doppio fucile in selezione
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In realtà chi ha coniato la frase "coraggio di tirare" è Caprioletto A.B. (Avanti Blaser, ora ovvero D.B., è diventato molto più istituzionale [:D]).
Nel mio caso ne parlavo come di un modo di approcciarsi alla caccia (anche la selezione ma non solo) che, a me, non piace.
Ho un amico che, ad ogni cazzata (quindi due volte al giorno di media [:-clown]), mi ripete la frase "tanto davanti alla canna c'è lui, mica io" [:142]
Simile "saggezza" gli deriverebbe dal "vecchino" (non so chi sia) che gli ha dato i primi rudimenti a caccia, in gran parte sbagliati sia eticamente che tecnicamente. Ogni volta vien voglia di conoscere il vecchino per spezzargli un braccino così, tanto è il suo braccino, mica il mio [:-clown]
Per quanto mi riguarda, toccando ferro e "apparato", un numero certamente bassissimo di errori di tiro a caccia (comunemente "padelle") mi deriva da una certa capacità naturale al tiro, decisamente incrementata da corsi fatti in gioventù e poi adattati alle esigenze venatorie ma soprattutto da una attenzione maniacale a qualsiasi aspetto.
Alla fine, il tiro vero e proprio, è l'ultimo atto di una serie di eventi che hanno TUTTI una loro importanza sul risultato finale.
La quasi totalità (avrei scritto totalità ma magari c'è una eccezione che non ricordo) delle mie padelle sono avvenute in compagnia. Quella che considero più grave è avvenuta perché mi sono fidato di un valore di telemetro non misurato da me. Il mio micro leica vedeva solo buio, il binotele del mio socio acquisito del momento invece aveva tutte altre lenti. In mezzo a 50 "spara che va via" detti a voce sempre più alta, mi arriva anche la risposta a "tu riesci a vedere la distanza ?" ............. "220 metri".
Io mi sono fidato...... e certamente non ho più ripetuto un simile errore, prima e ultima volta. Ho tirato per 220 metri e scoperto 10 minuti dopo (con più luce) che erano circa 350. Mentre stavo per attaccarmi al collo per bere il suo sangue si è giustificato: "avevo fatto la lettura 10 minuti prima quando era più in basso, poi mi sono dimenticato di rifarla quando me lo hai chiesto".
Mi scoccia perché abbiamo trovato goccioline di sangue, quindi un ferimento. Ferimento per COLPA MIA, sei tu il capitano al comando della nave, gli errori di chiunque sono i tuoi. Il fatto che, dopo non meno di 3 km, l'animale non si fosse mai fermato per riposare od altro, mi fa sperare che fosse appena toccato allo sterno (chiaramente la palla è andata bassissima).
L'ultimo tiro.... padella (e ne ho complessivamente talmente poche da ricordarmele assolutamente tutte). Ero fuori in controllo con la guardia, il cinghiale, totalmente invisibile in un grano antico costosissimo con spighe a un metro e mezzo e anche li mi hanno "costretto" a sparare ad un qualcosa che neppure vedevo come era girato. Avrei potuto semplicemente tirare a 5 metri, giusto per fare rumore e fargli vibrare un poco il terreno sotto i piedi. Invece mi è sembrato di vederlo per un attimo........ ma non ho considerato la distanza..... piercing in un'orecchio Drool]
Anche qui...... incitamento di un soggetto terzo che (dal suo punto di vista giustamente) era li per far cessare i danni, non per passione venatoria o culto del bel tiro. Io ero ospite e l'ho assecondato controvoglia. Ci ho messo del mio nel tirare ad un bersaglio più piccolo consapevole che, una qualsiasi fuga, avrebbe portato a non ritrovarlo più in quella jungla
Assolutamente a spannometro, quasi tutti i miei tiri sono stati nei 100-130 metri, ho abbastanza 160/180, pochissimi oltre i 200, non pochissimi anche a meno di 50. Nei tiri veramente lunghi c'è un po di tutto. A mio avviso è una sconfitta del cacciatore il tiro lunghissimo a caccia e quindi preferisco non pubblicizzare distanze. Ne ho alcune anche abbastanza lunghe ma, in tutti i casi, abbattimento immediato. Se deve essere lungo almeno che non sia un "tentativo"Commenta
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Con un po' di occhio allenato, da 220 a 350 credo che non serva il telemetro per valutare la differenza...
Penso (la difficoltà) dipenda anche dai variabili e dai reticoli sul secondo piano focale...
Con un'ottica fissa , reticolo di base 1 o 4 si vede a colpo d'occhio la differenza.Commenta
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famo a capirsi....... non mi voglio mettere qui a spiegare che ci sono situazioni dove l'occhio è veramente molto ingannato da una determinata prospettiva. Personalmente credo di aver misurato una certa distanza 3 o 4 volte (perché credevo di aver sbagliato a posizionare il telemetro, visto che non credevo assolutamente al numero nel display) per non meno di mille situazioni/posti differenti.Con un po' di occhio allenato, da 220 a 350 credo che non serva il telemetro per valutare la differenza...
Penso (la difficoltà) dipenda anche dai variabili e dai reticoli sul secondo piano focale...
Con un'ottica fissa , reticolo di base 1 o 4 si vede a colpo d'occhio la differenza.
Se era facile capirlo.... lo capivo da solo, sono nato "imparato".
Se c'era luce per leggermi quella distanza da solo con il mio telemetro Leica che aveva una lente non ricordo se 28 mm o altro, me la sarei letta. Se mi sono affidato ad altri mentre le ombre grigie andavano via con diverse ombre marroni man mano che si avvicinava l'alba (se devo spiegare cosa è un'ombra grigia o un'ombra marrone...... faccio prima a spiegare ad un vegano il sapore della fiorentina al sangue Drool]) vuol dire che non c'era luce sufficiente per usare un prodotto che non è certo scarso.
Non solo mancava luce ma mancava anche il tavolino del bar e 4 bibite fresche leggermente alcoliche poggiate sopra........ altrimenti era perfetto per fare chiacchiere da bar.
Il posto lo conosce fin troppo bene anche Alessandro il cacciatore. Quante volte abbiamo atteso le prime luci dell'alba con le dita incrociate che, gli animali che sempre sono presenti ogni notte, quel giorno ci concedessero 15 secondi di quasi luce per poter piazzare un tiro ? Drool]Drool]Commenta
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Non le ho contate....... ma credo che, Alessandro, abbia maledetto l'arrivo tardivo della luce in quel posto forse 10 volte. Tutte le volte sei in mezzo agli animali che senti muovere ma non vedi, qualcosa percepisci con i sensi del cacciatore (chi li ha) ma gli occhi si rifiutano dal darti altro che ombre.
Se bastava ordinare un the ed un toast al bar, avevamo fatto la mucchia di cadaveriCommenta
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The e toast fanno parte di una uscita con Alessandro.
Arrivati al dunque su un palancone notevole, ha abbassato la carabina e chiesto di andare al bar. Sul momento non avevo capito, ero infoiato a bestia ed in modalità "adesso lo prendiamo" e non riuscivo a comprendere quel che, le mie orecchie, avevano sentito.
Con il senno di poi non è stata la decisione più brutta. Il posto dove eravamo noi era di m. oltretutto più a 49 metri che a 51 da un tornante alle nostre spalle. Il tiro non era facile per la fortissima pendenza (non per niente c'è un tornante li dietro) e la buona distanza.
Quel che era peggio era la collocazione di quei daini. Loro erano su un terreno arato dopo un mese di piogge continue. DIfficile capire come potesseto rimanere in piedi senza sprofondare o scivolare continuamente, evidentemente gli unghioni funzionano.
Una melma inestricabile dove, recuperarlo, era una cosa da rischiare la vita e farsi venire un coccoloneCommenta
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Si è vero, a buio le percezioni di valutazione delle distanze a stima vanno a farsi benedire, a meno che non si conosca il posto a menadito.
Se si riesce a veder bene la bestia potrebbe aiutare il reticolo classico, dove un cervo è il doppio di un capriolo (adulti), per il cinghiale è difficile valutare.
Per chi non lo sapesse la distanza tra le barre grosse è di 70 cm a 100 ml.
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Sono d'accordo con Paolo, non avendo uno "spotter" di dubbia qualità come quello che gli ha dato indicazioni sbagliate non mi sono mai posto questo problema, conosco a memoria le distanze dei posti che frequento, che sono comunque abbastanza ridotte (anch'io difficilmente arrivo ai 150 metri).Commenta
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Yed come sei vecchio, quasi più di me. Io sono andato avanti con quel sistema per decenni. Il telemetro spesso lo avevo dietro, ma vuoi mettere l'immediatezza del reticolo? Anche se io usavo il 4A, ma le dimensioni delle linee grosse sono uguali.
---------- Messaggio inserito alle 08:13 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 08:08 AM ----------
Errata corrige: i palanconi era almeno un paio, se non tre. Ti ricordi quando dopo siamo andati a fare una ispezione nel luogo dove li abbiamo visti e come siamo sprofondati nel fango senza pesi supplementari?The e toast fanno parte di una uscita con Alessandro.
Arrivati al dunque su un palancone notevole, ha abbassato la carabina e chiesto di andare al bar. Sul momento non avevo capito, ero infoiato a bestia ed in modalità "adesso lo prendiamo" e non riuscivo a comprendere quel che, le mie orecchie, avevano sentito.
Con il senno di poi non è stata la decisione più brutta. Il posto dove eravamo noi era di m. oltretutto più a 49 metri che a 51 da un tornante alle nostre spalle. Il tiro non era facile per la fortissima pendenza (non per niente c'è un tornante li dietro) e la buona distanza.
Quel che era peggio era la collocazione di quei daini. Loro erano su un terreno arato dopo un mese di piogge continue. DIfficile capire come potesseto rimanere in piedi senza sprofondare o scivolare continuamente, evidentemente gli unghioni funzionano.
Una melma inestricabile dove, recuperarlo, era una cosa da rischiare la vita e farsi venire un coccolone
E' sempre mia abitudine valutare prima dello sparo quello che ci potrebbe attendere dopo. Abitudine appresa sparando ai fringuelli: se calcoli che cadrà in uno spinaio, meglio rinunciare.
E poi avevo una voglia matta di un the e di un toast. E tanto basta.Ultima modifica Alessandro il cacciatore; 30-06-22, 09:44.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Sei in buona compagnia.
Fino al 1983 ho cacciato con una Europa 66 7Rem e zeiss 6x ret 1 tarato a 300 m:-pr:-pr... ho perso il conto di quanti camosci ho preso. ( troppi[regol] ).
Devo altresì ammettere che da molto tempo non disdegno la tecnologia, i telemetri, le torrette e nemmeno il DS.[brindisi][brindisi]
Ciao
guli51Commenta
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E le uniche volte che probabilmente si attardavano quella manciata di secondi sufficienti o c'era il tizio che alzava la saracinesca o il lepraio che scioglieva i cani a buio...Il posto lo conosce fin troppo bene anche Alessandro il cacciatore. Quante volte abbiamo atteso le prime luci dell'alba con le dita incrociate che, gli animali che sempre sono presenti ogni notte, quel giorno ci concedessero 15 secondi di quasi luce per poter piazzare un tiro ? Drool]Drool]
---------- Messaggio inserito alle 10:55 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:50 AM ----------
Con la caccia al camoscio, per quel poco che ho fatto, c'e' più tempo di usare i gingilli vari (ma c'e' anche il loro peso da portarsi dietro, io che ho travasato una bottiglia di Chianti Classico in una bottiglia di plastica da acqua minerale per risparmiare anche quel poco peso in più).Sei in buona compagnia.
Fino al 1983 ho cacciato con una Europa 66 7Rem e zeiss 6x ret 1 tarato a 300 m:-pr:-pr... ho perso il conto di quanti camosci ho preso. ( troppi[regol] ).
Devo altresì ammettere che da molto tempo non disdegno la tecnologia, i telemetri, le torrette e nemmeno il DS.[brindisi][brindisi]
Ciao
guli51
Con cinghiali e altri animali crepuscolari spesso hai molto poco tempo per sparare e a me l'uso di supplementi mi dà fastidio, come anche la regolazione della torretta.Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Tornando al quesito iniziale.......
Non vedo impedimenti legali di nessun tipo (salvo eventuali limitazioni locali)
Non vedo un solo motivo per torturarmi portandomi appresso due armi e relativi accessori (a meno che siano previsti 47 cm complessivi di camminata.... e questo esclude un uso tipo recupero con cane).
E' un problema che ho sentito moltissimo appena sbarcato in terra toscana come atc.
Il problema dell'uscita con multifascetta per più specie era già un parziale problema anche vicino a casa. Già da almeno una quindicina di anni, uscire a capriolo voleva dire poter abbattere anche cinghiali (cosa abbastanza diversa da un capriolo).
Per cui sorge il problema secco ed immediato del calibro da utilizzare. Io avevo bene o male risolto utilizzando prevalentemente 308w e 30-06 con palle abbastanza strutturate (quasi sempre partition, negli ultimi anni partition o hasler monolitiche).
Sono calibri "grossi" ma, grazie alla relativa lentezza, mi hanno sempre dato abbattimenti con fuga limitatissima e danni (a cui sono sensibilissimo) molto vicini allo zero.
Approdando oltre appennino mi sono ritrovato una situazione in teoria uguale ma anche no. Le regole assolutamente ferree e le punizioni che, apparentemente, non comprendono anche fustigazione o taglio di dita sono, pochi km più in là, assolutamente non punitive e molto più soft.
Per cui mi sono trovato con due fatti nuovi:
- fascette multiple estremamente non selettive. A parte il capriolo dove questo è ridotto, per gli altri animali "daino" significa qualsiasi daino, cinghiale qualsiasi cinghiale. Quest'anno aprirà al cervo e sarei pronto a scommettere su "qualsiasi cervo";
- le distanze di fuga che sono completamente diverse.
Questa cosa me la spiego solo se c'è una "naturale tendenza" a sparare qualche colpo da parte di soggetti più o meno abilitati. Altrimenti non si spiega che, a distanza di pochi chilometri, riesca tranquillamente a posizionarmi a meno di 150 metri e riesca quasi sempre ad avvicinarmi abbastanza se escono lontani.......... mentre di là, chiudere piano una portiera di un'auto od estrarre un'arma dalla custodia (il rumore della cerniera) provoca la fuga disordinata di qualsiasi animale in un raggio di non meno di 400 metri.
La combinazione "varie tipologie di animale" e "spesso distanze importanti, comunque quasi mai inferiori ai 250 metri" è micidiale per la scelta del calibro.
Il mio carissimo 308w è da utilizzare abbastanza ai limiti, la mia adorata cannina cortissima in 8x57js, se sei costretto ad utilizzarla anche fino a 300 m, sei nelle montagne russe.
Così mi ero comprato un combinato con due canne rigate: un bergstutzen 6,5x57r e 30r blaser.
Capriolo ? 6,5x57r
Altro ? 30r blaser
Scelta all'apparenza saggia ma, anche se si tratta di una sola arma, già complicata. Le due curve sono pressochè identiche fin verso i 200/220 metri. Oltre non è impossibile gestirle separatamente. Per quanto arma molto precisa, i 300 metri mi sembrano un limite veramente massimo.
Dopo gli amori ho il solo maschio di capriolo assegnato e, che arma portare, non sarà una scelta facile. Altri hanno accennato ad un portatore di colore come si usava a inizio novecento nelle cacciate ai grandi pachidermi, io tendo ad essere più pratico e gradirei tantissimo una compagnia femminile (fino a che i cinghiali sono piccoli), una compagnia maschile e nerboruta con cinghiali grossi. Si perde un bacio romantico, ci si guadagna in salute della schienaCommenta
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