Ungulati in riserva
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ciao Sly....
la fregatura in italia è che tutto , come accennavi anche tu .....
è legato ai soldi !!!!!!
la parola passione........ non esiste più o quasi .
cambiare le leggi e cercare di migliorare , non vuol dire per l'ennesima volta aumentare il costo della caccia, anzi !!!!
se in francia riescono a cacciare con 150,00 euro come detto da Matteo.....
io non dico di riuscirci al primo colpo anche noi....
ma proviamoci !![emoji106][emoji106] adesso ne paghiamo (400/600)
andando avanti con gli attuali personaggi e leggi:.................
-stiamo vedendo sempre meno animali (tranne i lupi e cormorani).
- stiamo pagando sempre di più.
- ci stanno mettendo calendari e leggi sempre più restrittive.
-siamo divisi in 4 rappresentanze che alla fin fine contano nulla!![:142]e servono a niente [:142] ma mangiano tantissimo.
-il cacciatore in italia è paragonato a un delinquente che và in giro ad ammazzare Bamby.....(bella nomina[:-cry]).
Dove vogliamo arrivare?
Cosa o chi dobbiamo aspettare per dare una svolta?
negli ultimi anni il declino è stato notevole sotto tutti i punti di vista e sotto gli occhi di tutti.....
anche chi la caccia non la pratica....
peggio di così o quasi..... c'è solo la chiusura totale!!!
o una privatizzazione per pochi intimi che se lo possono permettere....(leggermente antipatica come cosa non trovi?).
io un tentativo lo farei ............ MA!!!! con una sola rappresentanza nazionale e un solo calendario venatorio valido in TUTTA Italia......(ovviamente gestito da persone abilitate in materia..... non da politici).
che cosa abbiamo da perdere?
Se continuiamo su questa strada è solo una questione di qualche anno e poi tutto finirà, non facciamo finta di niente...
ce ne siamo accorti tutti che da un anno all'altro le cose peggiorano sempre di più.Commenta
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Raccontiamo una favola
Come tale è, ovviamente, tutta finzione e frutto di fantasia..... si comincia [fiuu]
Nel reame incantato esiste una regolamentazione che prevede che, i terreni cacciabili a gestione privata, possono essere una certa percentuale del totale.
In questo caso, il lettore mi perdonerà, ma il nostro protagonista non ricorda il valore esatto, potrebbe essere del 20%.
Chi ha messo quel limite, molto saggiamente, ne ha stabilito anche un secondo: "tali aziende, devono essere uniformemente distribuite sul territorio". Ovvero, data magari una suddivisione in pianura/media collina/alta collina, quel 20% si applica non alla superficie totale delle tre zone ma singolarmente per zona.
Così, i felici cacciatori di quei luoghi, possono cacciare fagiani (ed altro) in pianura dividendo l'80% di territorio con gli altri cacciatori. Se hanno buone possibilità economiche, possono accedere a quel restante 20% del territorio dove troveranno più servizi, più selvaggina e meno concorrenti. E' un regno felice e vuole accontentare tutti.
Idem per le altre zone per cui, se voglio cacciare lepri in media collina o gli ungulati maggiori in collina, troverò presenza di soggetti privati (dove magari "scegliere" l'animale) ma avrò sempre l'80% del territorio disponibile con graduatorie, servizi resi e altre regole più o meno astruse.
Mettiamo che, misteriosamente, ad un certo punto, la strega cattiva faccia una magia e faccia scomparire la regola della suddivisione in fasce (senza che, nessuno di quelli deputati a decidere, abbia deciso alcunché.... é una maga e il testo scompare in una nuvola di fumo azzurrognolo).
Dal giorno dopo, visto che in pianura e media collina mantenere un'azienda con dei fagiani è dura (ed infatti se non integrano con incassi da ungulati o altro sono tutte in crisi o hanno già chiuso con poche eccezioni), le aziende scarseggiano.
Ecco che, la quota del 20% del territorio, se usata interamente in zona "collina", corrisponde interamente all'intera zona collina [occhi][occhi][occhi]
Vai a vedere e scopri che, quei terreni, sono di proprietà di soli 2/3 soggetti (che hanno acquistato terreni improduttivi e, magicamente, si ritrovano proprietari di mille cervi, duemila daini, diecimila cinghiali da censirsi da soli e gestire praticamente come gli pare..... numeri ovviamente messi a caso)
Non è più un regno fatato per i cacciatori. Cacciatori e squadre di quelle zone si ritrovano sfrattate (venatoriamente) da casa loro e possono cercare un eventuale accordo economico (a senso unico) con i nuovi padroni degli animali oppure possono trasferirsi in massa altrove o, ancora, far rivivere le ballate di Geordie ed i cervi del Re [occhi][occhi][occhi] dedicandosi al solo bracconaggio.
Trattandosi di una fiaba, il lieto fine è d'obbligo.


Ecco che, il cavaliere azzurro (un modesto impiegato vestito per una festa in maschera per carnevale), si accorge dell'articolo misteriosamente scomparso, si informa se vi siano state decisioni in tal senso e non le trova...... e lo reintegra come era precedentemente.
La strega e gli altri cattivi della storia, per questa volta, se lo prendono in saccoccia............. ma certamente ritenteranno, non mancano di denari ed arti magiche.
Speriamo che il principe azzurro (alias oscuro impiegato) alla festa abbia incontrato una procace biancaneve ed abbia passato una notte di fuoco....... e vissero tutti felici e contentiCommenta
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Se le proprietà sono parcellizzate in piccoli appezzamenti, si fanno i consorzi obbligatori.Premetto che non sono favorevole (per aver visto un tentativo, abbastanza truffaldino, di "rubare" ai cacciatori una delle più belle aree di caccia agli ungulati per farne una riserva per pochi).
Se si facesse qualcosa di simile credo che, comunque, andrebbe organizzato su aree omogenee che comprendono i terreni di diversi proprietari in qualche modo consorziati. Oltre all'aspetto organizzativo, c'è l'evidenza che, molte aree, sono costituite da proprietà veramente piccole. Se tu dovessi organizzarti con i singoli dovresti probabilmente insegnare al cane a passare solo in un terreno si e uno no, un poco come giocare a scacchi e con l'alfiere poter solo transitare nelle caselle bianche
[:-clown][:-clown]
---------- Messaggio inserito alle 07:33 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:29 PM ----------
Ed è lo stesso in Germania.
Il fatto e' che qui troppi che hanno il mestolo si troverebbero senza potere e allora distribuiscono in giro palate di menzogne. La gente ci crede, perche' informarsi, acculturarsi, leggere, chiedere, vedere, costa fatica ed è meglio che a decidere siano i soliti altri. O no?
---------- Messaggio inserito alle 07:35 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 07:33 PM ----------
Guarda che la gestione dei cervidi che fate voi a Forlì non e' mica tanto diversa dai sistemi europei.Raccontiamo una favola
Come tale è, ovviamente, tutta finzione e frutto di fantasia..... si comincia [fiuu]
Nel reame incantato esiste una regolamentazione che prevede che, i terreni cacciabili a gestione privata, possono essere una certa percentuale del totale.
In questo caso, il lettore mi perdonerà, ma il nostro protagonista non ricorda il valore esatto, potrebbe essere del 20%.
Chi ha messo quel limite, molto saggiamente, ne ha stabilito anche un secondo: "tali aziende, devono essere uniformemente distribuite sul territorio". Ovvero, data magari una suddivisione in pianura/media collina/alta collina, quel 20% si applica non alla superficie totale delle tre zone ma singolarmente per zona.
Così, i felici cacciatori di quei luoghi, possono cacciare fagiani (ed altro) in pianura dividendo l'80% di territorio con gli altri cacciatori. Se hanno buone possibilità economiche, possono accedere a quel restante 20% del territorio dove troveranno più servizi, più selvaggina e meno concorrenti. E' un regno felice e vuole accontentare tutti.
Idem per le altre zone per cui, se voglio cacciare lepri in media collina o gli ungulati maggiori in collina, troverò presenza di soggetti privati (dove magari "scegliere" l'animale) ma avrò sempre l'80% del territorio disponibile con graduatorie, servizi resi e altre regole più o meno astruse.
Mettiamo che, misteriosamente, ad un certo punto, la strega cattiva faccia una magia e faccia scomparire la regola della suddivisione in fasce (senza che, nessuno di quelli deputati a decidere, abbia deciso alcunché.... é una maga e il testo scompare in una nuvola di fumo azzurrognolo).
Dal giorno dopo, visto che in pianura e media collina mantenere un'azienda con dei fagiani è dura (ed infatti se non integrano con incassi da ungulati o altro sono tutte in crisi o hanno già chiuso con poche eccezioni), le aziende scarseggiano.
Ecco che, la quota del 20% del territorio, se usata interamente in zona "collina", corrisponde interamente all'intera zona collina [occhi][occhi][occhi]
Vai a vedere e scopri che, quei terreni, sono di proprietà di soli 2/3 soggetti (che hanno acquistato terreni improduttivi e, magicamente, si ritrovano proprietari di mille cervi, duemila daini, diecimila cinghiali da censirsi da soli e gestire praticamente come gli pare..... numeri ovviamente messi a caso)
Non è più un regno fatato per i cacciatori. Cacciatori e squadre di quelle zone si ritrovano sfrattate (venatoriamente) da casa loro e possono cercare un eventuale accordo economico (a senso unico) con i nuovi padroni degli animali oppure possono trasferirsi in massa altrove o, ancora, far rivivere le ballate di Geordie ed i cervi del Re [occhi][occhi][occhi] dedicandosi al solo bracconaggio.
Trattandosi di una fiaba, il lieto fine è d'obbligo.


Ecco che, il cavaliere azzurro (un modesto impiegato vestito per una festa in maschera per carnevale), si accorge dell'articolo misteriosamente scomparso, si informa se vi siano state decisioni in tal senso e non le trova...... e lo reintegra come era precedentemente.
La strega e gli altri cattivi della storia, per questa volta, se lo prendono in saccoccia............. ma certamente ritenteranno, non mancano di denari ed arti magiche.
Speriamo che il principe azzurro (alias oscuro impiegato) alla festa abbia incontrato una procace biancaneve ed abbia passato una notte di fuoco....... e vissero tutti felici e contentiArs venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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un dato interessante che potrebbe fornirci Matteo sarebbe il rapporto tra il numero di cacciatori (in Francia) al di sotto dei 35 anni e quelli al di sopra dei 65...silvioCommenta
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La favola non era ambientata da me. Le zone le conosci ed hai visto che siamo fin troppo pieni di strade e di case e che, praticamente ogni campo, ha un proprietario diverso.
Sai bene che, sopra alla linea ancora abitata si estende il Parco (con animali con densità spesso imbarazzanti) e quello è off limits ai fini venatori.
Immaginati un territorio molto simile a quello che conosci ma dove non c'è Parco e si è liberi di cacciare in quella cuccagna. La mille proprietà sono passate di mano ed ora, se la favola avesse un fondo di verità, sono in mano a pochissimi.
Io sono favorevolissimo a rivedere gli atc (notoriamente non sono un loro fan e, con i miei, ci ho litigato al punto che mi considerano "fuori regione"), negli ultimi anni ho cacciato il cinghiale in una afv e, a parte l'ultimo anno, mi ci sono trovato benissimo..........
E' però bene avere una visione più ampia e di insiemeCommenta
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Chiaro che anche la Francia ha avuto una riduzione del numero di cacciatori (la società va in altra direzione e i giovani da quelle cose sono attirati), ma a parità di abitanti dell'Italia ha pur sempre mantenuto 1 milione e duecentomila cacciatori.
Noi quanti siamo (purtroppo lo so)?
Giovani? Non so quanti, ma ti assicuro che non sono pochi; io faccio una caccia solitaria, ma conosco le sqaudre che cacciano in territori limitrofi e vedo parecchi giovani, anche sbarbatelli di 16 anni (si può cacciare anche a 15!). Sono attirati più che altri dalla battuta, questo (purtroppo) si.
Sono stati più bravi di noi, si sono mantenuti uniti, hanno quindi saputo contenere le spinte pseudo ecologiste, si muovono bene nella società.
Sai cosa fanno i tecnici faunistici della Federazione quando non impegnati in censimenti e in piani di caccia? Vanno nelle scuole a spiegare la caccia quale gestione della fauna e flora e poi portano gli studenti sul territorio e gli mostrano cosa sanno (conoscenza degli animali, dell'habitat, rispetto, ecc.) e cosa fanno i cacciatori.Ultima modifica matteo1966; 29-01-20, 12:51.La mia presentazione https://www.ilbraccoitaliano.net/for...giorno-a-tuttiCommenta
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Iniziativa lodevolissima!!! Ed educativa. Poi i ragazzi sceglieranno da grandi ma con cognizione di causa, non rimbecilliti da pseudomaestre ambientaliste-perchè- e'-di-modaSai cosa vanno i tecnici faunistici della Federazione quando non impegnati in censsimenti e in piani di caccia? Vanno nelle scuole a spiegare la caccia quale gestione della fauna e flora e poi portano gli studenti sul territorio e gli mostrano cosa sanno (conoscenza degli animali, dell'habitat, rispetto, ecc.) e cosa fanno i cacciatori.
---------- Messaggio inserito alle 12:58 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 12:53 PM ----------
Paolo, stavo dicendo che i principi base della caccia sono quelli europei per quanto riguarda: limitatezza dell'area (non mezza provincia per capirsi meglio), accesso limitato (entravo più facilmente alla NASA come pilota), censimenti, ripartizione del piano di abbattimento, controlli severi. In effetti la caccia agli ungulati lo e' un po' dappertutto così e se non funziona bene è perche ci si e' allontanati (ad. es qui da me per i cervidi) da questi principiLa favola non era ambientata da me. Le zone le conosci ed hai visto che siamo fin troppo pieni di strade e di case e che, praticamente ogni campo, ha un proprietario diverso.
Sai bene che, sopra alla linea ancora abitata si estende il Parco (con animali con densità spesso imbarazzanti) e quello è off limits ai fini venatori.
Immaginati un territorio molto simile a quello che conosci ma dove non c'è Parco e si è liberi di cacciare in quella cuccagna. La mille proprietà sono passate di mano ed ora, se la favola avesse un fondo di verità, sono in mano a pochissimi.
Io sono favorevolissimo a rivedere gli atc (notoriamente non sono un loro fan e, con i miei, ci ho litigato al punto che mi considerano "fuori regione"), negli ultimi anni ho cacciato il cinghiale in una afv e, a parte l'ultimo anno, mi ci sono trovato benissimo..........
E' però bene avere una visione più ampia e di insieme
Ecco, perche' non estenderlo anche alla piccola selvaggina?Ultima modifica Alessandro il cacciatore; 29-01-20, 15:39.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Piccola selvaggina sono favorevolissimo da sempre.
L'attuale regolamentazione da me..... quella si è una favola. Tu hai un territorio che (numeri a caso) può produrre naturalmente....... 3000 lepri ?
Se ti ci metti di impegno le puoi portare a 5000 ?
Devi immediatamente smetterla di promettere a 2.000 cacciatori che ne possono portare a casa 10 a testa (e a tantissimi che la fanno come caccia principale, quei 10 non bastano)..... e ovviamente non fare nulla tranne qualche zona ripopolamento e cattura (casa mia è dentro) dove non fai un'altra volta nulla (le lepri le mantengo io e le cacciano altri)
Non è possibile che, alla seconda/terza giornata, fra furbetti che hanno fatto il sacco ed eccessiva pressione venatoria, su 100 cacciatori che escono incontrano una lepre in 2 Drool]Drool]Drool]
E' una follia che, ogni anno, si azzeri completamente il patrimonio dei riproduttori.
Come, dove è arrivato il lupo, è stato mal gestito il capriolo (dove prima cacciavo io ora siamo in due...... uno dei due deve smettere o limitarsi moltissimo, e visto che il lupo è ignorante [:-clown] in questo senso, devo cacciare meno o non cacciare io), così non puoi promettere a tutti quello che non hai per paura (ad essere sinceri e dire cose concrete) di perdere quote associativeCommenta
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Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Si arriva sempre lì, bisogna gestire, vale per tutta la selvaggina stanziale, TUTTA!
Censimenti, piani di abbattimento, assegnazione dei capi e solo se necessario, specializzazione venatoria, si certo serve la regola aurea… il vincolo territoriale, la bestia nera del cacciatore che non vuole capire, il cacciatore libero di andare dovunque… correndo per arrivare primo, ripulire in pochi giorni e poi portarsi in giro il fucile a prendere aria in attesa che arrivi il camioncino con i cartoni di fagiani [:-clown], epperò crede di essere libero. [:142]Commenta
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E' così!Si arriva sempre lì, bisogna gestire, vale per tutta la selvaggina stanziale, TUTTA!
Censimenti, piani di abbattimento, assegnazione dei capi e solo se necessario, specializzazione venatoria, si certo serve la regola aurea… il vincolo territoriale, la bestia nera del cacciatore che non vuole capire, il cacciatore libero di andare dovunque… correndo per arrivare primo, ripulire in pochi giorni e poi portarsi in giro il fucile a prendere aria in attesa che arrivi il camioncino con i cartoni di fagiani [:-clown], epperò crede di essere libero. [:142]Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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[VIDEO]https://www.youtube.com/watch?v=dxF7YWdUhxg[/VIDEO]
Ci sono aspetti e metodi di caccia in Francia che a me sinceramente fanno accapponare la pelle, non è tutto rose e fiori. Per quanto riguarda il discorso scuole e divulgazione in Italia non c'è niente di tutto ciò. In Germania ed Inghilterra ( in Francia non so ) c'è formazione professionale per i guardiacaccia, e numerosi corsi per tecnici faunistici, in Italia le licenze sono quasi regalate, non esistono scuole di caccia ( se non qualche mosca bianca ) non c'è formazione professionale per guardiacaccia, la vigilanza è fatta alla buona, durante le fiere di agricoltura non ho mai visto stand o altro dedicato a caccia, gestione faunistica, o cinofilia venatoria, se non micro aree in alcuni sparuti casi, ci sarebbe tanto da fare in primis sulla mentalità di chi caccia in Italia, finché regnerà il modus operandi del furbo italico, ci sarà ben poco da fare, aivoglia a lamentarvi di costi limiti etc...solite cavolate, gli aspetti seri ed importanti sono gli altri.
Intanto ieri l'ansa... http://www.ansa.it/canale_ambiente/n...7c945f2f7.htmlCommenta
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