Non credo ci sia bisogno di queste discussioni per preoccuparci di eventuali occhi indiscreti che possano chiedere l'aumento delle distanze, perchè non sono le munizioni spezzate un pericolo rapporto quanto oggi sancito a riguardo della sicurezza. Riguardo l'ingaggio con selvaggina a distanze importanti, posso garantire che si sa benissimo a cosa si spara a certe distanze, non stiamo mica parlando dei 150 mt. del piattello rotto ( tra l'altro infinitamente più piccolo di un colombo o un anatra ) dal campione, ma della reale efficacia di certi caricamenti in tungsteno che permettono abbattimenti puliti anche a 60 mt. Se, l'abile tiratore allenato si permette con successo tiri dove altri neanche si sognano di alzare il fucile non ne vedo un problema, semmai un interessante spunto di discussione
Piattello rotto a 150 mt
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Non credo ci sia bisogno di queste discussioni per preoccuparci di eventuali occhi indiscreti che possano chiedere l'aumento delle distanze, perchè non sono le munizioni spezzate un pericolo rapporto quanto oggi sancito a riguardo della sicurezza. Riguardo l'ingaggio con selvaggina a distanze importanti, posso garantire che si sa benissimo a cosa si spara a certe distanze, non stiamo mica parlando dei 150 mt. del piattello rotto ( tra l'altro infinitamente più piccolo di un colombo o un anatra ) dal campione, ma della reale efficacia di certi caricamenti in tungsteno che permettono abbattimenti puliti anche a 60 mt. Se, l'abile tiratore allenato si permette con successo tiri dove altri neanche si sognano di alzare il fucile non ne vedo un problema, semmai un interessante spunto di discussione -
Il tiro al piattello è disciplina sportiva olimpica.Mi domando a cosa servano queste prove? Per dimostrare cosa?
A caccia una cosa inservibile, a quella distanza non si sa a cosa si spara (parlando di migratoria)... senza contare che poi qualcuno piglia la palla al balzo e con questa scusante alzi l'asticella delle distanze di sicurezza da strade, case, ecc.!! Meditate gente meditate!!
Rompere un piattello a 150 metri serve a dimostrare l'abilità del tiratore che ottiene così un record.
Non è certo da oggi che l'uomo si cimenta in queste prove di abilità, non capisco perché stupirsene.
All' atleta che ha eseguito il tiro da Guinness immagino che della correlazione con l'attività venatoria non gliene possa fregare di meno.Commenta
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In questo video Hornady presenta le sue nuove cartucce per canna liscia cal.12/76 per la caccia al coyote e tiri a lunga distanza con pallini in piombo nichelati in alternativa alle cartucce in tugsteno, descrivendo la efficacia delle rosate compatte.
[VIDEO]https://www.youtube.com/watch?v=nUylnVWYZWs[/VIDEO]
Per rimanere in argomento le cartucce con pallini in acciaio e in tugsteno essendo materiali più duri del piombo quindi meno deformabili dalle pressioni interne quanto sono più compatte le rosate rispetto al piombo, visto che una rosata troppo compatta crea delle difficoltà nel tiro al volo ?
SalutiCommenta
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Io invece lo trovo meraviglioso... grazie Benelli, grazie Baschieri, e naturalmente grazie a De Carolis.
Rompere piattelli a distanze siderali e' un autentico delirio.Commenta
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Gianni, ogni volta che si fa un tiro lungo si prova una grande soddisfazione personale. Tutti proviamo quel senso di esaltazione davanti ai tiri “eccezionali” ed è giustissimo, proprio perché si tratta di tiri difficilmente ripetibili.
Sicuramente De Carolis è un grande campione e che spari “dritto” lo dimostrano i risultati tuttavia è sempre bene rimanere con i piedi per terra.
Rompere un piattello a 150 metri con 35 grammi di piombo 6 denota senza dubbio una certa dose di bravura - del resto se sbagli l’anticipo il piattello chiaramente non si spezzerà mai - ma soprattutto una notevole dose di fortuna, perché è evidente che da un punto di vista della balistica terminale a quelle distanze non hai una rosata in grado di coprire in modo sistematico il bersaglio e dunque l’impatto del pallino con il target è frutto sì di una fucilata data nel posto giusto al momento giusto, ma innegabilmente soprattutto dalla “fortuna” che pallino e bersaglio “casualmente” si incontrino.
Si Gianni, perché non si può disconoscere che gran parte del risultato è frutto della casualità.
Tuttavia questi “esperimenti” non sono completamente privi di senso perché tracciano la via per nuovi traguardi.
Tutti noi cerchiamo di superare determinati limiti e se piano piano osiamo allungare il tiro è perché grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi componenti in campo venatorio si stanno piano piano superando limiti che quando ero ragazzo e caricavo insieme a mio padre l’Anigrina in bossoli di cartone con borre in feltro e l’orlo tondo nemmeno mi sognavo.
Mauro Bettinsoli (costruttore di canne) ci parlava di nuovi profili, probabilmente di nuovi materiali che abbinati a determinati componenti consentiranno tiri probabili e “ripetibili” anche fino ad 80 metri.
Mauro è persona seria e competente e io ripongo grande fiducia in quello che scrive.
Fra l’altro Fabio d.t.ci conferma che tiri a quelle distanze con le cartucce al tungsteno sono una realtà “ripetibile” già oggi, dunque posso immaginare, con ragionevole concretezza, che in futuro potremmo “osare” anche oltre.
La nostra passione è esaltante proprio perché come la vita è in continua evoluzione e nuovi traguardi sono auspicabili e perfino possibili.
Alla fine il futuro potrebbe essere meno nero di quello che sembra.
C’è solo da sperare che la stupidità animalista non ci interrompa il sogno.
Un abbraccio
MaurizioCommenta
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D'altra parte anche le corse di formula 1, che sembrano così distanti dalle automobili di tutti i giorni, hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo delle prestazioni, della sicurezza e alla riduzione di consumi e dell'inquinamento delle auto di serie. Nel mondo ci deve essere sempre qualcuno che anticipa il futuro, che butta il cuore oltre l'ostacolo. Con questo non credo che il futuro della caccia sia nello sparare sempre più lontano; piuttosto in un miglioramento dell'ambiente che sia favorevole alla presenza e allo sviluppo della selvaggina; e in un miglioramento qualitativo delle armi e delle munizioni, più sicure, più leggere e con rosate meglio distribuite e più compatte: raggiungere il livello di perfezione proprio delle armi d'elite sulla produzione standard.Commenta
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Condivido pienamente il tuo pensiero, anche se la formula 1 è un'altro pianeta![emoji28]D'altra parte anche le corse di formula 1, che sembrano così distanti dalle automobili di tutti i giorni, hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo delle prestazioni, della sicurezza e alla riduzione di consumi e dell'inquinamento delle auto di serie. Nel mondo ci deve essere sempre qualcuno che anticipa il futuro, che butta il cuore oltre l'ostacolo. Con questo non credo che il futuro della caccia sia nello sparare sempre più lontano; piuttosto in un miglioramento dell'ambiente che sia favorevole alla presenza e allo sviluppo della selvaggina; e in un miglioramento qualitativo delle armi e delle munizioni, più sicure, più leggere e con rosate meglio distribuite e più compatte: raggiungere il livello di perfezione proprio delle armi d'elite sulla produzione standard.
Come detto in precedenti interventi, nella produzione di canne, si è lavorato sodo per sviluppare prodotti che rispondano al sempre maggiore utilizzo di caricamenti no-toxic; fondamentalmente i migliori risultati sono stati ottenuti lavorando su due caratteristiche fondamentali:
1- materiali più prestazionali, frutto di studi, investimenti, prove e ovviamente sfruttando anche le nuove tecnologie di produzione degli acciai;
2 - profili interni che possano ottimizzare la resa con caricamenti no-toxic: parliamo di diametri di foratura, geometria e lunghezza dei coni, valori di strozzatura, finiture interne... ma anche di tecnologie, lavorazioni meccaniche e trattamenti per ottenere profili interni che siano il più precisi possibile.
Detto questo, io i miracoli non li faccio (visto come è finito "quello" che camminava sull'acqua non è che ci tenga molto a trovare il modo per farli[emoji16]) e penso neanche gli altri produttori, credo però che alcuni passi in avanti sono stati fatti e canne che garantiscono buoni risultati siano già in commercio da vari anni.
Mio parere personale, in questa situazione diventa ancora più fondamentale il corretto abbinamento canna/caricamento, se con il piombo questo elemento è importante, con il no-toxic diventa imprescindibile.
Inviato dal mio GT-I9515 utilizzando TapatalkCommenta
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D'altra parte anche le corse di formula 1, che sembrano così distanti dalle automobili di tutti i giorni, hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo delle prestazioni, della sicurezza e alla riduzione di consumi e dell'inquinamento delle auto di serie. Nel mondo ci deve essere sempre qualcuno che anticipa il futuro, che butta il cuore oltre l'ostacolo. Con questo non credo che il futuro della caccia sia nello sparare sempre più lontano; piuttosto in un miglioramento dell'ambiente che sia favorevole alla presenza e allo sviluppo della selvaggina; e in un miglioramento qualitativo delle armi e delle munizioni, più sicure, più leggere e con rosate meglio distribuite e più compatte: raggiungere il livello di perfezione proprio delle armi d'elite sulla produzione standard.
Ciao Biagio, bello il tuo intervento e sicuramente condivisibile sotto alcuni aspetti, ma non tutti.
Il miglioramento dell'ambiente è da tutti noi auspicabile: una necessità primaria della caccia e non solo che nessuno di noi può ignorare né sottovalutare e per cui ogni persona responsabile (non solo cacciatore) dovrebbe adoperarsi.
Tuttavia questo essenziale rapporto fra l’uomo è la natura ha ben poco a che vedere con la balistica e con le armi: i selvatici che nel valico o al rientro ci sorvolando alti sopra la testa continueranno a farlo comunque sia l’ambiente circostante.
Né è molto comprensibile dove bisognerebbe arrivare in fatto di sicurezza delle armi: le attuali ti sembrano poco sicure?
Oramai un calibro 12 “leggero” pesa quanto un calibro 20: quale dovrebbe essere il limite di peso inferiore a cui si dovrebbe arrivare? (senza compromettere la sicurezza).
Le munizioni oggi sono sicurissime - sempre che cartucce particolari come le magnum si sparino in armi adatte a queste munizioni - ma questo riguarda il buonsenso di chi le usa di certo non la sicurezza della munizione.
Le cartucce contenenti pallini di acciaio siano già più “leggere” e forniscano già rosate meglio distribuite è più compatte rispetto al piombo.
Se non ravvedi la necessità di allungare il tiro, mi viene pensato che nella caccia che pratichi non hai bisogno di “sparare lungo” e dunque, alla fine, le tue aspettative sono già soddisfatte dalle attuali munizioni, ma le tue aspettative non sono quelle di tutti.
Ci sono cacce in cui i tiri al limite non sono una eccezione ma la regola, parlo delle cacce al valico, alla borrita, agli anatidi, ai colombi...: cacce praticate da molti appassionati fra di noi.
Chi si è trovato in più di una occasione a guardare centinaia, a volte migliaia, di colombacci che ti passano sopra la testa fuori tiro pagherebbe chissà cosa per poter avere quei 10-20 metri in più di tiro utile. E non certo per fare una strage, ma per avere qualche soddisfazione in più dalla giornata che non sia la simpatia del compagno di caccia o il gustoso panino.
Di fatto non è un caso se nei racconti di chi vive queste giornate l’intercalare sia sempre più “eretico” che “etico”.
Ben venga dunque l’impegno di chi “anticipa il futuro è butta il cuore oltre l’ostacolo” (concetto che condivido pienamente), ma almeno nel mio caso - considerate le cacce che faccio - per andare “oltre” gli attuali limiti di portata delle armi.
Balisticamente parlando, tutto il resto per me è un contorno, non l’indispensabile.
Un saluto
MaurizioCommenta
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Credo che proprio la proibizione del piombo, che spero sempre non sia generalizzata, proponga nuove sfide sulle armi. La soluzione di molti problemi trova nella fisica limiti invalicabili: ma è bene comunque che gli armaioli esaltino la propria creatività: pensiamo ai meccanismi di riduzione del rinculo e alla chiusura del Benelli 828U. Anch'io caccio a volte i colombacci, ma non credo che se sono molto alti basti allungare la portata dell'arma: c'è un limite fisico del cacciatore che oltre una certa distanza non riesce più a calcolare il tiro.Commenta
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È sicuramente un tiro eccezionale! Magari difficilmente ripetibile con costanza,ed è per questo che non può essere ritenuto un record. A mio parere, in questo caso, poteva essere ritenuto record se il tiro fosse stato ripetuto con costanza. Intendo dire che occasionalmente un tiratore bravo potrebbe effettuare tiri eccezionali, ma che se non vengono ripetuti in serie, rimangono solo una eccezione. Ad es. il tiratore americano Jerry Miculek è riuscito a rompere un palloncino alla distanza di 1000 yards, (anche se era stata una scheggia del proiettile a rompere il palloncino). Non lo considero un record nella vera accezione, ma un tiro riuscito bene dopo alcuni tentativi. Per altri è un record.Questo senza nulla togliere al tiratore De Carolis che ha dimostrato più volte la sua bravura. Ricordo che si era distinto anche nel tiro a palla con Fidasc, ma poi improvvisamente è uscito di scena per polemiche per un giudizio arbitrale. Un record è frutto di studi al tavolino, preparazione fisica, materiali ed"attrezzi" particolari e dedicati, applicazione continua e allenamenti,un po' di culo che non guasta mai nella vita, e poi forse arriva il record, non la prestazione unica determinata dalla casualità. È solo un mio modo di vedere, anche con rispetto, la esibizione del bravo De Carolis, con gli auguri sinceri di rompere la prossima volta più di un piattello.Ogni mattina si alzano un furbo e un coglione.
Se si incontrano l'affare è fatto. Waltere (gigiproietti)Commenta
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Ma quello che dobbiamo considerare e' che se a sparare e' lui dopo due/ tre/ quattro tentativi colpisce il bersaglio, mentre se spara uno qualsiasi non colpisce mai senza nessuna eccezione..... questa e' la differenza.
Per mandare a segno anche un solo pallino a quelle distanze e' necessario indirizzare perfettamente la fucilata nella zona voluta, percio' lo puo' fare solo chi ha gia fissato nella mente certi anticipi che maturano automaticamente nella mente solo dopo aver sparato una grande quantita di cartucce a bersagli lunghi.
Ti dico con assoluta certezza che neanche De Carolis sarebbe in grado di spiegare gli anticipi che da',( che sono di solito due non uno) ma sa solo che colpisce facendosi guidare dall'istinto.Ultima modifica Centro; 19-01-21, 12:21.Commenta
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Probabilmente non è stato capito quanto ho detto. Per prima cosa non intendo denigrare o anche sminuire la prova di De Carolis. Non puoi accostare uno sportivo come De Carolis ad un tiratore comune, per il semplice motivo che per il primo rappresenta un lavoro, e che lavoro fare il testimonial di Benelli e se non erro anche di Fiocchi. Mi sembra logico che un tiratore allenato riesca a "tirare" meglio di un tiratore occasionale o domenicale come si suol dire. Bisogna inoltre considerare il contesto della prova effettuata e tutta la preparazione che è stata fatta a monte della esibizione-record. Per cercare di fare una prova atletica particolarmente elevata, la si prepara prima a tavolino, e in questo caso la scelta del fucile, la sua preparazione meccanica e tecnica; segue la scelta della cartuccia che sicuramente non sara' una cartuccia commerciale, perchè con le cartucce da banco col "kevolo" (ndr Lino Banfi) che fai il record. Un altro particolare che va studiato è, sempre inerente la cartuccia, tipologia dei pallini, velocita', caduta( insomma la parabola) da rapportare alla parabola del piattello, che non viene lanciato a caso, ma con una altezza, direzione, velocita' ben note. Ci sara' a questo punto un vero tecnico-fisico-balistico che fara' i suoi bravi calcoli e dira' al tiratore quando, come e dove sparare. RIPETO: non voglio sminuire il tiro di De Carolis, perche' sicuramente si e' impegnato in questa esibizione, con duri allenamenti e prove sul campo. Solo una cosa: avrei preferito che la prova venisse fatta con presa diretta continua, senza interruzioni o cambi di inquadratura; avrebbe dato piu' valore alla sua prova. Diciamo che è un test che fara' pubblicita' alla Benelli; è un fatto puramente commerciale.Quanti fra le migliaia di tiratori, acquisteranno il fucile e le cartucce usate(presunte) da De Carolis?E' logico che sia cosi': la pubblicita' è l'anima del commercio!
Come dicevo nel mio precedente intervento, anche Miculek è riuscito con un revolver a colpire un palloncino a 1000 yards alla 4/5 cartuccia, ma non è un record, è invece un tiro fortunato su cinque cartucce sparate, e poi con chi si confrontava?
Comunque W Benelli e ovviamente De Carolis! Lo aspettiamo alla prossima esibizione-test con un numero maggiore di piattelli rotti.
[brindisi]Ogni mattina si alzano un furbo e un coglione.
Se si incontrano l'affare è fatto. Waltere (gigiproietti)Commenta
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Credo che non ci sia nessun tecnico fisico balistico che abbia fatto calcoli matematici o che abbia detto a De Carolis quando e dove colpire, come ho già detto l'azione di tiro e' pilotata interamente dall'istinto perciò neanche lui saprebbe spiegare esattamente come si fa'.
In quanto alle cartucce credo siano di caricamento commerciale niente di più.
Per quanto riguarda l'arma utilizzata posso dire che mi fa piacere che tale traguardo sia stato raggiunto con un Benelli, ma con tutta onestà credo che gente di questo calibro non abbia difficoltà a compiere l'impresa anche con fucili di altre note marche.Commenta
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