come preannunciato nella mia presentazione, sono qui a chiedervi aiuto per la traduzione di un brano di un libro di Bohumil Hrabal, traduzione dal ceco. Nel brano un personaggio, poco esperto di caccia, racconta a un altro personaggio, molto esperto di caccia, una storia di caccia che ha sentito al mercato. L'esperto di caccia lo corregge sulla terminologia, e io non sapendo nulla di caccia mi trovo in difficoltà. Vi scrivo qui di seguito il brano, scrivendo in grassetto le parole che dovrebbero teoricamente far parte di una sorta di gergo di cacciatori. Spero che possiate aiutarmi a senso a trovare la terminologia giusta.
Vi ringrazio fin da ora!
«Capo, al mercato raccontavano che un caposezione è andato nella riserva e il guardacaccia gli ha trovato una cerva con tanto di cucciolo…».
«Ha braccato, si dice… ha braccato una cerva e il suo cerbiatto!» ha obiettato il capo.
«Esatto. E insomma poi il caposezione ha sparato in testa alla cerva…»
«Santo cielo! Ma da chi l'hai sentito? Si dice… ha abbattuto la cerbiatta… e al diaframma (ventricolo, cavità)! Quale testa! La testa ce l’hai tu, ce l’ha il maiale!»
«Ok allora, al diaframma, poi hanno raccontato che il tipo le ha inciso la coscia e se n’è andato».
«Dove l’hai sentito?»
«Lo raccontavano lì… ma comunque non è niente di che».
«Come no? È un crimine andarsene lasciando una cerva avvolta in una coperta!» inorridì il capo. «Canaglia, bastardo, ******* di un bracconiere!»
«E come bisognerebbe fare?» chiese Hant’a, con un’espressione deliberatamente imbecille.
«E come secondo te? Non sarà mica un rito sacrificale, no? Per ringraziare San Hubert?»
«Chi?»
«San Hubert, il patrono dei cacciatori. Per i cacciatori non c’è nessuno di più importante!»
«Ma comunque a un cervo così come gli spari? Ho sentito che ai cervi puoi anche fargli un incantesimo».
«Cosa?»
«Ai cervi, un incantesimo! Aspetti nella radura che la bestia esca dal bosco, poi lo guardi dritto negli occhi e di dici: meeehhhh! E il cervo stramazza e crepa».
«Oh Gesù!». Il capo si scosse le orecchie. «Ma non è mica una mucca! Un cervo è un miracolo della natura! Basta che pesti un ramoscello e quello scappa via! Solo quando è in calore puoi riuscire a mirare alla fronte, poveretto. Per colpa della febbre. Il calore d’altronde lo affatica talmente tanto che perde un terzo del suo peso. Poi si sdraia nel fango e fa: «méééééé!» muggì il capo con trasporto.
«E per quanto tempo si accoppia il cervo?»
«Ma come si accoppia? Ma che è un coniglio? Il cervo amoreggia! La caccia ha una sua lingua precisa. E al cervo non si spara, si abbatte. Il cervo non ha occhi, ma fari. Il cervo non ha sangue, ma colore. E quando lo abbatti rimane nel fuoco… E allora il cacciatore si toglie il cappello e aspetta che il cervo muoia. Prega e ringrazia San Hubert per la preda». Il capo si tolse il basco, congiunse le mani.

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