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  • fiammetta
    • May 2016
    • 149
    • italia
    • carlino

    #46
    Originariamente inviato da PATO
    Da quello che ho letto io sembra che i fucilati della truppa siano molto meno,
    solo alcuni reparti,i piu irriducibili,i caduti in combattimento circa 1700, di cui 136 ufficiali compreso Gandin.Per la divisione Acqui la tragedia e' iniziata male e finita peggio. Ho letto che mentre Gandin trattava coi tedeschi,Pampaloni e Apollonio tramavano con i partigiani Ellenici,praticamente la divisione era allo sbando,chi e' rimasto col Generale ha avuto la peggio.Il monarca e tutto il suo governo aveva troppa fretta di scappare per impartire gli ordini esatti. Poi la verita'sta sempre nel mezzo
    Ciao Pato.

    Permettimi di fare una sola osservazione...! La divisione Aqui , non era assolutamente allo sbando, e la verita'non sta nel mezzo.Esisteva un comando divisione che prendeva decisioni con a capo il Gen. Gandin ed il suo staff di ufficiali superiori.
    Poi come dici tu io ripeto non li voglio nominare,certi ufficiali inferiori che non eseguirono gli ordini impartiti dal loro comandante in capo,ma andarono per tutt'altra strada. Come vogliamo definire all'interno di una organizzazione militare questo comportamento. ....?
    A voi la risposta...!
    Sta di fatto che nella già complicata situazione ,questi comportamenti sicuramente hanno aggravato le possibili
    Soluzioni.
    Ma quello che fa più male ....!almeno a me come interessata da questo evento, è che dopo la fine della guerra....!quei personaggi che nella gerarchia militare non obbedirono ai comandi dei loro superiori ,ribadisco fecero le migliori carriere nell'esercito.
    Per come vedo la cosa io come minimo dovevano essere
    Congelati con disonore.
    Visto ,che ammesso che l'onore l'abbiano mai avuto ,sul suolo di Cefalonia l'anno calpestato.
    Leggete bene se siete interessati le carte del sito dell'avv. to Filippini Massimo(tecno rosso www.cefalonia.it ).
    E vedrete che la verità l'ha assolutamente dimostrata.
    Non rimane niente di misterioso, le responsabilità in patria e oltremare sono chiare.....!Anzi cristalline.
    Vi saluto cordialmente.
    Ultima modifica fiammetta; 05-06-16, 07:36.
    Il caso è la causa ignorata di un effetto noto.

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    • parsifal69
      ⭐⭐⭐⭐
      • Jul 2011
      • 10479
      • cittanova rc

      #47
      Originariamente inviato da PATO
      Da quello che ho letto io sembra che i fucilati della truppa siano molto meno,
      solo alcuni reparti,i piu irriducibili,i caduti in combattimento circa 1700, di cui 136 ufficiali compreso Gandin.Per la divisione Acqui la tragedia e' iniziata male e finita peggio. Ho letto che mentre Gandin trattava coi tedeschi,Pampaloni e Apollonio tramavano con i partigiani Ellenici,praticamente la divisione era allo sbando,chi e' rimasto col Generale ha avuto la peggio.Il monarca e tutto il suo governo aveva troppa fretta di scappare per impartire gli ordini esatti. Poi la verita'sta sempre nel mezzo
      Una volta finita la battaglia e scattata la ritorsione, questa venne indirizzata praticamente solo verso gli ufficiali, mentre il grosso della truppa avrebbe dovuto essere imbarcata verso la prigionia.

      Apollonio e Pampaloni contattarono la resistenza greca, ma al dunque, questa si guardò bene dall'intervenire godendosi lo spettacolo dall'alto dei loro nascondigli in montagna.

      Solo degli alienati quali erano questi due avventurieri potevano aspettarsi qualcosa di diverso da ciò che poi fatalmente avvenne e, concordo con Fiammetta, è quantomeno scandaloso che anzichè congedarli con disonore per insubordinazione e tradimento fu poi concesso loro di proseguire la loro carriera nell'esercito fino al conseguimento dei massimi gradi.

      Tanti bravi ragazzi, ligi agli ordini ricevuti, al giuramento al Re e al senso dell'onore, morirono combattendo, o davanti a un muro, o nella stiva di una nave o in prigionia, per il comportamento scellerato di questi due pseudo-ufficiali a cui mai, nessun organo preposto, ha chiesto spiegazioni per i loro comportamenti.

      Eh, davvero, l'Italia è veramente un Paese misterioso........[:-clown]

      ---------- Messaggio inserito alle 11:00 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:34 AM ----------

      Originariamente inviato da arfo
      Purtroppo l'8 settembre fu quello che fu: un giusto armistizio - parere personale, forse - gestito nel peggiore dei modi; forze armate ancora efficienti furono abbandonate alla mercé degli eventi da una classe dirigente e di governo che naufragò, venendo meno ai propri doveri nei confronti della Nazione.
      Ok, allora diciamola tutta, e per quella che è!

      Una guerra la si può anche perdere, ciò che un popolo non dovrebbe mai perdere è l'onore.

      Ditemi quale altro popolo ha mai cominciato una guerra (giusta o sbagliata che sia) da un lato della barricata per poi terminarla dalla parte opposta.

      Il giudizio su quale fosse la parte giusta lo hanno dato la Storia e questi ultimi 70 anni di pace, quindi sono inequivocabili gli errori del Regime, la sua faciloneria nell'entrare in guerra senza preparazione alcuna e senza uno straccio di strategia (non c'è mai stato un piano per occupare Malta, nè la logistica adeguato a un conflitto, ecc.ecc.), lo stesso pressapochismo lo vediamo durante l'invasione della Sicilia, durante l'armistizio e nelle convulse settimane seguenti.

      Ciò che avrebbe dovuto esser fatto era richiamare in Patria le nostre forze sparse a destra e a manca e affrontare gli Alleati quando sbarcarono in Sicilia prima e ad Anzio poi, i soli tedeschi li tennero inchiodati lungo lo stivale per i successivi due anni, e solo allora, con Roma adeguatamente protetta negoziare un onorevole e ovviamente oneroso armistizio.

      Non era facile lo so, è invece facile dire tutto questo oggi con il senno di poi, ma per favore non glorifichiamo oltre ogni dovuto una pagina buia, scurissima della nostra Storia, anzi, si abbia il coraggio di definirla per ciò che è stata per davvero, e cioè una vergogna.

      Una vergogna riscattata dal coraggio dei singoli, i quali, con tutte le Istituzioni allo sbando guardarono dentro di se comportandosi di conseguenza, spesso, come il nonno di Fiammetta, fino all'estremo sacrificio.

      Ogni popolo ha le sue pagine chiare e le sue pagine scure, e noi lo siamo per davvero un grande popolo, ma per essere ancora più grandi e soprattutto degni della nostra Storia dovremmo avere il coraggio di narrare la verità per quella che è, anzichè ammantarla di falsi eroismi nascondendo quelli che invece ci furono e che furono tanti e nobilissimi.

      Per quel determinato periodo storico io non credo più a una memoria condivisa, ci ho sperato in passato ma noto amaramente che le divisioni di allora sussistono ancora oggi, quel che si può fare, a 70 e più anni di distanza, è di squarciare le ipocrisie e i falsi miti e provare a ripristinare la verità, separando i fatti, nudi e crudi, dalle opinioni.

      Questo non è revisionismo, è un dovere e un ringraziamento per chi si sacrificò per un'Italia migliore, indipendentemente da quale lato della barricata combatteva.
      Parsifal? So nannte traümend mich einst die Mutter..

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      • Johnny Padella
        ⭐⭐⭐
        • Nov 2015
        • 1023
        • Finalmente nella capitale del GDT

        #48
        Originariamente inviato da parsifal69

        Solo degli alienati quali erano questi due avventurieri potevano aspettarsi qualcosa di diverso da ciò che poi fatalmente avvenne e, concordo con Fiammetta, è quantomeno scandaloso che anzichè congedarli con disonore per insubordinazione e tradimento fu poi concesso loro di proseguire la loro carriera nell'esercito fino al conseguimento dei massimi gradi.

        Tanti bravi ragazzi, ligi agli ordini ricevuti, al giuramento al Re e al senso dell'onore, morirono combattendo, o davanti a un muro, o nella stiva di una nave o in prigionia, per il comportamento scellerato di questi due pseudo-ufficiali a cui mai, nessun organo preposto, ha chiesto spiegazioni per i loro comportamenti.

        Eh, davvero, l'Italia è veramente un Paese misterioso........[:-clown]
        Il fatto è che per uscire tutti interi da quell'inferno bisognava essere o molto scaltri o molto fortunati, o tutteddue...cosa che i due "ufficiali" in questione hanno confermato, facendo pure carriera...
        Bocce&Cartucce

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        • fiammetta
          • May 2016
          • 149
          • italia
          • carlino

          #49
          Originariamente inviato da Johnny Padella
          Il fatto è che per uscire tutti interi da quell'inferno bisognava essere o molto scaltri o molto fortunati, o tutteddue...cosa che i due "ufficiali" in questione hanno confermato, facendo pure carriera...
          Ciao jonny.
          Vedi ho soltanto una cosa da dire in merito alla scaltrezza e alla fortuna.
          Per quanto riguarda la prima almeno uno dei due era maestro, infatti più che da truppe di montagna sarebbe stato più adatto al sevizio segreto....! Se non addirittura all'obiezione di coscienza! Vista la sua scarsa attitudine ad obbedire agli ordini superiori. ....! Il secondo invece l'avrei visto meglio come giornalista. ...! Vista la sua attitudine come cantastorie!
          La fortuna non l'hanno avuta nemmeno loro, se sono tornati vivi....!c'è un motivo....!
          Ciao a tutti.
          Ultima modifica fiammetta; 05-06-16, 19:58.
          Il caso è la causa ignorata di un effetto noto.

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          • arfo
            ⭐⭐⭐
            • Feb 2013
            • 1459
            • Provincia di Lodi
            • Deutch drahthaar

            #50
            Originariamente inviato da parsifal69
            Ok, allora diciamola tutta, e per quella che è!

            Una guerra la si può anche perdere, ciò che un popolo non dovrebbe mai perdere è l'onore.

            Ditemi quale altro popolo ha mai cominciato una guerra (giusta o sbagliata che sia) da un lato della barricata per poi terminarla dalla parte opposta.

            Il giudizio su quale fosse la parte giusta lo hanno dato la Storia e questi ultimi 70 anni di pace, quindi sono inequivocabili gli errori del Regime, la sua faciloneria nell'entrare in guerra senza preparazione alcuna e senza uno straccio di strategia (non c'è mai stato un piano per occupare Malta, nè la logistica adeguato a un conflitto, ecc.ecc.), lo stesso pressapochismo lo vediamo durante l'invasione della Sicilia, durante l'armistizio e nelle convulse settimane seguenti.

            Ciò che avrebbe dovuto esser fatto era richiamare in Patria le nostre forze sparse a destra e a manca e affrontare gli Alleati quando sbarcarono in Sicilia prima e ad Anzio poi, i soli tedeschi li tennero inchiodati lungo lo stivale per i successivi due anni, e solo allora, con Roma adeguatamente protetta negoziare un onorevole e ovviamente oneroso armistizio.

            Non era facile lo so, è invece facile dire tutto questo oggi con il senno di poi, ma per favore non glorifichiamo oltre ogni dovuto una pagina buia, scurissima della nostra Storia, anzi, si abbia il coraggio di definirla per ciò che è stata per davvero, e cioè una vergogna.

            Una vergogna riscattata dal coraggio dei singoli, i quali, con tutte le Istituzioni allo sbando guardarono dentro di se comportandosi di conseguenza, spesso, come il nonno di Fiammetta, fino all'estremo sacrificio.

            Ogni popolo ha le sue pagine chiare e le sue pagine scure, e noi lo siamo per davvero un grande popolo, ma per essere ancora più grandi e soprattutto degni della nostra Storia dovremmo avere il coraggio di narrare la verità per quella che è, anzichè ammantarla di falsi eroismi nascondendo quelli che invece ci furono e che furono tanti e nobilissimi.

            Per quel determinato periodo storico io non credo più a una memoria condivisa, ci ho sperato in passato ma noto amaramente che le divisioni di allora sussistono ancora oggi, quel che si può fare, a 70 e più anni di distanza, è di squarciare le ipocrisie e i falsi miti e provare a ripristinare la verità, separando i fatti, nudi e crudi, dalle opinioni.

            Questo non è revisionismo, è un dovere e un ringraziamento per chi si sacrificò per un'Italia migliore, indipendentemente da quale lato della barricata combatteva.
            Caro Enzo, su alcune cose concordo, su altre meno.[:-golf]

            Nel settembre '43, che la guerra fosse perduta era ormai chiaro, non solo col senno di poi. L'ultimo, grave errore strategico dell'Asse - tedeschi e italiani fecero a gara! - era stata la difesa della Tunisia: nel vano tentativo di tenere un piede in un continente ormai irrimediabilmente perso, erano state sacrificate risorse insostituibili, 80.000 soldati italiani caddero prigionieri - e si trattava soprattutto di truppe fresche e ben equipaggiate, trasportate con grande sforzo dall'Italia! - mezzi e rifornimenti vitali andarono perduti, fu sacrificato persino uno dei più brillanti generali italiani, Giovanni Messe. Quando gli Alleati si apprestarono al balzo decisivo verso la Sicilia, gli stessi uomini del regime erano ormai sfiduciati, le forze armate, per quanto ancora in parte efficienti, erano demoralizzate. Una Nazione che quella guerra non l'aveva realmente voluta e l'aveva terribilmente pagata, sperava ormai soltanto nella pace: perché sappiamo tutti che il Duce si era giocato l'ampio consenso popolare goduto fino allora proprio in quei tre anni di conflitto! Prima ancora del 25 luglio, la volontà politica - e forse, più ancora, quella dei vertici militari - di difendere a ogni costo il suolo patrio non era più tanto salda. E la capitolazione di Pantelleria, prima ancora di quella dell'isola madre, era stato un segnale inequivocabile.

            Tu dici che raccogliendo le ingenti forze ancora sparse su uno scacchiere davvero ampio, che andava dalla Francia al Dodecanneso, sarebbe stato possibile difendere il territorio metropolitano, negoziando poi con gli Alleati da una posizione di maggior vantaggio. Nessun dubbio che, almeno sulla carta, le risorse per opporre resistenza all'invasione ci fossero. Però dimentichi un fatto: l'unica opzione considerata a Washington come a Londra e a Mosca era la resa incondizionata delle forze dell'Asse, a costo di radere al suolo città dopo città e di seppellire tutti, civili e militari indistintamente, sotto le macerie. Ne avevano la forza! E l'opzione di un negoziato era categoricamente scartata anche dall'alleato tedesco, che aveva già steso i piani d'invasione dell'Italia, nel caso non bastassero gli avvertimenti.

            Non ci sarebbe stato nessun negoziato. L'unico motivo per cui l'Italia poté spuntare un armistizio - nulla più di una resa con qualche minima concessione, in realtà - fu che in quel momento per gli angloamericani era impellente avvantaggiarsi sui tedeschi nell'occupazione della Penisola.

            Su quello che definisci rovesciamento dell'alleanza, io la penso un po' diversamente. In certi frangenti penso sia giusto, anzi doveroso prevalgano il pragmatismo, la ragion di Stato e considerazioni di ordine umanitario. Almeno così dovrebbe essere. Se un governo prende atto della sconfitta, ha il dovere morale di pensare innanzitutto al bene della nazione, anche se ciò significa mettere da parte l'onore o il presunto tale. Da questo punto di vista, per intenderci, trovo molto più infamante la condotta del regime hitleriano, che sull'altare di un fanatico e distorto senso dell'onore sacrificò l'intero popolo tedesco.

            Bisogna inoltre considerare che, a differenza della Germania nazista e del Giappone dei militari, in Italia il vecchio regime era stato rovesciato. Ciò, al di là dei proclami, rendeva più semplice e in qualche modo legittimo per quello nuovo - nuovo per modo di dire, certo, ma pur sempre con uomini diversi da quelli più strettamente legati al Duce - cercare una drastica via d'uscita dalla crisi bellica. Infatti, il governo militare che aveva preso il posto del Gran Consiglio valutò le opzioni sul campo partendo da un punto fermo: cessare il conflitto era una decisione presa. Purtroppo, però, non c'erano molte scappatoie, perché l'Italia rischiava in ogni caso di diventare - e di fatto lo era già - il campo di battaglia tra gli Alleati e la Germania: gli uni, già padroni della Sicilia, erano decisi a invadere la Penisola per distogliere preziose forze germaniche dal fronte orientale; l'altra, consapevole che l'alleato era ormai deciso a sganciarsi e a cercare una pace separata, non poteva assolutamente permettere che l'Italia cadesse in mano nemica: nelle stesse ore in cui le divisioni della Wehrmacht iniziavano la calata in massa verso sud, le forze angloamericane si apprestavano allo sbarco di Salerno. A torto o a ragione, tra gli scenari possibili - tutti, in qualche modo, ineluttabili - quello più favorevole sembrava a quel punto una rapida occupazione da parte degli Alleati. Ironia del destino, di lì a breve, con l'Armata Rossa alle porte, a Berlino sarebbero giunti alla medesima conclusione.

            Stante la decisione di cessare le ostilità e irrealizzabile l'ipotesi di una vera e propria pace separata, le alternative erano poche. Si sarebbe potuta scegliere la resa incondizionata. Sarebbe stata meno "infamante"? Avrebbe messo l'Italia al riparo da ciò che seguì? L'opzione armistiziale, in teoria, offriva qualche speranza in più di evitare un collasso dello Stato. Una scelta ipocrita, senz'altro: in fondo, era la monarchia che cercava di salvare se stessa! Ma poteva anche rivelarsi una scelta utile a rendere meno duri i patimenti del popolo italiano. Peccato che al momento della verità, ogni azione della classe di governo fu all'insegna dell'ambiguità e tutto fuorché coraggiosa. Le armi non furono formalmente cedute, le truppe combattenti non furono smobilitate...ma non ci si oppose né all'invasione alleata né a quella tedesca e le forze armate, come sappiamo, furono abbandonate totalmente a loro stesse, poste di fronte all'ordine di cessare le ostilità nei confronti delle truppe angloamericane e all'ambigua raccomandazione di reagire ad attacchi di altra provenienza. E abbandonata a se stessa fu l'Italia intera, perché la "fuga da Roma", il tradimento del vertice politico e militare, quello sì fu qualcosa d'infamante e di vergognoso: per cercare di salvare lo Stato - ed è generoso attribuire loro questo alto intento - si sacrificò la Nazione!

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            • Alessandro il cacciatore
              🥇🥇
              • Feb 2009
              • 20199
              • al centro della Toscana
              • Deutsch Kurzhaar

              #51
              Dallo Statuto Albertino:
              Art. 5. - Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato: comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra; fa i trattati di pace, d’alleanza, di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere tosto che l’interesse e la sicurezza dello Stato il permettano, ed unendovi le comunicazioni opportune. I trattati che importassero un onere alle finanze, o variazione di territorio dello Stato, non avranno effetto se non dopo ottenuto l’assenso delle Camere.


              <O:p</O:p
              <O:pDal codice penale militare di guerra
              <O:p</O:pArt.107 Violata solidarietà in caso di resa.

              Il comandante, che, nel caso di resa, separa la sorte propria o degli ufficiali da quella degli altri militari, è punito con la morte mediante fucilazione nel petto.
              Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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              • fiammetta
                • May 2016
                • 149
                • italia
                • carlino

                #52
                Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
                Dallo Statuto Albertino:
                Art. 5. - Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato: comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra; fa i trattati di pace, d’alleanza, di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere tosto che l’interesse e la sicurezza dello Stato il permettano, ed unendovi le comunicazioni opportune. I trattati che importassero un onere alle finanze, o variazione di territorio dello Stato, non avranno effetto se non dopo ottenuto l’assenso delle Camere.


                <O:p</O:p
                <O:pDal codice penale militare di guerra
                <O:p</O:pArt.107 Violata solidarietà in caso di resa.

                Il comandante, che, nel caso di resa, separa la sorte propria o degli ufficiali da quella degli altri militari, è punito con la morte mediante fucilazione nel petto.
                Ciao Alessandro,

                Scusami ma a quale comandante ti riferisci forse al re....?
                Il caso è la causa ignorata di un effetto noto.

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                • Alessandro il cacciatore
                  🥇🥇
                  • Feb 2009
                  • 20199
                  • al centro della Toscana
                  • Deutsch Kurzhaar

                  #53
                  Originariamente inviato da fiammetta
                  Ciao Alessandro,

                  Scusami ma a quale comandante ti riferisci forse al re....?
                  Certo: lo statuto albertino dice chi e' il comandante delle Forze Armate: il re.
                  E il codice penale militare di guerra dice quale era allora la pena al comandate che si defila alla chetichella.
                  Altro che pantheon e altezze reali.
                  Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                  • parsifal69
                    ⭐⭐⭐⭐
                    • Jul 2011
                    • 10479
                    • cittanova rc

                    #54
                    Caro Arfo,

                    come ha ben spiegato Alessandro, la firma sull'armistizio è la stessa di quella che puoi trovare sulla dichiarazione di guerra, e cioè Vittorio Emanuele III di Savoia, cambia solo il capo del governo, ma lo Stato no.

                    E, normalmente, quando cambiano i governi la politica estera in linea di massima non si cambia, l'8 settembre del '43 e nelle settimane immediatamente successive si cambiò solamente fronte in guerra. Quisquilie.

                    Concordo con la tua ricostruzione storica, è esatta e perfetta, fu la vittoria in Tunisia che permise agli alleati il balzo in Italia, ma invece di serrare i ranghi sbracammo tutti quanti di brutto, e tra le due opzioni, combattere a oltranza e quella ambigua che poi fu scelta non sono mica tanto d'accordo con te, perchè poi il tutto sfociò in una disgustosa guerra civile le cui conseguenze, correggimi se sbaglio, scontiamo ancora oggi.

                    E poi, dai, fossimo sempre in sintonia io e te sarebbe davvero preoccupante, ahhahaha......[:-golf]
                    Parsifal? So nannte traümend mich einst die Mutter..

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                    • Alessandro il cacciatore
                      🥇🥇
                      • Feb 2009
                      • 20199
                      • al centro della Toscana
                      • Deutsch Kurzhaar

                      #55
                      Originariamente inviato da parsifal69
                      Caro Arfo,

                      come ha ben spiegato Alessandro, la firma sull'armistizio è la stessa di quella che puoi trovare sulla dichiarazione di guerra, e cioè Vittorio Emanuele III di Savoia, cambia solo il capo del governo, ma lo Stato no.
                      Parsi, il re scappò lasciando in un mare di ***** e di sangue prima le forze armate e poi gli italiani tutti. Il codice penale militare di guerra e' chiarissimo nell'identificare la situazione che si creò e la pena prevista.

                      La famiglia reale inglese rimase a Londra quando le V1 e le V2 facevano il tiro al bersaglio. Non scapparono a Balmoral.
                      Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                      • fiammetta
                        • May 2016
                        • 149
                        • italia
                        • carlino

                        #56
                        Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
                        Parsi, il re scappò lasciando in un mare di ***** e di sangue prima le forze armate e poi gli italiani tutti. Il codice penale militare di guerra e' chiarissimo nell'identificare la situazione che si creò e la pena prevista.

                        La famiglia reale inglese rimase a Londra quando le V1 e le V2 facevano il tiro al bersaglio. Non scapparono a Balmoral.
                        Bravo Alessandro. ..!

                        Non sai quanto mi duole dirlo credimi, ma noi siamo il paese del si salvi chi può. ...![:-cry]
                        Il caso è la causa ignorata di un effetto noto.

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                        • Alessandro il cacciatore
                          🥇🥇
                          • Feb 2009
                          • 20199
                          • al centro della Toscana
                          • Deutsch Kurzhaar

                          #57
                          Fiammetta siamo il paese che nella prima guerra mondiale applico la decimazione ai reparti che tentennavano di fronte alla quasi certezza della morte se avessero eseguito l assalto con gli sbarramenti di filo spinato intatti. Decimazione vuol dire fucilare qualcuno a caso. Il re era lo stesso. Se lo avessimo fucilato per lo meno non era a caso.
                          Ultima modifica Alessandro il cacciatore; 06-06-16, 20:17.
                          Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                          • Johnny Padella
                            ⭐⭐⭐
                            • Nov 2015
                            • 1023
                            • Finalmente nella capitale del GDT

                            #58
                            Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
                            siamo il paese che nella prima guerra mondiale applico la decimazione
                            Da qualche parte in casa ho un foglietto scritto da un parente che nel 15-18 la decimazione la visse sulla sua pelle. I soldati volevano tornare a casa, o non volevano eseguire degli ordini, ora non ricordo. Quello che ricordo è che li presero tutti, li misero in fila, e i capi cominciarono a contarli. 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10...il decimo veniva arrestato, e così via. Alla fine, i "prescelti" vennero fucilati (non so se al petto o nella schiena).
                            Al mio parente, che sopravvisse, venne una ciocca di capelli bianchi.

                            La guerra è anche questo.
                            Bocce&Cartucce

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                            • fiammetta
                              • May 2016
                              • 149
                              • italia
                              • carlino

                              #59
                              Originariamente inviato da Johnny Padella
                              Da qualche parte in casa ho un foglietto scritto da un parente che nel 15-18 la decimazione la visse sulla sua pelle. I soldati volevano tornare a casa, o non volevano eseguire degli ordini, ora non ricordo. Quello che ricordo è che li presero tutti, li misero in fila, e i capi cominciarono a contarli. 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10...il decimo veniva arrestato, e così via. Alla fine, i "prescelti" vennero fucilati (non so se al petto o nella schiena).
                              Al mio parente, che sopravvisse, venne una ciocca di capelli bianchi.

                              La guerra è anche questo.
                              Sì lo so sono cose bruttissime la guerra è orrenda.

                              Ma ci furono anche dei nemici della Patria che con un nostro patriota non furono solo nemici ma dei veri è propri sadici .Vedasi la doppia corda austriaca che riservano al patriota Battisti.
                              Con questo non voglio giustificare le decimazioni. lungi da me pensarlo ...!
                              Ma si difendeva la Patria e la libertà dagli austriaci.
                              Ultima modifica fiammetta; 06-06-16, 21:59.
                              Il caso è la causa ignorata di un effetto noto.

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                              • arfo
                                ⭐⭐⭐
                                • Feb 2013
                                • 1459
                                • Provincia di Lodi
                                • Deutch drahthaar

                                #60
                                Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
                                Dallo Statuto Albertino:
                                Art. 5. - Al Re solo appartiene il potere esecutivo. Egli è il Capo Supremo dello Stato: comanda tutte le forze di terra e di mare; dichiara la guerra; fa i trattati di pace, d’alleanza, di commercio ed altri, dandone notizia alle Camere tosto che l’interesse e la sicurezza dello Stato il permettano, ed unendovi le comunicazioni opportune. I trattati che importassero un onere alle finanze, o variazione di territorio dello Stato, non avranno effetto se non dopo ottenuto l’assenso delle Camere.


                                <O:p</O:p
                                <O:pDal codice penale militare di guerra
                                <O:p</O:pArt.107 Violata solidarietà in caso di resa.

                                Il comandante, che, nel caso di resa, separa la sorte propria o degli ufficiali da quella degli altri militari, è punito con la morte mediante fucilazione nel petto.
                                Temo che nessuno si sia preso la briga di ricordarglielo quando era il momento...[:142]

                                Originariamente inviato da parsifal69
                                E poi, dai, fossimo sempre in sintonia io e te sarebbe davvero preoccupante, ahhahaha......[:-golf]
                                [:D][:-golf]

                                Originariamente inviato da Johnny Padella
                                Da qualche parte in casa ho un foglietto scritto da un parente che nel 15-18 la decimazione la visse sulla sua pelle. I soldati volevano tornare a casa, o non volevano eseguire degli ordini, ora non ricordo. Quello che ricordo è che li presero tutti, li misero in fila, e i capi cominciarono a contarli. 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10...il decimo veniva arrestato, e così via. Alla fine, i "prescelti" vennero fucilati (non so se al petto o nella schiena).
                                Al mio parente, che sopravvisse, venne una ciocca di capelli bianchi.

                                La guerra è anche questo.
                                Purtroppo, le decimazioni - casi più unici che rari, per fortuna - furono una pratica in cui l'Italia si distinse rispetto ai suoi alleati. Cadorna non fu un cattivo comandante...se non che primeggiò nel considerare i soldati carne da cannone![:-clown]

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