Ho provato poi a controllare le distanze di tiro e mi sono accorto che il tiro più lungo quest'anno sarà stato massimo 25/30 metri.
Ho fatto delle "palline di carta" più o meno delle dimensione di alcuni selvatici, tipo tordo, beccaccino, beccaccia, anatra.
Il giorno dopo parlando con alcuni conoscenti cacciatori che millantavano fucilate da record, e pernici abbattute sul filo dei 50 metri, gli ho chiesto indicativamente quanto poteva essere la distanza di tali fucilate....
risultato, la più lunga era circa 35 metri in base ai contrassegni fatti a terra [occhi] a 50 metri il tordo quasi non si vedeva.....
Ora posso capire che si sbagliano le distanze, io ho fatto questa prova proprio per rendermi conto delle effettive distanza alla quale tiro, però mi sembra che spesso ci sia questa corsa alla super fucilata.
Mio nonno cacciava con un cal 16 a cani esterni, e la bravura el cacciatore ai tempi era quella di saper tessere con il proprio cane un'agguato perfetto, un piazzamento che consentisse una fucilata utile il più possibile sicura. Poi è logico che in appostamento le cose sono diverse, però mi sembra che la valutazione delle distanze da parte di tanta gente sia piuttosto approssimativa e sbagliata, e li porta a sbagliare sia la scelta delle strozzature che delle cartucce con risultati scadenti, ossia selvatici frantumati ( ho visto in armeria acquistare cartucce da 38 gm del 7 con contenitore per la pernice - temperature oltre i 24°- per essere sparati in canne cilindriche e a volte 3 stelle, risultato pernici imbottite o rovinate ).
Io mi reputo un neofita, voi cosa ne pensate?
Non è utile appurare le normali distanze di ingaggio con il selvatico e poi migliorare il modo di piazzarsi e lavorare con il cane per "accorciare le distanze" dal selvatico, diciamo meno cecchini e più cacciatori?
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