Proporrei un "escamotage" latino...
Selezionaniamo...anzi se selezionassimo per assurdo code storte e malformi daremmo la possibilità di intervenire legalmente con il taglio autorizzato della "malformazione congenita" della coda.
Caudectomia...esattamente.
Saluti
Mauro
Selezionaniamo...anzi se selezionassimo per assurdo code storte e malformi daremmo la possibilità di intervenire legalmente con il taglio autorizzato della "malformazione congenita" della coda.
Caudectomia...esattamente.
Saluti
Mauro
Al comune di Padova presto nuovo regolamento sul benessere: box da 40mq per 4 cani, associazioni animaliste che hanno diritto di veto anche sopra e superiore alle le Asl, sequestri dove il sequestrato deve pagare la diaria al detentore o rinuncia agli animali, tutto pre sentenza ovvio!
per aprire un centro addestramento cani ci vuole il parere positivo delle onlus
Padova. Il regolamento comunale sulla tutela degli animalisti.
"Aboliremo la catena per i cani" e' il titolo che gia' lo scorso dicembre, "Il Mattino di Padova" aveva usato per dare la notizia di un nuovo "regolamento comunale sulla tutela degli animali", annunciato dall'assessore comunale all'Ambiente, Alessandro Zan. L'articolo riportava che Zan, definendo il provvedimento: "un regolamento all'avanguardia che disciplina in modo chiaro tutte le azioni rivolte alla cura e custodia e alla tutela degli animali", avesse gia' manifestato l'intenzione di organizzare una serie di incontri con le associazioni Enpa, Lipu, Lega per la Difesa del Cane, Lav e Wwf. Nulla su gli eventuali destinatari di tale regolamento, che non sono solo gli animali, ma anche gli allevatori, i commercianti, i circhi, gli zoo ed ancor prima di loro, i cittadini consumatori di beni e servizi legati agli animali (questo fermo restando che si consideri la societa' quella formata dalle persone...). Sembrerebbe che gli incontri ci siano stati, visto che esisterebbe gia' una bozza del gennaio 2010, alla stesura della quale avrebbero partecipato appunto, le gia' citate associazioni animaliste e sembrerebbe anche che uno di questi incontri si sia svolto il 6 aprile scorso, e che in tale sede sia stata data facolta' all'USL e all'Ordine dei Veterinari di fare le proprie osservazioni. Ancora nulla pero' su associazioni di categoria o dei consumatori ed è stato proprio casualmente che una copia di quella bozza sia giunta negli uffici di FederFauna. Di Zan, si sa dal suo sito personale, che si sia reso promotore di importanti manifestazioni a favore dei diritti della comunita' LGBT, che per chi non lo sapesse sono "Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender" e su tale sito si legge anche che sia "in prima linea da sempre per i diritti civili". Essi sono l'insieme delle liberta' e delle prerogative garantite al cittadino dallo Stato a cui esso appartiene, ovvero diritti dell'uomo, non del cane o del canarino. E' difficile credere che una persona che si mostri cosi' attento ai diritti umani, avvalli poi frasi tipo: "Il Comune di Padova (...)promuove il rispetto, la cura ed il diritto alla presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e indispensabile di una morale biocentrica e dell'ambiente", oppure: "riconosce agli individui ed alle specie animali non umane il diritto ad un'esistenza (...)", contenute nella bozza in esame. Oltre al fatto che nessun ordinamento prevede l'animale quale "soggetto portatore di diritti", ricordiamo che il Pontefice stesso, del quale si ritiene nessuno possa mettere in discussione la figura di promotore del rispetto dei diritti dell'uomo, ha chiarito che il biocentrismo, che conferisce una posizione centrale agli animali e alle piante oppure considera l'uomo una forma di vita non intrinsecamente superiore alle altre, non e' compatibile con la fede cristiana. Leggendo il testo, si nota riporti che: "Il Comune di Padova, in base all'articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, riconosce la liberta' di ogni cittadino di esercitare, in modo singolo o associato, le attivita' connesse con l'accudimento e la cura degli animali" (forse dimenticando che ci fosse prima la frase "L'Italia e' una Repubblica democratica fondata sul lavoro"!) e dica ancora: "Il Comune di Padova valorizza la tradizione e la cultura animalista (...)". Ma l'animalismo non e' forse un'ideologia al pari del fascismo o del comunismo? Puo' un Ente pubblico promuovere un'ideologia in uno Stato democratico? Soprattutto poi se quell'ideologia e' in grado di muovere un sacco di soldi! Si capisce poi meglio proseguendo nella lettura del testo. All'articolo 6, le associazioni animaliste vengono imposte come collaboratrici istituzionali praticamente per tutto, anche per la vigilanza, e se l'articolo 7 sembra cominciare bene dicendo che le disposizioni non si applicano alle attivita' di allevamento, ecc., finisce comunque male dicendo che le disposizioni relative alla detenzione e al maltrattamento d'animali devono comunque considerarsi valide per qualsiasi animale. Prevede che addirittura le attivita' di disinfestazione, derattizzazione e tutte quelle imposte da emergenze di carattere igienico-sanitario, si eseguano sentite le associazioni protezionistiche riconosciute. All'articolo 9 prevede che venga chiesto un parere anche per fare i fuochi d'artificio a capodanno, che se il gatto e' condotto a mano sia preferibile l'uso della pettorina all'uso del collare (chissa' se qualche azienda ne sara' felice), che non si possano usare colle per catturare mammiferi (percio' chi ha i topi che gli rosicano il letto, se li tiene!), che non si puo' tenere l'aragosta sul ghiaccio e nemmeno portare il cane a fare una passeggiata col guinzaglio mentre si pedala in bicicletta. All'articolo 10 si parla di sequestri e si sentenzia quanto ha gia' portato piu' volte al rinvio in Commissione un proposto provvedimento a carattere nazionale, ovvero che gli organi di vigilanza, quindi anche gli stessi animalisti, possano "accertare" una violazione, possano far sequestrare gli animali, farli affidare a chi comoda a loro e farli mantenere a spese di chi il sequestro l'ha subito. E se poi la sentenza dimostrasse l'innocenza dell’imputato? Nessun problema!: loro comunque i soldi li avrebbero presi! Hanno addirittura previsto nell'articolo successivo, che il sequestrato possa rinunciare ai suoi animali!... Per quanto riguarda le strutture, senza scendere nei particolari, e' sufficiente riportare che per un cane fino a venti chili (quindi anche per un chihuahua di un chilo e mezzo) si prevede uno spazio minimo di otto metri quadri, che vuol dire che un povero disgraziato di allevatore o di semplice appassionato che detenga cinque chihuahua, dovrebbe disporre di almeno quaranta metri quadri di canile. Ma non e' finita qui! La bozza prevede che anche l'impiego di animali in mostre e circhi debba essere autorizzato dal Sindaco, sentito il parere dell'Aulss e di un rappresentante delle associazioni iscritte al Registro Comunale.E cio' vale anche per i centri di addestramento o educazione dei cani. In pratica un'impresa che da da mangiare a delle persone, per poter lavorare, dovrebbe chiedere un'autorizzazione rilasciabile su parere magari di una casalinga che ha in tasca la tessera della Lav piuttosto che dell'Enpa, quale unica referenza!... Nulla contro le casalinghe! Per carita'! Ma mentre il veterinario, piu' o meno bravo, ha comunque seguito un certo percorso di studi ed esperienze, quale percorso ha seguito il rappresentante delle associazioni animaliste?!... Ben poco conta che si scriva poi che le guardie zoofile che vigilano sul rispetto delle disposizioni, svolgano i loro compiti a titolo volontario: chiunque tutelerebbe volontariamente i propri interessi o quelli della propria organizzazione! La dice lunga il fatto che anche l'associazione centopercentoanimalisti, che non e' mai stata certo amica di circhi o allevatori, abbia diffuso comunicati contenenti pesanti critiche a questa proposta di regolamento ed alle associazioni che hanno contribuito alla sua stesura. I centopercentoanimalisti parlano di "regolamento farsa" e scrivono di Enpa, Lipu, Lega per la Difesa del Cane, Lav e Wwf: "Questi "animali$ti" locali vogliono far approvare quel regolamento, che di fatto NON tutelera' gli animali, ma solo le loro ta$che..."
Per le tutte news: http://www.federfauna.org/News/
per aprire un centro addestramento cani ci vuole il parere positivo delle onlus
Padova. Il regolamento comunale sulla tutela degli animalisti.
"Aboliremo la catena per i cani" e' il titolo che gia' lo scorso dicembre, "Il Mattino di Padova" aveva usato per dare la notizia di un nuovo "regolamento comunale sulla tutela degli animali", annunciato dall'assessore comunale all'Ambiente, Alessandro Zan. L'articolo riportava che Zan, definendo il provvedimento: "un regolamento all'avanguardia che disciplina in modo chiaro tutte le azioni rivolte alla cura e custodia e alla tutela degli animali", avesse gia' manifestato l'intenzione di organizzare una serie di incontri con le associazioni Enpa, Lipu, Lega per la Difesa del Cane, Lav e Wwf. Nulla su gli eventuali destinatari di tale regolamento, che non sono solo gli animali, ma anche gli allevatori, i commercianti, i circhi, gli zoo ed ancor prima di loro, i cittadini consumatori di beni e servizi legati agli animali (questo fermo restando che si consideri la societa' quella formata dalle persone...). Sembrerebbe che gli incontri ci siano stati, visto che esisterebbe gia' una bozza del gennaio 2010, alla stesura della quale avrebbero partecipato appunto, le gia' citate associazioni animaliste e sembrerebbe anche che uno di questi incontri si sia svolto il 6 aprile scorso, e che in tale sede sia stata data facolta' all'USL e all'Ordine dei Veterinari di fare le proprie osservazioni. Ancora nulla pero' su associazioni di categoria o dei consumatori ed è stato proprio casualmente che una copia di quella bozza sia giunta negli uffici di FederFauna. Di Zan, si sa dal suo sito personale, che si sia reso promotore di importanti manifestazioni a favore dei diritti della comunita' LGBT, che per chi non lo sapesse sono "Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender" e su tale sito si legge anche che sia "in prima linea da sempre per i diritti civili". Essi sono l'insieme delle liberta' e delle prerogative garantite al cittadino dallo Stato a cui esso appartiene, ovvero diritti dell'uomo, non del cane o del canarino. E' difficile credere che una persona che si mostri cosi' attento ai diritti umani, avvalli poi frasi tipo: "Il Comune di Padova (...)promuove il rispetto, la cura ed il diritto alla presenza nel proprio territorio degli animali, quale elemento fondamentale e indispensabile di una morale biocentrica e dell'ambiente", oppure: "riconosce agli individui ed alle specie animali non umane il diritto ad un'esistenza (...)", contenute nella bozza in esame. Oltre al fatto che nessun ordinamento prevede l'animale quale "soggetto portatore di diritti", ricordiamo che il Pontefice stesso, del quale si ritiene nessuno possa mettere in discussione la figura di promotore del rispetto dei diritti dell'uomo, ha chiarito che il biocentrismo, che conferisce una posizione centrale agli animali e alle piante oppure considera l'uomo una forma di vita non intrinsecamente superiore alle altre, non e' compatibile con la fede cristiana. Leggendo il testo, si nota riporti che: "Il Comune di Padova, in base all'articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, riconosce la liberta' di ogni cittadino di esercitare, in modo singolo o associato, le attivita' connesse con l'accudimento e la cura degli animali" (forse dimenticando che ci fosse prima la frase "L'Italia e' una Repubblica democratica fondata sul lavoro"!) e dica ancora: "Il Comune di Padova valorizza la tradizione e la cultura animalista (...)". Ma l'animalismo non e' forse un'ideologia al pari del fascismo o del comunismo? Puo' un Ente pubblico promuovere un'ideologia in uno Stato democratico? Soprattutto poi se quell'ideologia e' in grado di muovere un sacco di soldi! Si capisce poi meglio proseguendo nella lettura del testo. All'articolo 6, le associazioni animaliste vengono imposte come collaboratrici istituzionali praticamente per tutto, anche per la vigilanza, e se l'articolo 7 sembra cominciare bene dicendo che le disposizioni non si applicano alle attivita' di allevamento, ecc., finisce comunque male dicendo che le disposizioni relative alla detenzione e al maltrattamento d'animali devono comunque considerarsi valide per qualsiasi animale. Prevede che addirittura le attivita' di disinfestazione, derattizzazione e tutte quelle imposte da emergenze di carattere igienico-sanitario, si eseguano sentite le associazioni protezionistiche riconosciute. All'articolo 9 prevede che venga chiesto un parere anche per fare i fuochi d'artificio a capodanno, che se il gatto e' condotto a mano sia preferibile l'uso della pettorina all'uso del collare (chissa' se qualche azienda ne sara' felice), che non si possano usare colle per catturare mammiferi (percio' chi ha i topi che gli rosicano il letto, se li tiene!), che non si puo' tenere l'aragosta sul ghiaccio e nemmeno portare il cane a fare una passeggiata col guinzaglio mentre si pedala in bicicletta. All'articolo 10 si parla di sequestri e si sentenzia quanto ha gia' portato piu' volte al rinvio in Commissione un proposto provvedimento a carattere nazionale, ovvero che gli organi di vigilanza, quindi anche gli stessi animalisti, possano "accertare" una violazione, possano far sequestrare gli animali, farli affidare a chi comoda a loro e farli mantenere a spese di chi il sequestro l'ha subito. E se poi la sentenza dimostrasse l'innocenza dell’imputato? Nessun problema!: loro comunque i soldi li avrebbero presi! Hanno addirittura previsto nell'articolo successivo, che il sequestrato possa rinunciare ai suoi animali!... Per quanto riguarda le strutture, senza scendere nei particolari, e' sufficiente riportare che per un cane fino a venti chili (quindi anche per un chihuahua di un chilo e mezzo) si prevede uno spazio minimo di otto metri quadri, che vuol dire che un povero disgraziato di allevatore o di semplice appassionato che detenga cinque chihuahua, dovrebbe disporre di almeno quaranta metri quadri di canile. Ma non e' finita qui! La bozza prevede che anche l'impiego di animali in mostre e circhi debba essere autorizzato dal Sindaco, sentito il parere dell'Aulss e di un rappresentante delle associazioni iscritte al Registro Comunale.E cio' vale anche per i centri di addestramento o educazione dei cani. In pratica un'impresa che da da mangiare a delle persone, per poter lavorare, dovrebbe chiedere un'autorizzazione rilasciabile su parere magari di una casalinga che ha in tasca la tessera della Lav piuttosto che dell'Enpa, quale unica referenza!... Nulla contro le casalinghe! Per carita'! Ma mentre il veterinario, piu' o meno bravo, ha comunque seguito un certo percorso di studi ed esperienze, quale percorso ha seguito il rappresentante delle associazioni animaliste?!... Ben poco conta che si scriva poi che le guardie zoofile che vigilano sul rispetto delle disposizioni, svolgano i loro compiti a titolo volontario: chiunque tutelerebbe volontariamente i propri interessi o quelli della propria organizzazione! La dice lunga il fatto che anche l'associazione centopercentoanimalisti, che non e' mai stata certo amica di circhi o allevatori, abbia diffuso comunicati contenenti pesanti critiche a questa proposta di regolamento ed alle associazioni che hanno contribuito alla sua stesura. I centopercentoanimalisti parlano di "regolamento farsa" e scrivono di Enpa, Lipu, Lega per la Difesa del Cane, Lav e Wwf: "Questi "animali$ti" locali vogliono far approvare quel regolamento, che di fatto NON tutelera' gli animali, ma solo le loro ta$che..."
Per le tutte news: http://www.federfauna.org/News/
Che i cacciatori di Padova si facciano sentire e portino la cosa in ricorso.... così, se no ci metteranno i piedi in testa sempre!! Scusate la domanda stupida!! Quanti mq ha a disposizione un carcerato!?!? Ed un allettato in ospedale!?!? ed un extracomunitario in un centro di accoglienza!?!?! Prendeteli a calci nel culo!!!!
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