com'è ridotta la caccia, mi sento colpevole!
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Non c'é una colpa specifica a qualcuno o a qualcosa, avendo vissuto quel momento mi sento colpevole forse non ho fatto abbastanza per la caccia,forse si poteva fare di più ,ma è stato il momento storico che ha colpito l'italia in tutti i suoi aspetti,portando benessere e progresso,mezzi che spesso sono stati usati in malo modo,ecco il famoso" miracolo economico" in tutte le categorie sociali c'é stato uno scombussolamento,mi ricordo per esempio il mio armaiolo proponeva a molte società ATAF (trasporti urbani)alla nettezza urbana etc l'acquisto di fucili a rate a prezzi stracciati per i dipendenti,era diventata una Kermesse come andare a vedere una partita." Che fa domenica? dai vieni a caccia con me in 4 e quattr'otto ti organizzo tutto io" Si organizzavano pulman per andare alla migratoria nel sud Campania,Gargano, Abruzzo etc.Arrivavano nel sud orde di cacciatori capaci di stroncare i rami degli ulivi per fare le "Parate"e sparare,sparare a tutto quello che capitava tutti dall'operaio,al Fantozzi all'ingegnere,in Sardegna (l'ho visto con i miei occhi)questi pseudo cacciatori abbattevano i muretti a secco per passare,potrei continuare all'infinito,ma questo era l'andazzo generale,non parlate della francia o di altri paesi,dove la caccia è gestita in maniera differente,nessun paese al mondo ha subito una pressione venatoria come l'italia di quegli anni 1.800.000 cacciatori per un così piccolo territorio montuoso e venatorialmente parlando mal gestito.E mancato il lento andazzo della tradizione dove i vecchi insegnavano ai giovani,dove solo la vera passione guida i cacciatori.Per questo ho fiducia nei cacciatori di oggi,perché fra tutti i problemi che abbiamo fra animalisti,anti caccia etc se uno decide di essere cacciatore significa che dentro ha quel fuoco e sarà un ottimo nembrotto: Ragazzi cacciate molto e prelevate poco,sempre in maniera sportiva.marcello -
Beh a praticare una caccia consapevole sono rimasti solo quattro gatti,almeno nella mia isola,io però non darei di certo una medaglia al valore a chi inserisce pubblicamente sul web certe foto dove si vedono centinaia di quaglie abbattute messe in bella mostra nel cofano di un gippone,per vedere alcune di queste foto basta semplicemente cercare su google "immagini di caccia alle quaglie"Commenta
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Bravo!!Non sono assolutamente daccordo sul fatto che i cacciatori siano i colpevoli principali della situazione odierna. Come si spiega il fatto che specie mai cacciate sono praticamente sparite e altre che non esistevano, ora pullulano come lucciole ??
E' solo ed esclusivamente la trasformazione del territorio,ma questa è anche la cosa peggiore, xchè il cambiamento è stato forzato dal cosidetto benessere. la continua ricerca del denaro ci sta portando tutti in rovina. Prima o poi la spurgheremo.
Hai centrato in pieno.
ciaoSaluti. Sandro.
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L'anomalia Italiana in ambito venatorio è sempre stata, a mio avviso, la gestione pubblica, e lo dice uno che è fermamente convinto che i servizi essenziali devono essere pubblici, ma non la caccia. Il nomadismo è stata una delle più grosse piaghe del mondo venatorio, responsabile di danni consistenti in primis per la selvaggina nobile autoctona e poi anche per la migratoria. Il cacciatore per non regolarsi nei prelievi ha sempre avuto il classico alibi " se non lo uccido io lo fa un'altro" magari venuto da chissà dove, i tentativi di legare al territorio i cacciatori sono arrivati troppo tardi a frittata ormai fatta, almeno per quanto riguarda la selvaggina legata al cane da ferma. Cosa diversa è la caccia agli ungulati che negli ultimi anni si è arricchita molto di specie e di cossistenze demografiche che solo una trentina di anni fa erano impensabili, ma lo erano proprio a causa dell'impossibilità di gestire territori ai quali potevano accedere tutti o quasi.
Dalle mie parti nonostante il territorio sia da molti decenni sotto regime di riserva alpina, quindi a numero chiuso, per avere le attuali consistenze e varietà di ungulati è stato necessario un radicale cambiamento di mentalità aiutato dalla caccia di selezione, che detto per inciso non credo faccia miracoli, ma abitua il cacciatore semplicemente a un prelievo consapevole rispettoso delle dinamiche demografiche dei selvatici.
E' vero che l'ambiente si è via via degradato, ma l'attuale penuria di selvatici, di penna, è anche e soprattutto causa di una cattivissima o meglio inesistente gestione della cosa venatoria, spesso la caccia non è stata altro che la rampa di lancio per soddisfare appetiti elettorali che hanno, come si sa, il brutto vizio di esigere più consensi possibile e allora quale specchietto migliore di una devastante politica garantista, tutti a caccia dappertutto, cosa importa se la selvaggina sparisce tanto si ripopola......
IvanCommenta
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Completamente d'accordo con Mithril i cacciatori erano un serbatoio di voto per i vari governi e gli hanno permesso tutto e di più pur di avere consensi senza la minima gestione del patrimonio faunistico,ci sono state lotte per non considerare più "Res nullis" la selvaggina'ed ai miei tempi si esponevano le prede sui cofani delle ,auto,me ne vergogno ancora!ma ormai e fatta ,cerchiamo di non ricadere nei soliti errori, guardiamo al futuro senza egoismi.marcelloCommenta
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Esatto... caccia per tutti, a tutto e dappertutto, uguale a niente per tutti.Completamente d'accordo con Mithril i cacciatori erano un serbatoio di voto per i vari governi e gli hanno permesso tutto e di più pur di avere consensi senza la minima gestione del patrimonio faunistico,ci sono state lotte per non considerare più "Res nullis" la selvaggina'ed ai miei tempi si esponevano le prede sui cofani delle ,auto,me ne vergogno ancora!ma ormai e fatta ,cerchiamo di non ricadere nei soliti errori, guardiamo al futuro senza egoismi.marcello
Bernardo MontiCommenta
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puntuamente rispunta una discussione simile, e ogni volta io dò il mio modesto contributo nel notare come i sostenitori dell' "è colpa del degrado ambientale, degli agricoltori, dell'inquinamento ecc." siano sempre, o quasi sempre, provenienti dalle zone dove la stanziale è ormai... estinta.
non voglio negare l'impatto che le modificazioni ambientali hanno sulla selvaggina (in alcune zone forse è il maggior problema) ma... pensate che sull'appnnino Emiliano non ci sia l'abbandono delle campagne? che in molte zone della Pianura Padana, non ci sia l'agricoltura intensiva? Le strade i capannoni? E' anzi vero il contrario.
Com'è che su questo forum leggo di cacciatori stupiti, estasiati quasi, percorrendo alcune strade per la prima volta, dal vedere fagiani, pernici e lepri? Non sarà che al una lepre l'autostrada non fa bene, ma una fucilata fa peggio?____________________________________________
Paolino
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Insisto... come mai al Mezzano (bonifiche ferraresi) dove si pratica un'agricoltura intensiva e altamente produttiva (frumento, barbabietola, soia, mais) è pieno di selvaggina sia stanziale che di passo (quaglie soprattutto) tanto che i cinofili di mezza Italia rischiano multe salatissime per allenare? A sentire quelli che danno la colpa all'agricoltura non ci dovrebbe essere alcuna forma di vita.
Bernardo MontiUltima modifica dersu; 16-03-12, 22:27.Commenta
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C'è chi dice l'agricoltura intensiva o il cacciatore che no rispetta il calendario, secondo me non è solo questo. Qui si parla della dimunuzione delle specie che un tempo erano abbondanti. Allora se nel 68 eravamo 20 milioni di abitatanti su tutto il territorio Italico isole comprese, ora sia quasi 4 volte tanto. Ciò significa che stiamo chiedendo troppo alla natura. E si sa che il più forte vince. Non è che possiammo allargare la penisola purtroppo lo spazio è quello, siamo noi che siamo troppi.Daniele
Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)Commenta
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Scusa se te lo dico Marcello ma aver scritto tutte quelle cose orribili che hai fatto e poi vantarsi di non aver mai ucciso una beccaccia alla posta la vedo un po come una presa in giro!!!meglio che ammazzavi un paio di beccaccie alla posta piuttosto di bracconeria o cose simili.Premetto che io sono contro la Posta e chi la fa!!!sigpic Non esiste tradimento nello sguardo di un caneCommenta
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Ma veramente pensi che il numero di tordi sia uguale a quello di anni fà? E che le catture siano le stesse?Credete che se oggi chiudessero la caccia in Italia,con meno della metà dei cacciatori di allora e con circa 60 giorni di caccia disponibili rispetto ai 9 mesi di allora avremmo più selvaggina?dici bene dersu la Francia ha un territorio doppio al nostro con gli stessi abitanti dell'Italia (circa 65.milioni)In Italia in Lombardia per esempio che una superficie di 24.000 km quadrati con circa 10 milioni di abitanti c'è più selvaggina che in Sardegna che ha quasi gli stessi km quadrati ma un milione e 600mila abitanti?Come mai le rondini ed i rondoni sono in continua diminuzione e i tordi perennemente cacciati sono sempre stabili numericamente?Commenta
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Caro Ale non capisco di quali cose orribili e bracconerie parli,forse mi sono espresso male,mi sento colpevole perchè ho fatto parte di quella generazione,e nel mio piccolo non ho contribuito al miglioramento della situazione della caccia,e questo per me è una grave colpa,certamente da solo non avrei certo cambiato le cose ma ci dovevo provare questo era ed è il dovere dei cacciatori ancora oggi per questo mi sento colpevole,ma ripeto sono fiero di non aver mai incarnierato una beccaccia all'aspetto,questo concedimelo!A proposito mi è venuto in mente che in quegli anni in Francia era permessa la caccia alla beccaccia alla " Croule " veniva fatta in primavera all'alba e al tramonto quando i maschi di beccaccia facevano la danza dell'amore nel cielo per avere la femmina,ci furono tante discussioni per questa caccia che i cacciatori francesi ritenevano un tradizione e non distruttiva (sic!)perché uccidevano solo i maschi!!C'è di che riflettere.Ci sono stati anche diversi cambiamenti nelle abitudini della selvaggina,io non riesco a valutare,posso solo dire a lume di naso che non mi sembrano positivi,esempio nella mia gioventù a Firenze città non c'erano gli storni che ci sono adesso,lungo l'Arno non c'erano come adesso cormorani aironi cenerini e bianchi,una moltitudine di gabbiani ed germani o anatre germanate(difficile distinguerle) mi ricordo che lungo l'Arno capitava nella parti ricche di vegetazione qualche raro tarabuso e lungo le ripe i piro piro,quando capitava qualche gabbianello si diceva che al mare era brutto tempo e si rifugiavano nell'entroterra,ma non credo che le cose stessero così,ci vorrebbe qualcuno che potesse spiegare questi cambiamenti così evidenti,chissà quanti quanti altri cambiamenti di cui non mi sono reso conto,chi spiega queste cose un etologo?Sarebbe interessante.marcelloCommenta
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Insisto... come mai al Mezzano (bonifiche ferraresi) dove si pratica un'agricoltura intensiva e altamente produttiva (frumento, barbabietola, soia, mais) è pieno di selvaggina sia stanziale che di passo (quaglie soprattutto) tanto che i cinofili di mezza Italia rischiano multe salatissime per allenare? A sentire quelli che danno la colpa all'agricoltura non ci dovrebbe essere alcuna forma di vita.
vediamo... se a te rispondono____________________________________________
Paolino
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