com'è ridotta la caccia, mi sento colpevole!
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Non so da dove siano ricavati questi dati, già nel 1960 eravamo circa 50 milioni di abitanti e da allora c'è stato un incremento abbastanza forte per un ventennio, cui è seguito un rallentamento che dura anche oggi, col parallelo invecchiamento medio della popolazione causa denatalità. Ugualmente nella popolazione venatoria si assiste ad un marcato invecchiamento e all'assenza di ricambi, per cui con questi ritmi di dismissione delle licenze tra non molti anni rimarranno forse 150/200 milaC'è chi dice l'agricoltura intensiva o il cacciatore che no rispetta il calendario, secondo me non è solo questo. Qui si parla della dimunuzione delle specie che un tempo erano abbondanti. Allora se nel 68 eravamo 20 milioni di abitatanti su tutto il territorio Italico isole comprese, ora sia quasi 4 volte tanto. Ciò significa che stiamo chiedendo troppo alla natura. E si sa che il più forte vince. Non è che possiammo allargare la penisola purtroppo lo spazio è quello, siamo noi che siamo troppi.
cacciatori.
Bernardo MontiCommenta
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Mi spiegate anche a me allora da quando hanno chiuso la primaverile sulla mia isola passano sempre meno tortore e quaglie?considerando che di fronte, l'isola di Ventotene è una riserva naturale e non si caccia più (anche in inverno)da oltre 20 anni?[:-bunny]Ma siamo sicuri che la COLPA è dei cacciatori che sono in continua diminuzione?Negli ultimi 20 anni,Abbiamo tanti parchi in Italia che come superficie superano il Belgio o l'Olanda dove non si caccia più,vedete miglioramenti?Ultima modifica alcione tsa; 17-03-12, 17:40.Commenta
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...ed i più tanti sono clienti italiani !!!
se cerchi quì nel forum,ne trovi quanti ne vuoi...Commenta
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A me invece mi si dovrebbe spiegare come mai sono più o meno quattro anni che nell'Appennino centrale il passo delle beccacce si è ridotto quasi a zero. La selvaggina di passo è troppo legata alle condizioni climatiche per essere comparata alla maggiore o minore pressione venatoria. Per tortore e quaglie è vero che non si spara più a primavera, ma quanto si spara di più nei paesi dell'Est in estate/autunno?Mi spiegate anche a me allora da quando hanno chiuso la primaverile sulla mia isola passano sempre meno tortore e quaglie?considerando che di fronte, l'isola di Ventotene è una riserva naturale e non si caccia più (anche in inverno)da oltre 20 anni?[:-bunny]Ma siamo sicuri che la COLPA è dei cacciatori che sono in continua diminuzione?Negli ultimi 20 anni,Abbiamo tanti parchi in Italia che come superficie superano il Belgio o l'Olanda dove non si caccia più,vedete miglioramenti?
Per quanto riguarda i parchi è anche vero che si sono riempiti di cinghiali ed ungulati e costituiscono serbatoi di irradiamento per chi pratica la selezione, caccia particolare se si vuole, ma sempre caccia.
Bernardo MontiCommenta
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Hai ragione dersu mi sono sbilanciato troppo. Ma quello che voglio dire è che nel 68 si viveva in modo diverso. In Italia il pomodoro (io sono del 76), non ce l'avevi tutto l'anno come gli zucchini ed altri ortaggi. Le serre per coltivare ortaggi fuori stagione erano molto di meno. Ora dove ti giri ci sono serre e colture fuori stagione. E non va bene sia per i selvatici stanziali, e sia per noi. Per quanto riguarda i cacciatori, bhe non credo che non sia la causa dell'invecchiamento e mancanza di ricambi, ma più che altro il costo per conseguirla e mantanerla, la licenza.Non so da dove siano ricavati questi dati, già nel 1960 eravamo circa 50 milioni di abitanti e da allora c'è stato un incremento abbastanza forte per un ventennio, cui è seguito un rallentamento che dura anche oggi, col parallelo invecchiamento medio della popolazione causa denatalità. Ugualmente nella popolazione venatoria si assiste ad un marcato invecchiamento e all'assenza di ricambi, per cui con questi ritmi di dismissione delle licenze tra non molti anni rimarranno forse 150/200 mila
cacciatori.
Bernardo MontiDaniele
Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)Commenta
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Ciao Arolf, noi dobbiamo attenerci ai dati ufficiali e, che ci piaccia o no, questo ruolo lo svolge l'Ispra, e in base ai loro studi e alle loro ricerche, il tordo bottaccio, pur essendo la specie selvatica più cacciata in Italia, è riuscito negli ultimi vent'anni a mantenere pressochè invariato il numero delle coppie nidificanti, perciò........
Poi, che le catture non siano le stesse questo è evidente a tutti ma, e adesso parlo per mia modesta esperienza personale, ciò non è dovuto ad una loro supposta diminuzione, ma ad un cambiamento morfologico di determinati settori del nostro territorio, ma anche e soprattutto perchè questa specie non è tonta come si possa pensare, ma anzi tutt'altro, essa ha saputo cambiare in parte le proprie abitudini, affinando quindi la propria capacità di sopravvivenza.
Un abbraccio.Parsifal? So nannte traümend mich einst die Mutter..Commenta
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Non si può fare un discorso generico, perchè ogni specie è un caso a se. La starna italiana è stata eradicata dall'Italia per la troppa pressione venatoria. Lo stesso dicasi per la beccaccia, come giustamente faceva notare Dersu, malgrado le zone vocate siano rimaste immutate. Il tordo è ancora ben presente perchè le maggiori aree di nidificazione e di svernamento non sono in Italia. Ci sono poi uccelli spariti per colpa degli inquinanti e dell'agricoltura come rondini e calandre o animali di altro tipo come pipistrelli e rane, spariti non certo per la pressione venatoria.Commenta
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La starna è stata ripetutamente re-introdotta, vietandone la caccia, con scarsissimi risultati di sopravvivenza dovuti agli habitat a lei non più consoni.Non si può fare un discorso generico, perchè ogni specie è un caso a se. La starna italiana è stata eradicata dall'Italia per la troppa pressione venatoria. Lo stesso dicasi per la beccaccia, come giustamente faceva notare Dersu, malgrado le zone vocate siano rimaste immutate. Il tordo è ancora ben presente perchè le maggiori aree di nidificazione e di svernamento non sono in Italia. Ci sono poi uccelli spariti per colpa degli inquinanti e dell'agricoltura come rondini e calandre o animali di altro tipo come pipistrelli e rane, spariti non certo per la pressione venatoria.
La beccaccia non mi risulta nidificante in italia né mi risulta eradicata...aggiungici che le zone veramente vocate ad essa ormai sono quasi tutte parco. inoltre non è considerata specie a rischio neppure dagli ambientalisti più accaniti.
Io caccio da più di 20 anni, ho sempre seguito le regole e non mi sento ASSOLUTAMENTE in colpa per niente.
Inoltre dove o quando non ci fossero state norme atte ad impedire veri massacri di selvaggina, sarebbe stato sufficiente il buonsenso e un po' di etica.
Inutile sentirsi in colpa adesso, a stalla ormai vuota...Mala tempora curruntCommenta
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Giusto... la stalla è ormai vuota, ma non meravigliamoci se la gente (non solo gli anticaccia) ha una così alta opinione della caccia e dei cacciatori.La starna è stata ripetutamente re-introdotta, vietandone la caccia, con scarsissimi risultati di sopravvivenza dovuti agli habitat a lei non più consoni.
Metà anni '80 nascono le zone a regomento specifico, sono socio di una della mia provincia che occupa due comuni della media montagna appenninica con aziende cerealicolo-zootecniche. Cacciatori residenti più un numero chiuso di esterni, serrato controllo nocivi, due o tre zone di ripopolamento e cattura. Prima dell'apertura trovo ben cinque brigate di starne nate da lanci di coppie, il Comitato propone la chiusura della caccia a questo selvatico per l'annata in corso, i due sindaci hanno gia firmato il decreto, opposizione della Provincia. Risultato? Starne finite la prima settimana dell'apertura. Lì l'habitat c'era e c'è, quella che manca è la volontà di gestione, tanto chi se ne frega....c'è sempre il cinghiale.
Inutile sentirsi in colpa adesso, a stalla ormai vuota...
Bernardo MontiCommenta
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Allora vediamo di fargli cambiare idea cercando di investire un po' in immagine...a volte non ci vuole molto...aprendo il fucile, salutando con un sorriso e scambiando due parole a volte si tramuta un'occhiata ostile in un saluto caloroso...Mala tempora curruntCommenta
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Non credo che la beccaccia sia in diminuzione,se si pensa alle cacciate della becche che vengono fatte all'estero soprattutto a est dell'Italia,e l'enorme pressione venatoria che c'è a casa nostra dove tutti con il cane da ferma cacciano la beccaccia,ritengo che la beccaccia non sia in diminuzione,e cosi penso del beccaccino per il quale sono diminuiti gli habitat ideali,palude,marcite etc.ma lo si trova abbastanza frequentemente lungo i fiumi,questi a mio modo di vedere sono migratori che meno risentono i cambiamenti dell'ambiente,molto più sensibili a tali cambiamenti sono probabilmente quaglie tortore allodole ed altri migratori legati in maniera particolare all'agricoltura.Bisognerebbe poter avere notizie dei passaggi lungo le correnti di migrazione,soprattutto della beccaccia che da noi il flusso migratorio più importante viene dal nord-est nidificazioni Russia/Siberia tanto per intenderci,perché i flussi scandinavi interessano di più la Francia e la penisola iberica.Se qualcuno,ne sa qualcosa sarei interessato. marcello_______________Cacciate molto,prelevate poco!Commenta
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Guarda, ormai sono più le giornate di caccia che ho fatto che quelle che farò, però nel frattempo mi sono guadagnato un certo credito sia tra i colleghi che vanno a caccia, che tra coloro che alla caccia sono contrari. Non è una questione di immagine, il fucile puoi anche tenerlo in spalla.... è che tra noi ci sono troppi sparatori ingordi egoisti che in altre nazioni non avrebbero nemmeno diritto di cittadinanza. Vediamo se in altri paesi europei dove la caccia è rispettata (Inghilterra, Germania, Austria, Svizzera, paesi scandinavi) si spara a fringuelli, tordi, merli o allodole. In Italia a ogni calendario è tutto un recriminare su specie e tempi, perche là si caccia questo e quello e io vorrei andare a caccia d'estate agli ungulati, alla preapertura fare il capannello alle tortore e ai colombacci, poi fare l'apertura alla stanziale col cane e il mercoledì andare a lepre, poi al cinghiale ma se ci sono beccacce il pomeriggio sciolgo il cane e poi e poi, tutti contenti perchè ci sono gli armieri bresciani che vendono fucili, i fuoristrada pronti in garage e il beeper col gps e le agenzie che ti mandano all'estero a radunare lenzuolate di uccelletti con relativo sequestro che poi le tv fanno vedere ai tg locali. Povera "caccia" del mio paese e poi ci si meraviglia che la stalla è vuota?
Bernardo MontiCommenta
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Il problema starne è complesso, ma di certo ucciderle non può favorirle, c'è poi da dire che le starne che si lanciavano negli anni ''80 avevano una rusticità molto più accentuata di quelle che si trovano ora in commercio, in tre decenni le starne di allevamento sono diventate assolutamente inadatte a ricostituire popolazioni selvatiche, la miopia del mondo venatorio fu prorio quella di non capire che in quegli anni esisteva ancora la possibilità di riorganizzare nuclei selvatici con relativa facilità e a basso costo, ma era necessario combiare mentalità e di questo non ha colpa nessun altro se non i cacciatori. In Croazia o meglio a Zara e dintorni l'ambiente ora, da un punto di vista delle starne, è devastato soprattutto dopo la guerra degli anni 90, ma le starne ci sono perchè è stata fatta una politica di conservazione, in sintesi ne hanno chiuso l'abattimento e quelle poche che periscono per "piombite" è perchè qualcuno gli scappa la fucilata a suo rischio e pericolo.
Io sono dell'idea che la starna per poter sopportare prelievi venatori, anche moderati, deve avere a disposizione un territorio super-ideale nel quale vivere che in moltissime parti dell'Italia una volta vocate è venuto meno, ma questo non significa che la starna non si potrebbe reimpiantare, è calibrare il prelievo il problema, perchè sono convinto che nella massima parte sarebbe necessario il prelievo zero per molti anni.
In sintesi hanno ragione sia quelli che dicono che l'ambiente non è più idoneo, sia quelli che affermano che le starne sono state falcidiate fino all'estinzione, ma se posso esprimere un parere personale, dico che la caccia ha avuto un ruolo funesto per la starna in Italia e non solo, perchè non ha saputo valutare le difficoltà del galliforme difronte alle mutate condizioni dell'habitat e alle migliorate condizioni sociali degli italiani che dall'ultimo dopoguerra hanno avuto troppe "cartucce a disposizione".
IvanCommenta
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