per riportarli alla normalità Drool] se qulcuno con simili esperienze mi da un parere grazie
Perchè al cambio crocchette
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Perchè al cambio crocchette
NON capisco come mai quando cambio mangime secco di qualsiasi marca i cani di qualsiasi razza mi sono sempre andati in diarrea e impiego alcuni gg
per riportarli alla normalità Drool] se qulcuno con simili esperienze mi da un parere grazieLeonardo cinofilo cacciatore -
Posso dirti, se non l'hai già fatto, che il cambio del mangime deve avvenire gradatamente nell'arco di una settimana, prima di passare totalmente al nuovo!! [:D] [:-golf]La saggezza di un uomo non si misura dalla sua esperienza, ma dalla capacità di fare esperienza![:-golf] -
Impiego anche 15 gg per sostituirlo e lo aggiungo pian piano ogni giorno sempre più ma quando gli do la dose piena il problema si verifica sempre allora
dimezzo la dose e pian piano passa solo che è un pò pocaLeonardo cinofilo cacciatoreCommenta
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propio questa sera sono stato dal mio veterinario che ha diagnosticato ad uno dei miei cani in seguito ad esami ematici una dermatiteda alimentazione,non tollera quel tipo di crocchette che sono ok per gli altri oltre alla terapia farmacologica ed ovviamente cambio crocchette mi ha consigliato come coadiuvante di dargli una piccola dose di lievito di birra per almeno un meseCommenta
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I cani tollerano male il cambio repentino da un mangime all'altro, quindi devi cominciare a mischiare graduatamente le nuove crocchette a quelle già usate fino ad arrivare a dargli solo il nuovo mangime.
ciao!!
Vincenzo.Commenta
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Ti ringrazio, vorrei sapere "chimicamente" però cosa scatena diarrea o comunque intolleranze se cambiato il mangime dalla sera alla mattina.Commenta
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Solitamente l'organismo dei mammiferi tende ad abitudini di vario genere. Queste abitudini tendono sempre al risparmio energetico. Non si producono mai ormoni, enzimi ed altre "sostanze" (per non fare l'elenco o complicare il discorso) in eccesso in previsione di una evenienza futura, ma sempre e solo il "fabbisogno a richiesta". Esistono però complessi meccanismi di allerta nel caso in cui queste "sostanze" servissero. Ecco che se per un lungo periodo determinati nutrienti non vengono somministrati (o somministrati in dosi minime, lavorati in modi differenti, ecc), il sistema per "recepirli, riconoscerli e trasformarli" diventa quiescente e tali scatenano reazioni d'allontanamento. Un esempio che mi è venuto in mente, proiettato in altro campo e solo per rendere più capibile la questione, sono i "Bagni di fieno". Agli allergici a talune erbacee viene effettuata una terapia a cura di un quantità enorme di allergogeni per stimolare in ecesso l'organismo ed indurre lo stesso in abitudine, per sopportare, poi, nella vita di tutti i giorni, minori quantità di tali sostanze. Esitono linee alimentari per cani studiate anche da tale punto di vista e che permettono la sostituzione repentina di un cibo secco ad elevata quantità di nutrienti (c.d. alta energia) con cibi da mantenimento, "light", ecc, senza che tale inconveniente si manifesti, permettendo al cacciatore di somministrare un quantitativo energetico in base al fabbisogno giornaliero e senza modificare il volume del cibo concesso. Ovviamente spiegare i segreti della mangimistica mi sembra inopportuno. Ma il risultato è che il cacciatore non è obbligato ad aumentare o ridurre la dose dello stesso mangime (a seconda se il cane andrà a caccia oppure no) e, dall'altra, concede la soddisfazione della sazietà al cane, senza esagerare nel deleterio riempimento gastrico, oppure fargli patire la sensazione di fame per un ridotto riempimento gastrico.Ultima modifica fongaros; 20-11-09, 10:59.Commenta
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Non esistono soggetti più delicati di altri, ma soggetti che abbisognano di più tempo per mettere in moto determinati meccanismi. Questo concetto vale se la parola "delicato" è messa in relazione con un tempo "T" finito, e cioè il tempo intercorrente da in ipotetico T0 (zero), inizio della somministrazione di cibo, a T0 + x, momento in cui il cane inizia a produrre feci delle giusta consistenza.
Se, invece, il tempo è infinito, tale aggettivo è da relazionarsi più a problemi legati ad intolleranze alimentari e cioè il tempo di adattamento al mangime è T0 + infinito, cioè il cane significa l'impossibilità d'adattamento a tale mangime fin dalla prima somministrazione. Se il tempo "T" è in relazione con un particolare stato organico momentaneo (situazione patologica in corso), si tratterà di un intervallo che va T0+x a T0+z. Se "T" corrisponde a T0+x tendente all'infinito, si tratta di una allergia. Questi i vari casiCommenta
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