelio

              #7
              Carissimo Alfio68, Ti ringrazio per il tuo invito; la Sicilia e la sua vera selvaggina per mè sono un caro ricordo e purtroppo alla mia età resterà tale.
              In che zona vai ad allenare in Sicilia? Cero che si possono fare prove, interessa il G.Cinofilo e la sociieta dei cacciatori della tua Regione, farai cosa grata a tutti i cacciatori-cinofili. E a tutti quanti fanno cinofilia-venatoria. ciao aurelio.

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              • scagliot
                ⭐⭐⭐
                • Sep 2009
                • 1498
                • Bressana Bottarone, Pavia
                • setter inglesi

                #8
                Purtroppo da me in Oltrepò la caccia va di pari passo con i cacciatori!
                Uno si lamenta del suo nuovo setter perchè non mette il naso a terra,
                l'altro compra quaglie da mezzo chilo al mercato per allenare il suo di 7 anni,
                un'altro ancora porta il suo breton grandezza chiuaua alle esposizioni pensando di avere un bel cane. Io con i miei due asini (setter) non ho mai sfigurato a caccia per quanto riguarda lo stile di cerca ,il consenso, il riporto e l'indipendenza da altri cani in campo.Quando venivo invitato in riserva con qualche "campione" dopo i primi 10 minuti l'accompagnatore me li faceva legare altrimenti temeva buttassero via qualche "selvatico"....... ma dopo poco la frase era sempre la solita : Se vogliamo trovare qualcosa drve liberare i suoi.
                Per ora a caccia gli unici setter degni di questo nome che ho visto sono quelli dei "genovesi" che cacciano nel mio atc.
                Qualche anno fa parlando con Rino Vigo mi disse una frase che mi fece molto pensare: Sono troppo appassionato di caccia e di cinofilia per andare ancora a caccia.
                Sarà solo pessimismo o realismo?

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                • fongaros
                  ⭐⭐⭐
                  • Oct 2008
                  • 6847
                  • Verona
                  • Setter Inglese Pointer Inglese

                  #9
                  Io, quando posso, mi ritiro in Moldova, mio terreno di misura di quei cani che quando sciolti in Italia fanno rattristare. Ci abbattiamo noi, pensate loro (i cani)! Ci dobbiamo adeguare perché in questo caso vale la pubblicità "No Martini? No party."

                  Commenta

                  • aurelio

                    #10
                    Originariamente inviato da scagliot
                    Purtroppo da me in Oltrepò la caccia va di pari passo con i cacciatori!
                    Uno si lamenta del suo nuovo setter perchè non mette il naso a terra,
                    l'altro compra quaglie da mezzo chilo al mercato per allenare il suo di 7 anni,
                    un'altro ancora porta il suo breton grandezza chiuaua alle esposizioni pensando di avere un bel cane. Io con i miei due asini (setter) non ho mai sfigurato a caccia per quanto riguarda lo stile di cerca ,il consenso, il riporto e l'indipendenza da altri cani in campo.Quando venivo invitato in riserva con qualche "campione" dopo i primi 10 minuti l'accompagnatore me li faceva legare altrimenti temeva buttassero via qualche "selvatico"....... ma dopo poco la frase era sempre la solita : Se vogliamo trovare qualcosa drve liberare i suoi.
                    Per ora a caccia gli unici setter degni di questo nome che ho visto sono quelli dei "genovesi" che cacciano nel mio atc.
                    Qualche anno fa parlando con Rino Vigo mi disse una frase che mi fece molto pensare: Sono troppo appassionato di caccia e di cinofilia per andare ancora a caccia.
                    Sarà solo pessimismo o realismo?
                    Tieni sempre in massima considerazione quello che ti dice Rino Vigo e uno dei pochi che sà quel che dice cinofilmente, se hai la possibilità di vederlo, portagli i miei fraterni saluti, lo lasciato un'anno fa che non stava tanto bene, non l'ho più sentito e sono un p'ho procupato. ciao. Aurelio.

                    ---------- Messaggio inserito alle 09:15 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:07 AM ----------

                    Originariamente inviato da fongaros
                    Io, quando posso, mi ritiro in Moldova, mio terreno di misura di quei cani che quando sciolti in Italia fanno rattristare. Ci abbattiamo noi, pensate loro (i cani)! Ci dobbiamo adeguare perché in questo caso vale la pubblicità "No Martini? No party."
                    Sono perfettamente d'accordo con lei, anche se in Italia puoi trovare qualche terreno idoneo, manca il selvatico quello vero intendo, Setter e pointer non sono cani da mezze misure, sono come le Ferrari, hanno bisogno di piste giuste, che poi si possono adattare anche in altri terreni, lo fanno ma, a descapito della loro indole. un saluto a lei Fongaros.
                    Ultima modifica Ospite; 15-09-09, 15:53.

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