Da un ingeniere di fabbrica d'armi riguardo alle Saint Etienne:
"Prima cosa il materiale xc 42 (denominazione francese) corrisponde ad un normalissimo acciaio da bonifica al solo carbonio.
Ovviamente non è un trilegato con carbonio, cromo, nichel e molibdeno.
Il c40 ha caratteristiche meccaniche talmente scarse da non essere nemmeno paragonabile.
Con l'innovazione dei trilegati ci si è potuti permettere spessori più bassi dunque riduzioni di pesi e un miglioramento della sicurezza delle canne.
Per quanto riguarda la costruzione delle canne il ciclo Saint etienne non è altro che il tradizionale sistema di produzione che veniva utilizzato prima della messa in produzione della martellatura anche in Beretta.
Ho potuto parlare con una persona che alla fine degli anni 80 ha messo a punto il ciclo di produzione delle canne Franchi e che produceva anche le canne sia per Benelli che per il distretto armiero di Saint Etienne.
Per prima cosa si parte da un barrotto che veniva laminato, tagliato e forato con foratura profonda e alesatura dell'anima.Successivamente si procedeva con la levigatura a pietra (famoso processo honing ancora oggi utilizzato in qualsiasi ciclo delle canne, anche quelle martellate in Beretta) che serviva per dare una rugosità accettabile all'interno,successivamente veniva eseguita una leggera martellatura per portare l'anima a misura,poi veniva eseguita la strozzatura fissa sempre con una martellatura in volata.
La canna veniva poi tornita e lappata per realizzare il profilo esterno.
In ultimo, sul tubo, veniva realizzata di lavorazione meccanica la camera cartuccia e POI si eseguiva la CROMATURA.
Impossibile cromare e poi martellare perchè il substrato di cromo se sottoposto ad un processo di martellaturasi romperebbe.Chi se ne intende di cromatura sa che cromo deposto è fragile e poco elastico.
Se l'acciaio venisse martellato dopo cromatura esso si deformerebbe plasticamente mentre il cromo si spaccherebbe.
I processi di martellature attuali (tipo Beretta) hanno il grande vantaggio rispetto ai vecchi cicli produttivi di poter realizzare in un'unico passaggio tutto l'interno della canna garantendo quote e concentricità tra i vari diametri ed evitando ovalizzazioni.
in questo modo si ottengono geometrie perfettamente a disegno da subito.Chiunque se ne intenda di lavorazioni meccaniche sa che le continue ri-lavorazioni necessarie nei cicli tradizionali oltre ad essere costose servono perchè il pezzo non è mai geometricamente vicino al desiderato.
Naturalmente anche nel ciclo Beretta è prevista la lappatura dell'interno, anzi, se ne fanno addirittura due.
Una all'interno del tubo forato prima della martellatura e l'altra, finale, sulla canna."
NB Questo l'ho trovato in un'altro forum scritto da.....gli esperti ci arriveranno.[menaie] parola agli esperti.
Saluti
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