Caccia: Pd, da destra gioco delle parti che alimenta conflitto
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o sei sordo o non vuoi sentire? delle due l'una. Ho già scritto che la data del 31 gennaio e del calendario venatorio fissato dalla legge 157 prima dell'approvazione dell'articolo 42 della legge comunitaria è stato un buon punto di compromesso che riusciva a tenere in equilibrio le esigenze della caccia in italia e le indicazioni della scienza. Per quelle date di apertura e chiusura delle singole specie in questi anni non abbiamo mai avuto problemi. Se invece si vogliono applicare i Kc dobbiamo sapere che ciò comporterà (come sta avvenendo) una rivisitazione delle date di apertute e chiusura di mote specie a diniziare da quelle che sono di particolare interesse per i cacciatori italiani: turdidi, germano e beccaccia ( e non certo per estendere le possibilità di caccia ovviamente). Senza contare che l'eventuale confinamento di due o tre specie nella prima decade di febbraio dovrà tenere in debito conto anche il cosidetto concetto di disturbo che di fatto renderà impossibile tale prolungamento. Insomma per una questione di principio (assolutamente inutile) i cacciatori si sono castrati da soli.Non vuoi rimettere in discussione i tempi di caccia, ma allo stesso tempo vuoi una caccia sostenibile in base alle indicazioni scientifiche; delle due una... le norme EU, le direttive, i key concepts, ecc. li vogliamo rispettare o stiamo parlando di aria fritta, solo perchè al populino animal-ambientalista italiano non stanno bene manco quelli; lo vogliamo capire o no, che a loro la condivisione importa un tubo e che l'unica cosa che vogliono è la chiusura della caccia... oppure preferiamo metterci al tavolo con Carlo Consiglio (LAC) che definisce la caccia praticata da 7 milioni di cacciatori in Europa "malattia mentale"!!
Per la "regolamentazione furbesca delle deroghe", dovresti spiegarla alla tua base associativa, visto che l'arci caccia o per lo meno quella toscana, prima ha dato colpa al governo per lo storno, mentre ora sembrerebbe voglia cavalcare anche lei la tigre delle deroghe... http://www.bighunter.it/Caccia/Archi...8/Default.aspx
Mi dispiace che tu non voglia più intervenire su quanto scrivo, è sicuramente più facile rispondere alle domande dei cacciatori della sezione di Roncofritto che alle affermazioni fuori dal mondo di una scheggia (che permettimi ritengo non impazzita) non legata ad imput associazionistici preconfezionati!!
Che non la pensiamo allo stesso modo, penso che ormai si fosse capito!![:D]
Per le deroghe vale lo stesso ragionamento. Le deroghe non sono caccia ma un prelievo particolare che può essere attivato in forma circostanziata e che non deve diventare la regola. La furbesca attivazione delle deroghe ci ha portato all'impossibilità (viste le condanne dell'Ue) di prevederle nelle diverse regioni. Qualcuno chiede di forza la norma in veneto? non sono d'accordo ma in democrazia si possono avere opioni diverse. Sullo storno la cosa è diversa. Io sono perchè si facciano tutti i passi perchè possa essere reintrodotto quale specie cacciabile.
che altro dire? non mi sottraggo di certo anche se non sempre posso stare davanti ad un computer (cosa che non farò sabato, domenica e lunedì perchè me ne vado a caccia....). Il computer comunque lo porto dietro. CiaoCommenta
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Che ci siano, oggi, delle priorità che ieri non c'erano è di tutta evidenza. Però io non capisco questa campagna di Arcicaccia contro le deroghe. E dico di Arcicaccia perché ho letto un intervento di Veneziano il quale definiva brutte le deroghe fatte a Venezia, se non ricordo male.
Eppure, la sentenza della CGCE del 15 luglio scorso portata ad esempio di illegalità del Veneto da Zanoni, capetto della Lac in Veneto, e fatta subito propria dalle altre sigle animaliste, dice cose ben diverse da quelle che sono state fatte circolare. Lo dico con sicurezza perché l'ho letta.
Apparte il fatto che il Veneto non rientrava tra le regioni contestate dinnanzi alla Corte, e che i fatti risalivano all'anno 2008, le censure rivolte alle deroghe italiane non riguardavano le deroghe in sé stesse, ma, ad esempio, la carenza di motivazione a sostegno dell'impiego di tale strumento.
Mi pare allora di capire, anche alla luce della recente ordinanza di rigetto della sospensiva adottata dal Tar Veneto sul recente ricorso Lac ed altri, che il punto non sia proprio adottare "furbescamente" le deroghe, ma seguire correttamente l'iter previsto per l'applicazione di detto istuto, il che comprende anche una adeguata parte motiva della delibera che le autorizza.
Se il Veneto non rientrava tra le regioni censurate mi pare di poter dire che poi tanto "brutte" queste deroghe non fossero, checché ne pensi Veneziano.
Poi dobbiamo anche dire una cosa importante: la sentenza di cui sopra censura le aree italiane sottoposte a protezione, cioè ex lege 394, perché, di fatto, non tutelano alcunché, né da un punto di vista ambientale né tantomeno, e di conseguenza direi, da un punto di vista ornitologico.
Ho sentito da parte di Arcicaccia una presa di posizione in difesa dei parchi, ma non ho sentito una parola riguardo la becera gestione dei parchi italiani così come censurata dalla CGCE.
Per la verità mi sarei aspettato, come minimo, che un po' tutte le aa.vv. avessero sollevato la questione a fronte di proposte di ampliamento di dette aree, sia da parte del ministro Prestigiacomo (che vuol fare i parchi perché non si estragga il petrolio), sia da parte di WWf e compagnia cantando; e sia pure a fronte delle sparate di matrice brambilliana, avallate da quella parte dell'animalismo con cui si cerca il dialogo ma che intanto prende posto al tavolo degli Animal Friendly.
Secondo la mia modesta opinione occorrerebbe che prendeste sotto adeguata considerazione anche questi punti.Commenta
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Avrò anche bisogno dell'amplifon... ma ritengo che l'applicazione di una normativa che si poggia su basi scientifiche (KC) era inattaccabile ed enespugnabile a tutti i livelli, ma visto che in Italia si viaggia solo a compromessi, quello che è uscito dal parlamento è il solito pastrocchio all'italiana (e per essere chiari, non è colpa di una singola parte) che darà adito ad una miriade di ricorsi proprio sulle date di apertura e chiusura... sta tranquillo che i KC non c'è bisogno che li applichiamo noi, ci penseranno gli animal-ambientalisti tramite TAR!!................. Se invece si vogliono applicare i Kc dobbiamo sapere che ciò comporterà (come sta avvenendo) una rivisitazione delle date di apertute e chiusura di mote specie a diniziare da quelle che sono di particolare interesse per i cacciatori italiani..............................
Vedo con dispiacere che ti sei già portato avanti sulla tesi del "cosidetto concetto di disturbo" io avrei sperato che fossero solo le ass. animal-ambientaliste ad utilizzare tali concetti... ma vedo che non è così!!
Di questo passo avremo qualcuno che ci dirà di chiudere tutta la caccia alla migratoria perchè altrimenti c'è la possibilità di disturbare il passo anche delle specie non cacciabili!![:142][:142]
Beato te che che hai ancora tempo per andare caccia... io lavoro anche nei festivi[:-clown]Bruno Decca
"Multi sunt vocati... pàuci vero electi"Commenta
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Io invece Bruno la penso proprio come te !!!!!!![:-golf]Non vuoi rimettere in discussione i tempi di caccia, ma allo stesso tempo vuoi una caccia sostenibile in base alle indicazioni scientifiche; delle due una... le norme EU, le direttive, i key concepts, ecc. li vogliamo rispettare o stiamo parlando di aria fritta, solo perchè al populino animal-ambientalista italiano non stanno bene manco quelli; lo vogliamo capire o no, che a loro la condivisione importa un tubo e che l'unica cosa che vogliono è la chiusura della caccia... oppure preferiamo metterci al tavolo con Carlo Consiglio (LAC) che definisce la caccia praticata da 7 milioni di cacciatori in Europa "malattia mentale"!!
Per la "regolamentazione furbesca delle deroghe", dovresti spiegarla alla tua base associativa, visto che l'arci caccia o per lo meno quella toscana, prima ha dato colpa al governo per lo storno, mentre ora sembrerebbe voglia cavalcare anche lei la tigre delle deroghe... http://www.bighunter.it/Caccia/Archi...8/Default.aspx
Mi dispiace che tu non voglia più intervenire su quanto scrivo, è sicuramente più facile rispondere alle domande dei cacciatori della sezione di Roncofritto che alle affermazioni fuori dal mondo di una scheggia (che permettimi ritengo non impazzita) non legata ad imput associazionistici preconfezionati!!
Che non la pensiamo allo stesso modo, penso che ormai si fosse capito!![:D]
[;)][;)]
Vorrei solo aggiungere un appunto a quanto scritto da Marco Ciarafoni.
Io penso che allo stato attuale ciascun esponente o militante politico non è libero di difendere i propri intendimenti ed i propri credo, giacchè deve piegarsi alle logiche del partito a cui è iscritto. Questo per dire che tu Marco potrai anche avere idee da me condivisibili e soluzioni appropriate ai vari problemi della caccia, ma poi tanto non avrai mai libertà di azione perchè il tuo partito ( come del resto gli altri !!!) ti tarperà sempre le ali e dovrai inchinarti al suo volere, che ribadisco essere lontano anni luce dalle mie idee, non solo riguardo alla caccia ma praticamente su tutto. Cordiali saluti.Homo homini lupus.
Claudio.Commenta
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noi non siamo contro le dergohe ma per la corretta applicazione delle norme comunitarie. Le sentenze fin qui emesse (tra un po arriverà anche quella sul veneto) dimostrano che le deroghe sono state attivate in maniera irregolare (con particolare riferimento a lombardia e veneto) e questo alla lunga ha pregiudicato la loro regolamentazione in altre regioni. Basta vedere cosa è successo quest'anno.Che ci siano, oggi, delle priorità che ieri non c'erano è di tutta evidenza. Però io non capisco questa campagna di Arcicaccia contro le deroghe. E dico di Arcicaccia perché ho letto un intervento di Veneziano il quale definiva brutte le deroghe fatte a Venezia, se non ricordo male.
Eppure, la sentenza della CGCE del 15 luglio scorso portata ad esempio di illegalità del Veneto da Zanoni, capetto della Lac in Veneto, e fatta subito propria dalle altre sigle animaliste, dice cose ben diverse da quelle che sono state fatte circolare. Lo dico con sicurezza perché l'ho letta.
Apparte il fatto che il Veneto non rientrava tra le regioni contestate dinnanzi alla Corte, e che i fatti risalivano all'anno 2008, le censure rivolte alle deroghe italiane non riguardavano le deroghe in sé stesse, ma, ad esempio, la carenza di motivazione a sostegno dell'impiego di tale strumento.
Mi pare allora di capire, anche alla luce della recente ordinanza di rigetto della sospensiva adottata dal Tar Veneto sul recente ricorso Lac ed altri, che il punto non sia proprio adottare "furbescamente" le deroghe, ma seguire correttamente l'iter previsto per l'applicazione di detto istuto, il che comprende anche una adeguata parte motiva della delibera che le autorizza.
Se il Veneto non rientrava tra le regioni censurate mi pare di poter dire che poi tanto "brutte" queste deroghe non fossero, checché ne pensi Veneziano.
Poi dobbiamo anche dire una cosa importante: la sentenza di cui sopra censura le aree italiane sottoposte a protezione, cioè ex lege 394, perché, di fatto, non tutelano alcunché, né da un punto di vista ambientale né tantomeno, e di conseguenza direi, da un punto di vista ornitologico.
Ho sentito da parte di Arcicaccia una presa di posizione in difesa dei parchi, ma non ho sentito una parola riguardo la becera gestione dei parchi italiani così come censurata dalla CGCE.
Per la verità mi sarei aspettato, come minimo, che un po' tutte le aa.vv. avessero sollevato la questione a fronte di proposte di ampliamento di dette aree, sia da parte del ministro Prestigiacomo (che vuol fare i parchi perché non si estragga il petrolio), sia da parte di WWf e compagnia cantando; e sia pure a fronte delle sparate di matrice brambilliana, avallate da quella parte dell'animalismo con cui si cerca il dialogo ma che intanto prende posto al tavolo degli Animal Friendly.
Secondo la mia modesta opinione occorrerebbe che prendeste sotto adeguata considerazione anche questi punti.
Io penso che i parchi siano un risorsa per il paese anche dal punto di vista dello sviluppo dei territori sui quali inistono. Questo non significa che occorra fare una valutazione critica di quelle realtà dove questo non è avvenuto. Non si devono difendere a tutti i costi ma nemmeno contrastarli per partito preso. Mi sono assunto la responsabilità di attivare un tavolo di lavoro come Partito democratico sulle aree protette oltre che sulle politiche faunistiche e venatorie. A quel tavolo partecipano le principali associazioni agricole, ambientaliste e venatorie. La riflessione spero porterà a condividere progetti e percorsi per rafforzare e migliorare le attuali legislazioni in materia. E' questo un modo anche per isolare il fondamentalismo "interessato" del ministro Brambilla.
ciao marco
---------- Messaggio inserito alle 11:30 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:25 AM ----------
stamani pulendo il canile ho visto gli occhi dei bracchi e mi sono deciso (mi prendo tre giorni tutti per me) e speriamo bene!!!Avrò anche bisogno dell'amplifon... ma ritengo che l'applicazione di una normativa che si poggia su basi scientifiche (KC) era inattaccabile ed enespugnabile a tutti i livelli, ma visto che in Italia si viaggia solo a compromessi, quello che è uscito dal parlamento è il solito pastrocchio all'italiana (e per essere chiari, non è colpa di una singola parte) che darà adito ad una miriade di ricorsi proprio sulle date di apertura e chiusura... sta tranquillo che i KC non c'è bisogno che li applichiamo noi, ci penseranno gli animal-ambientalisti tramite TAR!!
su questo hai ragione ecco perchè è stato un errore proporre la'llungamento dei tempi di caccia in base ai Kc!
Vedo con dispiacere che ti sei già portato avanti sulla tesi del "cosidetto concetto di disturbo" io avrei sperato che fossero solo le ass. animal-ambientaliste ad utilizzare tali concetti... ma vedo che non è così!!
Di questo passo avremo qualcuno che ci dirà di chiudere tutta la caccia alla migratoria perchè altrimenti c'è la possibilità di disturbare il passo anche delle specie non cacciabili!![:142][:142]
non è che si possono evitare che le cose che non ci piacciono, occorre affrontarle con razionalità..fino ad ora (prima dell'articolo 42) nulla era successo da questo punto di vista. Ripeto è stato un grossolano errore!!
Beato te che che hai ancora tempo per andare caccia... io lavoro anche nei festivi[:-clown]
---------- Messaggio inserito alle 11:33 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:30 AM ----------
perchè fai il processo alle intenzioni!!! è evidente che mi compoterò avendo i riferimenti gli interessi collettivi anche perchè penso che così si difende meglio la caccia. Ripeto ci vuole equilibrio e responsabilità. Nel mio partito abbiamo discusso a lungo e siamo arrivati a posizioni condivise anche tra persone che partono da sensibilità diverse. Vedremo come andrà!Io invece Bruno la penso proprio come te !!!!!!![:-golf]
[;)][;)]
Vorrei solo aggiungere un appunto a quanto scritto da Marco Ciarafoni.
Io penso che allo stato attuale ciascun esponente o militante politico non è libero di difendere i propri intendimenti ed i propri credo, giacchè deve piegarsi alle logiche del partito a cui è iscritto. Questo per dire che tu Marco potrai anche avere idee da me condivisibili e soluzioni appropriate ai vari problemi della caccia, ma poi tanto non avrai mai libertà di azione perchè il tuo partito ( come del resto gli altri !!!) ti tarperà sempre le ali e dovrai inchinarti al suo volere, che ribadisco essere lontano anni luce dalle mie idee, non solo riguardo alla caccia ma praticamente su tutto. Cordiali saluti.Commenta
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Nemmeno io sono pregiudizialmente contrario ai parchi. Diciamo che sono contrario ad una certa moda dilagante che vede istituire parchi ed oasi varie sui territori più disparati e senza reali fini di protezione. Le motivazioni sono le più disparate, le più sciocche a volte, e le più illegittime.
C'è chi li istituisce o li invoca, per fare un esempio su tutti, per contrastare la cementificazione, laddove basterebbe un vincolo di inedificabilità assoluta magari, oltre che, ovviamente, un ripensamento delle modalità di espansione urbana, da tempo invocata dagli urbanisti e rimasta disattesa per mero interesse politico. Eppure altri Paesi hanno costruito modelli invidiabili - penso a Madrid, dove non circolano auto all'interno delle città perché la sua riprogettazione e la disponibilità di mezzi alternativi non solo le rendono inutili, ma anche scomode; oppure alla Svezia, dove ho letto che l'auto viene usata solo per gli spostamenti fuori città; oppure a Paesi dove al di fuori delle aree urbane c'è solo campagna e non un comune ogni tre km come da noi, ognuno col suo piano regolatore e con le sue aree di espansione mangiambiente (ma noi gridiamo di abolire le province per risparmiare, anziché i, o molti, comuni inutili); dove le zone industriali vengono concentrate e non disseminate sul territorio aumentando il problema dei trasporti di merci; dove si predilige la ristrutturazione delle abitazioni esistenti alla creazione del nuovo, e dove prima di costruire attorno alla città si costruisce utilizzando gli spazi al suo interno. Il che significa non tanto città verticali, quanto piuttosto città pensate meglio - il che si traduce in risparmio di ambiente. Mi pare che mentre gli altri reinventano, riprogettano, investono, noi utilizziamo i parchi un po' per risolvere i problemi che ci trasciniamo dietro da anni e che forse, tutto sommato, ci piace tenere con noi. E' più facile vietare che ripensare il mondo.
Poi non importa se, dopo fatti i parchi, dentro ci facciamo le discariche, le ville, o quant'altro. L'importante è avere due o tre sentieri per passeggiatori o ciclisti, un paio di tabelloni con la foto di un airone che rappresenta gli uccelli "rari" che vengono tutelati, e una pioggia di finanziamenti statali per mantenere carrozzoni che, al di là della propaganda pubblicitaria su quanto piace agli italiani visitare i parchi, non riescono a produrre un euro di utile.
Mi pare che tu ti sia preso una bella gatta da pelare con questo tavolo di discussione sulle aree protette italiane...Commenta
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Nemmeno io sono pregiudizialmente contrario ai parchi. Diciamo che sono contrario ad una certa moda dilagante che vede istituire parchi ed oasi varie sui territori più disparati e senza reali fini di protezione. Le motivazioni sono le più disparate, le più sciocche a volte, e le più illegittime.
C'è chi li istituisce o li invoca, per fare un esempio su tutti, per contrastare la cementificazione, laddove basterebbe un vincolo di inedificabilità assoluta magari, oltre che, ovviamente, un ripensamento delle modalità di espansione urbana, da tempo invocata dagli urbanisti e rimasta disattesa per mero interesse politico. Eppure altri Paesi hanno costruito modelli invidiabili - penso a Madrid, dove non circolano auto all'interno delle città perché la sua riprogettazione e la disponibilità di mezzi alternativi non solo le rendono inutili, ma anche scomode; oppure alla Svezia, dove ho letto che l'auto viene usata solo per gli spostamenti fuori città; oppure a Paesi dove al di fuori delle aree urbane c'è solo campagna e non un comune ogni tre km come da noi, ognuno col suo piano regolatore e con le sue aree di espansione mangiambiente (ma noi gridiamo di abolire le province per risparmiare, anziché i, o molti, comuni inutili); dove le zone industriali vengono concentrate e non disseminate sul territorio aumentando il problema dei trasporti di merci; dove si predilige la ristrutturazione delle abitazioni esistenti alla creazione del nuovo, e dove prima di costruire attorno alla città si costruisce utilizzando gli spazi al suo interno. Il che significa non tanto città verticali, quanto piuttosto città pensate meglio - il che si traduce in risparmio di ambiente. Mi pare che mentre gli altri reinventano, riprogettano, investono, noi utilizziamo i parchi un po' per risolvere i problemi che ci trasciniamo dietro da anni e che forse, tutto sommato, ci piace tenere con noi. E' più facile vietare che ripensare il mondo.
Poi non importa se, dopo fatti i parchi, dentro ci facciamo le discariche, le ville, o quant'altro. L'importante è avere due o tre sentieri per passeggiatori o ciclisti, un paio di tabelloni con la foto di un airone che rappresenta gli uccelli "rari" che vengono tutelati, e una pioggia di finanziamenti statali per mantenere carrozzoni che, al di là della propaganda pubblicitaria su quanto piace agli italiani visitare i parchi, non riescono a produrre un euro di utile.
Mi pare che tu ti sia preso una bella gatta da pelare con questo tavolo di discussione sulle aree protette italiane...
ci si prova..vediamo dove si può arrivareCommenta
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Mi sa che non sei mai venuto a caccia in Toscana, perchè tolte alcune piccolissimi oasi felici la caccia da noi è messa male e se non mi sbaglio a governare la Toscana fin dai tempi dei primi ominidi preistorici c'è la sinistra e le sue bugie.non mi pare che in toscana i cacciatori siano presi per il **** visto che è portata ad esempio come la regione più virtuosa sul piano della regolamentazione della caccia!
---------- Messaggio inserito alle 08:20 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 08:17 PM ----------
e allora accontentati di quello che hai o che hanno ottenuto i falsi profeti della caccia! la verità è più scomoda da dire, non fa strappare facili applausi ma è sempre meglio delle grossolane bugie raccontate da coloro che hanno promesso mari e monti e ora davanti al premier che benedice la brambilla se ne stanno zitti senza colpo ferire!!!DamianoCommenta
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Tranquillo damiano da noi nel Lazio c'e' la destra e siamo messi molto ma molto peggio di voi, fidati sulla parola, se pensi che da noi nella strgrande maggioranza degli atc tolto Viterbo non vengono effettuati lanci di stanziale e lo storno e' perennemente chiuso e siamo pieni di afv e parchi e oasi .....voi siete messi molto ma molto meglio di noi, solo quest'anno vi hanno chiuso lo storno a cui avete sempre tirato in deroga, da noi sono anni che e' perennemente chiuso.........Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....Commenta
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Politici di destra, centro, sinistra e via discorrendo andate a lavorare, ci avete rotto , non vi sopportiamo piu, siete diventati come si dice a napoli delle vaiasse.Commenta
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angelo37
[QUOTE=Marco Ciarafoni;512394][QUOTE=angelo37;512389]Questo è un buon inizio Ciarafoni!!
penso che regole debbano essere rispettate e penso che questo valga anche per la ripartizione del territorio agrosilvo pastorale: pertanto occorre andare alla riperimetrazione di quegli istituti che sforano le percentuali. Si può fare in tanti modi anche utilizzando l'istituto dell'area contigua od anche prevenendo che zone di rispetto o le zone di ripopolamento siano ricomprese nei parchi liberando quindi territorio per la caccia programmata...
Visto che se si vuole le proposte buone ci sono e si possono fare!!
[wel]Commenta
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Veramente le cose non stanno proprio così; premettendo che per il Veneto non è ancora state emessa nessuna sentenza, per Lombardia e altre 2 Regioni (che erano e sono a guida politica a voi vicina) la Corte ha sollevato esclusivamente vizi di forma. Semmai l'inadempienza (com'è stata sottolineata proprio dalla sentenza) è nei confronti dello Stato che dovrebbe modificare l'art.19 bis e sopratutto un richiamo anche a chi dovrebbe (visto che è pagato per questo) fornire dati reali e obbiettivi(sottolineo reali e obbiettivi ) alle Regioni per poter legiferare in merito.noi non siamo contro le dergohe ma per la corretta applicazione delle norme comunitarie. Le sentenze fin qui emesse (tra un po arriverà anche quella sul veneto) dimostrano che le deroghe sono state attivate in maniera irregolare (con particolare riferimento a lombardia e veneto) e questo alla lunga ha pregiudicato la loro regolamentazione in altre regioni.Commenta
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